Dedicazione del Duomo di Milano

Tempo dopo la Pentecoste
Domenica 18 ottobre
Dedicazione del Duomo di Milano, chiesa madre di tutti i fedeli ambrosiani

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nazaret di Galilea». Gesù entrò nel tempio e scacciò tutti quelli che nel tempio vendevano e compravano; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: «Sta scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera”. Voi invece ne fate un covo di ladri». Gli si avvicinarono nel tempio ciechi e storpi, ed egli li guarì. Ma i capi dei sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che aveva fatto e i fanciulli che acclamavano nel tempio: «Osanna al figlio di Davide!», si sdegnarono, e gli dissero: «Non senti quello che dicono costoro?». Gesù rispose loro: «Sì! Non avete mai letto: “Dalla bocca di bambini e di lattanti hai tratto per te una lode”?». Li lasciò, uscì fuori dalla città, verso Betania, e là trascorse la notte.” (Mt 21,10-17)

La Dedicazione del Duomo di Milano intitolato a Maria Nascente ricorre ogni anno alla terza Domenica di ottobre. Nel Tempo dopo la Pentecoste, questa festa assume la sua importanza, è luogo di riferimento per tutti i fedeli di Rito Ambrosiano, una casa di preghiera. Questa casa ha senso se vi sono persone che la abitano, pregano, confidino nell’amore di Dio. Senza i fedeli sarebbe solo un monumento morto con un valore artistico ma nulla di più. Con i fedeli assume un significato spirituale importante, luogo di santificazione, benedizione, respiro dell’anima. “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera”. Questo desiderio di Gesù lo si può realizzare se ognuno va nella casa di preghiera chiamata Chiesa, Parrocchia, e la abita per un qualche tempo, anche qualche minuto, per farla diventare viva e spirituale.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 21,10-17 di Domenica 18 ottobre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della VII domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo la Pentecoste
Sabato 17 ottobre
Sant’Ignazio di Antiochia, vescovo e martire

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e il Signore Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà». Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.” (Gv 2,13-22)

Il tempio a Gerusalemme era quell’edificio maestoso dedicato al culto, alla preghiera, alla richiesta di perdono. Una zona era diventata un vero mercato dove si vendevano buoi, pecore e colombe, vi erano anche i cambia valute per chi veniva da fuori Gerusalemme. Si tratta delle tentazioni da sempre, dove i luoghi di culto che richiamano molte persone sono da sfruttare anche economicamente, in questo caso con proposte di animali per il sacrificio. Questa cosa è un grave peccato, è sfuggita di mano e diventa un vero e proprio mercato dove lo scopo è quello di guadagnare non anime ma denaro con il tacito assenso dei sacerdoti. Si è perso il vero scopo, il favorire la comunione con Dio, la preghiera, la riconciliazione. Signore, dona la grazia di tenere nei propri cuori la gioia della preghiera senza alcun altro scopo per essere sempre più in comunione con te.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 2,13-22 di Sabato 17 ottobre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della VII domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo la Pentecoste
Venerdì16 ottobre
Beato Contardo Ferrini

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Pietro: «Simone, Simone, ecco: Satana vi ha cercati per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli». E Pietro gli disse: «Signore, con te sono pronto ad andare anche in prigione e alla morte».” (Lc 22,31-33)

Il lavoro di Satana è quello di considerare e valutare attentamente per trovare un punto di ingresso della vittima prescelta, per farla cadere e peccare. Ora gli Apostoli erano senz’altro degli obiettivi primari da far cadere rovinosamente, e Pietro era quello principale. Dietro quella affermazione «Signore, con te sono pronto ad andare anche in prigione e alla morte» in realtà c’era la fragilità di Pietro che non riuscirà a non rinnegare Gesù per tre volte. Umanamente sembra tutto perduto ma grazie a quel pentimento di Pietro e al perdono del Signore, tutto sarà ristabilito e Pietro condurrà i primi passi della Chiesa di Gesù che ha sconfitto il male.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 22,31-33 di venerdì 16 ottobre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della VII domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo la Pentecoste
Giovedì 15 ottobre
Santa Teresa di Gesù, dottore della Chiesa

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».” (Lc 24,44-48)

Nella settimana che precede la dedicazione del Duomo di Milano, si conclude la lettura del Vangelo di Luca, sono proposti i brani conclusivi del Vangelo però non in modo continuo come le settimane scorse. Oggi c’è l’invito del Signore Gesù ai suoi discepoli di essere testimoni di quello che sarà la sua passione, morte e risurrezione. La grande novità è il perdono dei peccati che dovrà essere annunciata dai suoi discepoli e poi di generazione in generazione. Oggi annunciamo ancora la novità di un Dio che vuole perdonare, vuole aiutare chi si è perso per ritornare in se, riprendere la sua vita in un perdono gratuito di Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 24,44-48 di Giovedì 15 ottobre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della VII domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo la Pentecoste
mercoledì 14 ottobre
san Callisto I, papa e martire

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù, voltandosi verso le donne, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: “Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato”. Allora cominceranno a dire ai monti: “Cadete su di noi!”, e alle colline: “Copriteci!”. Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?».” (Lc 23,28-31)

“Se ora si brucia il legno verde, cioè intatto e vivo, simbolo di Gesù il giusto, cosa accadrà quando saranno sottoposti al giudizio i veri colpevoli, ossia il legno secco?” (Gianfranco Ravasi). Gesù è l’unica persona che non ha mai peccato ed è destinato ad essere condannato e ucciso. Questa estrema forma di ingiustizia è compiuta da quelle persone che si credono giuste ma sono in profondo errore e commettono un gravissimo peccato. Esse sono come il legno secco pronto per essere bruciato, cioè come persone in evidenza di peccato cui non è possibile sfuggire alla giusta condanna. Ora se vi è questa forma di ingiustizia quale fine faranno coloro che la promuovono e la commettono? Non vi sarà forse una condanna assai più severa? La considerazione sta nel fatto che alcune di queste persone si convertiranno quando Gesù sarà risorto e da qui si evidenza l’estrema misericordia di Dio che vuole accogliere chi è veramente pentito.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 23,28-31 di mercoledì 14 ottobre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della VII domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo la Pentecoste
Martedì 13 ottobre
Santa Margherita Maria Alacocque

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Gli anziani del popolo, con i capi dei sacerdoti e gli scribi, dissero al Signore Gesù: «Se tu sei il Cristo, dillo a noi». Rispose loro: «Anche se ve lo dico, non mi crederete; se vi interrogo, non mi risponderete. Ma d’ora in poi il Figlio dell’uomo siederà alla destra della potenza di Dio». Allora tutti dissero: «Tu dunque sei il Figlio di Dio?». Ed egli rispose loro: «Voi stessi dite che io lo sono».” (Lc 22,67-70)

Una importante rappresentanza religiosa composta da anziani, capi di sacerdoti, noi diremmo adesso vescovi, e scribi vuole sapere da Gesù se è lui il Cristo. Ma questa richiesta non è per conoscere, per voler capire, ma si tratta solo di uno stratagemma per mettere Gesù sotto accusa. C’è da domandarsi con stupore perché costoro non avevano creduto nonostante le moltissimi miracoli, il parlare sapiente e lo stile di vita sobrio di Gesù? Avevano davanti a se Dio e erano impediti dal riconoscerlo a causa dei loro peccati, delle convenienze, del considerarsi superiori. Questa dinamica di non riconoscenza è diffusa anche oggi in molte situazioni e a pagarne il prezzo è tutta la società perché facendo le proprie convenienze non si sceglie la cosa giusta che potrebbe essere una via per migliorare tutti.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 22,67-70 di Martedì 13 ottobre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della VII domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo la Pentecoste
Lunedì 12 ottobre
Santa Edvige, religiosa

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando vi ho mandato senza borsa, né sacca, né sandali, vi è forse mancato qualcosa?». Risposero: «Nulla». Ed egli soggiunse: «Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così chi ha una sacca; chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una. Perché io vi dico: deve compiersi in me questa parola della Scrittura: “E fu annoverato tra gli empi”. Infatti tutto quello che mi riguarda volge al suo compimento».” (Lc 22,35-37)

Gesù verrà annoverato fra gli empi, venire processato, condannato e messo a morte. Questo doveva accadere per realizzare la possibilità della salvezza dell’uomo. La causa di tutto ciò è sempre la durezza del cuore dell’uomo che è opposta all’amore di Dio, e l’amore di Dio vince la morte e dona la possibilità ad ogni uomo di salvarsi. Rinverdire la fiducia al Signore è la strada giusta che permette di attraversare periodi bui per poi essere con lui in un cammino verso l’eternità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 22,35-37 di Lunedì 12 ottobre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

VII Domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo la Pentecoste
Domenica 11 ottobre
VII Domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti». Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. Così si compie per loro la profezia di Isaia che dice: “Udrete, sì, ma non comprenderete, guarderete, sì, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano e io li guarisca!”. Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono! Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».” (Mt 13,3b-23)

Il cuore di un popolo diventato insensibile è una sciagura. È il cuore indurito che Gesù ha trovato molto diffuso in Israele e quindi incapace di vedere, ascoltare e comprendere, comprendere bene con il cuore. È cose diversa capire bene una lezione di filosofia o matematica o la trama di un buon film e quella di comprendere con il cuore la Parola del Signore. Nella prima c’è l’intelletto, l’intelligenza dono di Dio nelle seconda si aggiunge uno stile di vita umile. Comprendere con il cuore significa far proprio quello che viene udito perché viene capito come cosa importante da non dimenticare, meditare, conservare e ricordare. Perché accada questo ci vuole una disposizione di cuore, di vista, d’ascolto, bisogna mettere da parte ogni superbia, ogni amor proprio. Solo così si è capaci di cogliere quello che accade nella vita e di cogliere le cose veramente importanti come la cosa più importante che guida tutto che è la Parola del Signore. «Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 13,3b-23 di Domenica 11 ottobre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della VI domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo la Pentecoste
Sabato 10 ottobre
san Daniele Comboni, vescovo

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».” (Mt 18,23-35)

“Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.” Se sono stato perdonato dal Signore, non dovrei forse fare altrettanto verso un fratello? Una persona che si sente perdonata da Dio, dovrebbe perdonare sempre un fratello. Nel racconto del Vangelo rivela una realtà attuale, una persona che è stata perdonata su qualche cosa di grande, a sua volta non è capace di perdonare sul qualche cosa di piccolo. Si tratta di essere incapaci di riconoscere il dono che è stato ricevuto e di non riuscire a sua volta a donare. Saper accettare un dono e donare o meglio donarsi, è una delle caratteristiche importanti sia per vivere in pace e sia per essere in comunione con il Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 18,23-35 di Sabato 10 ottobre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della VI domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo la Pentecoste
Venerdì 9 ottobre
Santi Dionigi, vescovo e compagni, martiri

Lettura e commento del Vangelo.

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo». Durante il giorno insegnava nel tempio; la notte, usciva e pernottava all’aperto sul monte detto degli Ulivi. È tutto il popolo di buon mattino andava da lui nel tempio per ascoltarlo.” (Lc 21,34-38)

La preghiera dona quella forza e direzione per giungere al Figlio dell’uomo. Gesù, la sua visione, sembra l’obiettivo del cristiano quando terminerà il suo passaggio terreno. Perché questo avvenga necessita la perseveranza nella preghiera che dona quella forza spirituale necessaria per non deviare dal cammino intrapreso. Certo, pregare oggi in modo incessante ed in ogni momento è molto raro ma è possibile con il buon comportamento nelle varie attività e faccende della vita, rimanere comunque sulla giusta via. Gesù insegnaci a pregare, a non deviare su percorsi oscuri, a rimanere con te.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 21,34-38 di Venerdì 9 ottobre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)