san Pietro Claver, sacerdote
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Mercoledì 9 Settembre 2026
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stringiti le vesti ai fianchi e servimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».” (Lc 17,7-10)
Un servizio di un dipendente è dovuto al suo principale perché c’è un accordo contrattuale. Al termine del periodo stabilito viene erogato il compenso secondo il contratto stipulato.
All’epoca di Gesù chi andava ad arare o a pascolare era preso a giornata e al termine del giorno il padrone dava la paga. Nulla è più dovuto.
Al termine del servizio della evangelizzazione da parte dei discepoli nulla dovrebbe dovuto. È stato compiuto il servizio gratuito di annuncio del Vangelo. Ci si dovrebbe sentire come un “servo inutile”, un servo in pace.
«Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 17,7-10, Mercoledì 9 Settembre 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)