Giovedì della settimana della XIII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
B.V. Maria Regina
Rito ambrosiano
Giovedì 22 Agosto 2024

“Un sabato il Signore Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Ed ecco, davanti a lui vi era un uomo malato di idropisìa. Rivolgendosi ai dottori della Legge e ai farisei, Gesù disse: «È lecito o no guarire di sabato?». Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò. Poi disse loro: «Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?». E non potevano rispondere nulla a queste parole.” (Lc 14,1-6)

Gesù con la sua perseveranza continua a mandare messaggi a coloro che hanno una responsabilità in Israele e in questo caso ai dottori della Legge e ai farisei. Come di consueto lo fa predicando «È lecito o no guarire di sabato?» e agendo con una guarigione miracolosa, e quindi con un fatto di grande evidenza dove le persone semplici capiscono immediatamente che lì c’è il dito di Dio.
Ma il cuore di alcune persone era talmente indurito che anche di fronte alla evidenza di fatti cercavano solo di accusare Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 14,1-6 – Giovedì 22 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della XIII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
san Pio X, papa
Rito ambrosiano
Mercoledì 21 Agosto 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te: quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa è abbandonata a voi! Vi dico infatti che non mi vedrete, finché verrà il tempo in cui direte: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”».” (Lc 13,34-35)

Il Signore rispettoso delle decisioni delle sue creature, piange sulla sua città Gerusalemme poiché non lo ha voluto, e ha rifiutato uccidendoli i profeti che lo avevano preceduto e annunciato.
Per questo la casa d’Israele viene abbandonata a se stessa, scompare l’aiuto amorevole del Signore Dio ma non scompariranno mai i suoi doni e le sue chiamate per il suo popolo amato perché sono irrevocabili.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 13,34-35 – Mercoledì 21 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della XIII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
san Bernardo, abate e dottore della Chiesa
Rito ambrosiano
Martedì 20 Agosto 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami».
E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».” (Lc 13,18-21)

Il regno di Dio assomiglia a qualche cosa di piccolo, insignificante, con la collaborazione dell’uomo cresce e diviene maestoso. Assomiglia a qualche cosa di buono che con la collaborazione dell’uomo si espande e diventa vivo. Il regno di Dio è in movimento, in azione e ha bisogno dell’azione dell’uomo perché possa essere vivo e accogliente. Il regno di Dio fa capolino quando c’è fede, speranza e carità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 13,18-21 – Martedì 20 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della XIII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
san Giovanni Eudes, sacerdote
Rito ambrosiano
Lunedì 19 Agosto 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù stava insegnando in una sinagoga in giorno di sabato. C’era là una donna che uno spirito teneva inferma da diciotto anni; era curva e non riusciva in alcun modo a stare diritta. Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei liberata dalla tua malattia». Impose le mani su di lei e subito quella si raddrizzò e glorificava Dio.
Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, prese la parola e disse alla folla: «Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi guarire e non in giorno di sabato». Il Signore gli replicò: «Ipocriti, non è forse vero che, di sabato, ciascuno di voi slega il suo bue o l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo, che Satana ha tenuto prigioniera per ben diciotto anni, non doveva essere liberata da questo legame nel giorno di sabato?». Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.” (Lc 13,10-17)

La guarigione compiuta da Gesù di un donna è considerata non giustificata nel giorno del riposo del sabato mentre abbeverare il bue o l’asino è giustificato. Il capo della sinagoga applica alla lettera la normativa che non contempla la guarigione e non riesce a vedere la grazia di Dio nel gesto di Gesù. C’è cecità, e probabilmente la superbia nel considerarsi detentore delle regole e giudice inappellabile nell’applicarle. Ma lo stile dovrebbe essere diverso: umile che si apre allo stupore delle opere di Dio che capitano sotto i propri occhi.
Per essere aperti alla grazia di Dio necessita l’umiltà, la disposizione di un cuore a stupirsi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 13,10-17 – Lunedì 19 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

XIII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito ambrosiano
Domenica 18 Agosto 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù entrò in Cafàrnao. Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l’aveva molto caro. Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. Costoro, giunti da Gesù, lo supplicavano con insistenza: «Egli merita che tu gli conceda quello che chiede – dicevano –, perché ama il nostro popolo ed è stato lui a costruirci la sinagoga». Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa, quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: «Signore, non disturbarti! Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e il mio servo sarà guarito. Anch’io infatti sono nella condizione di subalterno e ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa». All’udire questo, Gesù lo ammirò e, volgendosi alla folla che lo seguiva, disse: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!». E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito.” (Lc 7,1b-10)

Il centurione, capo di un centinaio di soldati, esprime la sua fede in Gesù, dapprima mandando alcuni anziani dei Giudei perché Gesù venisse a salvare il suo servo ammalato. Poi, quando Gesù si era già incamminato verso la casa dov’era il servo ammalato, mandando un gruppo di amici a riferirgli:
«Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e il mio servo sarà guarito.»
Il Centurione riconosce la signoria di Gesù, capisce che è importante e ha a che fare con Dio. Esprime la sua fede in modo militare, come lui deve ubbidire a un superiore e dare ordini ai soldati che prontamente gli ubbidiscono, così Gesù. Il centurione crede che Gesù abbia un suo “comando” al quale ubbidiscono dei suoi “soldati” probabilmente riferendosi creature celesti come gli angeli.
L’azione del Signore Gesù si esaudisce “a distanza”, senza recarsi nella casa il servo viene guarito.
Il Signore esprime la sua vicinanza all’uomo e lo fa venendo incontro a qualsiasi persona che esprima nel cuore la verità della sua fede.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 7,1b-10 – Domenica 18 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della XII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
san Massimiliano Maria Kolbe, sacerdote e martire
Rito ambrosiano
Sabato 17 Agosto 2024

“In quel tempo. Partito di là, il Signore Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidone. Ed ecco, una donna cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.».” (Mt 15,21-28)

Gesù rimane fedele al mandato, quello di rivolgersi alle pecore perdute della casa d’Israele e non a altre persone come questa donna cananea. «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele»
Ma la fede di questa donna supera quella di tanti della casa d’Israele e Gesù ne rimane stupito e agisce esaudendo la richiesta della donna.
Si inizia ad aprirsi verso una offerta di salvezza universale che sarà poi così nei primi passi della Chiesa di Gesù che si rivolgerà a tutte le genti.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 15,21-28 – Sabato 17 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della XII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
santo Stefano d’Ungheria
Rito ambrosiano
Venerdì 16 Agosto 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Taglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».” (Lc 13,6-9)

Per anni un albero di fichi non dà alcun frutto. Il padrone decide di farlo tagliare. Ma vi è l’intercessione del vignaiolo perché sia data una possibilità. Il vignaiolo lo metterà nelle condizioni migliori perché l’albero possa dare dei frutti.
Così dovremmo essere persone che diano sempre una possibilità di riscattarsi, di credere, di aderire alla fede mettendo a loro agio le persone che non credono o si sono allontanate dalla fede in Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 13,6-9 – Venerdì 16 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Assunzione della B.V. Maria

Tempo dopo Pentecoste
Solennità
Rito ambrosiano
Giovedì 15 Agosto 2024

“In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».” (Lc 1,39-55)

Maria in fretta si dirige verso la città dove abita Elisabetta, sua parente. Percorrere una lunga distanza di circa 150Km poiché Elisabetta probabilmente si trovava in una località vicino a Gerusalemme e Maria partiva da Nazareth. Un viaggio di speranza che apre a una grandezza infinita. Maria diventerà la Madre di Gesù, la Madre di Dio e la Madre della Chiesa di Gesù.
Oggi nella solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, si concretizza la speranza della fede cristiana perché veramente Maria è stata assunta in cielo in anima e corpo, è il privilegio, il suo corpo non vedrà la corruzione e subito Maria è nella beatitudine.
Maria è già in cielo dando un messaggio d’amore, la speranza di un destino per tutte le persone che vogliono essere unite a Gesù in questo transito terreno nella fede, nella carità, nell’amore.
«L’immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo.» (dal Dogma proclamato 1° novembre 1950 da Pio XII)

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,39-55 – Giovedì 15 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della XII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
san Simpliciano, vescovo
Rito ambrosiano
Mercoledì 14 Agosto 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ancora alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo?».” (Lc 12,54-56)

L’uomo spesso non riesce ad avere uno sguardo che colga la realtà storica che sta vivendo. Bravissimo nelle cose molto concrete come le previsioni del tempo e oggi con l’ausilio della tecnologia nel prevedere scenari futuri di riscaldamento della terra e quant’altro. Meno bravo nel guardarsi attorno, nel capire chi c’è e che cosa stia facendo.
Così è capitato a Gesù, rifiutato da molti perché non avevano alcuna visione obiettiva su quello che stava accadendo sotto i loro occhi, accecati dalla superbia. Colui che dovevano riconoscere lo condanneranno a morte.
Apriamo gli occhi per capire quello che sta accadendo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,54-56 – Mercoledì 14 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della XII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
santi Ponziano, papa e Ippolito, sacerdote, martiri
Rito ambrosiano
Martedì 13 Agosto 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».” (Lc 12.49-53)

Le Parole di Gesù sono veritiere e non fanno sconti verso l’ingiustizia, con forza indica l’ipocrisia e l’iniquità di molti cuori. Così c’è quel fuoco d’amore del Signore che illumina nella consapevolezza che dovrà vivere la sua passione per la salvezza dell’uomo.
La conseguenza della verità detta e messa alla luce non porta nell’immediato pace ma divisione quando è svelata e viene riconosciuta da molti. Ma la verità è l’unica via che può poi aprire al perdono per comporre giustizia e avere possibilità di pace.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,49-53 – Martedì 13 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)