Giovedì della IV settimana di Avvento

san Damaso I, papa
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Giovedì 11 Dicembre 2025

La mattina dopo, mentre rientrava in città, il Signore Gesù ebbe fame. Vedendo un albero di fichi lungo la strada, gli si avvicinò, ma non vi trovò altro che foglie, e gli disse: «Mai più in eterno nasca un frutto da te!». E subito il fico seccò. Vedendo ciò, i discepoli rimasero stupiti e dissero: «Come mai l’albero di fichi è seccato in un istante?». Rispose loro Gesù: «In verità io vi dico: se avrete fede e non dubiterete, non solo potrete fare ciò che ho fatto a quest’albero, ma, anche se direte a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, ciò avverrà. E tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete».” (Mt 21,18-22)

Gesù non trova la fede nel popolo di Israele, i capi dei sacerdoti, gli scribi, i farisei, gli anziani sembrano essere da tutt’altra parte tranne che testimoni di Dio. Non trovò frutti ma opposizione, polemica, interessi particolari e di corporazione che impedivano il messaggio di Dio Trovò un popolo senza pastore con guide non in grado di pascere il gregge. Come un albero sterile senza alcun frutto.
Ma la fede sorregge, dona la forza, può smuovere montagne, grazie alla fede è possibile affrontare situazioni altrimenti impossibili all’uomo.
Con rinnovata fede si rende vivifica la speranza nell’attesa di Gesù.
Vieni Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 21,18-22 – Giovedì 11 Dicembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della IV settimana di Avvento

sant’Arsenio Migliavacca da Trigolo
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Mercoledì 10 Dicembre 2025

In quel tempo. Mentre il Signore Gesù entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nàzareth di Galilea». Gesù entrò nel tempio e scacciò tutti quelli che nel tempio vendevano e compravano; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: «Sta scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera. Voi invece ne fate un covo di ladri”». Gli si avvicinarono nel tempio ciechi e storpi, ed egli li guarì. Ma i capi dei sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che aveva fatto e i fanciulli che acclamavano nel tempio: «Osanna al figlio di Davide!», si sdegnarono, e gli dissero: «Non senti quello che dicono costoro?». Gesù rispose loro: «Sì! Non avete mai letto: “Dalla bocca di bambini e di lattanti hai tratto per te una lode”?». Li lasciò, uscì fuori dalla città, verso Betània, e là trascorse la notte.” (Mt 21,10-17)

Gesù entra nella sua città, Gerusalemme, e gli abitanti se ne accorgono e sono in agitazione. Dopo aver cacciato via i venditori e i compratori dal tempio, Gesù guarì molti e i bambini presenti lo osannarono. Per questo fu molto criticato dai capi dei sacerdoti e dagli scribi.
Ma sono proprio i bambini nella loro innocenza a dire la verità, a riconoscere in Gesù una persona importante a tal punto da rivolgere un inno che normalmente è dedicato a Dio. E Gesù è Dio fatto uomo.
I bambini a volte insegnano molto agli adulti, nella loro semplicità e nella loro innocenza dicono delle verità che fanno riflettere le persone più grandi e a volte a correggerle verso una vita non più ipocrita ma riabitata dalla verità.
Un piccolo bambino Gesù è atteso perché vuole portare verità e speranza nei cuori di ognuno.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 21,10-17 – Mercoledì 10 Dicembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della IV settimana di Avvento

san Siro, vescovo
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Martedì 9 Dicembre 2025

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: «Allora, chi può essere salvato?». Gesù li guardò e disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile». Allora Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi».” (Mt 19,23-30)

Un ricco devoto al Signore, rispettoso dei comandamenti, decide di non seguire Gesù e per questo rimane rattristato. La sua preferenza è stata quella di rimanere con i suoi beni invece di seguire Gesù e trovare la via della sua vita.
Gesù si riferisce a questo episodio, un ricco ha una difficoltà maggiore nell’accedere al regno dei cieli. Rimane legato ai beni terreni, non riesce a slegarsi da essi non rendendo disponibile il cuore all’amore e alla gioia, quella vera fatta di armonia e relazione.
Ma «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile»
La speranza si accende grazie alla misericordia di Dio, perché il suo amore è più grande di ogni durezza di cuore. Non bisogna mai disperarsi di non poter essere perdonati per scelte sbagliate che hanno dato una importante direzione nella vita. Il Signore Dio guarda il cuore e quel piccolo gesto umile di vero pentimento viene certamente guardato. La speranza si riaccende.
Vieni Signore Gesù.!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 19,23-30 – Martedì 9 Dicembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Immacolata concezione della B.V. Maria

Solennità
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Lunedì 8 Dicembre 2025

“In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».” (Lc 1,26b-28)

«Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
Sii nella gioia tu che sei ricolma dei favori di Dio perchè il Signore Dio è con te.
L’Immacolata è la prescelta, la Madre di Dio. La festa oggi, Immacolata concezione della Beata Vergine Maria, non tratta del concepimento o della santità dei suoi genitori Gioacchino e Anna che entrambi sono comunque santi. Dice qualche cosa di profondo e unico riguardo a Maria stessa, preservata fin dal primo istante da ogni macchia di peccato. Cioè Colei che fu preservata “fin dal primo istante da ogni macchia di peccato”. Fin dal primo istante, cioè dal momento del concepimento nel grembo della mamma, Anna.
La macchia di peccato che ognuno si porta dietro è la tendenza all’egoismo, il favorire il proprio io e in modo esclusivo usando a volte le altre persone anche in cose apparentemente buone e gentili.
La Ricolma dei favori di Dio, non ha avuto lo svantaggio di quella macchia che tutti noi, sin dal momento del concepimento, abbiamo a causa del peccato originale.
«Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».
Questa è l’origine del peccato dell’uomo: il volere essere come Dio, prendere tutto senza alcun limite per se. L’egoismo, l’essere per se.
La Madonna è stata preservata da tutto ciò, in Lei non c’era questa tendenza a prendere per se, ma in Lei è naturale l’amore da dare e da ricevere senza alcun impedimento egoistico, senza alcuna rivendicazione personale, si è donata con amore.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,26b-28 – Lunedì 8 Dicembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

IV Domenica di Avvento

L’ingresso del Messia
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Domenica 7 Dicembre 2025

“In quel tempo. Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, il Signore Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito”». Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Dite alla figlia di Sion: Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina e su un puledro, figlio di una bestia da soma». I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!».” (Mt 21,1-9)

L’ingresso del Messia. Il Signore Gesù vuole entrare nella sua Gerusalemme sapendo che oltre la numerosa folla accogliente e festante vi era anche chi non lo voleva accogliere e che la sua città in realtà non lo aveva riconosciuto nel tempo in cui era stata visitata.
Gesù sapeva che stava entrando nella sua passione, stava entrando in una situazione complessa, difficile, di sofferenza, di ostilità, di incomprensione.
Oggi il Signore vuole entrare nelle città, nelle case, nei cuori di ognuno, vuole venire sapendo di trovare ostilità, incomprensione, sofferenza, povertà, malattie, incredulità.
Gesù vuole venire per guarire, per togliere l’uomo dalla non prospettiva, dal non futuro, dal vedere tutto nero davanti a se. Gesù vuole venire per portare quello spiraglio di luce che ridona la speranza di una prospettiva, di un futuro, di essere persone che vogliono costruire pace e abbattere i muri.
Lo vuole fare con quello stile di umiltà come cavalcando un asino, un puledro, mite e umile di cuore. Vuole venire con tatto e delicatezza donando il suo amore.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 21,1-9 – Domenica 7 Dicembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Ordinazione di sant’Ambrogio

Solennità
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Sabato 6 Dicembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ad alcuni farisei che erano con lui: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore».” (Gv 9,40a; 10,11-16)

La solennità della ordinazione di sant’Ambrogio a vescovo della Chiesa milanese quest’anno è anticipata di un giorno perché cadrebbe la Domenica e secondo il Rito ambrosiano non è possibile sostituire la celebrazione domenicale con la solennità o festa o memoria di un santo.
Sant’Ambrogio diede un esempio di totale dedizione alla Chiesa milanese. Un buon pastore. «Il buon pastore dà la propria vita per le pecore.»
Il buon pastore ha nel cuore le pecore a lui affidate, ci tiene, e la sua esistenza è per loro. Le conosce e desidera il bene per ognuna, si prende cura delle più fragili affinché un giorno possano camminare da sole.
Il mercenario considera le pecore come oggetto di un contratto, non le ha nel cuore e se ne perde anche qualcuna non gliele importa.
S. Ambrogio, buon pastore, aveva nel cuore le persone della Diocesi di Milano con uno sguardo speciale verso gli ultimi, e si prodigò per il superamento dei contrasti perché vi fosse unione e non divisione.
Vieni Signore Gesù.!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 9,40a; 10,11-16 – Sabato 6 Dicembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della III settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Venerdì 5 Dicembre 2025

“In quel tempo. I discepoli domandarono al Signore Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?». Ed egli rispose: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro». Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.” (Mt 17,10-13)

I discepoli chiedono a Gesù il motivo dell’attesa da parte degli scribi e farisei del ritorno del profeta Elia prima della venuta di Cristo. Il motivo è nella Bibbia: nel profeta Malachia si parla del ritorno del profeta Elia prima che giunga il giorno del Signore:
Ecco, io invierò il profeta Elia prima che giunga
il giorno grande e terribile del Signore:
egli convertirà il cuore dei padri verso i figli
e il cuore dei figli verso i padri,
perché io, venendo,
non colpisca
la terra con lo sterminio.
(Malachia 3,23-24)
Anche in questo caso la convinzione del ritorno di Elia doveva avvenire secondo canoni gloriosi, con evidenza e non come invece è accaduto. Giovanni il Battista non disse nulla a riguardo ed è lui il più grande dei profeti, è quell’Elia che «è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto.»
Il Signore va per vie che non sono quelle dell’uomo e realizza quanto promesso nelle scritture. Gesù viene preceduto da Elia che è Giovanni il Battista.
Vieni Signore Gesù.!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 17,10-13 – Venerdì 5 Dicembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della III settimana di Avvento

san Giovanni Damasceno, sacerdote e dottore della Chiesa
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Giovedì 4 Dicembre 2025

“In quel tempo. I farisei e i sadducei si avvicinarono per mettere alla prova il Signore Gesù e gli chiesero che mostrasse loro un segno dal cielo. Ma egli rispose loro: «Quando si fa sera, voi dite: “Bel tempo, perché il cielo rosseggia”; e al mattino: “Oggi burrasca, perché il cielo è rosso cupo”. Sapete dunque interpretare l’aspetto del cielo e non siete capaci di interpretare i segni dei tempi? Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona». Li lasciò e se ne andò. Nel passare all’altra riva, i discepoli avevano dimenticato di prendere del pane. Gesù disse loro: «Fate attenzione e guardatevi dal lievito dei farisei e dei sadducei». Ma essi parlavano tra loro e dicevano: «Non abbiamo preso del pane!». Gesù se ne accorse e disse: «Gente di poca fede, perché andate dicendo tra voi che non avete pane? Non capite ancora e non ricordate i cinque pani per i cinquemila, e quante ceste avete portato via? E neppure i sette pani per i quattromila, e quante sporte avete raccolto? Come mai non capite che non vi parlavo di pane? Guardatevi invece dal lievito dei farisei e dei sadducei». Allora essi compresero che egli non aveva detto di guardarsi dal lievito del pane, ma dall’insegnamento dei farisei e dei sadducei.” (Mt 16,1-12)

I sadducei e i farisei vogliono un segno, un miracolo, ma per mettere alla prova Gesù. Ma la vita e la fede non possono basarsi su dei segni, sui dei miracoli, ma si possono radicare nella scoperta dell’amore e nel tentativo di viverlo. Questo forse è il miracolo quando si riesce a vivere l’amore, la carità per essere veramente persone felici.
I miracoli esistono tutt’oggi e sono quasi sempre di guarigione ma possono essere solo dei segni indicatori, indicano la speranza verso l’eternità, di una vita che non ha mai termine. Qui su questa terra la vita termina e continua in modo differente ed eterno. Questa è la speranza che non vi sia solo l’eternità ma anche quella misericordia di Dio verso l’uomo fragile perché sia accolto nella beatitudine celeste.
Vieni Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 16,1-12 – Giovedì 4 Dicembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della III settimana di Avvento

Martedì della III settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Martedì 2 Dicembre 2025

“In quel tempo alcuni farisei e alcuni scribi, venuti da Gerusalemme, si avvicinarono al Signore Gesù e gli dissero: «Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Infatti quando prendono cibo non si lavano le mani!». Ed egli rispose loro: «E voi, perché trasgredite il comandamento di Dio in nome della vostra tradizione? Dio ha detto: “Onora il padre e la madre” e inoltre: “Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte”. Voi invece dite: “Chiunque dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è un’offerta a Dio, non è più tenuto a onorare suo padre”. Così avete annullato la parola di Dio con la vostra tradizione. Ipocriti! Bene ha profetato di voi Isaia, dicendo: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”».” (Mt 15,1-9)

Alcuni scribi e alcuni farisei sono critici riguardo un aspetto esteriore del comportamento dei discepoli di Gesù, non si lavavano le mani prima di prendere il cibo. Non si tratta solo di una buona educazione per motivi igienici, in più c’è la tradizione che prevede abluzioni e lavaggi per rendere puro l’uomo. Questo era considerato un importante gesto rispettoso della Legge mosaica che gli scribi e farisei rispettavano in modo rigido. Il punto è la non considerazione della situazione dove avveniva la violazione della norme e in più vi era la ricerca per accusare Gesù.
Gesù osserva che alla Legge mosaica sono state aggiunte molte norme che fanno parte unicamente della tradizione che sono precetti d’uomo. Addirittura in questa tradizione c’era la violazione del quarto comandamento, onora tuo padre e tua madre. Se un figlio dichiarava che ciò che sarebbe dovuto ai genitori diventa offerta a Dio, allora non doveva dare più nulla ai genitori, di conseguenza non era più tenuto a osservare il comandamento. Non solo viola il quarto comandamento, ma usa Dio con molta astuzia per lasciare i genitori nell’indigenza :”Ciò con cui dovrei aiutarti è un’offerta a Dio”. Un’astuzia terribile, odiosa, nella quale si usa Dio per giustificare l’abbandono dei genitori. È un gravissimo peccato.
Le dottrine che sono precetti di uomini, spesso sono una via di ingiustizia.
Le dottrine che si basano sul Vangelo del Signore Gesù e sono fedeli ad esso, sono una via di vita.
Vieni Signore Gesù.!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 15,1-9 – martedì 2 Dicembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)