Natale del Signore

Tempo di Natale
Venerdì 25 Dicembre
Solennità

Lettura e commento

Il VANGELO DELLA NOTTE DI NATALE
“In quel tempo. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.” (Gv 1,9-14)

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quei giorni. Un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio. C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama». ” (Lc 2,1-14)

Un bambino. Novità, speranza, futuro. Novità è la presenza di un piccolo bambino che si affaccia a questo mondo e vorremmo tanto far vedere solo cose belle a quei occhi che guarderanno, far udire solo dolci parole all’udito che si affina, fare fare i primi passi solo in ameni paesaggi per quei primi movimenti di gioia. Speranza è in quel piccolo perché potrebbe essere molto differente da noi e portare finalmente un messaggio di vera pace, di gioia, di luce che fende le tenebre della pandemia. Una speranza che arriva dall’amore di questo bambino dove il mio io rimane disarmato, in un possibile amore che si apre verso altre persone, sempre ad almeno un metro di distanza. Futuro è quel piccolo bambino così fragile e così bisognoso di tutto. Ha bisogno della vicinanza amorevole dei suoi genitori, di essere accudito in ogni cosa, di ricevere tenerezza e affetto. Ha bisogno di sentirsi accolto e benvoluto perché possa essere una persona speciale che doni luce, via, verità e vita. Benvenuto piccolo Gesù in questo mondo così martoriato, malato di Covid e non solo, così assetato di te anche se spesso non lo sa. Benevento piccolo Gesù, per ognuno, per ogni persona, credente o non credente, accesa o spenta, entusiasta o disillusa, innamorata o abbandonata. Benvenuto piccolo Gesù, per chi non sa dove posare il capo povero fra i poveri. Benvenuto piccolo Gesù, per i malati quando la speranza e il conforto diventano parole lontane e si vede solo qualche viso ben mascherato con quei dispositivi di protezione individuale. Benvenuto, per chi è morto dentro, vivo nel corpo e magari anche in salute ma mortificato da continue ingiustizie, angherie, calunnie, ruberie. Benvenuto piccolo Gesù per quella persona da tutti dimenticata. “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo”. Benvenuto Cristo Signore, luce vera nel mondo, luce di vicinanza e non accecante, che si fa vicino dove è accolto, accettato, per portare un po’ di serenità in mezzo a questa pandemia. Benvenuto Gesù piccolo bambino che chiedi di essere accolto e non vuoi importi e dettare normative o fardelli pesanti. Chiedi di essere scelto, di essere amato e di stare nella legge dell’amore. Un piccolo Bambino che è Dio entra nella sua creazione come creatura, umile, nella povertà, nella semplicità. Quella culla fatta di fieno diventa la più preziosa dell’universo, quella stalla, quella grotta diventa luogo di adorazione, luogo di Dio fra gli uomini. Benvenuto Gesù in questo mondo perché tu possa essere una persona speciale con dei doni: novità, speranza, futuro. Novità che è la speranza di un futuro. Luce che riscalda i cuori sofferenti, via per dirigere i passi verso il bene, verità senza compromessi e vita per tornare a vivere in questa pandemia. Buon Natale. (Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.)

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Giovanni e Luca di Venerdì 25 Dicembre 2020, – – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Nell’attesa del Natale

Tempo d’Avvento
Giovedì 24 Dicembre
mattina della Vigilia

Lettura e commento dell’Epistola

Epistola
“Fratelli, ancora un poco, un poco appena, e colui che deve venire, verrà e non tarderà. Il mio giusto per fede vivrà; ma se cede, non porrò in lui il mio amore. Noi però non siamo di quelli che cedono, per la propria rovina, ma uomini di fede per la salvezza della nostra anima.” (Eb 10,37-39)

Un poco, un poco appena. È molto vicina la celebrazione della memoria del Natale del Signore Gesù. C’è una gioiosa attesa in un tempo che è cambiato per le molte costrizioni che ognuno deve osservare in modo scrupoloso, per le sofferenze, malattie ecc., e fra poco si realizza nella venuta di Gesù che può essere nella esistenza di ognuno. Questo Natale in questa di pandemia, può diventare più vero, sentito, dove l’affidamento a Gesù diventa non fatto solo di parole ma sincero. Gesù vieni! Gesù vieni nei cuori di ognuno che ti vuole accogliere. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dalla Lettera agli Ebrei 10,37-39 di Giovedì 24 Dicembre 2020, – – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

VI feria prenatalizia “dell’Accolto”

Tempo d’Avvento
Mercoledì 23 Dicembre
de Exceptato (dell’Accolto)

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.” (Lc 2,1-5)

Si sta per realizzare la nascita del Messia a Betlemme. Maria e Giuseppe vivevano a Nazareth di Galilea e per farsi censire dovevano andare nel luogo di provenienza di Giuseppe, Betlemme, poiché discendente della casa di Davide. Si realizza così la parola di Dio per la quale da Betlemme sarebbe venuto il Cristo: “Non dice la Scrittura: Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo?”.“ (Giovanni 7,42) e anche “E tu, Betlemme di Èfrata, così piccola per essere fra i villaggi di Giuda, da te uscirà per me colui che deve essere il dominatore in Israele; le sue origini sono dall’antichità, dai giorni più remoti.“ (Michea 5,1). Attraverso il censimento indetto da cesare Augusto si realizza la scrittura per cui il Cristo viene da Betlemme. A volte del tutto inconsapevolmente, persone che si considerano lontane dalla religione o addirittura si professano atee, sono protagoniste della storia della salvezza. È l’ironia di Dio che stupisce. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 2,1-5 di Mercoledì 23 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

V feria prenatalizia “dell’Accolto”

Tempo d’Avvento
Martedì 22 Dicembre
de Exceptato (dell’Accolto)

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Zaccaria, suo padre, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo: «Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi un Salvatore potente nella casa di Davide, suo servo, come aveva detto per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, di concederci, liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati. Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio, ci visiterà un sole che sorge dall’alto, per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte, e dirigere i nostri passi sulla via della pace». Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.” (Lc 1,67-80)

Zaccaria, appena riavuta la possibilità di parlare, esprime il suo cantico di benedizione e lode al Signore Dio. Il cantico di Zaccaria, sia nel Rito ambrosiano che in quello romano, è nelle lodi mattutine di ogni giorno dell’anno. “Un sole che sorge dall’alto” è il Signore Gesù che vuol far risplendere la sua luce non sui giusti ma su coloro che stanno nelle tenbre e sull’orlo della morte. Sono le tenebre del peccato che a volte sfugge a tal punto che si diventa come morti nell’anima con quel grande rischio di allontanarsi per sempre da Dio. Ma risplende Gesù che fende le tenebre. Vieni Signore Gesù! Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 1,67-80 di Martedì 22 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

IV feria prenatalizia “dell’Accolto”

Tempo d’Avvento
Lunedì 21 Dicembre
de Exceptato (dell’Accolto)

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei. Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.” (Lc 1,57-66)

Si realizza l’annuncio dell’angelo del Signore a Zaccaria, sua moglie Elisabetta mette alla luce un bambino. La tradizione viene interrotta, il nome del figlio maschio non è quello del Padre ma bensì è quello detto dall’angelo: Giovanni. Una volta confermato il nome, ecco che la voce di Zaccaria torna lodando il Signore. La voce, la lingua, dovrebbe dare sempre parole buone, discrete, di speranza, di armonia, benedicendo. Questo accade troppo poco di frequente. Poche parole e buone sono forse una buona direzione e preparazione al Natale. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 1,57-66 di Lunedì 21 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Domenica dell’Incarnazione

Tempo d’Avvento
Domenica 20 Dicembre
Solennità del Signore

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».” (Lc 1,26-38a)

La Domenica precedente al Natale è “dell’Incarnazione”, o della Divina Maternità della beata Vergine Maria. Si guarda alla mamma di Gesù, Maria, che accetta l’annuncio dell’arcangelo Gabriele permettendo così il concepimento di Gesù per opera dello Spirito Santo. Si ricorda quindi la figura materna, la mamma di Gesù, che diventa la Madre di Dio e dopo la passione, morte e risurrezione del suo figlio diventa anche Madre della Chiesa. Si sta per compiere l’attesa del Messia che avverrà nei tempi e nei modi decisi da Dio. Una vergine è coinvolta con quel importante ruolo di concepire, portare avanti tutta la gravidanza, mettere alla luce Gesù come una qualsiasi nascita ed essere mamma. La decisione di Dio porta a una esperienza completa e senza sconti di essere umano di Gesù, dal concepimento fino alla morte tranne che nel peccato. Per questo Maria è stata investita di questo importante ruolo con quella particolare attenzione di Dio che la ricolmata di favori. Si sta per realizzare la promessa divina, il Dio con noi è vicino e fra poco ne celebreremo con gioia la sua nascita come uomo fra gli uomini. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 1,26-38a di Domenica 20 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

III feria prenatalizia “dell’Accolto”

Tempo d’Avvento
Sabato 19 Dicembre
de Exceptato (dell’Accolto)

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore».” (Lc 1,39-46)

Maria, ricevuto l’annuncio dall’arcangelo Gabriele, in fretta si reca da sua cugina Elisabetta. Qui inizia l’azione di Giovanni il Battista, sussulta nel grembo di Elisabetta che è al sesto mese. Il bambino nel grembo di Elisabetta avverte la presenza della Madre di Dio e non può che esultare di gioia. È l’azione del Signore Dio che vuole annunciare un nuovo percorso attraverso alcune persone da lui scelte, un cammino di certa salvezza, di un Dio che si fa vicino e uguale all’uomo tranne che nel peccare. La gioia intensa si realizza fra Elisabetta e Maria, avvolte entrambe dall’azione dello Spirito Santo e Maria non può che iniziare il suo Magnificat: «L’anima mia magnifica il Signore». Signore aiutaci a essere persone che si stupiscono della tua venuta. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 1,39-46 di Sabato 19 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

II feria prenatalizia “dell’Accolto”

Tempo d’Avvento
Venerdì 18 Dicembre
de Exceptato (dell’Accolto)

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. L’angelo disse a Zaccaria: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio. Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo». Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto. Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: «Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini». ” (Lc 1,19-25)

Si compie quando annunciato dall’angelo del Signore. Elisabetta concepisce in tarda età un figlio. Zaccaria, il papà, rimase dubbioso su questo annuncio a tal punto da ricevere una temporanea punizione. La non fiducia in Dio porta a una non espressione dell’anima, a una mortificazione che qui si traduce nell’essere muto finché quell’annuncio si realizzi nella pienezza. Si tratta spesso della fiducia, nel credere che vacilla non poco, e questo causa problemi all’anima e a tutta la persona. Una spiritualità viva, piena di fiducia in Dio porta gioia nel cuore. Dovremmo fidarci un po di più dl Signore in questo periodo di attesa del Natale. Signore aiutaci a essere persone che ti attendono. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 1,19-25 di Venerdì 18 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

feria prenatalizia “dell’Accolto”

Tempo d’Avvento
Giovedì 17 Dicembre
de Exceptato (dell’Accolto)

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto. Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccaria, della classe di Abia, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni. Avvenne che, mentre Zaccaria svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso. Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso. Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto».” (Lc 1,1-17)

A otto giorni dal Natale del Signore Gesù, iniziano le “Ferie prenatalizie” con il Vangelo secondo Luca che ci condurrà fino alla nascita di Gesù. L’intento dell’evangelista Luca è quello di descrivere bene quanto ha raccolto nelle testimonianze in modo da comporre uno scritto, il Vangelo, che potesse essere non solo memoria ma ispirato dalla grazia dello Spirito Santo. Nella storia della salvezza fanno parte i genitori di Giovanni il Battista che in modo straordinario lo concepiranno in tarda età. L’annuncio di un angelo del Signore a Zaccaria pone l’inizio della imminenza dell’arrivo del Messia attraverso la nascita del Precursore Giovanni il Battista. L’Accolto, l’atteso Signore Gesù, inizia a essere presente dapprima in alcuni cuori, quelli di Zaccaria e Elisabetta, per poi realizzarsi nella gioia di un evento, Dio con noi. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 1,1-17 di Giovedì 17 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambros

Mercoledì della V settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Mercoledì 16 Dicembre
Commemorazione dell’annuncio a san Giuseppe

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.” (Mt 1,18b.24)

A nove giorni dal duemila ventunesimo Natale del nostro Signore Gesù, si ricorda l’importante figura di san Giuseppe lo sposo di Maria. Nel Natale si evidenzia Gesù Bambino e Maria, la mamma, e san Giuseppe c’è ma rimane sempre un poco in secondo piano. Ecco dunque questa importante memoria, il ruolo di san Giuseppe e lo si ricorda con l’annuncio di un angelo del Signore durante il sonno. Gli dice di porre fiducia nella sua sposa, di fidarsi del Signore Dio poiché la sua sposa darà alla luce un figlio, “Dio con noi”. Giuseppe diventa l’umile e silenzioso servitore, accanto a Gesù, a Maria, non dubitando di quest’annuncio e di quelli che seguiranno dall’angelo del Signore, messaggero di Dio. Uomo di saggezza, di servizio. Gesù aiutaci a essere servi umili e di trovare in questo la gioia di essere uomini e donne in un cammino di pace verso il Natale. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 1,18b.24 di Mercoledì 16 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)