San Martino di Tours

Festa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 11 novembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «A chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro. E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».” (Lc 6,26b-38)

«Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.» San Martino di Tours vede un mendicante e si accorge che ha freddo. Con la spada taglia in due il suo mantello militare, e ne consegna la metà al mendicante. Il mendicante è Gesù.
Un episodio famoso che racconta la generosità che sgorga dal cuore. Un gesto gratuito senza cercare nulla in cambio di vera generosità.
«date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 6,26b-38 – Martedì 11 novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì dell’ultima settimana dell’anno liturgico

san Leone Magno, papa e dottore della Chiesa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì 10 novembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».” (Mt 24,42-44)

In questi giorni la liturgia propone una serie di brani evangelici che riguardano la fine dei tempi. I brani del Vangelo secondo Matteo proposti hanno uno sguardo verso il futuro riguardo la fine dei tempi, il termine della vita terrena e il ritorno glorioso del Signore.
Il Figlio dell’uomo tornerà in modo glorioso, ciò avrà una evidenza e nessuno potrà dubitare poiché coinciderà con la fine dei tempi. Un ritorno che introdurrà l’umanità verso una nuova vita che potrà essere di beatitudine (Paradiso), o di purificazione in attesa della beatitudine (Purgatorio), o di separazione eterna da Dio (Inferno).

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 24,42-44 – Lunedì 10 novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’universo

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 9 novembre 2025

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».” (Mt 25,31-46)

Alla fine dei tempi quando secondo la nostra fede tornerà nella gloria il nostro Signore Gesù Cristo, vi sarà un giudizio che riguarderà tutti.
Si raduneranno tutti i popoli al termine dell’esistenza dell’universo perchè ognuno sia inviato secondo le scelte di vita che si fecero durante la vita terrena.
Vi sarà una separazione gli uni dagli altri.
Gli uni per una scelta d’amore nel tentativo di viverlo per quanto era possibile, esprimendo anche dimensioni di carità e vicinanza in un aiuto reciproco. Questo esprime una comunione fra fratelli e sorelle e con il Signore Gesù in una nuova vita trasfigurata nella gioia.
Gli altri si raduneranno per una scelta tutta diretta e esclusiva su se stessi senza alcun spazio all’amore. Una vita di non-amore. Qui vi è la solitudine nella scelta di essere separati dalle altre persone e dal Signore, non si è voluto essere in comunione con il Signore Gesù. Questa scelta libera è rispettata dal Signore e porta a un allontanamento da ogni forma d’amore.
La Comunità diventa viva se riesce a esprimere la Carità di Cristo verso i deboli, bisognosi e indifesi. Gesù viene riconosciuto nel povero che diventa occasione di una rinnovata comunione con il Signore in quella espressione d’amore verso i più deboli.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 25,31-46 – Domenica 9 novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della II Domenica dopo la Dedicazione

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 8 novembre 2025

“In quel tempo il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».” (Mt 11,25-27)

Gesù loda il Padre, che è Dio nostro Padre grazie al Figlio che ci ha resi figli per mezzo del Battesimo. La scelta di Dio è di rivelare ai piccoli le cose del cielo, la vicinanza di Dio, la redenzione, la vita eterna, la venuta del suo Figlio Gesù Cristo.
I piccoli sono persone non formate nelle alte scuole di Israele, semplici nel loro modo di vivere, disposte ad ascoltare con interesse senza porre polemiche. E piccoli capiscono che le Parole di Gesù sono vere.
I sapienti e i dotti, non sono disposti ad ascoltare perché credono di avere ottime conoscenze e di aver capito bene tutto. La mancanza di umiltà di queste persone porta a una chiusura nei confronti di Gesù e di Dio perdendo la cosa importante, la gioia e la speranza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 11,25-26 – Sabato 8 novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della II Domenica dopo la Dedicazione

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Venerdì 7 novembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».” (Gv 14,2-7)

«Io sono la via, la verità e la vita»
Gesù indica la direzione (via) buona che si può prendere solo in un affidamento nel fidarsi di Gesù nella convinzione che è Colui che non tradisce e non delude. Gesù nella via intrapresa mette alla luce la verità nelle cose e nelle persone (verità) illuminando la persona facendo vedere le stesse cose viste prima ma con occhi nuovi. Gesù dona la pienezza dell’esistenza facendo uscire dalla mediocrità verso il giocarsi e il donarsi (vita), in questo il fedele trova la vita sia nelle gioie che nelle tribolazioni.
Gesù è la risposta: «Io sono la via, la verità e la vita».

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 14,2-7 – Venerdì 7 novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della II Domenica dopo la Dedicazione

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Giovedì 6 novembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui.” (Gv 8,28-30)

«Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono»
Gesù stava parlando con gli scribi e i farisei che lo volevano accusare. Dice loro che quando lo avranno crocefisso, “innalzato il Figlio dell’uomo”, solo dopo la sua crocifissione conosceranno che Gesù è Dio, il cui nome è “Io Sono”.
Oggi credere in Gesù è sempre più necessario per incominciare a comporre vie di solidarietà, ascolto. La fede, la speranza e la carità ne sono i cardini.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 8,28-30 – Giovedì 6 novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della II Domenica dopo la Dedicazione

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Mercoledì 5 novembre 2025

“In quel tempo. Di nuovo il Signore Gesù parlò agli scribi e ai farisei e disse: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Gli dissero allora i farisei: «Tu dai testimonianza di te stesso; la tua testimonianza non è vera». Gesù rispose loro: «Anche se io do testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado. Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. E anche se io giudico, il mio giudizio è vero, perché non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato. E nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone è vera. Sono io che do testimonianza di me stesso, e anche il Padre, che mi ha mandato, dà testimonianza di me». Gli dissero allora: «Dov’è tuo padre?». Rispose Gesù: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio».” (Gv 8,12-19)

Le tenebre sono un aspetto dell’esistenza umana, è illusorio considerarsi esenti da ogni ombra, illudersi di essere perfetti in un cammino di luce e di fede. Qui forse manca l’aspetto dell’umiltà che fa prendere coscienza dell’imperfezione, degli sbagli e peccati consapevoli e inconsapevoli.
La strada è la Luce del mondo: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita»
Gesù dona la luce nel cammino dell’uomo. Si evita la tenebra e si rimane in vita, nell’anima, nello spirito. Per questo necessita un cammino di conoscenza del Signore Gesù, importante per essere ben guidati. Vi sono quei strumenti che la Chiesa propone, Messa, preghiera comunitaria, preghiera personale, l’ascolto della Parola per essere in comunione con il Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 8,12-19 – Mercoledì 5 novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Carlo Borromeo

Solennità
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 4 novembre 2025

“In quel tempo. Diceva il Signore Gesù ai farisei: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore».” (Gv 10,11-15)

San Carlo Borromeo Arcivescovo di Milano visitò tutta la Diocesi che all’epoca nel XVI secolo si stendeva fra la Lombardia, il Veneto, la Liguria e persino una parte della Svizzera.
Santo pastore per si voleva il bene dei fedeli e si operava senza risparmiarsi in questo. Gli dobbiamo la fondazione di molti Seminari dove ancora oggi su essi vi è il suo motto Humiltas.
Il buon pastore vuole bene alle sue pecore e da la sua vita. Così san Carlo diede la sua vita per i fedeli perché si accorgessero dell’amore di Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 10,11-15 – Martedì 4 novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della II Domenica dopo la Dedicazione

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì 3 novembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò. Se mi amate, osserverete i miei comandamenti».” (Gv 14,12-15)

«chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste».
Gesù dona fiducia all’uomo conferendogli il potere di compiere opere che lui stesso ha compiuto, anzi di più grandi.
L’uomo da parte sua dovrebbe avere fiducia e credere nel Signore Gesù osservando i suoi comandamenti. L’affidamento al Signore diventa cosa importante. La preghiera è ascoltata se ha un contenuto d’amore con quella direzione di richiesta di pace.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 14,12-15 – Lunedì 3 novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Commemorazione di tutti i fedeli defunti

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 2 novembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai Giudei: «Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato. In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna».” (Gv 5,21-29)

«chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.»
La Parola del Signore dona speranza nella suo inspiegabile e intenso amore per l’umanità. L’ascolto della Parola e il fatto di crederci e di viverla è la possibilità della vita, quella eterna senza andare incontro al giudizio.
Sappiamo che chi fece il bene avrà una risurrezione di vita, chi fece il male una risurrezione di condanna. Il giudizio è del Signore, necessario a causa dell’adesione dell’uomo al male. Se l’uomo fosse rimasto fedele a Dio, non sarebbe necessario alcun giudizio, sarebbe stata un’esistenza in armonia e comunione senza falsità, omicidi, adulteri, false testimonianze, desideri sbagliati quelli privi d’amore.
A causa della caduta dell’uomo, dei molti errori della mancanza d’amore è necessario il giudizio di Dio.
Ma la sua misericordia, la conoscenza della miseria del cuore dell’uomo, dà una grande speranza di passare dalla morte alla vita perché coloro che si affidano con sincerità al Signore Gesù avranno certo la vita e non andranno incontro ad alcun giudizio.
La commemorazione di tutti i fedeli defunti è nella speranza che essi siano già nella beatitudine nella schiera dei santi grazie alla misericordia di Dio. La nostra importante preghiera per i nostri cari è un rinnovato slancio per loro verso la beatitudine in cielo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 5,21-29 – Domenica 2 novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)