Sabato della I settimana di Avvento

san Colombano, abate
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Sabato 23 Novembre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì. Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele».” (Mt 10,1-6)

Gesù invia i dodici apostoli alle pecore perdute d’Israele. Sono persone che non hanno una guida che le indirizzi verso percorsi buoni dove si può trovare la dignità di ognuno e la bellezza della fede.
Gesù ha trovato questa emergenza, e i dodici apostoli devono supplicare le molte mancanze dei capi dei sacerdoti, scribi, farisei.
Gesù accresci la nostra fede!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 10,1-6 – Sabato 23 Novembre 2024 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Venerdì della I settimana di Avvento

santa Cecilia, martire
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Venerdì 22 Novembre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».” (Mt 9,35-38)

Gesù annuncia il vangelo del Regno e ha compassione delle folle che non sono guidate da pastori che abbiano in cuor loro il bene per la comunità.
C’è il bisogno di persone che annuncino a loro volta la speranza donata da Gesù, anche ai giorni d’oggi, persone che vivono la quotidianità nella società e diano un messaggio che è possibile vivere in modo differente donandosi per il bene.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 9,35-38 – Venerdì 22 Novembre 2024 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Giovedì della I settimana di Avvento

Presentazione della B.V. Maria
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Giovedì 21 Novembre 2024

“In quel tempo. Giunsero la madre del Signore Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».” (Mc 3,31-35)

La memoria della Presentazione della Beata Sempre Vergine Maria è un momento importante all’inizio del periodo d’Avvento ambrosiano. Maria bambina è presentata al Tempio da Gioacchino e Anna, i suoi santi genitori, per adempiere la Legge del Signore. Nello sguardo della storia della salvezza, la presentazione di Maria è un punto di inizio verso la sua unica e singolare vocazione di Madre di Dio
Ma tutti siamo chiamati ad una vocazione più ampia, essere madre, fratelli, sorelle di Gesù ascoltando la sua Parola e dandole la giusta importanza nella vita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 3,31-35 – Giovedì 21 Novembre 2024 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della I settimana di Avvento

Beato Samuele Marzorati, sacerdote e martire
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Mercoledì 20 Novembre 2024

“In quel tempo. Andando via di là, il Signore Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».” (Mt 9,9-13)

Gesù arriva da Matteo che lo accoglie e lo segue. Matteo è un esattore delle tasse per conto dei Romani e non certo una persona equa e giusta. A casa di Matteo si riuniscono molti pubblicani e peccatori e questo è fonte di scandalo per i farisei che vedono Gesù assieme a loro.
Ma Gesù non condivide i peccati ma è solidale con le persone perché abbandonino il peccato:
«Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 9,9-13 – Mercoledì 20 Novembre 2024 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Martedì della I settimana di Avvento

Beata Armida Barelli
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
La venuta del Signore
Martedì 19 Novembre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».
Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi. ” (Mt 7,21-29)

Una preghiera fatta solo di parole e nel cuore c’è tutt’altro che il Signore, è una preghiera che dice ma non crede e nella quotidianità non c’è il Signore. È come una auto giustificazione nella preghiera detta ma non vissuta. Non si tratta della più che normale distrazione durante l’orazione di qualche preghiera ma di essere lontani con il cuore dall’amore, dal Signore, dal volere veramente il bene. Qui la casa è costruita sulla sabbia.
Una preghiera sentita nella quale ci si può anche distrarre ma il cuore vuole essere vicino al Signore, all’amore e vuole il bene, allora è come una casa costruita sulla roccia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 7,21-29 – Martedì 19 Novembre 2024 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Lunedì della I settimana di Avvento

Dedicazione delle basiliche romane dei santi Pietro e Paolo apostoli
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
La venuta del Signore
Lunedì 18 Novembre 2024

“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono. Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.” (Mt 4,18-25)

Nel primo lunedì d’Avvento ora iniziato nel Rito ambrosiano, l’attesa gioiosa del Signore Gesù che si incarna come uomo per salvarci, Gesù chiama i primi discepoli al suo seguito. La risposta dei primi quattro è pronta, non sembra che vi siano dubbi nel lasciare il lavoro di pescatori e affidarsi al Signore Gesù.
Gesù è arrivato da loro ed essi lo hanno accolto. L’Avvento è questo periodo di preparazione per accogliere Gesù nel nostro cuore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 4,18-25 – Lunedì 18 Novembre 2024 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

I Domenica di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
La venuta del Signore
Domenica 17 Novembre 2024

“In quel tempo. Mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, il Signore Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine». Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo. Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita. (…) Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».” (Luca 21,5-28-)

La prima Domenica d’Avvento in Rito ambrosiano propone l’aspetto apocalittico, argomenta il destino del mondo quando avverrà alla fine dei tempi. Le tre letture, Profeta Isaia, Lettera di san Paolo a Efesini e il Vangelo secondo Luca, trattano di questa prospettiva quando tornerà il Signore Gesù Cristo, quando ci sarà la seconda venuta del Signore nella gloria.
Nel profeta Isaia troviamo aspetti che sono inquietanti nella distruzione di tutta la terra e vi sarà l’evidenza della giustizia del Signore e «il sole si oscurerà al suo sorgere e la luna non diffonderà la sua luce » che permetterà di far risplendere la gloria del Signore. Si tratta di un cambiamento definitivo, della fine del mondo e dell’accoglienza dei giusti nella gloria del Signore.
Nel Vangelo troviamo «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia» Questo è quello che precederà la venuta del nostro Signore, che verrà nella gloria per essere colui che abbraccia con gioia coloro che sono riusciti ad esprimere amore in questo mondo già oggi così tribolato.
«Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.»
Viene il Dio della gioia, viene la speranza per i popoli, risplende la sua gloria.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 21,5-28 – Domenica 17 Novembre 2024 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Sabato dell’ultima settimana dell’anno liturgico

santa Geltrude
ULTIMA CELEBRAZIONE DELL’ANNO LITURGICO AMBROSIANO
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 16 Novembre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a dire ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».” (Mc 13,5a.33-37)

Vegliate! Nell’ultima celebrazione dell’Anno liturgico c’è un appello del Signore, vegliate!.
L’essere vigili vuol dire avere attenzione verso se stessi per non perdere la dignità di figli di Dio, adottati a caro prezzo grazie all’unico sacrificio di Cristo sulla Croce.
L’essere vigili vuol dire avere attenzione verso le persone con le quali viviamo e con quelle che incontriamo. Si tartta di essere sempre portati verso il bene per le altrui persone.
«Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo marco 13,5a.33-37 – Sabato 16 Novembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì dell’ultima settimana dell’anno liturgico

sant’Alberto Magno, vescovo e dottore della Chiesa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Venerdì 15 Novembre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Poi dirà anche a quelli che sarànno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».” (Mt 25,31-46)

La carità, l’attenzione verso chi è bisognoso con gesti concreti copre una moltitudine di peccati. È fare un gesto buono che il Signore guarda ed è come se lo facessimo a lui stesso.
L’assenza della carità, dell’attenzione a chi è bisognoso, è come se mancassimo di attenzione verso il Signore Gesù. È mancanza di amore e di solidarietà fondamentali per vivere la pienezza della propria vita.
Vale tanto vivere con delle attenzioni verso il prossimo perché rende la vita qui sulla terra colorata, viva, e si è meglio indirizzati verso quella eterna.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 25,31-46 – Venerdì 15 Novembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì dell’ultima settimana dell’anno liturgico

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Giovedì 14 Novembre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì. Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”. Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».” (Mt 25,14-30)

Un uomo dà responsabilità ad alcuni servi dandogli alcuni talenti lasciando la libertà ad ognuno come usarli. C’è chi li ha impiegati bene e per questo il padrone dona un’ampia ricompensa. C’è chi non ha impiegato un solo talento e per questo il padrone rimane dispiaciuto glielo toglie e lo dà a chi li ha impiegati bene.
Il fatto di non impiegare i propri doni, le proprie capacità per il bene è come essere seduti e insignificanti. Giocarsi invece nella vita usando le proprie capacità per il bene è dare pienezza all’esistenza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 25,14-30 – Giovedì 14 Novembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)