Feria del tempo di Natale

Tempo di Natale
Lunedì 4 Gennaio
Lunedì fra Capodanno e l’Epifania

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“Il Signore Gesù, quando cominciò il suo ministero, aveva circa trent’anni ed era figlio, come si riteneva, di Giuseppe, figlio di Eli, figlio di Mattat, figlio di Levi, figlio di Melchi, figlio di Innai, figlio di Giuseppe, figlio di Mattatia, figlio di Amos, figlio di Naum, figlio di Esli, figlio di Naggai, figlio di Maat, figlio di Mattatia, figlio di Semein, figlio di Iosec, figlio di Ioda, figlio di Ioanàn, figlio di Resa, figlio di Zorobabele, figlio di Salatièl, figlio di Neri, figlio di Melchi, figlio di Addi, figlio di Cosam, figlio di Elmadàm, figlio di Er, figlio di Gesù, figlio di Elièzer, figlio di Iorim, figlio di Mattat, figlio di Levi, figlio di Simeone, figlio di Giuda, figlio di Giuseppe, figlio di Ionam, figlio di Eliachìm, figlio di Melea, figlio di Menna, figlio di Mattatà, figlio di Natam, figlio di Davide, figlio di Iesse, figlio di Obed, figlio di Booz, figlio di Sala, figlio di Naassòn, figlio di Aminadàb, figlio di Admin, figlio di Arni, figlio di Esrom, figlio di Fares, figlio di Giuda, figlio di Giacobbe, figlio di Isacco, figlio di Abramo, figlio di Tare, figlio di Nacor, figlio di Seruc, figlio di Ragàu, figlio di Falek, figlio di Eber, figlio di Sala, figlio di Cainam, figlio di Arfacsàd, figlio di Sem, figlio di Noè, figlio di Lamec, figlio di Matusalemme, figlio di Enoc, figlio di Iaret, figlio di Maleleèl, figlio di Cainam, figlio di Enos, figlio di Set, figlio di Adamo, figlio di Dio-.” (Lc 3,23-38)

L’evangelista Luca vuole collegare il papà legale di Gesù ad Adamo, e lo fa elencando tutta le genealogia in senso inverso da Giuseppe ad Adamo. C’è un collegamento con la prima umanità esistente sulla terra e voluta da Dio. Questo collegamento prova il fatto che siamo tutti fratelli e sorelle nel Signore pur provenendo da diverse discendenze ma che tutte derivano dall’inizio della esistenza dell’uomo. Adamo sbagliò con una libera scelta che allontanò l’umanità da Dio, Gesù riavvicina l’umanità a Dio, la ricollega con la possibilità della redenzione.
Sempre Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Luca 3,23-38 di Lunedì 4 Gennaio 2021 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Domenica dopo l’Ottava del Signore

Tempo di Natale
Domenica 3 Gennaio
Domenica fra Capodanno e l’Epifania

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore». Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca.” (Lc 4,14-22)

Gesù legge un passo del profeta Isaia nel quale viene annunziata la grande misericordia di Dio per coloro che sono nella sofferenza: i poveri, i prigionieri, i ciechi e gli oppressi che riassumono la limitatezza umana.
I poveri, oltre a coloro che sono nella indigenza si riferisce anche alla povertà spirituale, mentale dove molti non sono in grado di distinguere la mano destra dalla sinistra in una vita senza decisioni.
I prigionieri, oltre ai detenuti, sono coloro che hanno una vita imprigionata dalla situazione sociale, o da una illusoria libertà che induce una catena di schiavitù di vizi.
I ciechi, oltre a coloro che non vedono, si riferisce alla incapacità di riconoscere i segni dei tempi, cioè quello che sta accadendo perché radicati in un idealismo o in forti convinzioni personali che impediscono di vedere e capire.
Gli oppressi, si riferisce a coloro che sono schiacciati, aggravati da un peso derivante da situazioni familiari, sociali, educative che spengono l’anima e la mente.
È Gesù che porta questa salvezza: il lieto annunzio nel Vangelo, la libertà, la vista. L’annunzio della misericordia di Dio, la liberazione dalle molte forme di schiavitù, la possibilità di vedere e capire. Gesù compie la sua missione riportando l’umanità alla grande possibilità di redenzione, salvezza nel perdono di Dio. Gesù è nato per questo, si è fatto uomo per questo, si è umiliato facendosi creatura per questo. Gesù è nato per noi per donare vista e libertà.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Luca 4,14-22 di Domenica 3 Gennaio 2021 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Feria del tempo di Natale

Tempo di Natale
Sabato 2 Gennaio
Ss. Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno, vescovi e dottori della Chiesa

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Simeone accolse il bambino Gesù tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele»” (Lc 2,28b-32)

Simeone accoglie il Signore Gesù Bambino fra le sue braccia e non può che benedire Dio con il suo cantico. È momento di gioia, di presenza viva di Gesù per chi vuole accoglierlo. Simeone nel suo cantico, che viene detto ogni sera nella ultima preghiera della giornata (compieta), rivela la salvezza a tutti i popoli in quella luce che è speranza viva per ogni fedele.
In questo periodo natalizio, dona Signore a noi tutti la grazia d’essere portatori della tua luce.
Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Luca 2,28b-32 di Sabato 2 Gennaio 2021 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Circoncisione del Signore

Tempo di Natale
Venerdì 1° Gennaio 2021
Solennità

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.” (Lc 2,18-21)

Il nome Gesù, Yeshuà in aramaico, significa Dio è salvezza, e per essere precisi “JHWH è salvezza” dove JHWH è il tetragramma sacro, cioè il nome di Dio non pronunciabile nella fede ebraica. Per questo i fratelli e sorelle ebrei sostituiscono il nome impronunciabile con Adonai (e non Geova che è uno strafalcione per ogni ebreo!), e in italiano si dice Signore.
Otto giorni dopo la nascita, gli viene imposto il nome Gesù, il Signore è salvezza. Il Signore è veramente salvezza e possiamo confidare e sperare nella sua azione. Lo scopo è una storia di salvezza dove ognuno abbia la possibilità di essere salvato. In questa pandemia che è molto presente e tutt’altro sul finire, vi sono stati tanti cambiamenti e prese di coscienza. Non possiamo essere soli, dobbiamo essere solidali gli uni con gli altri sapendo bene che ne usciremo solo con una solidarietà e presa di responsabilità. Questo è solo uno dei importanti cambiamenti cui dovremmo fare fronte nel 2021, anno del Signore. Questo con l’aiuto del Signore può essere possibile.
Auguri.
Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Luca 2,18-21 di Venerdì 1° Gennaio 2021 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

VII Giorno dell’Ottava di Natale

Tempo di Natale
Giovedì 31 Dicembre
Ottava di Natale

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il padre e la madre del Signore Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».” (Lc 2,33-35)

Dopo quaranta giorni dalla nascita, Gesù è presentato al Tempio. C’è l’incontro con il vecchio Simeone che attendeva la manifestazione del Signore e profetizza a Maria lo scopo di questa nascita. Saranno svelate le verità di molti cuori, ci sarà un sconvolgimento in Israele dove Gesù con la verità farà cadere alcuni e rialzare altri. L’essere madre di Gesù non è comunque garanzia dell’assenza di problemi e di turbamenti. Simeone profetizza che vi sarà quel dolore intenso che sarà di Maria e accadrà quando Gesù verrà crocefisso.
L’essere cristiano non allontana i problemi ma aiuta ad affrontarli, non allontana i dolori ma aiuta a viverli.
Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Luca 2,33-35 di Giovedì 31 Dicembre 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

VI Giorno dell’Ottava di Natale

Tempo di Natale
Mercoledì 30 Dicembre
Ottava di Natale

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Una donna dalla folla alzò la voce e disse al Signore Gesù: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!»” (Lc 11,27b-18)

Vi è la beatitudine della maternità, l’essere madre del Signore Gesù. Questa beatitudine è solo della Beata sempre Vergine Maria. Vi è un’altra beatitudine: l’ascolto attento della Parola di Dio e considerarla importante mettendola in pratica. Questa beatitudine è disponibile a tutte le persone che vogliano aderirvi, è universale.
Gesù si riferisce a questa seconda beatitudine perché può essere raggiunta da ogni persona che si impegni, mentre la prima beatitudine, esclusiva della Beata sempre Vergine Maria, non può essere raggiunta da nessuna altra persona.
Possiamo dunque essere beati se lo vogliamo, con quella attenzione alla Parola di Dio e alla sua osservanza. Non si tratta di mettere in pratica dei regolamenti, ma di essere sempre più in rapporto con il Signore Gesù.
Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Luca 11,27b-18 di Mercoledì 30 Dicembre 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

V Giorno dell’Ottava di Natale

Tempo di Natale
Martedì 29 Dicembre
Ottava di Natale

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino». Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».” (Mt 2,19-23)

Giuseppe, obbediente all’angelo del Signore, rientra nella terra di Israele. Ma qui ebbe paura di Archelao successore di Erode. Il Signore si fa vicino anche nei timori personali e indica una via alternativa nella città di Nàzaret in Galilea. Questa località è lontana da Archelao e questo tranquillizza Giuseppe. A Nàzaret il Bambino Gesù crescerà come ogni bambino con l’affetto dei suoi genitori.
Il Signore conosce bene il cuore di ogni persona, aiuta, viene incontro considerando anche i timori personali, i punti deboli.
Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Matteo 2,19-23 di Martedì 29 Dicembre 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

IV Giorno dell’Ottava di Natale

Tempo di Natale
Lunedì 28 Dicembre
Festa dei Santi Innocenti Martiri

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo». Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio». Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi. Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremia: «Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più».” (Mt 2,13b-18)

Alcuni bambini dai due anni in giù furono uccisi per ordine di Erode, si presume che fossero alcune decine al massimo, dato che Betlemme era un villaggio e nella regione circostante vi erano pochi nuclei abitativi. Erode arrivò a questa decisione perché temeva quel nuovo Re che era nato a Betlemme e lo considerava una minaccia per il suo potere e per quello della sua discendenza. Una decisione che disprezza la vita, diffonde dolore, rancori, incita l’odio. Erode valutò male e la sua decisione fu di estrema cattiveria; quel Re nato a Betlemme sarà invece di pace e nulla gli importerà dei poteri terreni ma solamente della salvezza di ogni uomo e di ogni donna.
Santi Innocenti martiri, con la vostra intercessione donate pace.
Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Matteo 2,13b-18 di Lunedì 28 Dicembre 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

III Giorno dell’Ottava di Natale

Tempo di Natale
Domenica 27 Dicembre
Festa di san Giovanni Evangelista

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Pietro: «Seguimi». Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?». Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera.” (Gv 21,19c-24)

Al temine del Vangelo secondo Giovanni c’è il “seguimi” di Gesù rivolto a Pietro. L’invito è di essere colui che, a capo della Chiesa, abbia sempre come riferimento Gesù. Pietro dovrà seguire fedelmente d’ora in poi l’insegnamento del Signore, dovrà esserne il suo vicario in terra. Il Signore non lascia l’uomo solo, gli concede responsabilità e azione nella storia della salvezza.
In questo importante momento del “seguimi” rivolto a Pietro, un altro discepolo, san Giovanni, li seguiva. Il più giovane degli Apostoli era probabilmente anche il più benvoluto da Gesù e per questo gli era concessa una certa libertà di movimento. San Giovanni evangelista, la festa di oggi, ha una rilevanza per questa considerazione di Gesù. San Giovanni aveva una fede ferrea ed era sotto quella Croce con la Madonna quando Gesù la affidò come sua madre poco prima che tutto fosse compiuto. San Giovanni evangelista fu investito di questa grazia, era il primo figlio di Colei che sarebbe diventata la madre della Chiesa.
Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Giovanni 21,19c.24 di Domenica 27 Dicembre 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

II Giorno dell’Ottava di Natale

Tempo di Natale
Sabato 26 Dicembre
Festa di santo Stefano, primo martire

Lettura e commento del Vangelo.

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato. Se io non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato».” (Gv 15,18-22)

Santo Stefano il primo martire, ucciso a causa della fede per il Signore Gesù Cristo. L’invidia, la gelosia che hanno come conseguenza l’odio sono le cause che hanno causato questo primo martirio. L’odio è quel sentimento di forte e perdurante malevolenza, dove si desidera il male o la rovina altrui. Questa è stata la causa di quel martirio di S. Stefano che ci fa mettere i piedi per terra subito dopo lo stupore di un diverso Natale del nostro Signore. La bellezza della celebrazione della nascita è seguita subito da una delle più crudeli forme di ingiustizia, la lapidazione calunniosa di S. Stefano. Il tempo di Natale dunque ci offre questa alternanza di dolcezza divina e crudeltà umana. Signore, aiuta tutti noi a custodire nel cuore la gioia del Natale e di non essere fra quelli che condannano con superficialità. Custodiamo nel cuore la gioia, l’umiltà, la speranza, la fede. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Giovanni 15,18-22 di Sabato 26 Dicembre 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)