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Lettura del Vangelo e commento.
IL VANGELO DI DOMENICA 1° DICEMBRE
“In quel tempo. Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”. In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono. Tutti i profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. E, se volete comprendere, è lui quell’Elia che deve venire. Chi ha orecchi, ascolti!». ” (Mt 11,2-15 )
Giovanni il Battista ormai in carcere sente parlare di Gesù da lui annunciato nella sua predicazione. E’ un Messia differente da quello che probabilmente si aspettava. Non agiva con una evidenza di potenza divina come san Giovanni Battista attendeva. Forse si aspettava l’evidenza della giustizia divina, la rovina dei peccatori, l’esaltazione delle brave persone, la cacciata dei prepotenti. Nulla di ciò.
Gli riferirono: ciechi, zoppi, lebbrosi, sordi, guariti da Gesù e addirittura i morti risorgono e viene annunciata la buona novella ai poveri.
Quel Gesù che sembrava debole, quasi arrendevole, esprimeva e esprime anche oggi l’onnipotenza di Dio, attraverso azioni di guarigione senza troppo clamore ma dicendo che c’è qualcuno che ama.
Spesso l’onnipotenza viene confusa come prepotenza, come azione decisa e obbligata verso le creature, ma non è così. L’onnipotenza di Dio si esprime con la grandezza del suo amore per ogni creatura che rimane sempre libera nelle sue scelte. E’ più onnipotente di quanto si possa pensare. Nulla è impossibile a Dio.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 11,2-15 di Domenica 1° dicembre 2019, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)