Domenica dell’Incarnazione

o Domenica della divina maternità della B.V. Maria
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Domenica 21 Dicembre 2025

“In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».” (Lc 1,26-38a)

La Domenica dell’Incarnazione non è la festa dell’Annunciazione, quella del 25 marzo. Oggi, la Domenica prima del Natale del Signore, si mette alla luce l’incarnazione di Gesù nel seno immacolato di Maria dopo il suo sì. È la Divina maternità della Beata sempre Vergine Maria.
Si focalizza il fatto che il verbo si è fatto carne e questo nel grembo della Beata Sempre Vergine Maria, è la partenza dell’opera della redenzione, della misericordia di Dio nei confronti del creato.
Nel Credo durante la Messa diciamo riguardo a Gesù: “Per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo”.
L’incarnazione di Gesù è nel seno di Maria, Gesù viene generato come uomo in Maria. Colui che è grande nel salvare inizia dall’atto di umiltà per eccellenza, si incarna come ogni creatura iniziando dal concepimento come qualsiasi uomo.
La delicatezza del Signore Gesù è il volersi incarnare e nascere come qualsiasi neonato con quella umiltà divina che fa trasparire la sua onnipotenza. Colui che può tutto, ma veramente tutto, si fa piccolo per salvarci, Colui che è onnipotente sceglie la via del diventare un neonato bisognoso di attenzioni, amore, cura da parte di Maria. Non è abdicare a essere Dio onnipotente, è usare l’onnipotenza con amore per essere solidale con l’uomo che si è perso.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,26-38a – Domenica 21 Dicembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

IV Feria prenatalizia «dell’Accolto»

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Sabato 20 Dicembre 2025

“In quel tempo. Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei. Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.” (Lc 1,57-66)

Nasce Giovanni il Battista. La nascita è prodigiosa ormai nota in tutta la regione circostante e molti sono stupiti e rallegrati dalla misericordia di Dio che ha voluto manifestare in Elisabetta e a Zaccaria. A quest’ultimo ritorna la voce, le prime parole sono di benedizione verso Dio. La voce è ritornata, la fede è rinsaldata e il dubbio di Zaccaria riguardo alla nascita del bimbo da una coppia in tarda età è cancellato dalla misericordia di Dio.
Si sta componendo la preparazione alla nascita di Gesù con la nascita del Precursore, Giovanni il Battista. La domanda percorre molti cuori: «Che sarà mai questo bambino?» Un bambino che preparerà la via al Signore Gesù ridonando speranza a molti.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,57-66 – Sabato 20 Dicembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

III Feria prenatalizia «dell’Accolto»

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Venerdì 19 Dicembre 2025

“In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore».” (Lc 1,39-46)

Al sesto mese di gravidanza di Elisabetta, Maria riceve l’annuncio della nascita di Gesù dall’Arcangelo Gabriele e viene informata che sua cugina Elisabetta è incinta. Maria concepisce. Subito si mette in viaggio e va da sua cugina Elisabetta. L’incontro è particolare e pieno di gioia non solo per Elisabetta e per Maria ma anche per bimbo nel grembo di Elisabetta la quale ha capito:
«A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?»
Elisabetta ha compreso che ha con se la madre di Dio, si sta realizzando qualche cosa di molto importante. La storia della salvezza si compie anche con la collaborazione delle donne, sante, che vivono con gioia l’esperienza di essere delle collaboratrici di Dio.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,39-46 – Venerdì 19 Dicembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

II Feria prenatalizia «dell’Accolto»

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Giovedì 18 Dicembre 2025

“In quel tempo. L’angelo disse a Zaccaria: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio. Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo».
Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto.
Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: «Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini».” (Lc 1,19-25)

Zaccaria non crede all’annuncio dell’arcangelo Gabriele, è scettico che una tale grazia, la nascita di un bambino, possa realizzarsi nella sua famiglia in così tarda età per sua moglie e lui stesso. Per la sua incredulità, per non aver creduto all’annuncio dell’arcangelo Gabriele, rimarrà muto finché nascerà Giuseppe.
Elisabetta nel giro di poco tempo capisce di aver concepito ma tiene la cosa nascosta per cinque mesi durante i quali Zaccaria rimarrà muto e costretto a credere a quell’annuncio fatto dall’angelo. Tutto si sta realizzando per la nascita del Salvatore.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,19-25 – Giovedì 18 Dicembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

I Feria prenatalizia «dell’Accolto»

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Mercoledì 17 Dicembre 2025

“Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccaria, della classe di Abia, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.
Avvenne che, mentre Zaccaria svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso. Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso. Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto».” (Lc 1,1-17)

Iniziano le ferie per natalizie che portano al Natale del Signore Gesù. La lettura del Vangelo è quella di Luca che racconta le vicende dei genitori di Giovanni il Battista e di Gesù.
Zaccaria e Elisabetta sono una coppia fedele, rispettosa delle leggi e delle prescrizioni del Signore ma senza figli. Essi sono raggiunti dalla grazia del Signore per cui Elisabetta concepirà in tarda età un figlio.
Un angelo del Signore annuncia questo a Zaccaria imponendo anche il nome del figlio che sarà concepito: Giovanni.
Giovanni diventerà il Battista con una vita rigorosa e fedele alla sua missione per preparare un popolo ben disposto ad accogliere Gesù. Lo fa con determinazione:
«Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto»
La storia della salvezza ha una svolta con la preparazione di colui che andrà innanzi a Gesù che sta per arrivare.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,1-17 – Mercoledì 17 Dicembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Commemorazione dell’annuncio a san Giuseppe

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Mercoledì 16 Dicembre 2025

“In quel tempo. Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.” (Mt 1,18b-24)

Nel Rito ambrosiano vi è la commemorazione dell’annuncio a san Giuseppe lo sposo di Maria, ricorre ogni anno il 16 dicembre.
La figura dell’uomo giusto che non vuole ledere le altrui persone, che ha nel cuore la giustizia, è chiamato da Dio nel compito importante di essere custode della santa Famiglia, di Gesù, Maria, Vergine Madre, e lui stesso. La Commemorazione è direttamente collegata al mistero del Natale, e con il 17 dicembre inizia la novena, i 9 giorni che precedono la festa chiamati i giorni dell’Accolto, cioè di Colui che dovremmo accogliere nei cuori.
Gesù «salverà il suo popolo dai suoi peccati», la venuta di Gesù salva ogni persona che lo accoglie.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 1,18b-24 – Martedì 16 Dicembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della V settimana di Avvento

san Pietro Canisio, sacerdote e dottore della Chiesa
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Lunedì 15 Dicembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai capi dei sacerdoti ed agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini? ». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”
?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti. Chi cadrà sopra questa pietra si sfracellerà; e colui sul quale essa cadrà, verrà stritolato».
Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.” (Mt 21,33-46)

Un uomo, il padrone del terreno, prepara un luogo ideale, una vigna, perché fosse gestita dai vignaioli. Questa vigna ha tutto quello che serve e molto di più, circondata da una siepe, cioè ben difesa dalle avverse potenze, persino una torre per avvistare bene in lontananza chi si avvicina. Tutto è stato realizzato per poter fare in modo che i frutti della vigna fossero abbondanti.
I vignaioli sono i capi, sacerdoti, scribi, farisei, anziani, e gestiscono male il tutto tradendo la fedeltà verso il Signore e disattendendo la sua volontà tenendosi per se i frutti, cioè non guardando al popolo e al suo bisogno di essere guidato ma guardando loro stessi.
La vigna, il regno di Dio sarà dato a un altro popolo:
«Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti»
Gesù vuole persone che dicano con la loro vita il regno di Dio, una vita su questa terra vissuta con amore e attenzione verso il prossimo.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 21,33-46 – Lunedì 15 Dicembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

V Domenica di Avvento

Il Precursore
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Domenica 14 Dicembre 2025

”In quel tempo.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Giovanni proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.” (Gv 1,6-8.15-18)

l precursore, il battistrada del Signore è Giovanni il Battista, colui contemporaneo di Gesù che annuncia la sua venuta.
Un uomo, una creatura di Dio ha il compito di testimoniare alla luce. Diventa strumento di Dio perché per mezzo del suo annuncio tutti credessero alla venuta del Signore Gesù.
Giovanni Battista non è la luce che annuncia. È l’importante testimonianza, è il fondamentale ruolo del testimone che dirige i cuori delle persone verso il Signore Gesù e non verso se stesso. Non è una persona che vuole promuovere se stessa, vuole promuovere Gesù.
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».

Possiamo essere tutti raggiunti dalla grazia del Signore dalla sua verità che edifica, ridona dignità, ridona speranza in questo periodo di tensioni egoistiche internazionali.
Uno spiraglio di luce raggiunge ognuno perché possiamo tutti rialzare lo sguardo guardando e costruendo un futuro che c’è se lo vogliamo, e ci sarà se confidiamo veramente nella venuta del Signore, se ci crediamo e se ci affidiamo alla testimonianza che annuncia la venuta del Signore che dona grazia e verità.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 1,6-8.15-18 – Domenica 14 Dicembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della IV settimana di Avvento


santa Lucia martire
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Sabato 13 Dicembre 2025

”In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai capi dei sacerdoti ed agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».” (Mt 21,28-32)

Gesù dice la parabola dei due figli dove quello che dice di no poi fa quello che il padre gli ha chiesto, e quello che dice prontamente di sì non fa quello che il padre gli ha chiesto.
I capi dei sacerdoti e gli anziani sono come il secondo figlio, aderiscono a tutto ai comandamenti di Dio ma è solo apparenza. Persone importanti che avevano la responsabilità religiosa e anche in parte politica. Proprio queste persone che attendevano il Messia non hanno creduto al Messia. Ma altre persone hanno creduto, meno importanti e addirittura molto peccatrici, ma costoro hanno creduto al perdono all’amore misericordioso di Dio cambiando la loro vita e diventando di fatto i veri testimoni di Gesù.
Vieni Signore Gesù.!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 21,28-32 – Sabato 13 Dicembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della IV settimana di Avvento

B.V. Maria di Guadalupe
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Venerdì 12 Dicembre 2025

In quel tempo. Il Signore Gesù entrò nel tempio e, mentre insegnava, gli si avvicinarono i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo e dissero: «Con quale autorità fai queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?». Gesù rispose loro: «Anch’io vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, anch’io vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?». Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, ci risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Se diciamo: “Dagli uomini”, abbiamo paura della folla, perché tutti considerano Giovanni un profeta». Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». Allora anch’egli disse loro: «Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose».” (Mt 21,23-27)

I capi dei sacerdoti gli anziani del popolo, pur sapendo dei molti miracoli compiuti da Gesù, chiedono chi è Colui che gli ha concesso l’autorità per compiere quelle cose. Per loro Gesù non aveva il diritto di fare quelle cose, si erano arroccati dietro la Legge che dava alcune disposizioni sull’agire dell’uomo, ad esempio sul compiere qualche attività nel giorno di riposo del Sabato.
Non erano riusciti ad andare oltre alla formalità, era sufficiente guardare le azioni di Gesù per comprendere che avevano a che fare con Dio.
Loro stessi interrogano Gesù.
«Con quale autorità fai queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?»
Ma loro stessi avrebbero dovuto avere un qualche sospetto visto i molti miracoli e la saggezza della Parola di Gesù, ma il cuore si era indurito e Gesù era diventato un problema da risolvere mettendolo ai margini, o ancora meglio eliminandolo visto il clamore che aveva provocato fra la gente.
Un cuore indurito non è capace di accogliere il bello che è davanti a se, diventa distruttivo.
Signore aiutaci a uscire da ogni rigidità, durezza di cuore per vivere bene il Natale.
Vieni Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 21,2327 – Venerdì 12 Dicembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)