III feria prenatalizia “dell’Accolto”

Tempo d’Avvento
Sabato 19 Dicembre
de Exceptato (dell’Accolto)

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore».” (Lc 1,39-46)

Maria, ricevuto l’annuncio dall’arcangelo Gabriele, in fretta si reca da sua cugina Elisabetta. Qui inizia l’azione di Giovanni il Battista, sussulta nel grembo di Elisabetta che è al sesto mese. Il bambino nel grembo di Elisabetta avverte la presenza della Madre di Dio e non può che esultare di gioia. È l’azione del Signore Dio che vuole annunciare un nuovo percorso attraverso alcune persone da lui scelte, un cammino di certa salvezza, di un Dio che si fa vicino e uguale all’uomo tranne che nel peccare. La gioia intensa si realizza fra Elisabetta e Maria, avvolte entrambe dall’azione dello Spirito Santo e Maria non può che iniziare il suo Magnificat: «L’anima mia magnifica il Signore». Signore aiutaci a essere persone che si stupiscono della tua venuta. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 1,39-46 di Sabato 19 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

II feria prenatalizia “dell’Accolto”

Tempo d’Avvento
Venerdì 18 Dicembre
de Exceptato (dell’Accolto)

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. L’angelo disse a Zaccaria: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio. Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo». Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto. Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: «Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini». ” (Lc 1,19-25)

Si compie quando annunciato dall’angelo del Signore. Elisabetta concepisce in tarda età un figlio. Zaccaria, il papà, rimase dubbioso su questo annuncio a tal punto da ricevere una temporanea punizione. La non fiducia in Dio porta a una non espressione dell’anima, a una mortificazione che qui si traduce nell’essere muto finché quell’annuncio si realizzi nella pienezza. Si tratta spesso della fiducia, nel credere che vacilla non poco, e questo causa problemi all’anima e a tutta la persona. Una spiritualità viva, piena di fiducia in Dio porta gioia nel cuore. Dovremmo fidarci un po di più dl Signore in questo periodo di attesa del Natale. Signore aiutaci a essere persone che ti attendono. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 1,19-25 di Venerdì 18 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

feria prenatalizia “dell’Accolto”

Tempo d’Avvento
Giovedì 17 Dicembre
de Exceptato (dell’Accolto)

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto. Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccaria, della classe di Abia, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni. Avvenne che, mentre Zaccaria svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso. Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso. Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto».” (Lc 1,1-17)

A otto giorni dal Natale del Signore Gesù, iniziano le “Ferie prenatalizie” con il Vangelo secondo Luca che ci condurrà fino alla nascita di Gesù. L’intento dell’evangelista Luca è quello di descrivere bene quanto ha raccolto nelle testimonianze in modo da comporre uno scritto, il Vangelo, che potesse essere non solo memoria ma ispirato dalla grazia dello Spirito Santo. Nella storia della salvezza fanno parte i genitori di Giovanni il Battista che in modo straordinario lo concepiranno in tarda età. L’annuncio di un angelo del Signore a Zaccaria pone l’inizio della imminenza dell’arrivo del Messia attraverso la nascita del Precursore Giovanni il Battista. L’Accolto, l’atteso Signore Gesù, inizia a essere presente dapprima in alcuni cuori, quelli di Zaccaria e Elisabetta, per poi realizzarsi nella gioia di un evento, Dio con noi. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 1,1-17 di Giovedì 17 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambros

Mercoledì della V settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Mercoledì 16 Dicembre
Commemorazione dell’annuncio a san Giuseppe

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.” (Mt 1,18b.24)

A nove giorni dal duemila ventunesimo Natale del nostro Signore Gesù, si ricorda l’importante figura di san Giuseppe lo sposo di Maria. Nel Natale si evidenzia Gesù Bambino e Maria, la mamma, e san Giuseppe c’è ma rimane sempre un poco in secondo piano. Ecco dunque questa importante memoria, il ruolo di san Giuseppe e lo si ricorda con l’annuncio di un angelo del Signore durante il sonno. Gli dice di porre fiducia nella sua sposa, di fidarsi del Signore Dio poiché la sua sposa darà alla luce un figlio, “Dio con noi”. Giuseppe diventa l’umile e silenzioso servitore, accanto a Gesù, a Maria, non dubitando di quest’annuncio e di quelli che seguiranno dall’angelo del Signore, messaggero di Dio. Uomo di saggezza, di servizio. Gesù aiutaci a essere servi umili e di trovare in questo la gioia di essere uomini e donne in un cammino di pace verso il Natale. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 1,18b.24 di Mercoledì 16 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Martedì della V settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Martedì 15 Dicembre
Feria

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. I farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come coglierlo in fallo nei suoi discorsi. Mandarono dunque dal Signore Gesù i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione i alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». A queste parole rimasero meravigliati, lo lasciarono e se ne andarono.” (Mt 22,15-22)

Rendete! Date ciò che è dovuto a Cesare e date ciò che è dovuto a Dio. Gesù, stupendo gli inviati dei farisei assieme ad alcuni erodiani, afferma di restituire. Sì! C’è da restituire, e vuol dire che si è ricevuto qualche cosa prima. Ma che cosa? Da Cesare la struttura statale governativa e organizzativa per cui bisogna restituire con un tributo, le tasse. Da Dio si è ricevuta la vita. Credo che la restituzione, sempre insufficiente, a Dio sia una vita fatta d’amore, non chiusa in se in continui sbalzi di egoismo ma aperta all’ascolto con uno sguardo che vuole il bene delle altre persone. A Natale aiuta tutti noi ad avere uno sguardo bello su ogni persona. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 22,15-22 di Martedì 15 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Lunedì della V settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Lunedì 14 Dicembre
san Giovanni della Croce, sacerdote e dottore della Chiesa

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai capi dei sacerdoti ed agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo». E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”? Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti. Chi cadrà sopra questa pietra si sfracellerà; e colui sul quale essa cadrà, verrà stritolato». Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.” (Mt 21,33-46)

Un padrone concede una responsabilità ad alcune persone di gestire bene una vigna. Ora a queste persone è stata data fiducia e il padrone della vigna non li tratta come dei servi ma li lascia liberi di agire perché ha fiducia in loro. Ma queste persone approfittano della fiducia del padrone e prendono possesso del suo possedimento e ne fanno quello che vogliono. Il padrone reagisce ma in modo inaspettato: per ultimo manda il suo unico figlio pensando che queste persone si ravvedessero al vedere l’estremo gesto di fiducia e di attenzione. Il figlio viene ucciso. La cattiveria umana a volte assume delle proporzioni enormi. C’è solo la vergogna di fronte a tanta malvagità e al male che ne consegue. Ma c’è la misericordia di Dio che è più grande di queste cattiverie, astuzie, falsità. Scaturisce da quella Croce che dona salvezza. Vieni Signore Gesù!. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 21,33-46 di Lunedì 14 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

V Domenica di Avvento

Tempo d’Avvento
Domenica 13 Dicembre
Il Precursore

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaia». Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me, ed era prima di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.” (Gv 1,19-27a.15c.27b-28)

La testimonianza del Precursore Giovanni il Battista è il tema di questa quinta Domenica d’Avvento. Il Precursore dice di se: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaia». Questa voce è un grido emergenziale, d’urgenza, un grido che si diffonde in un deserto d’anime che si sono perse, non sono guidate e sono senza un modello di riferimento. Il Precursore attira a se persone che sono alla ricerca della verità non più testimoniata, una verità che sembra persa fra intrighi, interessi, corruzioni, manovre politiche in tutti i palazzi di potere, anche quelli religiosi. C’è una emergenza da affrontare. Il Precursore annuncia Gesù, colui che salva, e lo fa battezzando nell’acqua per dirigere le persone verso un cammino di pentimento e conversione mentre Gesù iniziava il suo ministero di salvezza. L’emergenza c’è oggi e qui. Voci disperate e oppresse dalla pandemia, voci superficiali quasi non esistesse nulla neanche la pandemia, voci contrastanti fra loro, dolore e superficialità ma anche l’esistenza di persone che ogni giorno fanno il loro dovere con dedizione e altruismo. Qui ci sono dei Precursori che annunciano Gesù! Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 1,19-27a.15c.27b-28 di Domenica 13 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Sabato della IV settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Sabato 12 Dicembre
B.V. Maria di Guadalupe

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai capi dei sacerdoti ed agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».” (Mt 21,28-32)

Tal dei Tali:“Non ho voglia di aderire a quanto dice Gesù, so che è giusto ma non ne ho proprio voglia.” Ma con il passare del tempo avviene quella adesione che dapprima fu negata. Allora Tal dei Tali diventa un buon cristiano. Tal dei Tal Altri: “Sì, aderisco subito a quanto dice Gesù!”. Ma il tempo passa e mai avviene una concreta adesione, si va avanti ma non da cristiani. Tal dei Tali supera Tal dei Tal Altri. Il primo sembrava essere uno interessato solo ai soldi e al piacere e invece diventa un buon cristiano, il secondo che sembrava essere un buon cristiano diventa invece uno interessato solo alle cose terrene. Il pentimento del primo genera un movimento d’amore, di umiltà che costruisce il bene, mentre il secondo si perde in vie esclusivamente terrene. In questo Natale diventiamo costruttori di bene in quella via di umiltà che aiuta a ricevere Gesù. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 21,28-32 di Sabato 12 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Venerdì della IV settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Venerdì 11 Dicembre
san Damaso I, papa

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù entrò nel tempio e, mentre insegnava, gli si avvicinarono i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo e dissero: «Con quale autorità fai queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?». Gesù rispose loro: «Anch’io vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, anch’io vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?». Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, ci risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Se diciamo: “Dagli uomini”, abbiamo paura della folla, perché tutti considerano Giovanni un profeta». Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». Allora anch’egli disse loro: «Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose».” (Mt 21,23-27)

Gesù nel tempio insegnava, e il suo insegnamento era ascoltato ed aveva già dimostrato la sua autorevolezza mandando via i mercanti. A causa di questo i capi dei sacerdoti e gli anziani gli chiedono conto perché si sentono esautorati ma lo erano a ragion veduta visto che non facevano bene il loro dovere. In questo colloquio con Gesù dimostrano tutto il loro opportunismo, invece di rispondere con sincerità su che cosa pensassero da dove venisse il battesimo di Giovanni il Battista, rispondono in modo opportunistico, cioè non quello che pensano veramente ma secondo il guadagno massimo o il minor danno possibile che possono avere da chi ascolta la risposta. È il modo peggiore dell’agire di un politico. Schietti e veritieri dovremmo esserlo sempre. L’aiuto lo chiediamo al Signore Gesù, per esserlo soprattutto a Natale. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 21,23-27 di Venerdì 21 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Giovedì della IV settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Giovedì 10 Dicembre
Feria

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“La mattina dopo, mentre rientrava in città, il Signore Gesù ebbe fame. Vedendo un albero di fichi lungo la strada, gli si avvicinò, ma non vi trovò altro che foglie, e gli disse: «Mai più in eterno nasca un frutto da te!». E subito il fico seccò. Vedendo ciò, i discepoli rimasero stupiti e dissero: «Come mai l’albero di fichi è seccato in un istante?». Rispose loro Gesù: «In verità io vi dico: se avrete fede e non dubiterete, non solo potrete fare ciò che ho fatto a quest’albero, ma, anche se direte a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, ciò avverrà. E tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete».” (Mt 21,18-22)

Un albero di fichi senza frutti è come Gesù ha trovato il suo popolo Israele senza frutti di compassione, carità, di affidamento a Dio. Ha trovato un popolo che sembra seccare come quell’albero senza frutti, con un futuro incerto. La fede è quel veicolo che pone le fondamenta per uscire da situazioni di grave stallo, crea un nuovo movimento verso il costruire nuove cose nel bene. Così la preghiera, quella vera fatta con cuore in un cammino di fede e conversione, è inizio di novità di vita. “«E tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete».” Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 21,18-22 di Giovedì 10 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)