Sabato della settimana della VI Domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

san Daniele Comboni, vescovo
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 10 Ottobre 2026

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“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».” (Mt 18,23-35)

Il padrone preso da compassione perdona il servo che aveva nei suoi confronti un debito enorme impossibile da restituire. Invece di venderlo come servo decide di perdonarlo.
«Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito»
La compassione del re è inaspettata ed esprime un atteggiamento benevolo nei confronti di un suo suddito. Magari vi fosse sempre una compassione per poter ridonare la vita a una persona che altrimenti sarebbe schiacciata per tutto il resto della sua esistenza.
Ma questo non avviene per quel servo che è stato appena condonato dal re. A sua volta è creditore di un debito molto più piccolo dovuto da un suo compagno. Non vuole ascoltarlo e lo fà gettare in prigione fino al termine del riscatto del debito. Non ha compassione del suo compagno.
Il re saputo quanto accaduto fa giustizia. Si accende d’ira nella sua profonda delusione nei confronti del servo che era stato condonato. Così quel servo che non ha avuto compassione per un suo compagno viene dato in mano agli aguzzini.
Il perdono è un grande tassello di ogni fedele, di ogni persona, è difficile ma percorribile con l’aiuto del Signore. Perdonare è la via della riconciliazione e della pace. Perdonare è la via perché si è essi stessi perdonati dal Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 18,23-35, Sabato 10 Ottobre 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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