II Giorno dell’Ottava del Natale – Santo Stefano primo martire

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI GIOVEDÌ 26 DICEMBRE
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato. Se io non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato». ” (Gv 15,18-22)

Il primo martire, il martire è colui che è stato ucciso a causa della fede in Gesù Cristo, è il diacono Santo Stefano.
Santo Stefano era in una profonda comunione con il Signore Gesù e tutto quello che viveva su questa terra non aveva altro scopo che testimoniare il cielo. La sua vita era su questa terra ma tutta diretta verso il Signore, nulla avrebbe potuto distoglierlo tanto meno la possibilità di morire. La testimonianza di Santo Stefano dovrebbe dare forza a una rinnovata fede, a credere con una maggiore fermezza e speranza colorando la vita in questo periodo natalizio, in questa ottava di Natale dove c’è ancora la festa di un Dio che si è fatto uomo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 15,18-22 di giovedì 26 dicembre 2019, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Natale del Signore

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI MERCOLEDÌ 25 DICEMBRE
“In quei giorni. Un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio. C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama». ” (Lc 2,1-14)

È Natale. Ma lo è veramente?
È Natale quando sei senza tempo e passando accanto a quella persona ti accorgi di qualche cosa che non è una richiesta fatta di parole o di gesti. Allora ti fermi, rimani li vicino. Basta la presenza per un poco di tempo per ridonare un poco di fiducia.
È Natale quando hai tempo e decidi di non usarlo sul tablet, smartphone, playstation, o su qualsiasi innovazione tecnologica. Decidi di usarlo un poco per chi chiede la tua attenzione perché ha bisogno di te e tu hai bisogno di ricevere attenzione e tutto ciò da persone in carne e ossa e non su qualche schermo tecnologicamente avanzato.
È Natale quando un dottore medico chirurgo nonostante la stanchezza vuole capire che cosa sta accadendo a Luisa che non sta affatto bene. E allora si va ben oltre all’orario perché c’è una persona che sta male e forse qualche cosa si può fare che va oltre agli esami e alle terapie e diventa luce e speranza con quel farsi vicino che dice. “per me è importante la tua persona, è importante curarti”.
È Natale quando la nuora decide di non lasciare da sola la suocera in Ospedale, non c’è nessuna altra persona che possa rimanere vicina in quelle notti che saranno numerose. E senza alcuna lamentazione, in quelle notti faticose fatte di consolazione, di assistenza anche molto pratica, nasce un nuovo rapporto d’amore: “per me sei come la mamma, per me sei come una figlia”.
È Natale quando una piccola appena nata viene accolta dalla mamma che chiede: “è viva?”. Si questa bimba ha la sindrome di Edwards, Trisomia 18, che causa un grave deficit agli organi.
È nata, è viva, ha un bellissimo viso da adulta ma ha solo pochi minuti di vita. Siamo li a contemplarla, l’ostetrica, le infermiere e il sacerdote. La mamma e il papà sono pieni di gioia per quella decisione di aver portato a termine la gravidanza. E questa gioia si fa piena quando pochi minuti dopo il parto la bimba viene data alla mamma. Eppure non si sentiva il suo cuoricino prima del parto, ha voluto portare una sorpresa di vita alla mamma e al papà anche se forse non avrà una lunga vita.
Piccola Celeste, sei tu il Natale per molte future mamme e futuri papà di quella gioia che è data dall’accogliere un piccolo bambino, o una piccola bambina per come è.
È Natale quando decidi di fare spazio a quel piccolo bambino Gesù che anche quest’anno vorrebbe vistarti e stare un poco con te perché tu possa vedere un futuro migliore grazie proprio a te.
È Natale quando ti stupisci davanti a quel Presepe fatto di statuine che racconta un Dio che vuole essere vicino, si è fatto uomo e nasce come qualsiasi neonato con il bisogno di una mamma e di un papà.

«Cerca il Signore in un presepio,
cercalo dove nessuno lo cerca,
nel povero, nel semplice, nel piccolo,
non cercarlo tra le luci delle grandi città,
non cercarlo nell’apparenza.
Non cercarlo in tutto questo apparato pagano che ci si offre ogni momento.
Cercalo nelle cose insolite e che ti sorprendono.
» (Papa Francesco Natale 2010)

don Felice

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 2,1-14 di mercoledì 25 dicembre 2019, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

VII Feria prenatalizia “dell’Accolto”

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI MARTEDÌ 24 DICEMBRE
“Così fu generato il Signore Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù.” (Lc 1,18-25)

Il Vangelo del mattino della vigilia di Natale è lo stesso di quello che viene letto nella Messa di Natale in serata. Per questo nel giorno della Vigilia di Natale è consigliato celebrare solo la Messa della Vigilia e normalmente quella del mattino non viene detta.
Giuseppe, l’uomo giusto non vuole mettere in pubblico una situazione che potrebbe creare uno scandalo e pensava di ripudiare Maria nel segreto poiché era incinta.
Il silenzio di Giuseppe è prezioso, apre alla possibilità di capire senza trarre conclusioni affrettate. Il silenzio come atteggiamento difronte a un evento è sempre un bene, da la possibilità di riflettere e capire.
Giuseppe uomo che ascolta, uomo di fede, crede ad ogni parola dell’Angelo, ritorna sulla sua decisione del ripudio e prende con se Maria. Da li a poco nascerà Gesù, il Figlio dell’Altissimo.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 1,18-25 di martedì 24 dicembre 2019, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

VI Feria prenatalizia “dell’Accolto”

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI LUNEDÌ 23 DICEMBRE
“In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.” (Lc 2,1-5)

Era vicino il giorno del parto della Beata Vergine Maria, e assieme allo sposo S. Giuseppe si reca a Betlemme dove Giuseppe era originario e discendente della casa di Davide.
Il disegno di Dio si realizza con un decreto di Roma che impone ognuno di farsi censire nella propria città d’origine per evitare conteggi errati. Una azione amministrativa per conoscere il numero degli abitanti nelle varie province romane compie il disegno di Dio per il quale è Betlemme la città dove nascerà il Salvatore.
Vi sono azioni compiute da persone non credenti che realizzano il volere di Dio. Un Dio che non è assente dalla storia, un Dio misterioso che conta su ogni uomo credente e non credente perché il suo disegno possa essere portato avanti. Un Signore Dio che si fa accanto all’uomo nella speranza che l’uomo torni, si converta, si avvicini a Lui.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 2,1-5 di lunedì 23 dicembre 2019, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Domenica dell’Incarnazione

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI DOMENICA 22 DICEMBRE
“In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».” (Lc 1,26-38a)

La festa dell’Incarnazione non è la festa dell’Annunciazione, quella del 25 marzo. Nella festa di oggi, la Domenica prima del Natale del Signore, si mette alla luce l’incarnazione di Gesù nel seno immacolato di Maria dopo il suo sì.
E’ il via dell’opera della redenzione generando nel grembo di Maria il Figlio di Dio.
Nel Credo diciamo: “Per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo”.
Il Figlio dell’Altissimo, Santo, Figlio di Dio, si incarna iniziando dal concepimento nel grembo verginale di Maria. Colui che è grande nel salvare inizia dall’atto di umiltà per eccellenza, si incarna come ogni creatura iniziando dal concepimento come qualsiasi uomo.
La delicatezza del Signore Gesù è il volersi incarnare e nascere come qualsiasi neonato con quella umiltà divina che fa trasparire la sua onnipotenza, Colui che può tutto si fa piccolo per salvarci.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 1,26-38a di Domenica 22 dicembre 2019, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

V Feria prenatalizia “dell’Accolto”

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI SABATO 21 DICEMBRE
“In quel tempo. Zaccaria, suo padre, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo: «Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi un Salvatore potente nella casa di Davide, suo servo, come aveva detto per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, di concederci, liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati. Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio, ci visiterà un sole che sorge dall’alto, per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte, e dirigere i nostri passi sulla via della pace». Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.” (Lc 1,67-80)

Questa è la benedizione di Zaccaria per il Signore Dio. La promessa si è realizzata, la gioia è colma nel cuore, ogni dubbio è dissipato. Alla nascita di San Giovanni Battista il padre esulta con il Benedictus, prima per quel Salvatore nella casa di Davide che è Gesù sta per arrivare.
E poi per quel bambino che sarà chiamato profeta dell’Altissimo, preparerà la strada a Gesù facendo conoscere la salvezza nella remissione dei peccati.
Due bambini che daranno alla umanità la nuova speranza della salvezza, san Giovanni Battista facendo conoscere un Dio che si fa uomo per essere in mezzo alle sue creature e Gesù che è Dio e vuole essere vicino ad ogni sua creatura che lo accetti.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 1,67-80 di sabato 21 dicembre 2019, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

IV Feria prenatalizia “dell’Accolto”

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI VENERDÌ 20 DICEMBRE
“In quel tempo. Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei. Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.” (Lc 1,57-66)

“Si chiamerà Giovanni.” Al bambino nato da Elisabetta e annunciato dall’Arcangelo Gabriele a Zaccaria vine imposto il nome di Giovanni rompendo la tradizione che voleva il nome del padre Zaccaria.
La nascita del bimbo che preparerà la strada al Signore porta gioia, rivoluzione negli schemi e tanta attesa da parte di tutti i conoscenti: “che sarà mai questo bambino?”.
Se si permette di agire al Signore nella vita, gli schemi vengono sconvolti, le tradizioni rivoluzionate e la gioia abbonda.
Facciamo agire il Signore nel suo Natale così da rendere possibile una profonda gioia che potrà essere non solo il giorno di Natale ma accompagnare i giorni che seguiranno con quel sapore che sa di esistenza, di presenza, di vicinanza di Gesù.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 1,57-66 di venerdì 20 dicembre 2019, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

III Feria prenatalizia “dell’Accolto”

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI GIOVEDÌ 19 DICEMBRE
“In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore».” (Lc 1,39-46)

La realizzazione della parola di Dio ha un seguito di gioia. Giovanni il Battista al sesto mese esulta nel grembo della sua mamma Elisabetta: è giunta Maria, la madre del Signore di tutti i presenti. Maria ha da poco concepito Gesù e gioisce con la sua cugina Elisabetta, il disegno di Dio di essere uomo-Dio fra gli uomini si realizza nella pienezza. Vi sarà tutta l’esperienza umana del Signore Gesù, il concepimento, la nascita, la crescita, l’educazione, l’inizio del ministero, ma con un termine dell’esperienza terrena particolare e divina: la passione morte e risurrezione.
In questo Natale Gesù vuole venire incontro ad ogni uomo e a ogni donna.
Vieni Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 1, 39-46 di giovedì 19 dicembre 2019, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

II Feria prenatalizia “dell’Accolto”

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI MERCOLEDÌ 18 DICEMBRE
“In quel tempo. L’angelo disse a Zaccaria: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio. Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo». Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto. Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: «Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini». ” (Lc 1,19-25)

Quel inaspettato annuncio dall’arcangelo Gabriele non fu creduto da Zaccaria. Ma l’annunzio era lieto, non riguardava la rovina di una popolazione se non si pentiva del suo comportamento lontano da Dio. E’ invece un annunzio di gioia che prepara la presenza di Dio come uomo fra le sue creature.
Zaccaria rimarrà muto per la sua incredulità. A volte le parole sono poco, molto poco efficaci per esprime una visione, un profondo rapporto con il Signore attraverso suoi emissari importanti come gli arcangeli. Quando si parla delle cose di Dio è sempre insufficiente il linguaggio.
La parola di Dio si realizza e Elisabetta concepì Giovanni il Battista.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 1,19-25 di mercenario 18 dicembre 2019, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

I Feria prenatalizia “dell’Accolto”

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI MARTEDÌ 17 DICEMBRE
“Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccaria, della classe di Abia, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni. Avvenne che, mentre Zaccaria svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso. Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso. Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso.
Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto»” (Lc 1,1-17)

Iniziano i giorni che precedono il Natale detti “Ferie prenatalizie”. Il Vangelo di Luca accompagnerà questi giorni fino alla nascita di Gesù che con gioia sarà celebrata nel Natale.
L’annuncio dell’angelo al futuro padre di Giovanni il Battista, Zaccaria, fu particolare ed eccezionale. Riguarda la nascita di un bimbo che avrà un ruolo importante nel camminare davanti al Signore, Dio, e sarà partorito da Elisabetta in tarda età.
L’annuncio è importante, fa parte della preparazione dell’evento centrale dell’umanità: l’incarnazione di Gesù. Perché questo si compisse era necessario un testimone che indicasse Gesù e gli preparasse la strada per suscitare l’interesse a un popolo che attendeva il Messia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 1,1-17 di martedì 17 dicembre 2019, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)