Venerdì della settimana della VI Domenica dopo l’Epifania

san Pier Damiani, vescovo e dottore della Chiesa
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Venerdì 21 Febbraio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue. Ognuno infatti sarà salato con il fuoco. Buona cosa è il sale; ma se il sale diventa insipido, con che cosa gli darete sapore? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri».” (Mc 9,42-50)

Nel vangelo i piccoli che credono in Gesù sono coloro che da poco si sono affacciati alla fede nella scoperta del Signore Gesù. Non sono i bambini ma persone che da poco tempo stanno scoprendo la gioia di un uovo annuncio di speranza. In questa fase se qualche d’uno scandalizza queste persone perché si comporta in maniera sbagliata pur essendo un discepolo di Gesù, è molto probabile che queste persone si allontanino e cerchino altre strade spesso non buone.
Un testimone di Gesù dev’essere sempre vigile nei confronti di chi ha iniziato da poco o è da poco ritornato alla fede. Gentilezza, ascolto, comprensione e non esclusione o comportamenti cattivi che farebbero fuggire via con un grave danno.
L’Anno giubilare della Speranza è anche motivo di conversione e testimonianza con un buon comportamento di accoglienza e gentilezza.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 9,42-50 – Venerdì 21 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della VI Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Giovedì 20 Febbraio 2025

”In quel tempo. Giovanni disse al Signore Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi.
Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa»..” (Mc 9,38-41)

Una persona che non seguiva Gesù con i suoi discepoli, in suo nome cacciava via il male da alcuna persone.
Per questa ragione i discepoli volevano impedirglielo.
Ma chi agisce nel nome di Gesù almeno in quel momento non è contro il Signore ma ne è testimone.
Oggi abbiamo bisogno di quel bicchiere d’acqua che disseta la sete della Parola, della speranza, della fede. C’è bisogno del Signore Gesù, c’è bisogno di riavviare la speranza in quest’Anno giubilare.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 9,33-37 – Giovedì 20 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della VI Domenica dopo l’Epifania

san Turibio da Mogrovejo, vescovo
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Mercoledì 19 Febbraio 2025

”In quel tempo. Il Signore Gesù e i discepoli giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti». E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».” (Mc 9,33-37)

Chi è il più grande? I discepoli discutevano fra loro chi fosse probabilmente il capo, colui che avrebbe dovuto essere meritevole di obbedienza e rispetto dagli altri.
Ma il più grande nella Chiesa di Gesù è colui che è a servizio di tutti.
«Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti»
La bellezza di questa affermazione di Gesù accade quando una persona ha in sé quell’umiltà ed è naturalmente a servizio di tutti perché vuole il bene di tutti.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 9,33-37 – Mercoledì 19 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della VI Domenica dopo l’Epifania

san Patrizio, vescovo
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Martedì 18 Febbraio 2025

”In quel tempo. Il Signore Gesù con Pietro, Giacomo e Giovanni, arrivando presso i discepoli, videro attorno a loro molta folla e alcuni scribi che discutevano con loro. E subito tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. Ed egli li interrogò: «Di che cosa discutete con loro?». E dalla folla uno gli rispose: «Maestro, ho portato da te mio figlio, che ha uno spirito muto. Dovunque lo afferri, lo getta a terra ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». Egli allora disse loro: «O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me». E glielo portarono. Alla vista di Gesù, subito lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava schiumando. Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo? ». Ed egli rispose: «Dall’infanzia; anzi, spesso lo ha buttato anche nel fuoco e nell’acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: «Credo; aiuta la mia incredulità!». Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito impuro dicendogli: «Spirito muto e sordo, io ti ordino, esci da lui e non vi rientrare più». Gridando e scuotendolo fortemente, uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «È morto». Ma Gesù lo prese per mano, lo fece alzare ed egli stette in piedi.
Entrato in casa, i suoi discepoli gli domandavano in privato: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera».” (Mc 9,14-29)

Gesù affronta un caso difficile, un figlio muto in balia di una forza maligna. Gesù agisce, guarisce e ridona la vita attraverso la liberazione dal male. Perché questo possa accadere vi dev’essere la fede, la ricerca della fede dal parte del padre che chiede aiuto a Gesù:«Credo; aiuta la mia incredulità!»
L’anno giubilare della Speranza è occasione di rilanciare la fede, di far ritornare nei cuori la fiducia nel Signore Gesù per essere guariti nel profondo dell’anima.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 9,14-29 – Martedì 18 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della VI Domenica dopo l’Epifania

santi Sette fondatori dell’ordine della B.V. Maria
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Lunedì 17 Febbraio 2025

”In quel tempo. Il Signore Gesù cominciò a insegnare ai discepoli che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».” (Mc 8,31-33)

Gesù confida per la prima volta ai suoi discepoli riguardo la sua passione che avrebbe vissuto. Pietro lo rimprovera. Non vuole che Gesù si sacrifichi ma che si imponga per liberare Israele da ogni male. Tuttavia questa prospettiva è molto umana e non avrebbe rispettato la libertà di ogni uomo. Il Signore vuole essere scelto liberamente e la via fu quella di offrire se stesso per la salvezza dell’uomo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Mc 8,31-33 – Lunedì 17 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

VI Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Domenica 16 Febbraio 2025

”In quel tempo. Lungo il cammino verso Gerusalemme, il Signore Gesù attraversava la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».” (Lc 17,11-19)

Gesù accoglie l’appello dei dieci lebbrosi che a distanza come prescrive la Legge chiedono di essere guariti. Lo chiedono così: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!»
Gesù esprime immediatamente e intensamente la sua solidarietà nei confronti dei lebbrosi e senza alcun dubbio gli invia per presentarsi davanti ai sacerdoti.
Infatti la Legge prescriveva che chi è purificato dalla malattia di presentarsi da un sacerdote per verificare la guarigione e riammetterlo nella comunità.
Tutti sono guariti. Però solo un straniero inviso agli ebrei, un samaritano, ritorna per ringraziare. Solo quest’ultimo è veramente liberato dal male, oltre la guarigione del corpo è liberato anche nell’anima in una rinnovata comunione con il Signore Gesù, Nulla di più grande poteva accadere a questo samaritano in una vita rinnovata dove può vivere la sua esistenza in modo pieno.
«Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 17,11-19– Domenica 16 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della V Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Sabato 15 Febbraio 2025

”In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».” (Gv 16,13-15)

Lo Spirito della verità, è Colui che riattiverà la memoria dei discepoli di Gesù perché possano testimoniare il vissuto con Lui. Non sarà un ricordo condizionato dalle convinzioni o dei pensieri di ognuno, sarà una vera memoria a tal punto che alcuni scriveranno dei racconti ben ordinati che si chiamano Vangeli.
In questo modo il Signore ci vuole regalare la via della gioia, quella vera perché c’è Dio con noi, in noi, che vuole il nostro bene.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 16,13-15– Sabato 15 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Santi Cirillo, monaco e Metodio, vescovo

Festa
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Venerdì 14 Febbraio 2025

”In quel tempo. Apparendo agli Undici, il Signore Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.” (Mc 16,15-20)

Oggi è la festa dei santi Cirillo e Metodio patroni d’Europa.
Cirillo compose un nuovo alfabeto per le popolazioni slave e si dedicò alle traduzioni dei testi sacri. L’alfabeto usato ancora oggi è il Cirillico.
In questo modo poté diffondere i testi sacri, il Vangelo alle popolazioni e diffondere la buona novella agli slavi.
Suo fratello Metodio fu vescovo e fu presente nelle aree slave sostenendo il fratello.
La diffusione del Vangelo si è realizzata anche con la composizione di un nuovo alfabeto adattandosi alla lingua locale dando la possibilità alla popolazione di conoscere il Vangelo e di evolversi verso una società civile.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 16,15-20– Venerdì 14 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della V Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Giovedì 13 Febbraio 2025

In quel tempo. Il Signore Gesù salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà.
Vennero i farisei e si misero a discutere con lui, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno». Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva.
Avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane. Allora egli li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane. Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». E disse loro: «Non comprendete ancora?».” (Mc 8,10-21)

Alcuni farisei chiedono un segno dal cielo a Gesù, chiedono un fenomeno sovrannaturale di una certa evidenza come dimostrazione della potenza divina di Gesù. Ma questo non sarebbe bastato e la richiesta di costoro fa emergere l’incredulità e durezza del loro cuore.
Gesù insegna poi ai suoi discepoli di essere attenti dalle conseguenze dei farisei e di Erode. Ma i discepoli faticano a capire forse per un Dio che è con loro così vicino, per questo non riescono a vedere e a cogliere il significato di tutte le cose che capitano a loro con Gesù a fianco.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 8,10-21 – Giovedì 13 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della V Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Mercoledì 12 Febbraio 2025

“In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare, il Signore Gesù chiamò a sé i discepoli e disse loro: «Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni di loro sono venuti da lontano». Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?». Domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette». Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli. Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte. Erano circa quattromila. E li congedò.” (Mc 8,1-9)

Gesù sente compassione per la folla. Nel seguire il Signore Gesù e per tre giorni non avevano più da mangiare. Gesù compie il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. A differenza del precedente racconto della moltiplicazione dei pani e dei pesci, questa volta avanzano sette sporte, sette ceste di cibo invece di dodici. Sette rappresenta il compiuto, la pienezza.
Gesù nel suo operare dona sempre in abbondanza, come la sua Parola, ogni suo gesto di guarigione che è sempre perfetto, e qui nel miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci dove tutti mangiano a sazietà.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 8,1-9 – Mercoledì 12 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)