Sabato della III settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Sabato 13 marzo

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.
Chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.” (Mc 6,6b-13)

Nel Vangelo di Marco, Gesù invia i Dodici a due a due perché inizino loro a diffondere la gioia del perdono mandando via il male. Per far questo Gesù gli dona il potere di mandare via il male, “dava loro potere sugli spiriti impuri”, e liberare le persone dalla schiavitù del peccato.
Magari sono convinto di non essere un peccatore, oppure di fare alcuni sbagli comunque non gravi.

Magari sbaglio.
Forse mi giustifico in tutto per quello che faccio e quando gli altri fanno le stesse cose, li sì che c’è l’errore e il peccato!
Forse dovrei mettermi in fila, chiedere perdono, ricevere quella liberazione d’amore che il Signore Gesù vuole donarmi.
Gesù, Figlio del Dio vivente,
abbi pietà di me peccatore!
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 6,6b-13 di Sabato 13 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Venerdì della III settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Venerdì 12 marzo
GIORNO ALITURGICO

Riflessione

3° VENERDÌ DI QUARESIMA IN RITO AMBROSIANO
Nel Rito Ambrosiano la Quaresima dura 40 giorni dalla 1° Domenica di Quaresima (21 febbraio 2021) a Giovedì Santo (1° aprile 2021). I Venerdì di Quaresima sono senza l’Eucarestia (aliturgici o anaeucarisitci, non vengono celebrate Messe e non si distribuisce la Comunione) per vivere in modo profondo la Passione e morte del Signore. Vengono di norma celebrate comunitariamente una o più VIA CRUCIS e si prega davanti alla Croce del Signore.

PREGHIERA A GESÙ CROCIFISSO
Eccomi, o mio amato e buon Gesù che alla tua Santissima presenza prostrato, ti prego con il fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza, di carità, di dolore dei miei peccati, e di proponimento di non offenderti, mentre io con tutto l’amore e la compassione vado considerando le tue cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di Te, o Gesù mio, il santo profeta Davide: «Hanno trapassato le mie mani e i miei piedi, hanno contato tutte le mie ossa».

Voi cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi.” (Giovanni 8,37)
Questo versetto tratto dal Vangelo di Domenica scorsa, “Di Abramo”, ha accompagnato la terza settimana di Quaresima, e dovremmo chiederci quali sono le resistenze personali che impediscono di accogliere la Parola del Signore.
Certo, l’abilità umana nel giustificare se stessi è alta, e in un cammino quaresimale è bene andare verso il cambiamento non facile dell’umiltà, dell’accoglienza della Parola del Signore per diventare persone che si correggono e accolgono la correzione altrui.
Davanti alla Croce del Signore, è possibile abbattere le resistenze e accettare la correzione con il suo perdono e il suo sguardo verso le miserie presenti nel cuore di ognuno (misericordia).
Gesù, dalle tue sante piaghe doni te stesso per ogni persona e perché vi sia comunità.
Col tuo preziosissimo sangue aiutaci a visitare la nostra miseria confidano nel tuo amore.
Sii la nostra guida, il nostro primo riferimento per diventare persone migliori, vere, in una continua conversione a te.
Aiutaci in questo periodo di estrema pandemia a essere persone di fede, speranza e di carità di vicinanza spirituale, perché nessuno si senta solo e abbandonato ma accompagnato da una solidarietà che solo da una comunità può nascere e diffondersi.
Ti adoriamo Signore Gesù, dalle tue sante piaghe hai redento il mondo!
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Venerdì 26 febbraio 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Giovedì della III settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
GIovedì 11 marzo

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».” (Mt 6,25-34)

“Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia”
Le preoccupazioni soprattutto in questo tempo epidemico sono tante e si sovrappongo l’una sull’altra. L’insegnamento di questo vangelo è di non essere solamente ripiegati sulle preoccupazioni ma di volgere lo sguardo verso la cosa importante che è l”amore, la carità, che fanno parte degli aspetti della giustizia di Dio.
Una eccessiva preoccupazione fa in modo che tutto il nostro pensiero, e tutta la nostra persona sia su quel particolare problema togliendo via tutto il resto fra cui la carità. Solo quel problema rimane presente e induce alla alla cecità non vedendo più nulla di altro.
Senza scartare ma mettendo nella giusta considerazione il problema, è necessario aprirsi anche alle altre cose, alle relazioni che altrimenti sarebbero mortificate.
Gesù, aiutaci a essere persone di fede e di considerare sempre anzitutto “il regno di Dio e la sua giustizia”.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Matteo 6,25-34 di Giovedì 11 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della III settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Mercoledì 10 marzo

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassìnano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassìnano e non rubano. Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.
La lampada del corpo è l’occhio; perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra! Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».” (Mt 6,19-24)

Il vero tesoro non è in terra, non è ,l’accumulo di capitali, proprietà ma neanche notorietà, bellezza estetica, potere, dominio. Tutte queste cose si devono conservare e difendere e certo non portano alla felicità.
Il vero tesoro è interiore, nel cuore, e se questo è indirizzato verso l’amore, la carità, la fede, la speranza come valori principali, allora è un tesoro che nessuno può rubare, è un tesoro che è nei cieli, è la via della felicità.
La semplicità è una componente importante per essere persone vere e luminose che hanno un tesoro nei cieli.
In questa quaresima si potrebbe pensare la bellezza di essere persone che agiscono senza furbizie, astuzie ma con semplicità, schiettezza, diffondendo quell’amore, quella amicizia, quella speranza di cui tutti oggi abbiamo bisogno; questo è il vero tesoro.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Matteo 6,16-24 di Mercoledì 10 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Martedì della III settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Martedì 9 marzo

Lettura e commento del Vangelo del giorno.

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà» ” (Mt 6,16-18)

Nel tempo quaresimale è prassi anche fare dei sacrifici personali come ad esempio digiunare o astenersi da qualche tipo di cibo (dolci o alcolici o cibi ricercati ecc.) mettendo da parte quello che si risparmia per poi offrirlo in elemosina.
Questa pressi è cosa sana per persone che stanno bene di salute. È bene tenerla nel segreto per non vantarsi e inorgoglirsi, sicuri che «il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà». Inoltre si allena il controllo di se, cosa importante nella vita spirituale in un cammino che è sempre di conversione e, in particolare in questa Quaresima, di correzione.
Gesù, in questo momento di grave epidemia, aiutaci nel cammino quaresimale, per essere persone che hanno la gioia di capire quali sono le proprie resistenze, la volontà di migliorarsi, e diffondere speranza nei cuori.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Matteo 6,16-18 di martedì 9 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Lunedì della III settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Lunedì 8 marzo
Esercizi Spirituali Parrocchiali

Lettura e commento del Vangelo del giorno.
Il Vangelo e una breve riflessione negli Esercizi Spirituali sono qui di seguito.

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe»” (Mt 6,7-15)

Ecco il Padre Nostro, la preghiera insegnataci da Gesù nella traduzione in lingua italiana del 2008, quella che da poco tempo viene anche detta comunitariamente durante le Messe. Il Papa Benedetto XVI approvò la nuova traduzione della Bibbia fra cui anche la rinnovata traduzione del Padre Nostro. È stato necessario questo cambiamento poiché nella lingua italiana potevano essere interpretate le ultime parole della preghiera come se Dio provocasse di sua iniziativa le tentazioni all’uomo: “e non ci indurre in tentazione” invece della traduzione attuale “non abbandonarci alla tentazione”.
La nuova traduzione fu dunque approvata dal predecessore di Papa Francesco, Benedetto XVI. Papa Francesco ha poi solamente introdotto la traduzione rinnovata nel riti della Santa Messa.
La preghiera è importante, non è da trascurare, collega l’uomo a Dio e l’uomo ne ha bisogno altrimenti si dimentica di Dio. Una preghiera quotidiana è necessaria per ogni fedele per attuare un cammino di fede e di conversione del cuore e in questa Quaresima aiuta anche nella correzione e nella scoperta di almeno una cosa da correggere.
Padre nostro, aiutaci come figli e figlie che faticosamente possano corregersi reciprocamente e aiutarsi in questo periodo di estrema epidemia.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Matteo 6,7-15 di Lunedì 8 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

III Domenica di Quaresima

Tempo di Quaresima
Domenica 7 marzo
Domenica “di Abramo”

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro». Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. Per quale motivo non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alla mia parola. Voi avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli era omicida fin da principio e non stava saldo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, dice ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna. A me, invece, voi non credete, perché dico la verità. Chi di voi può dimostrare che ho peccato? Se dico la verità, perché non mi credete? Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non ascoltate: perché non siete da Dio».
Gli risposero i Giudei: «Non abbiamo forse ragione di dire che tu sei un Samaritano e un indemoniato?». Rispose Gesù: «Io non sono indemoniato: io onoro il Padre mio, ma voi non onorate me. Io non cerco la mia gloria; vi è chi la cerca, e giudica. In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.” (Gv 8,31-59)

“Voi cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi.” (Giovanni 8,37)
In questa settimana dedicata anche agli Esercizi Spirituali, ci accompagna questo versetto del Vangelo di Giovanni, nello specifico riguarda la difficoltà di accogliere la Parola del Signore.
I Giudei non volevano accogliere la Parola detta da Gesù, non solo non trovava accoglienza in loro ma vi era anche un atteggiamento prestabilito, avevano già giudicato Gesù e senza averlo attentamente ascoltato esprimevano una forte resistenza nei confronti della novità portata da Gesù.
Eppure questi Giudei avevano inizialmente creduto in lui ma il loro cuore nel contempo si era indurito. In loro vi erano radicate delle convinzioni e delle rigidità che potevano essere giustificate dalla Legge mosaica se letta e interpretata in modo rigido, farisaico. Ora se Gesù faceva un miracolo nel giorno del riposo sabbatico, allora secondo queste persone prendendo alla lettera la Legge, era un peccatore perché aveva fatto un lavoro non elencato fra quelli permessi nel giorno di sabato, non doveva guarire una persona. Ma in questo mancava il cuore: è stata salvata una persona.
Così Gesù rispondendo loro:
«In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono»
per quei Giudei diventa subito reo di morte poiché si è fatto come Dio, e solo Dio può chiamarsi “Io Sono”, secondo la Legge.
Ma davanti a loro c’era Dio e non lo avevano riconosciuto.
Nella nostra imperfezione, in un cammino di correzione fraterna e individuale, dovremmo mettere bene alla luce le nostre singole resistenze, quei atteggiamenti di non ascolto, di rigidità nei confronti di correzioni e nei confronti della Parola del Signore. L’abilità umana nella rigidità consiste anche nel sorvolare subito quel versetto del Vangelo che va contro la propria convinzione personale, lo si elimina, lo si lascia nell’oblio. Al contrario, dovrebbe essere subito memorizzato e chiedersi il perché quella Parola del Signore è per me difficile. Lasciarla decantare nel proprio cuore forse è la cosa giusta e l’inizio per abbattere alcune resistenze in un cammino di correzione.
In questa Quaresima chiediamo sempre l’aiuto del Signore Gesù, un aiuto anche per affrontare bene questo periodo di estrema pandemia e in una correzione fraterna e individuale che può sfociare nella gioia pasquale.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Giovanni 8,31-59 di Domenica 7 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Sabato della II settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Sabato 6 marzo

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì.” (Mc 6,1b-5)

Dove il Signore è considerato poco o addirittura disprezzato, difficilmente potrà fare qualche cosa perché manca la fede.
A volte si è fermati da ragionamenti che non vanno oltre alla realtà oggettiva come è successo nella sua patria. Come era possibile che Gesù avesse una straordinaria sapienza senza aver ricevuto istruzione? Questo provocava scandalo. La povertà di queste persone è che non riuscivano ad andare oltre ad ogni possibilità terrena. Non era forse possibile che quanto meno Gesù avesse ricevuto una sapienza dal cielo? Gesù stesso è Dio e quindi la sua sapienza è comunque completa e infinita. Gli abitanti del luogo dove era cresciuto Gesù, pur non conoscendo la sua divinità, potevano fare almeno un piccolo passo e dare la possibilità di una sapienza ricevuta quanto meno dal cielo.
L’invito è quello di non fermarsi mai a quelle sicure convinzioni poiché c’è sempre qualche cosa che non si considera e la grazia di Dio può entrare in gioco e rivoluzionare tutto quanto.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 6,1b-5 di Sabato 6 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Venerdì della II settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Venerdì 5 marzo
GIORNO ALITURGICO

Preghiera e riflessione

2° VENERDÌ DI QUARESIMA IN RITO AMBROSIANO
Nel Rito Ambrosiano la Quaresima dura 40 giorni dalla 1° Domenica di Quaresima (21 febbraio 2021) a Giovedì Santo (1° aprile 2021). I Venerdì di Quaresima sono senza l’Eucarestia (aliturgici o anaeucarisitci, non vengono celebrate Messe e non si distribuisce la Comunione) per vivere in modo profondo la Passione e morte del Signore. Vengono di norma celebrate comunitariamente una o più VIA CRUCIS e si prega davanti alla Croce del Signore.

PREGHIERA A GESÙ CROCIFISSO
Eccomi, o mio amato e buon Gesù che alla tua Santissima presenza prostrato, ti prego con il fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza, di carità, di dolore dei miei peccati, e di proponimento di non offenderti, mentre io con tutto l’amore e la compassione vado considerando le tue cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di Te, o Gesù mio, il santo profeta Davide: «Hanno trapassato le mie mani e i miei piedi, hanno contato tutte le mie ossa».

“Ascoltate le leggi e le norme del Signore: imparatele e custoditele per metterle in pratica.”
Una correzione d’amore. Il Signore ha donato e non imposto delle norme, i dieci comandamenti, per amore verso il suo popolo e poi per ogni uomo e donna in questo mondo. Sì, chiamati a essere un solo popolo in cammino uniti nell’adorazione della Croce di Gesù e rispettando quei comandamenti d’amore. Ognuno ha sempre e in ogni momento la libertà di seguire o meno i comandamenti del Signore, non c’è imposizione ma amore. La Croce conferma questi comandamenti, e inginocchiati davanti ad essa si scopre la bontà di Dio per ogni uomo e donna.
La Croce favorisce il percorso di correzione di ognuno e dona quella speranza nella comunità chiamata anch’essa a correggersi nel faticoso cammino di correzione reciproca. Si tratta di avere il coraggio, l’umiltà, la dolcezza di correggere il fratello o la sorella e la consapevolezza di essere persone imperfette a loro volta bisognose di correzione. Davanti alla Croce si diventa comunità grazie alla salvezza che Gesù dona tutt’oggi dal quel suo unico sacrificio di duemila anni fa che si ripresenta come offerta e dono in ogni santa Messa.
Ti adoriamo santa Croce, da te scaturisce perdono e salvezza.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Venerdì 26 febbraio 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Giovedì della II settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Giovedì 4 marzo

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà». (Mt 6,1-6)

Tutti quanti, con sensibilità differenti, siamo sensibili ad un complimento, a una lode, fatta a volte a proposito e a volte solo di adulazione. Il fatto di apparire bene nei confronti del prossimo è cosa buona ma se diventa cosa importante da ricercare e perseguire, allora diventa orgoglio, esaltazione di sé, illusione di essere veramente brave persone. In questo caso si cerca l’ammirazione delle persone facendo vedere bene un gesto buono, ad esempio una elemosina magari consistente. Questa elemosina è stata fatta per ottenere ammirazione e non per fare veramente beneficenza per aiutare chi è in difficoltà. L’azione oggettiva c’è, l’elemosina è stata fatta, ma non sarebbe stata elargita senza la certezza dell’essere lodati e ammirati. Una elemosina così non vale nulla da un punto di vista morale, di cuore.
…quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te”.
Al contrario una elemosina fatta con semplicità, immediatezza anche non molto consistente, ha un valore bello perché si è voluto veramente aiutare chi è in difficoltà senza cercare null’altro.
… mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto;
Questo è un ulteriore spunto quaresimale che potrebbe essere anch’esso di correzione del proprio comportamento.
Se in questa Quaresima riuscissimo a portare a correzione un solo e unico tratto del nostro modo d’agire, sarebbe un grande risultato!
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Matteo 6,1-6 di giovedì 4 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)