Giovedì della settimana della II Domenica dopo la Dedicazione

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Giovedì 5 Novembre 2026

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“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui.” (Gv 8,28-30)

Quando Gesù fu crocefisso e posto in alto sulla Croce perché chi era lì potesse vedere bene, allora molti conobbero che Gesù è Dio. L’affermazione di Gesù “Io Sono” è il nome di Dio svelato a Mosè che lo chiese quando fu accanto al roveto ardente:
«”Qual è il suo nome?”. E io che cosa risponderò loro?”. Dio disse a Mosè: “Io sono colui che sono!” » (Esodo 3,13c-14)
“Io sono colui che sono!”: ehyeh ʾašer ʾehyeh, il nome di Dio da cui deriva il Tetragramma sacro.
Gesù affermò di essere Dio e che ogni cosa fatta da lui su questa terra come uomo, non furono da se stesso ma tutte le cose che fece furono dal Padre che non lo abbandonò ma gli stette vicino per tutta la sua missione.
Molti credettero alla sue Parole perché furono di vita e anche oggi lo sono, di vita eterna.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti, Riflessione I.A. FREE
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 8,28-30, Giovedì 5 Novembre 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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