Martedì della V settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Martedì 23 marzo

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».
Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio». Gesù riprese: «Non sono forse io che ho scelto voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!». Parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota: costui infatti stava per tradirlo, ed era uno dei Dodici. ” (Gv 6,63b-71)

Gesù viene lasciato dai suoi discepoli, troppo dura la verità contenuta nella sua predicazione. Rimangono con lui solo i Dodici ma con quella amarezza che fra di essi c’è “un diavolo!”, colui che stava per tradirlo.
Aiutaci Signore a essere fedeli, evitare quelle vie che portano verso un inconsapevole tradimento. Aiutaci a percorrere vie d’amore, di fedeltà.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,63b-71 di Martedì 22 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Lunedì della V settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Lunedì 22 marzo

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia e altri uno dei profeti». Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.
E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».” (Mc 8,27-33)

Questa settimana è di introduzione alla Settimana Autentica (Santa). Come tema c’è l’annuncio della Passione del Signore fatta dallo stesso Gesù. Il Signore sapeva che era chiamato ad una offerta totale di se in un clima di grave ingiustizia nei suoi confronti. Il peccato dell’uomo sembra prevalere, l’azione violenta sembra avere la meglio, l’idea di eliminare Gesù sembra la migliore per cancellare quella scomoda presenza che potrebbe destabilizzare l’equilibrio politico della zona provocando una reazione romana.
Gesù il Figlio di Dio, può essere sacrificato proprio da coloro che si ritengono detentori e custodi della fede.
“il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere”.
Troppo dura questa affermazione perché potesse essere accolta dagli Apostoli, e per primo Pietro rifiuta questa prospettiva rimproverando Gesù. Ma è un pensiero terreno, umano, senza alcun collegamento con il Signore: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».
Il servizio di Gesù sta per completarsi in modo perfetto per la salvezza di ogni creatura, perché vi sia questa nuova possibilità.
Grazie Signore della tua offerta, del tuo amore e fa che non cadiamo in pensieri esclusivamente umani accorgendoci della tua presenza per noi.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 8,27-33 di Lunedì 22 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

V Domenica di Quaresima

Tempo di Quaresima
Domenica 21 marzo
Domenica “di Lazzaro”

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato».
All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».
Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, si è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.
Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto.
Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione». Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.” (Gv 11,1-53)

“Temete il Signore così da essere sempre felici ed essere conservati in vita” (Deuteronomio 6,24b)
Gesù lascia morire Lazzaro per poi farlo rivivere per indicare con forza la gloria di Dio nel dominio di tutta la natura e di ogni creatura umana. Si tratta della risurrezione terrena, cioè della ricomposizione di una persona già defunta in questo caso da quattro giorni, cui è già iniziata la decomposizione delle spoglie mortali, e del ritorno della vita in quel corpo così ricomposto. Lazzaro è tornato in vita.
Si tratta di una risurrezione terrena, Lazzaro dovrà poi morire nuovamente e lasciare definitivamente questa terra. È il grande segno, il grande miracolo di Gesù che induce alla fede molte persone che sono presenti, oltre alle sorelle Marta e Maria.
La vera Risurrezione avverrà dopo, sarà quella di Gesù, l’ingresso alla vita eterna e per lui alla destra di Dio Padre.
La speranza viene da Gesù che vuole donare una rinascita, una altra possibilità ad ogni persona di vivere finalmente in una nuova comunione con il Signore Dio qui su questa terra. Come una nuova vita rinnovata grazie alla azione misericordiosa del Signore.
Questa è la sua volontà nell’accorgerci della sua signoria, cioè della sua grandezza e potenza con quello stile d’amore, di servizio verso ogni creatura. Per questo lo dovremmo temere che non significa paura ma prendere coscienza delle sua grandezza e del suo amore per noi.
“Temete il Signore così da essere sempre felici ed essere conservati in vita”
La rinascita spirituale nel cammino della vita consiste nel ricercare quella comunione con il Signore Dio e questa la si può riottenere con quel grande miracolo che è il sacramento della Riconciliazione che dona, dove c’è il sincero pentimento, una nuova vita, una risurrezione della propria anima che si toglie dalle tenebre delle schiavitù dei peccati e torna alla luce.
Gesù, aiutaci nel cammino verso la felicità e l’essere conservati in vita nelle propria anima!
“Temete il Signore così da essere sempre felici ed essere conservati in vita”
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 11,1-53 di Domenica 21 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Sabato della IV settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Sabato 20 marzo

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Furono portati al Signore Gesù dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono. Gesù però disse: «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli». E, dopo avere imposto loro le mani, andò via di là.” (Mt 19,13-15)

I bambini quando sono nell’età dell’innocenza, piccoli che da poco sanno dire qualche parola, sono di esempio per la loro sincerità, gioia di vivere e tanta voglia di imparare senza mettere in discussione alcunché di quello che viene insegnato.
Come questi bambini, dovremmo essere nei confronti della Parola del Signore, senza polemiche e con la voglia di capire, di imparare cose nuove. Così Gesù diventerebbe un amico che aiuta e accompagna dal più piccolo al più anziano.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 19,13-15 di Sabato 20 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

San Giuseppe, sposo della B.V. Maria

Tempo di Quaresima
Venerdì 19 marzo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. I genitori del Signore Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio». ” (Lc 2,41-49)

Nella solennità di San Giuseppe si apre una festa nel cuore della Quaresima. Si festeggia lo sposo della Beata sempre Vergine Maria, quel suo servizio fedele e silenzioso. S. Giuseppe aveva il compito di condurre e proteggere la santa Famiglia con un continuo e umile servizio nei confronti di Gesù e della Beata Sempre Vergine Maria.
S. Giuseppe ebbe responsabilità, impegno e attenzione. Forse sono cose che oggi mancano a molti padri e papà. Si dovrebbe riscoprire la gioia della paternità in quel ruolo importante di responsabilità e di servizio verso la famiglia. S. Giuseppe ne è esempio.
S. Giuseppe, proteggi tutti i papà, aiutali a riprendere in mano il difficile ruolo di essere responsabili e educatori in comunione con le mamme.
S. Giuseppe, aiuta tutte le famiglie, i papà, le mamme, i figli e le figlie.
S. Giuseppe, aiutaci in questa epidemia!
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Lc 2,41-49 di Venerdì 19 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Giovedì della IV Domenica di Quaresima

Tempo di Quaresima
Giovedì 18 marzo

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande». Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi. ” (Mt 7,21-29)

Un uomo saggio e un uomo stolto.
Un uomo saggio ha la riflessione e l’esperienza, si vede nel comportamento, nel giudicare e nell’agire, si è oculati nel discernimento, nella moderazione, vi è equilibrio intellettuale e spirituale, e una conoscenza acquisita soprattutto con il tempo e la meditazione. Un uomo così ascolta le Parole del Signore Gesù e le mette veramente in pratica. Così facendo costruisce in se qualche cosa di solido, robusto verso una bella comunione con il Signore.
Un uomo stolto ha probabilmente una scarsa intelligenza, gli manca il senno e la perspicacia, non riflette e non medita sulle cose che avvengono. Un uomo così è facile che non metta in pratica le Parole di Gesù. Così facendo rimane in balia delle correnti che possono portarlo dove loro vogliono e rischia di perdersi.
Fermarsi ogni giorno per capire quello che si è vissuto, è cosa saggia per correggersi e costruire in se saggezza.
Aiutaci Signore a diventare persone sagge che sappiano anche affrontare bene questo periodo di pandemia.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 7,21-29 di Giovedì 18 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della IV Domenica di Quaresima

Tempo di Quaresima
Mercoledì 17 marzo

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!
Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete» ” (Mt 7,13-20)

La via che conduce alla vita è per l’uomo stretta e angusta. Questo probabilmente è la causa della normale tendenza a essere egoisti, a volere per se le cose e le persone senza una vera condivisione.
La via che porta alla vita è non egoistica e vuole la condivisione, vuole che si viva l’amore reciproco, la tolleranza, la pazienza. E queste cose risultano sempre difficili e ancora di più se si è incapaci di condividere qualsiasi cosa, e ad esempio, una sola opinione differente di un’altra persona, può essere di grave ostacolo. La via della vita è fatta di fede, speranza e carità.
Poi le molte apparenze ingannatrici che vi sono nella società, i falsi profeti, tendono a sviare attraverso opinioni e opere che sembrano al momento giuste ma sono di divisione, isolamento, allontanamento da altre persone. Sono alberi che portano frutti di disamore e spesso lo si capisce solo dopo del tempo. Qui bisogna avere il coraggio di dirsi di aver percorso una strada sbagliata e con l’aiuto di Gesù correggersi!
Aiutaci Signore Gesù!
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Matteo 7,13-20 di mercoledì 17 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Martedì della IV Domenica di Quaresima

Tempo di Quaresima
Martedì 16 marzo

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono!
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti».” (Mt 7,6-12)

Parlare di cose preziose, sante con persone poco conosciute, si rischia che poi vengano utilizzate male perché non capite o disprezzate. Le cose preziose è meglio dirle solo a persone fidate e conosciute con le quali è possibile confidarsi ma sempre con prudenza.
Chiedete, cercate, bussate.
A volte è difficile chiedere, bisogna uscire dall’individualismo che è una delle piaghe della società e aprirsi con umiltà alle altre persone.
A volte è difficile cercare, bisogna lasciare dietro di sé la pigrizia o la delusione per ripartire e mettersi in moto.
A volte è difficile bussare, bisogna vincere il timore di non essere accolti e ascoltati.
“Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto.”
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Matteo 7,6-12 di Martedì 16 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Lunedì della IV Domenica di Quaresima

Tempo di Quaresima
Lunedì 15 marzo

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c’è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».” (Mt 7,1-5)

Il Signore Gesù vorrebbe essere vicino ad ognuno in questa Quaresima. Perché possiamo essere raggiunti dalla sua amicizia dovremmo togliere via alcuni impedimenti, sarebbe meglio tutti ma per l’uomo non è possibile neanche individuarli tutti.
Uno degli aspetti che mortifica lo spirito è il giudizio quando questo non è necessario farlo, o quando è espresso in maniera superficiale e senza approfondire. Questo mette in difficoltà il prossimo con accuse che troppo spesso sono infondate, e questo è un grave peccato.
Un altro aspetto è quello di innalzarsi come persona migliore volendo correggere a sproposito l’altrui persona. Spesso capita che il difetto personale è assai più grave di quello che si vuole correggere all’altra persona.
Un buon esame di coscienza, un cammino che vada verso l’umiltà sono già aspetti chiarificatori per riuscire a correggersi e diventare persone amiche di Gesù.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Matteo 7,1-5 di Lunedì 15 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

IV Domenica di Quaresima

Tempo di Quaresima
Domenica 14 marzo
Domenica “del Cieco”

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Passando, il Signore Gesù vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo». Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe» – che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so».
Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!».
Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età: chiedetelo a lui!».
Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». ” (Gv 9,1-38b)

“Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.” (Giovanni 9,7b)
Gesù, luce del mondo, illumina le fragilità dell’uomo, le sue mancanze, le sue omissioni nella indifferenza, i giudizi troppo sommari e superficiali, le parole dette senza il collegamento con la mente e lo spirito, e quelle azioni così superficialmente fatte facendo del male a se stessi e alle altre persone. Gesù, luce del mondo, illumina.
“Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.”
Una persona cieca dalla nascita è raggiunta dalla grazia di Dio. Gli è chiesto di andare, lavarsi, tornare.
Vi sono delle azioni che il cieco è chiamato a fare. La prima è quella della fiducia riguardo la verità della Parola del Signore, il fidarsi del Signore. La seconda è quella di agire prontamente su questa fiducia, e quindi il cieco si mette in moto, lascia lì il suo immobilismo, e nella speranza si avvia verso quella piscina indicatagli da Gesù. La terza è quella di lavarsi gli occhi, cioè l’azione volontaria di accettare di togliere la propria cecità, l’uscita dalla condizione di immobilismo. Una volta ottenuta la vista il cieco ritorna.
L’azione guaritrice del Signore Gesù diventa efficace se questa viene accettata dall’uomo capendo la propria imperfezione, i propri peccati. È la riconciliazione, la rinnovata comunione con il Signore che era andata incrinandosi o addirittura persa. L’azione guaritrice nella riconciliazione, e qui si intende anche il Sacramento della Chiesa, rinnova l’uomo in una gioia interiore nella scoperta di una profonda novità nel cuore.
“Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.”
Gesù, luce del mondo, aiutaci a riacquistare la vista dalla cecità di vite ripiegate su se stesse, chiuse nell’egoismo, non affacciate all’amore. Aiutaci a essere persone che si rinnovano in una profonda riconciliazione. Aiutaci in questa epidemia!
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Giovanni 9,1-38b) di Domenica 14 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)