Domenica dopo l’Ottava del Natale del Signore

Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Domenica 5 Gennaio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi,
a proclamare l’anno di grazia del Signore».

Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca.” (Lc 4,14-22)

La scrittura annuncia il Cristo, il Signore Gesù. Il profeta Isaia parla di lui come una persona consacrata, cioè il dedicarsi in modo pieno a Dio, l’essere in perfetta comunione con Dio. Ma aggiunge anche la missione per cui Gesù è inviato: portare l’annuncio di salvezza ai poveri, portare l’annuncio di liberazione agli oppressi e anche un anno di grazia.
L’anno di grazia del Signore lo stiamo vivendo con il Giubileo della Speranza. Il Vicario di Cristo, Papa Francesco, lo ha istituito per portare una pienezza di speranza e riscoprire la gioia dell’essere in comunione con Dio.
La missione di Gesù citato dal profeta Isaia, continua anche oggi attraverso molte persone fra cui il Papa, e vogliono testimoniare sempre la novità del Vangelo così staccato e lontano da alcuni valori oggi insiti nella nostra società.
Ma la speranza è nello sguardo di un uomo, di una donna, verso Gesù dove si prende coscienza dell’amore di Dio che vuole essere riversato nei cuori e fa comprendere quali sono i valori che si dirigono verso la fratellanza e la vita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 4,14-22 – Domenica 5 Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Feria del tempo di Natale

Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Venerdì 3 Gennaio 2025

“Il Signore Gesù, quando cominciò il suo ministero, aveva circa trent’anni ed era figlio, come si riteneva, di Giuseppe, figlio di Eli, figlio di Mattat, figlio di Levi, figlio di Melchi, figlio di Innai, figlio di Giuseppe, figlio di Mattatia, figlio di Amos, figlio di Naum, figlio di Esli, figlio di Naggai, figlio di Maat, figlio di Mattatia, figlio di Semein, figlio di Iosec, figlio di Ioda, figlio di Ioanàn, figlio di Resa, figlio di Zorobabele, figlio di Salatièl, figlio di Neri, figlio di Melchi, figlio di Addi, figlio di Cosam, figlio di Elmadàm, figlio di Er, figlio di Gesù, figlio di Elièzer, figlio di Iorim, figlio di Mattat, figlio di Levi, figlio di Simeone, figlio di Giuda, figlio di Giuseppe, figlio di Ionam, figlio di Eliachìm, figlio di Melea, figlio di Menna, figlio di Mattatà, figlio di Natam, figlio di Davide, figlio di Iesse, figlio di Obed, figlio di Booz, figlio di Sala, figlio di Naassòn, figlio di Aminadàb, figlio di Admin, figlio di Arni, figlio di Esrom, figlio di Fares, figlio di Giuda, figlio di Giacobbe, figlio di Isacco, figlio di Abramo, figlio di Tare, figlio di Nacor, figlio di Seruc, figlio di Ragàu, figlio di Falek, figlio di Eber, figlio di Sala, figlio di Cainam, figlio di Arfacsàd, figlio di Sem, figlio di Noè, figlio di Lamec, figlio di Matusalemme, figlio di Enoc, figlio di Iaret, figlio di Maleleèl, figlio di Cainam, figlio di Enos, figlio di Set, figlio di Adamo, figlio di Dio.” (Lc 3,23-38)

La genealogia esprime l’origine e la discendenza di famiglie e di stirpi, è l’elenco dei ascendenti fino a un capostipite oppure viceversa. In Luca la genealogia di Gesù è espressa nella ricerca del capostipite che è Adamo. Luca vuole dire che c’è una appartenenza universale di Gesù nella umanità poiché il padre legale Giuseppe è collegato all’inizio della esistenza dell’uomo. La salvezza di Gesù è altrettanto universale, portata ad ogni uomo e donna di qualsiasi discendenza.
In questo nuovo anno 2025 vi è la possibilità per ogni uomo e donna di accostarsi ancora di più alla salvezza portata dal Signore Gesù grazie all’Anno Giubilare della speranza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 3,23-38 – Venerdì 3 Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Feria del tempo di Natale

santi Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno, vescovi e dottori della Chiesa
Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Giovedì 2 Gennaio 2025

“In quel tempo. Simeone accolse il bambino Gesù tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele».” (Lc 2,28b-32)

Dopo quaranta giorni dalla nascita del Signore Gesù, il bambino è portato al tempio dove Maria e Giuseppe incontrano Simeone.
Finalmente il Bambino Gesù è fra le sue braccia e non può che benedire Dio con il suo cantico poiché è arrivato il Re dei re, la salvezza di tutti i popoli.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 2,28b-32 – Gioevedì 2 Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Ottava del Natale del Signore

Circoncisione del Signore
Anno del Signore 2025

Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Mercoledì 1° Gennaio 2025

“In quel tempo. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.” (Lc 2,18-21)

Stupore e gioia intensa per quanto i pastori avevano riferito a Maria e Giuseppe riguardo il bambino Gesù. Si fa sempre più certa l’importanza del piccolo Bambino appena nato, persona molto più importante di qualsiasi re che si affaccia nella sua creazione come piccolo infante e bisognoso di tutto.
I pastori, persone semplici, hanno avuto la grande attenzione di Dio perché disposti a credere quanto detto loro dall’angelo. La semplicità dovrebbe essere sempre parte della vita, e quante e quante volte ci complichiamo le cose che sarebbero semplici. Quanti e quanti ragionamenti facciamo per modificare l’evidenza che è di fronte a noi perché non la vorremmo accettare? Forse essere semplici è una delle bellezze che potremmo avere all’inizio dell’Anno del Signore 2025 e nel vivere con più consapevolezza l’Anno Giubilare “Pellegrini di Speranza” iniziato da pochi giorni.
L’Ottava di Natale, oggi, ricorda la Circoncisione del Signore, otto giorni dopo la nascita viene circonciso e gli viene imposto il nome deciso da Dio: Gesù. Gesù è un adattamento del nome aramaico יֵשׁוּעַ (Yēšūa’) che significa Dio è salvezza. Oggi è giorno di festa, di ringraziamento al Signore Dio per l’anno 2024 e di invocazione allo Spirito Santo per l’Anno 2025.
Iniziamo l’Anno con uno spirito semplice e di speranza.
Buon Anno del Signore 2025.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 2,33-35 – Mercoledì 1° Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

VII Giorno dell’Ottava del Natale del Signore

san Silvestro I, papa
Ultimo giorno dell’Anno del Signore 2024
Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Martedì 31 Dicembre 2024

“In quel tempo. Il padre e la madre del Signore Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».” (Lc 2,33-35)

Lo stupore non dovrebbe essere solo dei bambini come naturale reazione alle novità della vita, dovrebbe essere anche degli adulti quando arriva qualche cosa di nuovo e di bello. Lo stupore apre a una nuova possibilità di vita e di gioia.
Giuseppe e Maria rimasero stupiti del bimbo Gesù a quaranta giorni dalla sua nascita per un suo importante ruolo nella terra di Israele.
Questo non sarà solo di gioia e bellezza ma anche di molte tribolazioni. Gesù svelerà la verità di molti cuori radicati sulla apparenza e sull’opportunismo. Per questo il cuore della Madonna sarà trafitto a causa della durezza di cuore di molti in Israele che non riconosceranno in Gesù il Messia atteso.
Gesù, fa che in questo ultimo giorno dell’Anno 2024 dalla tua nascita possa essere anche e sopratutto di sguardo verso te.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 2,33-35 – Martedì 31 Dicembre 2024 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

VI Giorno dell’Ottava del Natale del Signore

Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Lunedì 30 Dicembre 2024

“n quel tempo. Una donna dalla folla alzò la voce e disse al Signore Gesù: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».” (Lc 11,27b-28)

E’ bello soffermarsi sulla beatitudine che è di Maria la madre di Dio, che esprime la vicinanza di Dio come affermato dalla voce di quella donna «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!».
Gesù fa ritornare verso un’altra beatitudine, una di tutti giorni e valida ancora oggi per ogni persona: l’ascolto e l’osservazione della parola di Dio.
Il Natale del Signore induce a guardarlo come piccolo bambino e ad ascoltarlo come Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,27b-28 – Lunedì 30 Dicembre 2024 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Domenica nell’Ottava del Natale del Signore

Cristo Verbo e Sapienza di Dio
Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Domenica 29 Dicembre 2024

“In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.” (Gv 1,1-14)

«In principio era il Verbo»
Prima dell’inizio della Creazione vi era l’esistenza al di fuori del tempo del Verbo, del Signore nostro Gesù Cristo. Prima che tutto fosse creato, prima della creazione di ogni temporalità, di ogni scorrere del tempo vi era il Verbo. Con la creazione Dio crea anche il tempo, quindi non esiste tempo prima della creazione ma esisteva Dio e il Verbo.
«e il Verbo era presso Dio»
Ecco dunque l’impossibilità dell’uomo di raggiungere Dio o meglio di sostituirsi a Dio poiché l’uomo è creato nel tempo e vive su questa terra legato allo scorrere dei giorni con una cadenza molto precisa. Fa parte della creazione di Dio.
Gesù Cristo è il Verbo e lui stesso è Dio:
«e il Verbo era Dio»
La creazione tutta è stata fatta per mezzo di Gesù, il Verbo, lo scorrere del tempo, l’universo, ogni creatura e l’uomo e la donna.
Lui ha voluto portarci vita, speranza, luce ma non è stato accolto da suoi che avrebbero dovuto riconoscerlo:
«In lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini;»
Se in questo Anno del Giubileo, un anno che si può di speranza, apriamo il cuore a Cristo, al Verbo, a Gesù, allora la sua infinita misericordia ci raggiunge e ci redime.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giobanni 1,1-14 – Domenica 29 Dicembre 2024 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Santi Innocenti, martiri

IV Giorno dell’Ottava di Natale
Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Festa
Sabato 28 Dicembre 2024

“In quel tempo. Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».
Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
«Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».
Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi. Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremia:
«Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più».” (Mt 2,13b-18)

Un grido di innocenti martiri di certo non sfugge al Signore, è un grido di una profonda ingiustizia nell’uccisione di piccoli innocenti e l’assurdità di cuori talmente induriti capici di uccidere infanti da due anni in giù.
La violenza è di ogni tempo. Anche oggi esiste e molti bombi innocenti sono uccisi dalla crudeltà e miopia dei potenti che considerano questo come un “effetto collaterale”, la strage di bimbi innocenti di ogni guerra.
Ma anche ogni abuso di un piccolo è come seminare morte nel suo cuore e sembra che solo alcuni starti sociali fra cui quelli religiosi, iniziano a compiere qualche cosa per indicare, condannare e iniziare a combattere questo dramma.
Natale significa anche voler bene ai piccoli regalando loro la possibilità di un futuro pieno di speranza. L’Anno giubilare è anche questo, donare la possibilità di sperare.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 2,13b-18 – Sabato 28 Dicembre 2024 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

San Giovanni, apostolo ed evangelista

III Giorno dell’Ottava del Natale del Signore
Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Festa
Venerdì 27 Dicembre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Pietro: «Seguimi».
Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?».
Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera.” (Gv 21,19c-24)

Dopo l’invito di Gesù a seguirlo, Pietro si volta e vede il discepolo amato da Gesù, Giovanni evangelista cui oggi facciamo memoria.
Pietro è perplesso poiché li sta seguendo e domanda quale sarà la sorte di Giovanni. La risposta di Gesù è:
Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi»
Da una parte invita Pietro a disinteressarsi della sorte di Giovanni e dall’altra di confermare la libertà di Dio nella sue decisioni future, l’assoluta libertà delle azioni divine. Dio può decidere quello che vuole senza obbligarsi a anticipare alcuna decisione.
In questo periodo natalizio possiamo guardare con gioia nel cuore e speranza il futuro che può essere differente per una nostra scelta alla luce del Vangelo e dell’azione misericordiosa di Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 21,19c-24 – Venerdì 27 Dicembre 2024 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Santo Stefano

Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Festa
Giovedì 27 Dicembre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato. Se io non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato».” (Gv 15,18-22)

Santo Stefano il primo dei martiri. Martire è colui che testimonia il cristianesimo, dando prova, in situazioni dove su può morire.
S. Stefano ha avuto questa assoluta certezza nella fede e nulla e nessuno avrebbe potuto fermare la sua testimonianza per Gesù. Perdona gli aggressori nella certezza di essere accolto fra le braccia di Dio. Perdona la loro insipienza nel non riconoscere che sono stati visitati da Cristo perdendo la gioia del Dio che si è fatto uomo per redimere il mondo.
«Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.»
La testimonianza di s. Stefano testimonia l’amore di Dio per l’umanità anche quella più ostile. Gesù bambino è venuto per ogni uomo, ogni donna.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 15,18-22 – Giovedì 26 Dicembre 2024 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)