Tempo dopo Pentecoste
san Martino de Porres, religioso
Rito Ambrosiano
Martedì 3 Novembre 2026
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“In quel tempo. Il Signore Gesù esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».” (Gv 12,44-50)
Nella conclusione del capitolo 12 del Vangelo di Giovanni troviamo un appello forte del Signore Gesù a favore della fede. Essa è necessaria per la salvezza della propria anima, per la vita eterna.
Si tratta di credere nel Signore Gesù accogliendolo nella vita, egli è l’immagine di Dio Padre, è come luce venuto nel mondo che fende ogni tenebra. Si aggiunge anche un’assicurazione per l’uomo che è sempre dubbioso: «non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo»
L’intenzione di Dio è chiara, la salvezza e non la condanna. Ognuno ha la possibilità della redenzione, della vita eterna.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti, Riflessione I.A. FREE
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 12,44-50, Martedì 3Novembre 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)