Giovedì della II settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Giovedì 27 Novembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai farisei: «Prendete un albero buono, anche il suo frutto sarà buono. Prendete un albero cattivo, anche il suo frutto sarà cattivo: dal frutto infatti si conosce l’albero. Razza di vipere, come potete dire cose buone, voi che siete cattivi? La bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda. L’uomo buono dal suo buon tesoro trae fuori cose buone, mentre l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori cose cattive. Ma io vi dico: di ogni parola vana che gli uomini diranno, dovranno rendere conto nel giorno del giudizio; infatti in base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato».” (Mt 12,33-37)

Dal frutto si capisce l’albero. Se il frutto è buono lo è anche l’albero, se il frutto è cattivo lo è anche l’albero. L’albero ha bisogno di tempo perché faccia i frutti. Così per le persone quando si conoscono. C’è un impatto iniziale che può essere positivo o negativo ma siamo chiamati ad avere pazienza, ci vuole tempo prima di capire una persona. Quello che sembrava all’inizio può essere disatteso nel tempo. Una persona che sembrava buona, generosa, potrebbe rivelarsi con uno scopo per portare a se delle persone per approfittarsene o viceversa.
«L’uomo buono dal suo buon tesoro trae fuori cose buone, mentre l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori cose cattive.»
Trarre cose buone dal cuore prepara all’avvento di Gesù Bambino.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 12,33-37 – Giovedì 27 Novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della II settimana di Avvento

beata Enrichetta Alfieri
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Mercoledì 26 Novembre 2025

“In quel tempo fu portato al Signore Gesù un indemoniato, cieco e muto, ed egli lo guarì, sicché il muto parlava e vedeva. Tutta la folla era sbalordita e diceva: «Che non sia costui il figlio di Davide?». Ma i farisei, udendo questo, dissero: «Costui non scaccia i demòni se non per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni».
Egli però, conosciuti i loro pensieri, disse loro: «Ogni regno diviso in se stesso cade in rovina e nessuna città o famiglia divisa in se stessa potrà restare in piedi. Ora, se Satana scaccia Satana, è diviso in se stesso; come dunque il suo regno potrà restare in piedi? E se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Ma, se io scaccio i demòni per mezzo dello Spirito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio. Come può uno entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega? Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde.
Perciò io vi dico: qualunque peccato e bestemmia verrà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non verrà perdonata. A chi parlerà contro il Figlio dell’uomo, sarà perdonato; ma a chi parlerà contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato, né in questo mondo né in quello futuro».” (Mt 12,22-32)

Gesù guarisce un cieco e muto, un gesto di grande portata ma i farisei lo accusano di fare cose buone utilizzando il male cioè con la potenza del capo dei demòni. Mescolano la verità (le guarigioni compiute da Gesù) con la menzogna (la potenza viene dal capo dei demòni) per convincere e imbrogliare chi ascolta. È un grave peccato rendere menzogna la verità vicino all’imperdonabile.
C’è il peccato contro lo Spirito Santo, imperdonabile. Consiste in un rifiuto completo di Dio ivi compresa la sua misericordia e il suo perdono. È un rifiuto cosciente, totale in un una libera scelta dell’uomo. Ma come si può arrivare a tanto? Con la supponenza di essere persone perfette, senza peccato, senza alcun bisogno di essere guidate convinte di avere una perfetta conoscenza. Così si rischia di essere la posto di Dio, rifiutandolo. Qui c’è poco spazio per il perdono perché il perdono stesso viene rifiutato da una persona supponente. È il peccato imperdonabile.
Aiutaci Signore in questo cammino d’Avvento a essere persone bisognose di perdono e di donare una briciola d’amore, un popolo con una rinnovata speranza nel cuore in attesa di Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 12,22-32 – Lunedì 24 Novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della II settimana di Avvento

santa Caterina d’Alessandria, martire
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Martedì 25 Novembre 2025

“In quel tempo. I farisei uscirono e tennero consiglio contro il Signore Gesù per farlo morire.
Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:
«Ecco il mio servo, che io ho scelto;
il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento.
Porrò il mio spirito sopra di lui
e annuncerà alle nazioni la giustizia.
Non contesterà né griderà
né si udrà nelle piazze la sua voce.
Non spezzerà una canna già incrinata,
non spegnerà una fiamma smorta,
finché non abbia fatto trionfare la giustizia;
nel suo nome spereranno le nazioni».” (Mt 12,14-21)

Nel profeta Isaia, il servo scelto e amato da Dio è Gesù. Isaia preannuncia lo stile del Signore Gesù, annunciatore di giustizia, mite, senza alcuna rivendicazione, non si approfitterà di situazioni di debolezza e peccato finché la giustizia sia sopra ogni male. Il bene è sempre più forte del male.
Gesù si allontana da coloro che progettano di ucciderlo, lui che potrebbe solo con un gesto spazzarli via tutti. Gesù vive dunque lo stile di servizio, è uomo servo del Signore, lui che è Dio. Si mette a disposizione ed ogni uomo compresi quelli che lo metteranno a morte nella speranza che anch’essi dopo averlo crocefisso si ravvedano e si salvino. Si riaccende la speranza nei cuori.
Vieni Signore Gesù

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 11,16-24 – Lunedì 24 Novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della II settimana di Avvento

beata Maria Anna Sala
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Lunedì 24 Novembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano:
“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”.
È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori”. Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».
Allora si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: «Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidone fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».” (Mt 11,16-24)

I bambini gridano ad altri bambini accusandoli di non aver preso parte alla loro gioia o al loro lamento. In questo vedono solo gli aspetti negativi, ignorando tutto ciò che potrebbe invece essere qualche cosa di importante e veramente buono.
Giovanni il Battista viveva con semplicità senza beni e in regioni desertiche e di lui dicono essere indemoniato ignorando la sua predicazione. Gesù mangiava e beveva e per questo è amico dei peccatori ignorando che anche Gesù predicava e faceva molti miracoli.
La verità è custodita dalla evidenza di opere giuste, dal fatto che Giovanni il Battista predicava, battezzava senza nulla in cambio, senza alcun interesse personale. Così anche Gesù che compiva molte guarigioni.
Lo sguardo dovrebbe essere sempre bene accorto, senza pregiudizio, cogliendo il bene delle persone.
Vieni Signore Gesù

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 11,16-24 – Lunedì 24 Novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

II Domenica di Avvento

I figli del Regno
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Domenica 23 Novembre 2025

“Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturea e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell’Abilene, sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia:
«Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni burrone sarà riempito,
ogni monte e ogni colle sarà abbassato;
le vie tortuose diverranno diritte
e quelle impervie, spianate.
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!».

Alle folle che andavano a farsi battezzare da lui, Giovanni diceva: «Razza di vipere, chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque frutti degni della conversione e non cominciate a dire fra voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Anzi, già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco».
Le folle lo interrogavano: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto». Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo. (Lc 3,1-18)

Nel deserto la parola di Dio fu donata a Giovanni il Battista. Percorreva in lungo e largo le regioni desertiche e molte persone accorrevano per ascoltarlo e farsi battezzare. La sua predicazione era forte e non certo diplomatica, andava subito al dunque e non risparmiava alcuna persona anche le più alto locate come il Re Erode.
Vi è determinazione nell’annuncio, si capisce che c’è verità in quello che annuncia, confermato dal suo stile di vita assolutamente sobrio e senza alcuna ricerca di posizioni e glorie personali.
Molti si convertono alla sua predicazione a tal punto che chiedono cosa fare per realizzarla. Le risposte sono sul verso della carità, del donare, dell’onestà e del rispetto delle altrui persone. Questi sono pilastri dei credenti, l’onestà che vuol dire rispetto degli altri, uno stile sobrio che si accontenta delle cose necessarie per la propria esistenza, e praticare il vasto mondo della carità.
Ma l’annuncio importante di Giovanni il Battista è quello del battesimo che sarà donato dal Signore Gesù, un battesimo non solo di perdono dei peccati ma di una viva presenza di Dio nel battezzato.
«Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco.»
Vieni Signore Gesù

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 3,1-18 – Domenica 23 Novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della I settimana di Avvento

santa Cecilia, martire
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Sabato 22 novembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì. Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele».” (Mt 10,1-6)

Gesù chiama i dodici Apostoli per inviarli in missione anche perché non vi era stata quella attenzione nei suoi confronti degli scribi, farisei, capi dei sacerdoti e anziani di Israele. Quindi organizza la missione con un compito importante riguardo la liberazione dal male delle persone che avrebbero incontrato.
Le prime persone da incontrare sono “Le pecore perdute della casa d’Israele”. Era necessaria la loro conversione per essere essi stessi testimoni a loro volta della venuta del Signore Gesù Cristo. Ma non andò così fra chi aveva la responsabilità politica e religiosa in Israele, Gesù fu rifiutato.
Per questo la missione dell’annuncio di salvezza si allagherà a tutte la nazioni del mondo.
Vieni Signore Gesù.!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 10,1-6 – Sabato 22 novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della I settimana di Avvento

presentazione della B.V. Maria
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Venerdì 21 novembre 2025

“In quel tempo. Giunsero la madre del Signore Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».” (Mc 3, 31-35

Oggi è la memoria della presentazione al Tempio della Beata Vergine Maria. Si suppone che Maria Bambina sia stata presentata al tempio quando era piccola. Questo per la particolare missione che Maria avrebbe poi ricevuto.
La presentazione al tempio era un’usanza descritta bene nel Vangelo di Luca quando Gesù fu portato al tempio da Maria e Giuseppe::
«Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.» (Luca 2,22-24)
Questo gesto importante fu fatto anche per Maria, 80 giorni dopo la sua nascita secondo la Legge.
La mamma di Gesù ha avuto un ruolo singolare fin dalla sua nascita e con una particolare consacrazione quand’era ancora infante.
Oggi sono fratelli e sorelle di Gesù coloro che fanno la volontà di Dio e quindi hanno come madre la Beata Vergine Maria.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 3, 31-35 – Venerdì 21 novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della I settimana di Avvento

beato Samuele Marzorati, sacerdote e martire
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Giovedì 20 novembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli di Giovanni: «Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».” (Mt 9,16-17)

Accogliere una novità può essere difficoltoso e a volte non possibile. Quando si è da molto tempo radicati in una tradizione, la difficoltà di accogliere qualche cosa di nuovo impedisce qualsiasi modifica anche se porterebbe dei benefici.
La novità portata da Gesù duemila anni fa era enorme e molti non erano in grado di accoglierla, specialmente le persone più anziane. Anche i discepoli di Giovanni il Battista non capivano il comportamento dei discepoli di Gesù molto differente dal loro, rigorosi nei digiuni e nel rispetto della Legge che imponeva severe norme a riguardo.
Accogliere la novità portata da Gesù per alcuni era come mettere del vino nuovo e frizzante in otri già usati, vecchi, per cui il vino avrebbe spaccato gli otri e tutto sarebbe andato perduto.
«Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano»
Un cuore che è disposto all’ascolto della Parola di Gesù, è come un otre nuovo. La novità portata da Gesù è ancora oggi presente. Novità perché diventa parte della vita della persona che accoglie il messaggio di Gesù e consiste in un profondo cambiamento verso il bene. La novità è talmente ampia che può anche strappare l’esistenza di una persona se non ha preparato un suo otre nuovo, cioè la disposizione a ricevere la novità togliendo via ogni impedimento.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 9,16-17 – Giovedì 20 novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della I settimana di Avvento

beata Armida Barelli
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Mercoledì 19 novembre 2025

“In quel tempo. Andando via di là, il Signore Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».” (Mt 9,9-13)

Gesù nel suo peregrinare vede un uomo, un pubblicano che riscuoteva le tasse per Roma. I pubblicani erano noti per non essere onesti e approfittarsi del loro ruolo di esattori trattenendo per de una parte delle tasse. Il pubblicano chiamato da Gesù è Matteo che lo segue senza indugi. Gesù è venuto anche per il pubblicano Matteo perché si convertisse e riprendesse la sua vita in mano diventando inaspettatamente uno degli Apostoli.
Gesù è venuto per chiamare i peccatori perché abbandonino il loro peccato e possano anche diventare collaboratori di Dio.
«Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia 3io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 9,9-13 – Mercoledì 19 novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della I settimana di Avvento

dedicazione delle basiliche romane dei santi Pietro e Paolo, apostoli
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Martedì 18 novembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».
Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi.” (Mt 7,21-29)

Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa ma non cadde perché la fede era salda, perché era fondata sulla roccia della fede.
Grazie alla fede si riaccende la speranza e si riceve una forza spirituale da una persona che ci sostiene, vuole il bene e dona la speranza dell’eternità: fondiamo le nostre esistenze sulla roccia della fede.
L’attesa della venuta del Signore Gesù se vissuta dona la grazie della sua presenza nel cuore, rafforza le fondamenta della fede.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 7,21-29 – Martedì 18 novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)