Cattedra di S. Pietro apostolo – Festa

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Inizio della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI SABATO 18 GENNAIO 2020
“In quel tempo. Il Signore Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».” (Mt 16,13-19)

La Cattedra di San Pietro vuole fare memoria della missione che è stata affidata a Pietro da Gesù. Pietro e i suoi successori rappresentano il principio e fondamento visibile dell’unità della Chiesa. Per questa ragione, la festa della Cattedra di San Pietro coincide con l’inizio della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.
A Pietro fu concessa l’intuizione di chi era veramente Gesù: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».A Pietro viene affidato il grave compito del governo della Chiesa, ben oltre a quello organizzativo e funzionale. Pietro dovrà pascere il gregge di Gesù, guidare il popolo di Dio. E così i suoi successori.
Oggi il successore di Pietro, Papa Francesco, ha questo grave compito di governo della Chiesa di Gesù con tutte le incomprensioni e opposizioni spesso gratuite anche di una parte di fedeli cattolici. La preghiera per il Papa è cosa importante e il sostegno deve partire dal cuore perché possa sempre essere esempio per ogni credente e non credente.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 16,13-19 di sabato18 gennaio 2020, – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della I Domenica dopo l’Epifania

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI VENERDÌ 17 GENNAIO 2020
“In quel tempo. Il Signore Gesù uscì lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Avvenne che di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe. I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Ed egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame?
Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!». E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato».” (Mc 2,13-14.23-28)

Vengono proposti due episodi su quattro all’inizio del capitolo 2 del Vangelo secondo Marco.
Il primo riguarda la chiamata di un peccatore, Levi, esattore delle tasse, il secondo il riguarda il giorno del riposo del Sabato.
Nel primo episodio stupisce la chiamata di un uomo peccatore visto che Gesù doveva diffondere la buona novella e allontanare il male. Ma la completezza della missione consisteva anche nel dare speranza ai peccatori più gravi con un messaggio di misericordia e di carità, da cui la chiamata di Levi.
Nel secondo episodio riguarda la non sottomissione dell’uomo a leggi e normative in quanto tali: la norma afferma che il giorno di sabato non bisogna lavorare tranne per quello che è scritto nella legge. Gesù supera questo e fa capire che dove c’è la carità c’è anche il superamento della legge. Se una persona ha fame può fare un lavoro per procurarsi da mangiare anche se viola la legge.
Usare la mente e il cuore senza mai dissociarli, essere compassionevoli, caritatevoli, non formali, giusti. Sono solo alcuni ingredienti spirituali che ogni cristiano dovrebbe tentare di vivere.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 2,13-14.23-28 di venerdì 17 gennaio 2020, – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della I Domenica dopo l’Epifania

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI GIOVEDÌ 16 GENNAIO 2020
“In quel tempo. Al mattino presto il Signore Gesù si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni. Venne da lui un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.” (Mc 1,35-45 )

Gesù non era venuto per portare miracolosamente la guarigione da malattie, la liberazione dal male a tutti gli uomini e a tutte le donne del mondo, non era questo il suo scopo ma con quei miracoli fatti ad alcune persone voleva annunciare una realtà superiore priva di malattie e senza il male: il regno dei cieli. Per questo vuole lasciare Cafàrnao per predicare e annunziare la buona novella in altre località.
L’insegnamento di Gesù non è distaccato dalle persone che incontra cui prova una profonda compassione per le varie sofferenze. Gesù è solidale con le sue creature ma mai con il male. Così guarisce dalla lebbra una persona che non potrà che divulgare questo a tutte le persone che incontrerà. Gesù inizia a essere conosciuto per essere un bravo predicatore e guaritore, per molti questo inizia a indicare che ha a che fare con Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 1,35-45 di giovedì 16 gennaio 2020, – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della I Domenica dopo l’Epifania

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI MERCOLEDÌ 15 GENNAIO 2020
“In quel tempo. A Cafàrnao, il Signore Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.
E subito, usciti dalla sinagoga, andarono nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.” (Mc 1,21-34)

Gesù inizia la sua missione con la presenza di Simone, Andrea, Giacomo e Giovanni che lo avevano iniziato a seguire. Nella Sinagoga di Cafàrnao guarisce una persona liberandola dalla schiavitù del male mostrando la sua potenza contro gli spiriti impuri. Lo stupore della popolazione è grande, è arrivata una persona che riesce ad avere autorità anche sugli spiriti impuri.
I demòni lo conoscevano, e recano una testimonianza involontaria e dicono che Gesù ha a che fare con Dio: “Io so che tu sei: il santo di Dio!”. Essi normalmente sono menzogneri, però difronte alla autorità di Gesù non possono nascondersi e si rivelano per quello che sono.
Noi creature di Dio dobbiamo stare sempre lontano dagli spiriti perché non possediamo la capacità di capire se essi dicono la verità oppure vi è un inganno. Solo persone di solito consacrate e autorizzate dalla Chiesa possono approfondire fenomeni che sono sovrannaturali, ad esempio un veggente che riceve messaggi o parla con qualche santo o con la Madonna. Ma attenzione, se è provata la soprannaturalità di un fenomeno, ad esempio con informazioni attendibili e conosciute solo da alcune importanti persone, esso non vuol dire che sia buono, che provenga da qualche santo o dalla Madonna ma potrebbe provenire da qualche maligno, cioè essere un inganno dipinto di bene. Ecco perché ci vuole molta prudenza e bisogna sempre affidarsi alla Chiesa.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 1,21-34 di mercoledì 15 gennaio 2020, – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della I Domenica dopo l’Epifania

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI MARTEDÌ 14 GENNAIO 2020
“In quel tempo. Dopo che Giovanni fu arrestato, il Signore Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.” (Mc 1,14-20)

Giovanni Battista fu arrestato e Gesù inizia il suo ministero proclamando che è giunta la pienezza dei tempi: le scritture si sono realizzate ed è lui il Cristo atteso da Israele. La vicinanza del Regno dei Cieli è intuibile dalla venuta del Cristo, una vicinanza che d’ora in poi sarà raggiungibile ad ogni credente cristiano.
Vi è un’urgenza nella proclamazione e nella diffusione della buona notizia, il Vangelo, e Gesù chiama a se i primi discepoli che saranno Apostoli. Simone e Andrea accolgono la chiamata e subito seguono Gesù e così anche Giacomo e Giovanni. L’urgenza dell’evangelizzazione è presente e Gesù inizia a raccogliere attorno a se i testimoni e coloro che dovranno fondare la sua Chiesa.
Anche oggi c’è urgenza nella evangelizzazione, quella vera fatta di testimoni credenti che vogliono diffondere la speranza invece la disperazione, la gioia invece della strisciante tristezza e costruire un futuro diverso basato su valori buoni e veri.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 1,14-20 di martedì 14 gennaio 2020, – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della I Domenica dopo l’Epifania

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI LUNEDÌ 13 GENNAIO 2020
“Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaia: «Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via. Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri», vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».” (Mc 1,1-8)

Inizia il Tempo dopo l’Epifania. Nelle prossime Domeniche avremo infatti Vangeli sul tema della manifestazione,dell’Epifania del Signore:
– Il primo segno di Gesù secondo Giovanni, l’acqua tramutata in vino dove manifesta la sua divinità ai discepoli,
– Gesù ritrovato nel Tempio che manifesta la sua paternità a Dio,
– la presentazione al Tempio del Signore con gli incontri di Simeone e la profetessa Anna che rendono gloria a Dio per via del bambino Gesù,
– la guarigione del figlio del funzionario del Re.
Seguono poi la Domenica della divina Clemenza e quella del Perdono, sono le due Domeniche prima dell’inizio della Quaresima che inizierà Domenica 1° marzo.
Nei giorni feriali da lunedì a venerdì del Tempo dopo l’Epifania sarà presente la lettura continua del Vangelo secondo Marco.
L’inizio del Vangelo secondo Marco riporta la testimonianza di san Giovanni Battista intento a preparare un popolo ben disposto per l’accoglienza del Signore Gesù. Ci tiene a non essere confuso con il Cristo per rimanere nel suo ruolo di ultimo profeta prima della manifestazione di Gesù Cristo. Preannuncia un Battesimo in Spirito Santo che sarà esclusivo del Signore Gesù e accompagnerà ogni cristiano nella sua vita di fede.
In questo tempo di ordinarietà appena iniziato, facciamo vivere lo Spirito del Signore che è già presente in ogni battezzato per trasformare la vita in un annuncio di gioia e di speranza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 1,1-8 di lunedì 13 gennaio 2020, – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Battesimo del Signore – Festa del Signore

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI DOMENICA 12 GENNAIO 2020
“In quel tempo. Il Signore Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.
Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento». ” (Mt 3,13-17)

Con la festa del Battesimo del Signore termina il Tempo di Natale nel quale ogni credente ha avuto la possibilità dello stupore davanti al piccolo Bambino Gesù, Dio che si è fatto uomo.
Uno sguardo su un Presepio e sulla festa d’oggi possono essere d’aiuto per incoraggiare lo stupore, per vedere un Dio che si umilia alla condizione di uomo, di sua creatura e che si è fatto come me nel corpo.
Lo sguardo sul Presepio può aiutare vedendo quel piccolo bambino in fasce bisognoso dei genitori come tutti i bambini, sulla festa d’oggi, il Battesimo del Signore vedendolo ricevere da San Giovanni Battista dove Gesù si china verso quel gesto che significa il perdono di Dio, lui che non aveva bisogno di perdono. Dio si fa piccolo, umile.
Dopo il Battesimo, lo Spirito Santo compare sopra Gesù e si sente la voce di Dio che si compiace. In questo momento si manifesta la Santissima Trinità, tre persone uguali e distinte.
Quel piccolo bambino Gesù è la seconda persona della Santissima Trinità e con la festa d’oggi Gesù dona il Battesimo che dopo la sua Risurrezione avrà anche il dono dello Spirito Santo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 3,13-17 di Domenica 12 gennaio 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Sabato dopo l’Epifania

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI SABATO 11 GENNAIO 2020
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Fu detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio».” (Mt 5,31-32)

Gesù sottolinea l’importanza dello stare assieme, una scelta di vita che dovrebbe essere fatta sempre coscientemente, liberamente, non frettolosamente. Una scelta dove un uomo e una donna decidono di essere assieme per tutta la vita.
Le difficoltà ci sono e grazie a uno nuovo sguardo trasfigurato verso il Signore è possibile per entrambi affrontarle, viverle e farsi aiutare. La bellezza dello stare assieme è più importante di una soluzione di fuga che sembra risolutiva ma lascia un segno indelebile nella propria anima.
Gesù vuole che le coppie marito e moglie vivano l’unione come testimonianza e anticipo di quella assai più perfetta nella beatitudine celeste con tutti i santi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 5,31-32 di sabato 11 gennaio 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

IV feria dopo l’Epifania – VENERDÌ

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI VENERDÌ 10 GENNAIO 2020
“In quel tempo. Il Signore Gesù riprese a parlare loro con parabole e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: “Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».” (Mt 22,1-14)

C’è un desiderio di Dio di condividere la gioia con le sue creature. Per permettere questo è necessario mettere al primo posto il Signore che non deve essere trascurato a causa di altre faccende. Mettere al primo posto il Signore non vuol dire trascurare la vita ma renderla vitale con tutte le varie faccende che vengono vissute in modo differente.
La gioia dovrebbe essere parte della giornata del cristiano, di una persona che ha Gesù nel cuore, e nessuna cosa la può togliere.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 22,1-14 di venerdì 10 gennaio 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

III feria dopo l’Epifania – GIOVEDÌ

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI GIOVEDÌ 9 GENNAIO 2020
“In quel tempo. Giovanni rispose: «Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Non sono io il Cristo”, ma: “Sono stato mandato avanti a lui”. Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena».” (Gv 3,28-29)

Giovanni il Battista vive una gioia piena perché vede il Signore Gesù, Dio fatto uomo. Questa gioia è piena e non c’è bisogno di altro. La pienezza del Natale consiste anche nel vivere la gioia di un Dio che si è voluto fare carne, è voluto essere in mezzo a noi e vuole essere presente in noi. Consiste in una espressione di umiltà nel considerarsi creatura, plasmata e voluta da lui.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 3,28-29 di giovedì 9 gennaio 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)