Tempo dopo la Pentecoste
Domenica 9 agosto
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Lettura del Vangelo e commento
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L’audio della Messa del giorno della Domenica.
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L’audio della Messa vigiliare della Domenica.
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Seduto di fronte al tesoro, il Signore Gesù osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».” (Mc 12,41-44)
La povera vedova nulla tenete fa una azione di carità per quello che può, dona tutto il denaro in suo possesso che ha un valore insignificante. Ma ha dato il massimo che poteva, e questo è considerato dal Signore più grande di ogni altro dono.
Le altre persone avevano donato cifre anche molto ma molto più grandi e sono solo una piccola parte dei loro averi, una parte insignificante. Per questo questi gesti sono considerati poco, non c’è una forma vera d’amore ma da una parte quasi un obbligo dell’elemosina al tesoro del Tempio, dall’altra il farsi vedere da altri che si fa un dono al Tempio. Qui c’è poco o nulla di caritativo.
Gesù guarda i cuori, e sa bene interpretare il comportamento concreto che mette alla luce la verità delle persone. Spesso l’uomo vede solo l’esteriorità e il dono di una grossa cifra lo considera una alto grado di generosità e di carità. Gesù va a fondo e vede che in alcuni di questi grossi doni non c’è carità ma solo velleità, vanità.
Un cuore buono dona con gioia quello che decide e senza nulla volere in cambio.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 12,41-44 di Domenica 9 agosto 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)