Lunedì della III settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Lunedì 1° Dicembre 2025

“In quel tempo. Terminate le parabole, il Signore Gesù partì di là. Venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.” (Mt 13,53-58)

La gente che aveva visto crescere Gesù a Nazareth rimase perplessa. Gesù lo conoscevano e sapevano bene che non aveva frequentato le scuole dove erano formati gli scribi, i farisei, i dotti e sapienti. Dunque da dove veniva quella sapienza?
Se pur ragionevolmente c’è lo stupore e meraviglia nel vedere Gesù così sapiente e con il potere di fare miracoli. Nonostante questo Gesù non era accettato ed era motivo di scandalo, umanamente non era possibile ciò che la gente sentiva e vedeva. Ma proprio questo doveva essere il motivo per credere che in Gesù c’era il dito di Dio. E invece era motivo di scandalo. Non fu accolto nella sua patria.
Accogliere Gesù in questo Avvento è accogliere la sua vicinanza, il suo amore, la speranza, è il Dio della gioia.
Vieni Signore Gesù.!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 13,53-58 – Lunedì 1° Dicembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

III Domenica di Avvento

Le profezie adempiute
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Domenica 30 Novembre 2025

“In quel tempo. Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto:
“Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero,
davanti a te egli preparerà la tua via”.

In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono. Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. E, se volete comprendere, è lui quell’Elia che deve venire. Chi ha orecchi, ascolti!».” (Mt 11,2-15)

Giovanni il Battista ha preparato la via al Signore Gesù, ha predicato nel deserto alle folle che accorrevano indicando come convertirsi lasciando dietro di sé vite difficili e piene di peccati.
Una volta imprigionato da Erode chiede se Gesù è veramente il Cristo e per questo invia alcuni suoi discepoli. Persino Giovanni il Battista ha bisogno di riassicurarsi, ha bisogno di conferme riguardo all’annunciato e indicato da lui stesso, il Signore Gesù.
Gesù risponde facendo vedere le opere che compie: ridona la vista, ridona il cammino, guarisce i lebbrosi, ridona l’udito, persino i morti risuscitano e viene predicato l’annuncio del Vangelo ai poveri.
La venuta del Signore Gesù dona speranza a chi è caduto nella disperazione, nell’angoscia anche nei confronti di un futuro incerto, oggi dato da tante situazioni come le tensioni internazionali, i molti problemi locali, nelle famiglie.
La venuta di Gesù ridona la vista con uno sguardo che si apre verso la speranza, ridona l’ascolto senza il pregiudizio ma per capire la realtà, rialza dall’angoscia di un futuro incerto perché la speranza è Gesù.
Giovanni il Battista è indicato da Gesù il più grande fra i nati da donna ma non è più grande rispetto al più piccolo nel regno dei cieli. Questo dona ancora più speranza verso l’eternità, la vera Speranza nell’Anno Giubilare della Speranza, un futuro nel regno dei cieli dove tutti siamo diretti se lo vogliamo, un futuro dove vi è la pienezza della vita.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 11,2-15 – Domenica 30 Novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della II settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Sabato 29 Novembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva agli scribi e ai farisei: «Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo, ma non ne trova. Allora dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito”. E, venuto, la trova vuota, spazzata e adorna. Allora va, prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora; e l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima. Così avverrà anche a questa generazione malvagia».
Mentre egli parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli. Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti». Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre».” (Mt 12,43-50)

Gesù confronta la generazione degli scribi e dei farisei come persone che fecero un percorso di fede e spazzarono dal loro cuore ogni ingiustizia e peccato allontanando lo spirito impuro citato nel Vangelo.
Ma non percorrendo più il cammino di fede pensando di essere probabilmente già arrivati alla piena conoscenza delle cose religiose e di essere perfetti, nel Vangelo la casa spazzato vuota e adorna, cadono nel peccato, uno di quelli più gravi, si considerano superiori e agiscono con iniquità non indicando più Dio ma usandolo per i loro scopi.
Che questo non accada mai! Ma se accadesse è come quella casa che è stata spazzata e pulita molto bene ma poi si è lasciata la porta aperta al male. La nuova condizione sarà assai peggiore della prima.
Vigilanza sempre viva unita alla umiltà sempre costantemente presente nella considerazione che tutte le persone siano degne e cristianamente unite dalla speranza, questo è il cammino da percorrere. Come un popolo in cammino verso Gesù.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 12,43-50 – Sabato 29 Novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della II settimana di Avvento

san Giovanni di Dio, religioso
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Venerdì 28 Novembre 2025

“In quel tempo. Alcuni scribi e farisei dissero al Signore Gesù: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno». Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra. Nel giorno del giudizio, quelli di Ninive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!».” (Mt 12,38-42)

Scribi e farisei vorrebbero un segno dal Signore Gesù. Ma il Signore Gesù aveva già compiuto molti segni, molte guarigioni. Vi sarà comunque il segno: il Signore scenderà negli Inferi e risorgerà dai morti. Questo sarà il segno universale perché ogni uomo possa convertirsi, riprendere la propria dignità e diventare uomo di speranza.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 12,38-42 – venerdì 28 Novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della II settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Giovedì 27 Novembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai farisei: «Prendete un albero buono, anche il suo frutto sarà buono. Prendete un albero cattivo, anche il suo frutto sarà cattivo: dal frutto infatti si conosce l’albero. Razza di vipere, come potete dire cose buone, voi che siete cattivi? La bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda. L’uomo buono dal suo buon tesoro trae fuori cose buone, mentre l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori cose cattive. Ma io vi dico: di ogni parola vana che gli uomini diranno, dovranno rendere conto nel giorno del giudizio; infatti in base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato».” (Mt 12,33-37)

Dal frutto si capisce l’albero. Se il frutto è buono lo è anche l’albero, se il frutto è cattivo lo è anche l’albero. L’albero ha bisogno di tempo perché faccia i frutti. Così per le persone quando si conoscono. C’è un impatto iniziale che può essere positivo o negativo ma siamo chiamati ad avere pazienza, ci vuole tempo prima di capire una persona. Quello che sembrava all’inizio può essere disatteso nel tempo. Una persona che sembrava buona, generosa, potrebbe rivelarsi con uno scopo per portare a se delle persone per approfittarsene o viceversa.
«L’uomo buono dal suo buon tesoro trae fuori cose buone, mentre l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori cose cattive.»
Trarre cose buone dal cuore prepara all’avvento di Gesù Bambino.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 12,33-37 – Giovedì 27 Novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della II settimana di Avvento

beata Enrichetta Alfieri
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Mercoledì 26 Novembre 2025

“In quel tempo fu portato al Signore Gesù un indemoniato, cieco e muto, ed egli lo guarì, sicché il muto parlava e vedeva. Tutta la folla era sbalordita e diceva: «Che non sia costui il figlio di Davide?». Ma i farisei, udendo questo, dissero: «Costui non scaccia i demòni se non per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni».
Egli però, conosciuti i loro pensieri, disse loro: «Ogni regno diviso in se stesso cade in rovina e nessuna città o famiglia divisa in se stessa potrà restare in piedi. Ora, se Satana scaccia Satana, è diviso in se stesso; come dunque il suo regno potrà restare in piedi? E se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Ma, se io scaccio i demòni per mezzo dello Spirito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio. Come può uno entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega? Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde.
Perciò io vi dico: qualunque peccato e bestemmia verrà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non verrà perdonata. A chi parlerà contro il Figlio dell’uomo, sarà perdonato; ma a chi parlerà contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato, né in questo mondo né in quello futuro».” (Mt 12,22-32)

Gesù guarisce un cieco e muto, un gesto di grande portata ma i farisei lo accusano di fare cose buone utilizzando il male cioè con la potenza del capo dei demòni. Mescolano la verità (le guarigioni compiute da Gesù) con la menzogna (la potenza viene dal capo dei demòni) per convincere e imbrogliare chi ascolta. È un grave peccato rendere menzogna la verità vicino all’imperdonabile.
C’è il peccato contro lo Spirito Santo, imperdonabile. Consiste in un rifiuto completo di Dio ivi compresa la sua misericordia e il suo perdono. È un rifiuto cosciente, totale in un una libera scelta dell’uomo. Ma come si può arrivare a tanto? Con la supponenza di essere persone perfette, senza peccato, senza alcun bisogno di essere guidate convinte di avere una perfetta conoscenza. Così si rischia di essere la posto di Dio, rifiutandolo. Qui c’è poco spazio per il perdono perché il perdono stesso viene rifiutato da una persona supponente. È il peccato imperdonabile.
Aiutaci Signore in questo cammino d’Avvento a essere persone bisognose di perdono e di donare una briciola d’amore, un popolo con una rinnovata speranza nel cuore in attesa di Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 12,22-32 – Lunedì 24 Novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della II settimana di Avvento

santa Caterina d’Alessandria, martire
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Martedì 25 Novembre 2025

“In quel tempo. I farisei uscirono e tennero consiglio contro il Signore Gesù per farlo morire.
Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:
«Ecco il mio servo, che io ho scelto;
il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento.
Porrò il mio spirito sopra di lui
e annuncerà alle nazioni la giustizia.
Non contesterà né griderà
né si udrà nelle piazze la sua voce.
Non spezzerà una canna già incrinata,
non spegnerà una fiamma smorta,
finché non abbia fatto trionfare la giustizia;
nel suo nome spereranno le nazioni».” (Mt 12,14-21)

Nel profeta Isaia, il servo scelto e amato da Dio è Gesù. Isaia preannuncia lo stile del Signore Gesù, annunciatore di giustizia, mite, senza alcuna rivendicazione, non si approfitterà di situazioni di debolezza e peccato finché la giustizia sia sopra ogni male. Il bene è sempre più forte del male.
Gesù si allontana da coloro che progettano di ucciderlo, lui che potrebbe solo con un gesto spazzarli via tutti. Gesù vive dunque lo stile di servizio, è uomo servo del Signore, lui che è Dio. Si mette a disposizione ed ogni uomo compresi quelli che lo metteranno a morte nella speranza che anch’essi dopo averlo crocefisso si ravvedano e si salvino. Si riaccende la speranza nei cuori.
Vieni Signore Gesù

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 11,16-24 – Lunedì 24 Novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della II settimana di Avvento

beata Maria Anna Sala
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Lunedì 24 Novembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano:
“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”.
È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori”. Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».
Allora si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: «Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidone fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».” (Mt 11,16-24)

I bambini gridano ad altri bambini accusandoli di non aver preso parte alla loro gioia o al loro lamento. In questo vedono solo gli aspetti negativi, ignorando tutto ciò che potrebbe invece essere qualche cosa di importante e veramente buono.
Giovanni il Battista viveva con semplicità senza beni e in regioni desertiche e di lui dicono essere indemoniato ignorando la sua predicazione. Gesù mangiava e beveva e per questo è amico dei peccatori ignorando che anche Gesù predicava e faceva molti miracoli.
La verità è custodita dalla evidenza di opere giuste, dal fatto che Giovanni il Battista predicava, battezzava senza nulla in cambio, senza alcun interesse personale. Così anche Gesù che compiva molte guarigioni.
Lo sguardo dovrebbe essere sempre bene accorto, senza pregiudizio, cogliendo il bene delle persone.
Vieni Signore Gesù

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 11,16-24 – Lunedì 24 Novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

II Domenica di Avvento

I figli del Regno
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Domenica 23 Novembre 2025

“Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturea e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell’Abilene, sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia:
«Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni burrone sarà riempito,
ogni monte e ogni colle sarà abbassato;
le vie tortuose diverranno diritte
e quelle impervie, spianate.
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!».

Alle folle che andavano a farsi battezzare da lui, Giovanni diceva: «Razza di vipere, chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque frutti degni della conversione e non cominciate a dire fra voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Anzi, già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco».
Le folle lo interrogavano: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto». Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo. (Lc 3,1-18)

Nel deserto la parola di Dio fu donata a Giovanni il Battista. Percorreva in lungo e largo le regioni desertiche e molte persone accorrevano per ascoltarlo e farsi battezzare. La sua predicazione era forte e non certo diplomatica, andava subito al dunque e non risparmiava alcuna persona anche le più alto locate come il Re Erode.
Vi è determinazione nell’annuncio, si capisce che c’è verità in quello che annuncia, confermato dal suo stile di vita assolutamente sobrio e senza alcuna ricerca di posizioni e glorie personali.
Molti si convertono alla sua predicazione a tal punto che chiedono cosa fare per realizzarla. Le risposte sono sul verso della carità, del donare, dell’onestà e del rispetto delle altrui persone. Questi sono pilastri dei credenti, l’onestà che vuol dire rispetto degli altri, uno stile sobrio che si accontenta delle cose necessarie per la propria esistenza, e praticare il vasto mondo della carità.
Ma l’annuncio importante di Giovanni il Battista è quello del battesimo che sarà donato dal Signore Gesù, un battesimo non solo di perdono dei peccati ma di una viva presenza di Dio nel battezzato.
«Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco.»
Vieni Signore Gesù

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 3,1-18 – Domenica 23 Novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della I settimana di Avvento

santa Cecilia, martire
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Sabato 22 novembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì. Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele».” (Mt 10,1-6)

Gesù chiama i dodici Apostoli per inviarli in missione anche perché non vi era stata quella attenzione nei suoi confronti degli scribi, farisei, capi dei sacerdoti e anziani di Israele. Quindi organizza la missione con un compito importante riguardo la liberazione dal male delle persone che avrebbero incontrato.
Le prime persone da incontrare sono “Le pecore perdute della casa d’Israele”. Era necessaria la loro conversione per essere essi stessi testimoni a loro volta della venuta del Signore Gesù Cristo. Ma non andò così fra chi aveva la responsabilità politica e religiosa in Israele, Gesù fu rifiutato.
Per questo la missione dell’annuncio di salvezza si allagherà a tutte la nazioni del mondo.
Vieni Signore Gesù.!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 10,1-6 – Sabato 22 novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)