Giovedì della settimana della I Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Giovedì 16 Gennaio 2025

“In quel tempo. Al mattino presto il Signore Gesù si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.
Venne da lui un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.” (Mc 1,35-45)

Il mattino presto Gesù si mette in preghiera. Probabilmente crea una perfetta comunione con Dio Padre per prendere le giuste decisioni.
Decide di andare via in altri luoghi, non rimane dove ha riscontrato un grande successo, continua la sua missione di predica, guarigione, Il beneficio donato dal Signore Gesù è tale che chi è guarito non riesce a non dirlo. Il lebbroso purificato dalla sua malattia proclama e divulga la sua guarigione nonostante che Gesù gli abbia chiesto il silenzio.
Quando una cosa è buona veramente non può essere nascosta.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 1,35-45 – Giovedì 16 Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della I Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Mercoledì 15 Gennaio 2025

“In quel tempo. A Cafàrnao, il Signore Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea. E subito, usciti dalla sinagoga, andarono nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.” (Mc 1,21-34)

Marco descrive una giornata di Gesù nel giorno di sabato, giorno di riposo per l’ebreo.
Gesù dapprima insegna nella Sinagoga, si discosta molto dei consueti insegnamenti degli scribi e lo fa con autorevolezza. Gesù agisce, manda via il male da un uomo posseduto da uno spirito impuro. Gesù guarisce, libera da una malattia la suocera di Pietro perché possa tornare a servizio.
Gesù continua a guarire malati, indemoniati fino a sera.
Gesù ha il pieno dominio sul male e vuole che l’uomo impari a salvarsi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 1,21-34 – Mercoledì 15 Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della I Domenica dopo l’Epifania

Festa
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Martedì 14 Gennaio 2025

“In quel tempo. Dopo che Giovanni fu arrestato, il Signore Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui” (Mc 1,14-20)

Gesù inizia il suo ministero: “il tempo è compiuto”, il tempo dell’arrivo del Messia preannunciato dai profeti è compiuto. Il Messia è giunto ed è con il suo popolo Israele.
“il regno di Dio è vicino”, la vicinanza di Dio verso l’uomo si concretizza, è arrivato il momento della conversione.
Nell’Anno giubilare della Speranza sarebbe da mettere in pratica un desiderio di conversione, di diventare persone migliori che vogliono amare.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo marco 1,14-20 – Martedì 14 Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Battesimo del Signore

Festa
Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Domenica 12 Gennaio 2025

“In quel tempo. Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».” (Lc 3,15-16.21-22)

Il Battesimo di Gesù è una manifestazione del Signore oltre quella già celebrata della festa dell’Epifania.
Gesù si fa battezzare da Giovanni il Battista ma non ne ha bisogno, vi è un altro scopo: la rivelazione della sua figliolanza con Dio. Una volta compiuto il battesimo si compiono due segni: la discesa dello Spirito Santo sopra Gesù e una voce fuori campo dal cielo che afferma l’essere figlio di Dio di Gesù.
«Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento»
Gesù vuole essere vicino alle persone e lo vuole fare anche con questo gesto, vicino ai peccatori, solidale con essi e lontano dai loro peccati, per questo manifesta la sua figliolanza con Dio in mezzo a loro e non in mezzo ai potenti che avrebbero creduto con molta difficoltà.
Il Battesimo di Giovanni il Battista era per il perdono dei peccati, l’acqua con cui battezzava le persone rappresentava questa forte decisione del battezzato, di lavare i peccati dedicandosi a una vita nuova lasciandoli alle sue spalle. Dunque un battesimo come un suggello a una decisione di conversione del cuore.
Giovanni il Battista stesso dice che il battesimo di Gesù avrà qualche cosa in più di fondamentale, afferma:
«Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco»
Oltre al perdono dei peccati il battezzato avrà il dono dello Spirito Santo, la presenza del Signore nel battezzato. Ogni cristiano ha questa presenza in sé. Lo Spirito Santo.
In quest’Anno giubilare lasciamo agire lo Spirito del Signore in ognuno di noi, diamo il permesso esclusivo allo Spirito Santo di essere efficace presenza e guida nella quotidianità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 3,15-16.21-22 – Domenica 12 Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Sabato dopo l’Epifania

Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Sabato 11 Gennaio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Fu detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio».” (Mt 5,31-32)

Questo brano del Vangelo è molto severo. È un lancio di amore del Signore verso chi si perde nella vita pensando di risolvere le questioni con le divisioni, con l’esclusione di persone dalla propria esistenza. Questa scelta è quasi sempre sbagliata, vi sono alcune eccezioni quando vi sono violenze psicologiche e/o abusi dove la scelta della separazione diventa l’unica soluzione. In una crisi l’importante è non rimanere soli, si può chiedere aiuto a persone che hanno nel cuore l’amore e che vogliono il bene. Troppo spesso accade che l’amico o l’amica a cui si chiede aiuto tende a suggerire divisioni. Ma non sono proprio amici? E nel loro cuore cosa c’è? Dopo una grande tribolazione può aprirsi un varco di speranza e questo può accadere con la perseveranza, la pazienza e con l’aiuto di qualche buona persona.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 22,1-14 – Sabato 11 Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

IV feria dopo l’Epifania

Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Venerdì 10 Gennaio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù riprese a parlare loro con parabole e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: “Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».” (Mt 22,1-14)

Un invito alla gioia proposto da un re. Invita le persone da lui scelte e tutte rifiutano. Allora invita altre persone sia cattive che buone ma degne di partecipare alla gioia del re se preparate, devono indossare l’abito nuziale quello che si ottiene con la misericordia di Dio. In questo una persona tenta di andare senza l’abito nuziale, viene esclusa dalla festa di nozze.
La bellezza di partecipare alla gioia della presenza del Signore Gesù è anche attraverso il vestito bello di una coscienza pulita dalla misericordia di Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 22,1-14 – Venerdì 10 Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

III feria dopo l’Epifania

Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Giovedì 9 Gennaio 2025

“In quel tempo. Giovanni rispose: «Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Non sono io il Cristo”, ma: “Sono stato mandato avanti a lui”. Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena».” (Gv 3,28-29)

La gioia di Giovanni il Battista è piena perché si accorge del Signore Gesù il quale ha appena iniziato il suo ministero. Il compito di Giovanni il Battista di annunciarlo e preparare un popolo ben disposto è ormai giunto al termine.
Lui deve uscire di scena, deve lasciare posto a Gesù e non ha invidia, ne gelosia ma gioia.
Dona ai nostri cuori incerti la gioia della tua presenza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovedì 3,28-29 – Giovedì 9 Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

II feria dopo l’Epifania

Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Mercoledì 8 Gennaio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».” (Mt 25,1-13)

L’olio della lampada della fede può essere messo da parte in questa ultima parte del periodo natalizio. La fede è una importante componente del credente, aiuta a vedere ogni cosa con una prospettiva più ampia rispetto a chi non ha fede e crede che tutto ciò che circonda possa essere compreso solo con gli occhi terreni.
La fede a volte vacilla perché si è presi da tante cose della vita e giunge la tentazione di mettere da parte la cosa importante. Ma se si è messo da parte un po’ di “olio” per alimentare di nuovo la lampada della fede, si riescono a superare anche i periodi di difficoltà, dubbi e incertezze.
Gesù aiutaci ad aver fede!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 25,1-13 – Mercoledì 8 Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

I feria dopo l’Epifania

Raimondo de Penafort, sacerdote
Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Martedì 7 Gennaio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.
Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro! Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi».” (Lc 12,34-44)

Nell’ultimo tratto del Tempo di Natale a feste ormai concluse, vi è l’invito a guardare ancora Gesù chiedendosi dove è diretto il proprio cuore, o meglio quale è la cosa importante nella vita.
«Dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.»
Se la cosa importante, il tesoro, è il Signore, allora dovrebbe esserci impegno e perseveranza nella vigilanza, per rimanere in comunione con lui.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,34-44 – Martedì 7 Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Epifania del Signore

Solennità
Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Lunedì 6 Gennaio 2025

“In quel tempo. Nato il Signore Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero:
«A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:
E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda:
da te infatti uscirà un capo
che sarà il pastore del mio popolo, Israele».

Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo». Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.” (Mt 2,1-12)

Epifania, è la manifestazione della divinità di Gesù.
La prima manifestazione è il farsi vedere come un piccolo bambino infante adorato da i tre Magi. Essi erano venuti da lontano per cercare il re dei Giudei per adorarlo. Cercavano di fatto la divinità preannunciata da una stella.
Per Erode questo evento è nefasto poiché di possibile grave minaccia alla sua posizione di re e poi a quella dei suoi discendenti. Agisce con astuzia e invia i Magi a cercare il re dei Giudei per poi essere informato del luogo dove si trovasse.
I Magi trovano il bambino Gesù e provano grande gioia, offrono: l’oro per onorare la sua regalità, l’incenso per onorare la sua divinità, la mirra per onorare il suo sacrificio per salvare l’intera umanità.
Ma vi saranno altre manifestazioni della divinità di Gesù: il battesimo al Giordano quando si manifesterà come la seconda persona della Trinità. Il primo miracolo alle nozze di Cana, l’acqua trasformata in vino, dove manifesterà la sua divinità donando continuità alla festa di nozze.
La speranza di un Dio che vuole manifestarsi ancora nei cuori è più che mai concreta nell’Anno giubilare della speranza appena iniziato. Apriamo i nostri cuori a Cristo!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 2,1-12 – Lunedì 6 Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)