Tempo dopo la Pentecoste
Giovedì 30 luglio
San Pietro Crisologo
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Lettura del Vangelo e commento
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova il Signore Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai». Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti? ». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».” (Lc 10,25-37)
La risposta del Signore Gesù al dottore della legge riguardo alla possibilità della vita eterna sono i comandamenti dell’amore:
«Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso»
Ma chi è il prossimo? La risposta di Gesù è qualsiasi persona. L’attenzione di non lasciare una persona in difficoltà qualsiasi essa sia, è amore verso il prossimo. Un gesto di compassione verso un bisognoso è sempre ben accetto dal Signore come un atto di carità. Ma con una cautela: non bisogna mai agire in contrasto con la persona bisognosa Se essa è in una situazione di estremo bisogno e non vuole essere aiutata, si rispetta la sua decisione, tranne in un evidente pericolo di vita o di estrema confusione.
Signore, aiutaci a vivere i comandamenti dell’amore.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 10,25-37 di Giovedì 30 luglio 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)