Tempo dopo l’Epifania Rito Ambrosiano Giovedì 23 Febbraio 2023
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi consegneranno ai sinedri, sarete percossi nelle sinagoghe e comparirete davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro. Ma prima è necessario che il Vangelo sia proclamato a tutte le nazioni. E quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi prima di quello che direte, ma dite ciò che in quell’ora vi sarà dato: perché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo. Il fratello farà morire il fratello, il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato».” (Mc 13,9b-13)
Vi sono tempi di tribolazione, tempi di incomprensione dove il cristiano si trova perseguitato. Qui nella nostra nazione si è perseguitati non da azioni violente sul corpo ma da azioni ideologiche che vogliono distogliere il cuore da un percorso di fede, speranza e carità. Sono azioni che spesso non si colgono nell’immediatezza ma nel tempo tendono a distruggere tutto quello che è inerente a Dio. Si perde la bellezza e la gioia vera. Ma se perseveriamo, se manteniamo viva la fede, l’amore del Signore nel cuore non lo potrà togliere nessuno, mai.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB, Villaggio del Sole in Limbiate MB Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Marco 13,9b-13, Giovedì 23 febbraio 2023 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo l’Epifania Rito Ambrosiano Mercoledì 22 Febbraio 2023
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa». Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».” (Mc 12,38-44)
Una vedova in condizione di povertà getta nel tesoro del tempio, una specie di cassetta delle elemosine, tutto quello che ha, molto poco, due monetine. Davanti al Signore questo gesto nascosto, umile è di valore. Vale più delle grandi somme gettate da qualche ricco. Il Signore guarda il cuore, l’intenzione, conosce la verità di ognuno e anche un gesto di poco valore davanti ai suoi occhi diventa grande.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB, Villaggio del Sole in Limbiate MB Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Marco 12,38-44, Mercoledì 22 febbraio 2023 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo l’Epifania Rito Ambrosiano san Pier Damiani, vescovo e dottore della Chiesa Martedì 21 Febbraio 2023
“In quel tempo. Vennero dal Signore Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo ugualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».” (Mc 12,18-27)
Quale concezione hai di Dio? Severo, misericordioso, autoritario, assente, lascia correre, sta accanto, è lontano, bisogna ubbidirgli, lascia la libertà, ama, punisce, o altro ancora? Forse l’idea di Dio dovrebbe essere sempre aperta a cambiamenti, non lo si può racchiudere con una serie di aggettivi o verbi o fare un trattato che lo definisca. Di solito i preti dicono che è misericordioso, ama, vuole la salvezza delle anime, ecc. ecc. C’è una persona che è Dio e vuole la vita e che tu sia vivo: Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Permetti che Dio ti stupisca.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB, Villaggio del Sole in Limbiate MB Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Marco 12,18-27, Martedì 21 febbraio 2023 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo l’Epifania Rito Ambrosiano Lunedì 20 Febbraio 2023
“In quel tempo. I capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani mandarono dal Signore Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso. Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?». Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio». E rimasero ammirati di lui.” (Mc 12,13-17)
Gesù risponde ad alcuni farisei ed erodiani sullo stato e sul religioso. È corretto restituire a Cesare, allo stato quello che è dovuto per i servizi che offre. È corretto restituire a Dio ad esempio con un culto di ringraziamento poiché tutto deriva da lui anche se questo è molto insufficiente. Probabilmente una delle forme migliori di restituzione è quella dell’amare il Signore, di essere attenti alla sua Parola e viverla nella propria vita.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB, Villaggio del Sole in Limbiate MB Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Marco 12,13-17, Lunedì 20 febbraio 2023 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo l’Epifania Rito Ambrosiano Domenica detta “del Perdono” Domenica 19 Febbraio 2023
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa. Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».” (Lc 15,11-32)
La Domenica del perdono è l’ultima Domenica dopo l’Epifania prima dell’inizio della Quaresima. Anche in questa Domenica siamo chiamati a porre lo sguardo verso il desiderio di perdono di Dio nei nostri confronti. Nel Vangelo troviamo una storia d’amore e di perdono. In questa parabola vi sono tre persone coinvolte, due figli e il padre. Quello minore chiede la sua parte di eredità al padre che inaspettatamente gliela concede dividendo le sue sostanze fra i due figli. Un padre che ascolta e rispetta la scelta del suo figlio minore lasciandogli la sua libertà d’agire. Il figlio minore lascia la famiglia a va a sperperare il tutto in un paese lontano. Quando ha sperperato tutto per prendere coscienza di quello che ha fatto deve toccare il fondo non potendosi nutrire neanche delle carrube per i porci. A volte bisogna toccare il fondo verso una condizione di vita priva di tutto, di buone relazioni, di persone che ti vogliono bene, un minimo di beni, privo dell’essenzialità della vita. Si è in una condizione di morte, vivo nel corpo ma morto dentro. Il figlio torna in se, si pente e coniuga la richiesta di perdono al padre, la pensa e l’articola: «Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te;» e ritorna a casa. Il padre vede il figlio tornare e ne ha compassione. Partecipa nel suo cuore alla sofferenza del suo figlio minore, capisce e lo ama, lo ha sempre amato. È l’incontro fra il padre e il figlio che è perdonato. Qui c’è la festa. «questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato». Il figlio maggiore rimasto con suo padre rimane scandalizzato per la festa, il buon trattamento dato a suo fratello e non vuole parteciparvi. Quante volte rimaniamo scandalizzati per motivi di ingiusta eredità, di comportamenti veramente sbagliati ma in realtà è un modo di pensare fatto non di amore. Qui c’è un fratello che è stato ritrovato e salvato. Ora c’è la festa la gioia del fratello che è vivo, è tornato in vita, l’eredità può essere messa da parte. Eventualmente dopo se ne parlerà ma con la misericordia, il perdono, e la gioia di un figlio, di un fratello che è tornato alla vita. «questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato».
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB, Villaggio del Sole in Limbiate MB Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Luca 15,11-32, Domenica 19 febbraio 2023 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo l’Epifania Rito Ambrosiano san Patrizio, vescovo Sabato 18 Febbraio 2023
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse alla donna samaritana: «Viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».” (Gv 4,23-26)
L’adorazione è molto di più di un atto d’amore reverenziale, un essere inginocchiati o prostrati. L’adorazione si compie quando c’è verità nel cuore, non è semplice atto esteriore ma soprattutto atto interiore in spirito e verità. È nella persona che nasce il desiderio di adorare Dio, un cuore che inizia ad amare perché è amato dal Signore.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB, Villaggio del Sole in Limbiate MB Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 4,23-26, Sabato 18 febbraio 2023 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo l’Epifania Rito Ambrosiano Sette Fondatori dell’Ordine dei servi della B.V. Maria Venerdì 17 Febbraio 2023
“In quel tempo. Il Signore Gesù e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre Gesù camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?». Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi». Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Diciamo dunque: “Dagli uomini”?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose».” (Mc 11,27-33)
Gesù domanda ai capi dei sacerdoti, agli scribi e ai farisei di avere il coraggio di essere onesti e esprimere quello che pensano evitando ogni opportunismo. Quest’invito viene disatteso e la risposta che viene data a Gesù è opportunistica secondo la situazione che si era venuta a creare. Temevano infatti la folla che non avrebbe accettato una affermazione contraria al battesimo di Giovanni il Battista e nel contempo non volevano dare ragione a Gesù poiché lo considerano loro avversario. La loro risposta: «Non lo sappiamo» non è veritiera. Gesù aiutaci a essere persone sincere.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB, Villaggio del Sole in Limbiate MB Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Marco 11,27-33, Venerdì 17 febbraio 2023 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo l’Epifania Rito Ambrosiano Giovedì 16 Febbraio 2023
“In quel tempo. Il Signore Gesù e i suoi discepoli giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, Gesù si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto: “La mia casa sarà chiamata
casa di preghiera per tutte le nazioni”? Voi invece ne avete fatto un covo di ladri». Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città.” (Mc 11,15-19)
La casa di preghiera è per tutte le nazioni, e questa casa era il tempio in Gerusalemme. Nel tempio vi era un fiorente mercato di cambiamonete per poter acquistare animali per il sacrificio in espiazione dei peccati che potevano essere acquistati solo con la moneta locale. Vi era inoltre la vendita di questi animali e il tutto fruttava non poco. La cosa era tollerata dai responsabili del tempio che probabilmente ne avevano parte del guadagno, ma vi era il degrado del luogo diventato un mercato nella parte iniziale detta cortile dei gentili. Se trovassimo un mercato di venditori di souvenir, di immaginette e oggetti religiosi dentro una chiesa o in un Santuario, non saremo forse stupiti? Facciamo le nostre chiese luoghi abitati dalla preghiera, anche con una semplice e breve visita.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB, Villaggio del Sole in Limbiate MB Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Marco 11,15-19 Giovedì 16 febbraio 2023 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo l’Epifania Rito Ambrosiano Mercoledì 15 Febbraio 2023
“La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, il Signore Gesù ebbe fame. Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all’albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l’udirono. La mattina seguente, passando, videro l’albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l’albero di fichi che hai maledetto è seccato». Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe».” (Mc 11,12-14.20-25)
Gesù vede un albero di fichi con delle foglie ma non vi trova alcun fico, vi sono solo foglie. Come il popolo di Israele con molti riti (le foglie) ma nessun frutto di giustizia. La fame di Gesù non viene soddisfatta per quello che ha trovato: molta esteriorità nell’adesione ai vari riti ma poca giustizia. Un veicolo maestro per impostare la giustizia è il perdono, poiché senza perdono è difficile poi fare giustizia, non vi è pace senza giustizia, non vi è giustizia senza perdono.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB, Villaggio del Sole in Limbiate MB Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Marco 11,12-14.20-25, Mercoledì 15 febbraio 2023 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo l’Epifania Rito Ambrosiano Festa Martedì 14 Febbraio 2023
“In quel tempo. Apparendo agli Undici, il Signore Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.” (Mc 16,15-20)
Dopo l’ascensione al cielo del Signore Gesù, quaranta giorni dopo la sua risurrezione, gli Undici apostoli inizieranno la loro testimonianza con la presenza misteriosa dello stesso Signore Gesù che li accompagnerà nella evangelizzazione. Gesù non sarà più visibile in corpo ma presente con la sua potenza divina d’amore. Anche oggi Gesù accompagna tramite l’azione dello Spirito Santo il credente verso un cammino di fede e di testimonianza. Il Signore nella sua misericordia aiuta e suscita le coscienze perché possano accorgersi della strada della vita.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB, Villaggio del Sole in Limbiate MB Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Marco 16,15-20, Martedì 14 febbraio 2023 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)