IV Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 25 Settembre

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao.” (Gv 6,51-59)

Una persona mangia il pane vivo disceso dal cielo. Non si tratta di un nutrimento del corpo, è un nutrimento dell’anima, perché essa possa essere avvolta dall’amore di Dio dalla sua reale presenza.
È il pane che viene da Dio e dona la vita per sempre, è la parola di Gesù, è l’Eucaristia.
Per contro chi non accoglie questa possibilità d’amore di Dio, chi rifiuta l’alterità, percorre una esistenza che potrebbe essere non vita.
Il Signore ha deciso di donare questa grande possibilità di vita attraverso il dono di se stesso, con la promessa di essere presente sempre in chi si nutrirà con costanza del corpo e sangue di Cristo.
«Chi mangia questo pane vivrà in eterno»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,51-59 Domenica 25 Settembre 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano

santa Tecla, martire
Sabato 24 Settembre

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno. Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore».” (Lc 12,32-34)

«dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore»
Un tesoro fatto di amicizie, attenzioni caritative, condivisioni è come realizzare quella borsa che non invecchia, sarebbe «quel tesoro sicuro nei cieli»
Un tesoro fatto solo di beni terreni rimane ben saldo sulla terra, non lo si potrà portare nei cieli con quel rischio di non realizzare nella pienezza il percorso terreno che verrebbe mancare delle cose importanti come amicizie, attenzioni caritative, condivisioni.
Aiutaci Signore a investire nel tesoro dei cieli.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,32-34 Sabato 24 Settembre 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Pio da Pietrelcina, sacerdote
Venerdì 23 Settembre

VANGELO
“In quel tempo. Quando il Signore Gesù vide il notabile ricco così triste, disse: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio. È più facile infatti per un cammello passare per la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio!». Quelli che ascoltavano dissero: «E chi può essere salvato?». Rispose: «Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio».” (Lc 18,24-27)

Sembra che le agiatezze terrene, ovvero la presenza abbondante di ogni tipo di bene, sia un mezzo per rimanere lontani dalla fede, come se tutto ciò fosse totalmente appagante.
L’abbondanza dei beni per quanto grande sia non può garantire la felicità nel tempo. Solp l’amore è veicolo costante di felicità che non viene meno e introduce verso l’eternità. Questo i beni non lo possono fare.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 18,24-27 Venerdì 23 Settembre 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Beato Luigi Maria Monti, religioso
Giovedì 22 Settembre

VANGELO
“In quel tempo. Un notabile interrogò il Signore Gesù: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli rispose: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e tua madre”». Costui disse: «Tutte queste cose le ho osservate fin dalla giovinezza ». Udito ciò, Gesù gli disse: «Una cosa ancora ti manca: vendi tutto quello che hai, distribuiscilo ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; e vieni! Seguimi!». Ma quello, udite queste parole, divenne assai triste perché era molto ricco.” (Lc 18,18-23)

Un notabile, uomo ricco e rispettoso delle usanze religiose nelle quali credeva, sente il bisogno di aulche cosa dièiù, forse non era soddisfatto o forse sentiva che gli mancava qualche cosa. Chiede che cosa può fare di più, che cosa deve fare per la vita eterna, per vivere l’amore per sempre.
Gesù gli risponde con alcuni importanti comandamenti che fin dalla giovinezza il notabile ha rispettato. C’è ancora una cosa che potrebbe fare, cambiare la sua vita in modo completo perché chiamato dal Signore Gesù, liberandosi dei suoi beni terreni e diventare un discepolo di Gesù. Ma la sua ricchezza terrena lo tiene legato e non riesce a distaccarsi dai suoi molti beni e questo gli provoca una profonda tristezza nel cuore.
A volte scelte sbagliate e conformiste danno da una parte la certezza di una vita senza scossoni e senza grossi problemi a Dio piacendo, dall’altra tolgono la felicità nel cuore. Invece, il coraggio di scelte non conformiste e non opportuniste danno una profondità di gioia e d’amore nella sequela dietro il Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 18,18-23 Giovedì 22 Settembre 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Matteo, apostolo ed evangelista

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Mercoledì 21 Settembre

VANGELO
“In quel tempo. Andando via, il Signore Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: Misericordia io voglio e non sacrifici. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».
Allora gli si avvicinarono i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno. Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».” (Mt 9,9-17)

Matteo, seduto al banco delle imposte, si alza: Gesù lo ha chiamato.
non vi sono incertezze da parte di Matteo, nel suo cuore ha capito che la chiamata del Signore è di vita, cambiamento e salvezza. La sua vita era fatta probabilmente di poca onestà che lo aveva reso abbiente ma non felice.
Si alza. La sua vita da seduto diventa in piedi, c’è un movimento, una azione, un tendere verso la cosa importante che non è l’accumulo disonesto di beni ma una rinnovata comunione con il Signore nella sequela di Gesù. Il Signore non è venuto per punire, per condannare i peccatori ma per salvarli, per dare una gioia nel cuore nella certezza di un Dio che esprime: «Misericordia io voglio e non sacrifici.».
Gesù dona molto a chi si converte, gioia, speranza, vita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 9,9-17 Mercoledì 21 Settembre 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 20 Settembre

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».” (Lc 18,1-8)

Una vedova chiede al giudice la giustizia ma esso non vuole esaudire la richiesta. Considera la cosa un fastidio e perdita di tempo, vi sono altre cose di persone importanti da mettere a posto. Questo giudice è disonesto perché guarda il soggetto da cui non può trarre alcun beneficio per se. Un giudice onesto invece avrebbe prontamente operato per la giustizia.
L’insistenza della vedova fa si che il giudice disonesto poi le faccia giustizia.
Ora se l’uomo confida nel Signore, se ha veramente fede in lui, potrebbe non ascoltarlo? Lo ascolta e con attenzione e provvede.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 18,1-8 Martedì 20 Settembre 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Gennaro, vescovo e martire
Lunedì 19 Settembre

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti. Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà. In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della moglie di Lot. Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva».” (Lc 17,26-33)

Un interesse dell’uomo solo terreno, nelle faccende della vita, nel prendere moglie o marito, nel divertirsi come scopo e fine della vita, nel commercio, nella costruzione e la produzione di beni come scopo e fine della vita, rende l’esistenza vuota. Ma lo scopo della vita non è produrre, costruire, mettere su famiglia, e così via, questi sono mezzi per vivere.
Il fine dell’esistenza è amare, accorgersi di essere un dono e quello che circonda è a sua volta un dono e tutto il resto, commercio, costruzioni, famiglie, sono i mezzi per vivere questo scopo.
Troppo spesso l’uomo confonde il mezzo con il fine e si perde scordandosi dello scopo della sua esistenza che è amare Dio e il prossimo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 17,26-33 di Lunedì 19 Settembre 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 18 Settembre

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna. Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera. Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce. Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato».” (Gv 5,25-36)

La vita irrompe nell’esistenza dell’uomo. Non vi è più il nulla al termine della esistenza terrena, vi è vita. Come viverla dipende da come la si trascorre nel primo tratto terreno, in quella esistenza che noi tutti sperimentiamo su questa terra e che poi inevitabilmente termina ma con la speranza della vita che continua nella sua eternità.
Se la vita su questa terra è vissuta con amore per quanto è possibile nella nostra umanità, si pare la possibilità della risurrezione di vita, quella nella pienezza di pace e di gioia.
Se durante il passaggio terreno viene tenuto costantemente lontano l’amore, vivendo solo di espedienti per ottenere tutto per se stesso, allora si apre il varco di una risurrezione di condanna.
C’è comunque la certezza di un giusto giudizio da parte di Dio che si distanzia molto da quello umano assai imperfetto. Grazie alla venuta di Gesù Cristo la speranza si è ampliata, è Colui che è venuto a salvare e non a condannare senza appello l’uomo peccatore, perché conosce la miseria del cuore dell’uomo (la misericordia).

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 5,25-36 Domenica 18 Settembre 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della II Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Sàtiro
Sabato 17 Settembre

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù prese con sé i Dodici e disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e si compirà tutto ciò che fu scritto dai profeti riguardo al Figlio dell’uomo: verrà infatti consegnato ai pagani, verrà deriso e insultato, lo copriranno di sputi e, dopo averlo flagellato, lo uccideranno e il terzo giorno risorgerà». Ma quelli non compresero nulla di tutto questo; quel parlare restava oscuro per loro e non capivano ciò che egli aveva detto.” (Lc 18,31-34)

Quando viene detto qualche cosa che si rifiuterebbe in modo netto e deciso perché giudicato lontano dalla realtà delle cose e da quello che si pensa, non si è in grado di capire, troppo distante, troppo strano quello che viene detto.
Questo è accaduto ai Dodici con l’annuncio della passione morte e risurrezione da parte di Gesù. Non compresero nulla. Non ne erano capaci, non poteva essere che il Signore facesse una esperienza così fortemente umiliante portandolo fino alla morte. Non compresero neanche la risurrezione che diventerà il fondamento della fede cristiana, la Pasqua di Risurrezione del Signore Gesù.
Capiranno tutto e nella pienezza dopo la Risurrezione e la Pentecoste.
Oggi siamo chiamati a credere,a affidarci al Signore perché ci vuole bene.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 18,31-34 Sabato 17 Settembre 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della II Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Santi Cornelio, papa, e Cipriano, vescovo, martiri
Venerdì 16 Settembre

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».” (Lc 17,22-25)

Ci saranno giorni dove il desiderio di vedere il Signore sarà di molti. Probabilmente giorni problematici nei quali si prende coscienza della insufficienza delle cose e delle persone che ci circondano perché non possono venire in soccorso al desiderio profondo dell’eternità.
Allora il desiderio di vedere il Signore o meglio di essere in comunione con lui diventa importante. La strada dell’amore è unica via possibile per raddrizzare la propria vita se pur circondata da molti problemi, drammi, preoccupazioni.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 17,22-25 Venerdì 16 Settembre 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)