I Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito ambrosiano
Domenica 1° Settembre 2024

“In quel tempo. Nacque una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo alla purificazione rituale. Andarono da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te dall’altra parte del Giordano e al quale hai dato testimonianza, ecco, sta battezzando e tutti accorrono a lui». Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stata data dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Non sono io il Cristo”, ma: “Sono stato mandato avanti a lui”. Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena. Lui deve crescere; io, invece, diminuire». Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito. Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui.” (Gv 3,25-36)

Giovanni il Battista battezzava ad Ennòn non lontano da dove stava battezzando Gesù. Questa situazione aveva indotto a una discussione fra i discepoli di Giovanni e un giudeo riguardo alla purificazione rituale. Per gli ebrei una persona doveva riacquistare la purezza con l’immersione in acqua attraverso una purificazione rituale, per poter entrare nel Tempio, o nella sinagoga. La discussione poi si concentra sull’importanza delle due persone che stanno battezzando.
«Rabbì, colui che era con te dall’altra parte del Giordano e al quale hai dato testimonianza, ecco, sta battezzando e tutti accorrono a lui»
Giovanni il Battista ribadisce subito dicendo chi non è: «Non sono io il Cristo»
e la sua missione per cui è stato inviato: «Sono stato mandato avanti a lui»
Gesù è la persona cui riferirsi, è lui il Cristo, e la missione di Giovanni è ormai completata. È motivo di gioia che tutti accorrono da Gesù, compresi i discepoli di Giovanni e non di tristezza. Non c’è la ricerca di un discepolato, di un successo personale, ma la gioia di dire la verità e di indicare la strada della salvezza per la salvezza di ogni uomo e donna. C’è la ricerca del bene delle persone e in questo c’è la gioia piena poiché questo è stato ormai compiuto da Giovanni Battista.
Gesù è colui che battezza e « senza misura egli dà lo Spirito
Gesù ci ha lasciato il battesimo nel quale possiamo decidere di vivere una vita cristiana accompagnati dalla presenza dello Spirito donato senza misura.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 14,21-24 – Domenica 1° Settembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della Domenica che precede il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
santi Felice e Abbondio, vescovi
Rito ambrosiano
Sabato 31 Agosto 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui». Gli disse Giuda, non l’Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?». Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato».” (Gv 14,21-24)

C’è un amore concreto dei discepoli verso Gesù nell’accogliere i suoi comandamenti. Per questo c’è l’affermazione di Gesù:
«Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama.»
Essi poi sono amati da Dio Padre che si rivela nel Figlio Gesù che quindi li ama. Vi è dunque una profondità di fiducia reciproca fra Gesù e i discepoli anche se vi è l’eccezione, uno di essi lo tradirà.
La manifestazione di Gesù non è pubblica verso il mondo ma è una manifestazione interiore con una presenza di Dio e Gesù nella persona, grazie allo Spirito Santo che ogni cristiano ha ricevuto nel Battesimo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 14,21-24 – Sabato 31 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della Domenica che precede il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
beato Ildefonso Schuster, vescovo
Rito ambrosiano
Venerdì 30 Agosto 2024

“In quel tempo. Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo sul Signore Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa Maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.” (Gv 1,35-42)

Giovanni il Battista compie la sua missione, quella di preparare la via al Signore Gesù, e lo fa indicandolo a suoi due discepoli che erano rimasti con lui: «Ecco l’agnello di Dio!»
I due discepoli si distaccano da Giovanni e vanno verso Gesù, cercando una comunione con lui riconosciuto come maestro di sapienza (Rabbì).
Subito lo stare dietro a Gesù si propaga e Andrea, uno dei due discepoli di Giovanni, lo comunica a suo fratello Simone che viene investito di un ruolo importante:
«Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 1,35-42 – Venerdì 30 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Festa
Rito ambrosiano
Giovedì 29 Agosto 2024

““In quel tempo. Erode aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.
Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto. E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.” (Mc 6,17-29)

A causa della verità detta con schiettezza, Giovanni il Battista fu messo in prigione da Erode poiché pubblicamente diceva il suo peccato: aveva sposato la moglie di suo fratello: Erodiade. Quest’ultima lo odiava e Erode era in dubbio. L’occasione è la festa del compleanno di Erode dove la figlia di Erodiade chiede la testa di Giovanni il Battista.
Giovanni il Battista nel suo martirio sembra preannunciare anche quello di Gesù. Entrambi capitano durante una festa, il compleanno di Erode per Giovanni e la Pasqua dei Giudei per Gesù. Poi come Erodiade riesce a convincere Erode riguardo l’uccisione di Giovanni, così i sommi sacerdoti sobillando la folla convinceranno Pilato a mandare a morte Gesù. Entrambi saranno messi in un sepolcro. Gesù però risorgerà da morte ed è questa la differenza, per cui Giovanni affermava con forza che Gesù è più grande di lui.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 6,17-29 – Giovedì 29 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della Domenica che precede il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
sant’Agostino, vescovo e dottore della Chiesa
Rito ambrosiano
Mercoledì 28 Agosto 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re. Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto:
“Ecco, dinanzi a te mando il mio messaggero,
davanti a te egli preparerà la tua via”
».” (Lc 7,24b-27)

Ma chi è Giovanni il Battista? Non è una bandana al vento, non è uno che grida cose a caso. Non è un regale o un notabile ricco che vive nei palazzi dei re. È colui che ha incontrato Dio nel deserto, non nel lusso ma nel silenzio e nella sobrietà. Il più grande dei profeti, è il messaggero di Dio che annuncia la venuta del Signore e prepara la via.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 7,24b-27 – mercoledì 28 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della Domenica che precede il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
santa Monica
Rito ambrosiano
Martedì 27 Agosto 2024

“In quel tempo. Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile». Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.” (Lc 3,15-18)

Giovanni il Battista chiarisce bene che non è lui il Cristo. C’è un battesimo con acqua per il perdono dei peccati dato da Giovanni il Battista, ma sta per venire «colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali».
Il Battesimo donato da Gesù sarà in «Spirito Santo e fuoco».
Giovanni Battista annuncia anche lui la buona novella come preparazione alla venuta di Gesù che l’annuncerà con forza, coronandola di molteplici segni per far comprendere che veramente c’è l’azione divina. Giovanni il Battista predicava e annunciava la Buona novella che però non era accompagnata da quei segni divini a differenza di Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 3,15-18 – Martedì 27 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della Domenica che precede il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
sant’Alessandro, martire
Rito ambrosiano
Lunedì 26 Agosto 2024

“In quel tempo. Vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».” (Mc 1,4-8)

In questa settimana vi saranno letture riguardanti Giovanni il Battista, il 29 agosto vi sarà la memoria del suo martirio e la Domenica appena trascorsa è denominata “Domenica che precede il martirio di san Giovanni il Precursore”.
Giovanni battezza nel deserto, un battesimo per il perdono dei peccati. Quello che poi lascerà Gesù sarà in Spirito Santo. Giovanni predica la conversione e il perdono dei peccati ed è quello che farà Gesù, e infine dice la sua piccolezza rispetto a Gesù.
Giovanni il Battista inizia a preparare la venuta del Signore, lo fa con schiettezza e determinazione dopo molto tempo che non vi era alcun profeta nella terra di Israele. Ora vi è l’annuncio della venuta del Messia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 1,4-8 – Lunedì 26 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Domenica che precede il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito ambrosiano
Domenica 25 Agosto 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli.
Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare “l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera”; e “nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa”. Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».” (Mt 10,28-42)

Gesù sottolinea l’importanza del testimone, di colui che crede e nel contempo è messaggero della salvezza che Dio vuole elargire. In questo caso non tratta dell’importanza del messaggio ma dell’importanza del messaggero. Il quale come prima cosa dovrebbe mandare via la paura dalla certa morte terrena cui tutti sono destinati, la morte del corpo. Invece è da temere colui che può dare la morte sia del corpo sia dell’anima. Ma segue subito una assicurazione, l’attenzione di Dio verso i suoi testimoni, che li protegge e li custodisce, infatti come c’è attenzione per due passeri così vi sarà molto di più per le creature umane.
Rimane comunque il giudizio del Signore che sappiamo essere misericordioso dove chi lo rinnegherà anche lui lo rinnegherà ma chi lo riconoscerà sarà certamente riconosciuto.
L’azione di Gesù è talmente forte e dirompente che mette in discussione i rapporti assopiti e fatti di silenzi fra gli affetti familiari provocando delle crisi.
«Sono infatti venuto a separare “l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera”; e “nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa”».
Ma chi pone il Signore Gesù sopra ad ogni affetto avrà la gioia di scoprire e rinnovare gli affetti familiari e i rapporti comunitari.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 10,28-42 – Domenica 25 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Bartolomeo apostolo

Tempo dopo Pentecoste
Festa
Rito ambrosiano
Sabato 24 Agosto 2024

“In quel tempo. Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaele gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi». Il Signore Gesù intanto, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».” (Gv 1,45-51)

San Bartolomeo apostolo è chiamato nel Vangelo di Giovanni Natanaele che significa dono di Dio. Bartolomeo significa figlio del valoroso. Nel Vangelo c’è la chiamata di Natanaele ma non con il consueto “seguimi”, Gesù lo chiama con una esclamazione: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità»
Natanaele è spiazzato e aderisce alla sequela di Gesù con quell’esclamazione: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!».
Natanaele divine apostolo, sarà con gli altri undici compagno di sequela ma con quella forza di volontà di approfondire la conoscenza di Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 1,45-51 – Sabato 24 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della XIII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
santa Rosa da Lima
Rito ambrosiano
Venerdì 23 Agosto 2024

“Un sabato il Signore Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare e disse agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cedigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».” (Lc 14,1a.7-11)

La ricerca dei primi posti è una espressione di vanità di essere visibile per essere notato oppure di conferma della propria posizione sociale di preminenza rispetto ad altri.
Questo tipo di atteggiamento va verso la superbia creando anche divisioni e disprezzo rispetto a chi è considerato inferiore.
Per contro, l’umiltà nel cuore, quella per cui non si ricercano affatto posizioni importanti e notorietà ma si è a servizio per il bene della comunità, è la via per essere cristiani.
«chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 14,1a-7-11 – Venerdì 23 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)