II Domenica di Quaresima

Domenica della Samaritana
Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Domenica 16 Marzo 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù giunse a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».
In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui.
Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete ». E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: “Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura”? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l’altro miete. Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica».
Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».” (Gv 4,5-42)

La speranza attinge dall’acqua viva.
Nell’ora calda di mezzogiorno, Gesù chiede acqua a una donna samaritana. La cosa ha una sua straordinarietà, la donna è una straniera, disprezzata dai giudei poiché samaritana e donna cui non si rivolgeva la parola.
Gesù invece inizia un dialogo per far riaccendere la speranza in questa donna. La conduce attraverso la presa di coscienza della verità della sua vita, un cuore ferito, 5 mariti, fallimenti e l’attuale convivenza. Poi vuole condurla verso l’incontro con il Messia e in una nuova rinascita di speranza e di fede.
Gesù vuole donare l’acqua viva perché ella stessa possa diventare una nuova sorgente d’acqua viva per altre persone, una testimone di speranza.
«chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna»
La donna lascia l’anfora che avrebbe dovuto portare a casa con l’acqua del pozzo e torna alla sua città per annunciare il Messia: «Che sia lui il Cristo?»
La donna ha portato e annunciato alla gente della città l’acqua viva donata da Gesù, è diventata missionaria e testimone pur avendo una vita di fallimenti, diversi mariti e una convivenza. L’azione del Signore è sempre unica e colma d’amore, molto differente da quella umana.
È Quaresima, tempo favorevole per ricevere l’acqua viva da Gesù impegnandosi con la preghiera, il digiuno dalle cose sbagliate, la penitenza come gesti di carità. Qui c’è la speranza che apre al futuro


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 4,5-42 – Domenica 16 Marzo 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Sabato della I settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Sabato 15 Marzo 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle. Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato». Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato».” (Mt 5,20-26)

Il sabato, giorno di riposo per i fratelli e le sorelle ebrei, non è l’esecuzione di una serie di normative che l’uomo deve rispettare per essere rispettoso del riposo. È l’uomo che coglie il sabato per riposare con quella attenzione che si chiama amore. Chi ha fame può cogliere delle spighe per mangiarle perché anche se viola la legge per cui non bisogna lavorare, la carità supera la legge e non si commette alcun peccato.
Bisogna imparare a interpretare le cose con amore evitando di applicare le regole alla lettera senza uno sguardo verso il fratello e la sorella.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 5,17-19 – Sabato 15 Marzo 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Venerdì della I settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Venerdì 14 Marzo 2025

VENERDÌ DI QUARESIMA IN RITO AMBROSIANO
Nel Rito Ambrosiano la Quaresima dura 40 giorni dalla 1° Domenica di Quaresima (9 marzo 2025) a Giovedì Santo (17 aprile 2025). I Venerdì di Quaresima sono senza l’Eucarestia (aliturgici o anaeucarisitci, non vengono celebrate Messe e non si distribuisce la Comunione) per vivere in modo profondo la Passione e morte del Signore. Vengono di norma celebrate comunitariamente una o più VIA CRUCIS e si prega davanti alla Croce del Signore.

PREGHIERA A GESÙ CROCIFISSO
Eccomi, o mio amato e buon Gesù che alla tua Santissima presenza prostrato, ti prego con il fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza, di carità, di dolore dei miei peccati, e di proponimento di non offenderti, mentre io con tutto l’amore e la compassione vado considerando le tue cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di Te, o Gesù mio, il santo profeta Davide: «Hanno trapassato le mie mani e i miei piedi, hanno contato tutte le mie ossa».

Dal Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima parte prima
In questa Quaresima, arricchita dalla grazia dell’Anno Giubilare, desidero offrirvi alcune riflessioni su cosa significa camminare insieme nella speranza, e scoprire gli appelli alla conversione che la misericordia di Dio rivolge a tutti noi, come persone e come comunità.
Prima di tutto, camminare. Il motto del Giubileo “Pellegrini di speranza” fa pensare al lungo viaggio del popolo d’Israele verso la terra promessa, narrato nel libro dell’Esodo: il difficile cammino dalla schiavitù alla libertà, voluto e guidato dal Signore, che ama il suo popolo e sempre gli è fedele. E non possiamo ricordare l’esodo biblico senza pensare a tanti fratelli e sorelle che oggi fuggono da situazioni di miseria e di violenza e vanno in cerca di una vita migliore per sé e i propri cari. Qui sorge un primo richiamo alla conversione, perché siamo tutti pellegrini nella vita, ma ognuno può chiedersi: come mi lascio interpellare da questa condizione? Sono veramente in cammino o piuttosto paralizzato, statico, con la paura e la mancanza di speranza, oppure adagiato nella mia zona di comodità? Cerco percorsi di liberazione dalle situazioni di peccato e di mancanza di dignità? Sarebbe un buon esercizio quaresimale confrontarsi con la realtà concreta di qualche migrante o pellegrino e lasciare che ci coinvolga, in modo da scoprire che cosa Dio ci chiede per essere viaggiatori migliori verso la casa del Padre. Questo è un buon “esame” per il viandante.


A cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
Venerdì 14 Marzo 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Giovedì della I settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Giovedì 13 Marzo 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!».” (Mt 5,20-26)

Gesù chiede un passo avanti ai suoi discepoli, di essere persone che giudichino non in modo formale ma in modo nuovo, diverso da quello degli scribi e farisei. Si tratta di uno stile di vita sincero che non vuole nascondere interessi personali ma esprimere il bene.
Chiede di metterci il cuore, dove la prima cosa è il profondo rispetto dell’altrui persona. Cosa fondamentale è spegnere i dissidi, promuovere la riconciliazione e il dialogo. Per questo necessita innanzitutto una via di perdono per iniziare una riconciliazione, cioè il sedersi attorno a un tavolo per poter comporre giustizia vicina alla verità. Questo dona speranza e futuro. Lo sguardo verso l’altro cambia, si riconosce una persona con la propria dignità che ha sbagliato o che è stata danneggiata. Con questo riconoscimento è possibile costruire giustizia e sciogliere le tensioni verso un cammino di pace. Il rispetto dell’altrui persona è uno dei principali fondamenti del cristiano e dona speranza.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 5,17-19 – Giovedì 13 Marzo 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della I settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Mercoledì 12 Marzo 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli»” (Mt 5,17-19)

Alcuni pensavano che Gesù avesse portato la novità della buona novella, il Vangelo, cancellando l’Antico Testamento, cioè gran parte della Bibbia. Invece Gesù è venuto per chiamare i peccatori e a dare pieno compimento all’Antico Testamento.
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.»
Si tratta del proseguo della storia della salvezza senza eliminare il passato ma valorizzandolo alla luce di Cristo, della sua venuta.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 5,17-19 – Mercoledì 12 Marzo 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Martedì della I settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Martedì 11 Marzo 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».” (Mt 5,13-16)

I discepoli hanno il compito di riportare nel mondo, la fede, la speranza e la carità. Questo dà all’esistenza umana significato, senso della vita. Ma se si perde la gioia dell’annuncio e della testimonianza allora si rischia di cadere in una vita senza senso, senza sapore.
Le opere buone dei discepoli sono la loro luce che risplende perché le persone che le vedano possano lodare Dio e non i discepoli.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 4,1-11 – Martedì 11 Marzo 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Lunedì della I settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Lunedì 10 Marzo 2025

“In quel tempo. Vedendo le folle, il Signore Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli.
Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».” (Mt 5,1-12a)

La beatitudini segnano l’inizio delle ferie quaresimali. È il lunedì della prima settimana di Quaresima nel Rito ambrosiano.
Gesù proclama l’amore di Dio per ogni uomo, e il povero è particolarmente guardato da Dio, in questo è la sua beatitudine.
I poveri in spirito sono coloro che pongono la loro fiducia in Dio, e quest’anno giubilare è l’occasione propizia per far nascere o aumentare la fiducia nel Signore. Un cammino buono che si oppone a quelle fragilità personali che impediscono la relazione con il Signore, con il prossimo e il cammino quaresimale per vivere la gioia della Pasqua.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 4,1-11 – Lunedì 10 Marzo 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Domenica all’inizio di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
I Domenica di Quaresima
Domenica 9 Marzo 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto:
“Non di solo pane vivrà l’uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».

Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti:
“Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo
ed essi ti porteranno sulle loro mani
perché il tuo piede non inciampi in una pietra”».

Gesù gli rispose: «Sta scritto anche:
“Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto infatti:
“Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.” (Mt 4,1-11)

“Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».
La vita dell’uomo ha valore se guarda oltre i beni terreni, se considera importante la Parola di Dio, la tiene cara nel cuore le vuole osservare i suoi comandamenti.
“Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
L’uomo fedele non mette alla prova Dio. Ad esempio: “Se mi salvi da questa caduta io crederò in te, oppure, se mi butto dal punto più alto del tempio Dio mi salverà!”. Invece l’uomo fedele si affida al Signore lungo tutta l’esistenza, con una speranza che si riaccende.
“Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
L’uomo fedele non si rivolge ad altre divinità, non sostituisce Dio. Oggi vi sono molte tentazioni di sostituzione di Dio, coscienti e incoscienti. Un uomo che si crede fedele e dà importanza principalmente al dominio sulle altre persone, e/o ai beni terreni, ha come divinità il potere, la potenza del denaro. Una visione miope che può sempre aprirsi alla grazia di Dio grazie anche ad azioni d’amore fatte con perseveranza da parte di altre persone. Si riaccende la speranza.
Oppure un uomo crede di eliminare Dio, Dio non esiste, vi è solo questa realtà oggettiva. Ma in realtà anche questo è un credere che tutto derivi da una massa informe piena di energia dalla quale poi tutto può essere spiegato scientificamente come casualità ma non può essere spiegata la presenza di questa massa all’inizio di tutto. Una visione che può essere illuminata dalla pazienza e perseveranza di altre persone fedeli a Dio.
La speranza si riaccende grazie alle persone che credono e vogliono trasmettere gioia, amore, l’essere con il Signore Dio.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 4,1-11 – Domenica 9 Marzo 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana dell’ultima Domenica dopo l’Epifania

Ultimo giorno del
Tempo dopo l’Epifania

Rito Ambrosiano
Sabato 8 Marzo 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù entrò nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo. Egli disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all’uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita. E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.” (Mc 3,1-6)

Alla vigilia dell’inizio della Quaresima nel Rito ambrosiano, vi è la decisione dei farisei e erodiani di far morire Gesù. Questo capita dopo la quinta disputa fra Gesù e i farisei secondo il Vangelo di Marco. Questa discussione è gestita con pazienza da Gesù che spiega a dei cuori già induriti e non in grado di accogliere il Cristo che loro stessi attendevano.
La carità nell’essere vicini a una vita, di assisterla e di guarirla, è sempre lecita in qualsiasi giorno della settimana, anche di sabato o domenica.
Nell’Anno giubilare della speranza la carità assume anche un significato profondo che si schiude nella speranza.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 3,1-6 – Sabato 8 Marzo 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana dell’ultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Venerdì 7 Marzo 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il Figlio dell’uomo è vicino, è alle porte. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».” (Mc 13,28-31)

Le parole del Signore Gesù rimarranno, sono parole d’amore dirette per il bene di ogni creatura umana. Sono parole efficaci che in sé hanno una potenza divina, non andranno mai perse.
Le parole di una persona che vuole il bene con tutte le sue forze, rimarranno. Le parole di una persona che vuole per sé le persone e le cose, non rimarranno o rimarranno come esempio da disprezzare.
Chiunque ha ricevuto nella sua vita parole veramente buone, non dimenticherà chi le ha pronunciate e lo accompagneranno lungo la sua esistenza. Ecco perché l’ascolto della Parola del Signore è fondante per una umanità che si diriga verso i valori della solidarietà, comprensione e perdono.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 13,28-31 – venerdì 7 Marzo 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)