Immacolata concezione della B.V. Maria

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Solennità
Giovedì 8 Dicembre

“IIn quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».” (Lc 1,26b-28)

«Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
Un lieto evento per la Madonna è accaduto. Tutto è in quel “Piena di grazia”, ovvero ricolma dei favori di Dio, la prescelta, Colei che sarà la Madre di Dio. La festa che celebriamo oggi, è proprio questo favore, questo essere ricolmata di favore dal Signore Dio: l’Immacolata Concezione.
Ma cosa vuole dire Immacolata Concezione?
Non è il concepimento della Madonna fatto in un modo particolare, è stata concepita nel matrimonio da Gioacchino e Anna, due persone sante che hanno vissuto da marito e moglie. Dunque non c’entrano i genitori. Ci viene in aiuto l’orazione allìimizio della Messa dell’Immacolata:
“O Dio, che in previsione della morte redentrice di Cristo hai preservato la vergine Maria fin dal primo istante da ogni macchia di peccato (…)”
Preservata da ogni macchia del peccato originale, cioè Colei che fu preservata “fin dal primo istante da ogni macchia di peccato”. Fin dal primo istante, cioè dal momento del concepimento, dal primo istante nel grembo della mamma, Anna.
Ogni macchia di peccato, cioè quella tendenza egoistica, a favore del proprio ed esclusivo io. Ecco la Ricolma dei favori di Dio, non ha avuto lo svantaggio di quella macchia che tutti noi sin dal momento del concepimento abbiamo a causa del peccato originale.
«Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».
Quetsa è l’origine del peccato dell’uomo: il volere essere come Dio, prendere tutto senza alcun limite per se. L’egoismo, l’essere per se.
La Madonna è stata preservata da tutto ciò, in Lei non c’era questa tendenza a prendere per se, ma in Lei è naturale l’amore da dare e da ricevere senza alcun impedimento egoistico, senza alcuna rivendicazione personale, si è donata con amore.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,26b-28 Giovedì 8 Dicembre 2022 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Ordinazione di sant’Ambrogio

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Solennità
Mercoledì 7 Dicembre

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ad alcuni farisei che erano con lui: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore».” (Gv 9,40a.10,11-16)

L’Arcivescovo di Milano ha il compito di reggere la Diocesi con le sue cure pastorali coadiuvato dai suoi sacerdoti, per i fedeli della Chiesa ambrosiana che in quel luogo dimorano.
L’Arcivescovo ha lui la cura pastorale e delega i suoi sacerdoti come ministri che seguano le sue indicazioni perché vi sia la comunione fra fedeli, sacerdoti, Arcivescovo, e tutta la Chiesa Cattolica.
Sant’Ambrogio è il punto di riferimento della Diocesi di Milano, il fondatore del Rito ambrosiano. E’ stato un buon pastore, teneva ai suoi sacerdoti e ai suoi fedeli con tutto il cuore, vi metteva quella passione donandosi con la sua vita. Con questo modo d’operare ha riunito i fedeli della Diocesi grazie alla sua testimonianza di vivo amore per Gesù, per il Vangelo e per i fedeli.
Di buoni pastori c’è ne sempre bisogno e che siano sempre in comunione con il loro Arcivescovo in quello che potrebbe essere una grande dimostrazione di unità fraterna. Gesù con la tua venuta santifica e unisci i tuoi sacerdoti nella Chiesa ambrosiana e dona al nostro Arcivescovo la gioia di essere pastore buono e fedele punto di riferimento per tutti i sacerdoti e i fedeli.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 9,40a.10,11-16 Mercoledì 7 Dicembre 2022 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Martedì della IV settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
san Nicola, vescovo
Martedì 6 Dicembre

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: «Allora, chi può essere salvato?». Gesù li guardò e disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile». Allora Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi».” (Mt 19,23-30)

Un giovane ricco ha deciso di restare con le sue ricchezze terrene invece di seguire Gesù, i discepoli si chiedono che cosa ne avranno dalla loro sequela. Vi è il dubbio, l’incertezza: seguire il Signore non porti a benefici. Forse si tratta più che incredulità di impazienza dell’uomo nel vedere risultati, oppure volere un appagamento per sé.
Gesù rilancia, c’è un futuro molto bello assai più grande del breve passaggio terreno: la vita eterna.
«Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna.»
Dovremmo fidarci e affidarci al Signore in questa sua venuta perché ognuno possa guardare con la propria fede l’amore del Signore che vuole donare.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 19,23-30 Martedì 6 Dicembre 2022 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Lunedì della IV settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Lunedì 5 Dicembre

“In quel tempo. Un tale si avvicinò e disse al Signore Gesù: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». Gli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Buono è uno solo. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». Gli chiese: «Quali?». Gesù rispose: «Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso». Il giovane gli disse: «Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca?». Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!». Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze.” (Mt 19,16-22)

Un ricco rispettoso dei comandamenti di Dio domanda cosa deve fare per avere la vita eterna. I comandamenti li ha rispettati ed “è a posto” ma sente qualche cosa che manca.
«Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca?»
Gli mancava l’accoglienza dell’invito di Gesù a seguirlo lasciando dietro di se la vita che stava facendo, liberandosi delle molte ricchezze possedute. Questa per lui era la strada della felicità.
Ma l’attaccamento a quei beni prevale a fa di lui un uomo triste. A volte le ricchezze possiedono l’uomo che crede di possederle ma diventa schiavo di esse. Per essere liberi il cuore dovrebbe essere diretto verso l’amore per le persone e per Dio. Solo così si è veramente liberi.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 19,16-22 Lunedì 5 Dicembre 2022 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

IV Domenica di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
L’ingresso del Messia
Domenica 4 Dicembre

“In quel tempo. Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, il Signore Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito”». Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Dite alla figlia di Sion: Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina e su un puledro, figlio di una bestia da soma». I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!».” (Mt 21,1-9)

Il Signore Gesù vuole entrare nella sua Gerusalemme sapendo che oltre la numerosa folla accogliente e festante vi era anche chi non lo voleva accogliere e che la sua città in realtà non lo aveva riconosciuto il tempo in cui era stata visitata.
Gesù sapeva che stava entrando nella sua passione, stava entrando in una situazione complessa, difficile, di sofferenza, di ostilità, di incomprensione.
Oggi il Signore vuole entrare nelle città, nelle case, nei cuori di ognuno, vuole venire sapendo di trovare anche qui ostilità, incomprensione, sofferenza, povertà, malattie, incredulità.
Gesù vuole venire per guarire, per togliere l’uomo dalla non prospettiva, dal non futuro, dal vedere tutto nero davanti a se. Gesù vuole venire per portare quello spiraglio di luce che ridona la speranza di una prospettiva, di un futuro, di essere persone che vogliono costruire pace e abbattere i muri.
Lo vuole fare con quello stile di umiltà come cavalcando un asino, un puledro, mite e umile di cuore. Vuole venire con tatto e delicatezza donando il suo amore.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo Mt 21,1-9 Domenica 4 Dicembre 2022 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Sabato della III settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
san Francesco Saverio
Sabato 3 Dicembre

“In quel tempo. Pietro si avvicinò al Signore Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».” (Mt 18,21-35)

Pietro domanda al Signore se è sufficiente perdonare sette volte a un fratello che ha commesso delle colpe nei suoi confronti. Sette volte è umanamente tanto ma Gesù dice settanta volte sette, sempre.
Il perdono pone fondamento per un percorso che può diventare di giustizia purché si spenga il rancore e il desiderio di vendetta. La giustizia poi genera la pace.
Gesù esprime l’importanza del perdono con la parabola del debitore che viene perdonato dal re ma però lui non perdona a un suo debitore. Questo fa in modo che il re gli tolga il perdono e gli faccia pagare il debito nella sua interezza.
Perdonare è importante:«Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello»
Perdoniamoci di cuore, veramente per essere persone libere da rancori e capaci di accogliere Gesù che viene.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 18,21-35 Sabato 3 Dicembre 2022 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Venerdì della III settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Venerdì 2 Dicembre

“In quel tempo. I discepoli domandarono al Signore Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?». Ed egli rispose: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro». Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.” (Mt 17,10-13)

Secondo le scritture prima del ritorno del Signore Gesù c’è il ritorno del profeta Elia. Gesù chiarisce che «Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto;»
Giovanni il Battista è il ritorno di Elia ed ha sofferto ed è stato ucciso. Così accadrà anche per Gesù con una grande consegna d’amore nella mani di quanti avrebbero dovuto riconoscerlo ma invece lo uccideranno.
Gesù viene anche per le persone che lo contrastano perché anch’esse possano avere la possibilità di accorgersi dell’amore del Signore che viene.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 17,10-13 Venerdì 2 Dicembre 2022 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Giovedì della III settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Giovedì 1° Dicembre

“In quel tempo. I farisei e i sadducei si avvicinarono per mettere alla prova il Signore Gesù e gli chiesero che mostrasse loro un segno dal cielo. Ma egli rispose loro: «Quando si fa sera, voi dite: “Bel tempo, perché il cielo rosseggia”; e al mattino: “Oggi burrasca, perché il cielo è rosso cupo”. Sapete dunque interpretare l’aspetto del cielo e non siete capaci di interpretare i segni dei tempi? Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona». Li lasciò e se ne andò. Nel passare all’altra riva, i discepoli avevano dimenticato di prendere del pane. Gesù disse loro: «Fate attenzione e guardatevi dal lievito dei farisei e dei sadducei». Ma essi parlavano tra loro e dicevano: «Non abbiamo preso del pane!». Gesù se ne accorse e disse: «Gente di poca fede, perché andate dicendo tra voi che non avete pane? Non capite ancora e non ricordate i cinque pani per i cinquemila, e quante ceste avete portato via? E neppure i sette pani per i quattromila, e quante sporte avete raccolto? Come mai non capite che non vi parlavo di pane? Guardatevi invece dal lievito dei farisei e dei sadducei». Allora essi compresero che egli non aveva detto di guardarsi dal lievito del pane, ma dall’insegnamento dei farisei e dei sadducei.” (Mt 16,1-12)

I discepoli si erano accorti di aver dimenticato il pane, non avevano da mangiare e pensavano che il parlare di Gesù si riferisse a questo poiché aveva parlato del lievito dei farisei e dei sadducei. Invece Gesù si riferiva all’insegnamento dei farisei e dei sadducei che non portava nulla di buono.
I discepoli, come capita spesso anche oggi, erano preoccupati innanzitutto delle cose terrene, e quindi avevano frainteso il parlare di Gesù trascurando il valore e l’importanza della sua presenza vicino a loro. Avrebbero dovuto capire che Gesù non avrebbe parlato del lievito del pane.
Anche noi, oggi, dovremmo essere più equilibrati verso le cose di lassù e quelle di quaggiù. Certo se non ci occupiamo quasi mai o in modo superficiale della spiritualità rischiamo di perdere il sapore di Dio, e in Avvento rischiamo di non accogliere la venuta del Signore. Un aiuto a Gesù si può chiedere sempre, un soccorso alla spiritualità vacillante per non perdere la venuta del Signore. Aiutaci Signore.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 16,1-12 Giovedì 1° Dicembre 2022 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Sant’Andrea, apostolo

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Mercoledì 30 Novembre

“In quel tempo. Mentre camminava lungo il mare di Galilea, il Signore Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.” (Mt 14,18-22)

Sant’Andrea fratello di Simon Pietro, seguì il Signore Gesù, cambiò la sua vita in un cammino assieme ad altri undici Apostoli.
Lasciò il lavoro e si mise alla sequela del Signore Gesù per imparare.
Vi sono persone scelte dal Signore per un compito particolare, importante perché mirato alla salvezza delle anime. Sono persone molto diverse fra loro come gli Apostoli, ognuna con una spiritualità propria e con particolari doni.
Ma c’è una cosa in comune: la Chiesa di Gesù nella quale viene chiesto di essere fedeli. Gesù Cristo è il riferimento primario della comunione fra tutte le persone scelte, e grazie alla sua azione si realizza una viva comunione di fratellanza in Cristo. Se in special modo l’azione del Signore è rivolta alle persone chiamate nella sua Chiesa, non di meno il punto di riferimento di comunione del Signore è per ogni fedele, per ogni persona che vuole bene al Signore e lo vuole accogliere in questo Avvento.
Quando si è raggiunti dalla venuta del Signore ci si accorge dall’amore di Dio, si lascia tutto perché si è trovata la cosa più preziosa che non ha prezzo.
“Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.”
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 4,18-22 mercoledì 30 Novembre 2022 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Martedì della III settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Martedì 29 Novembre

“In quel tempo alcuni farisei e alcuni scribi, venuti da Gerusalemme, si avvicinarono al Signore Gesù e gli dissero: «Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Infatti quando prendono cibo non si lavano le mani!». Ed egli rispose loro: «E voi, perché trasgredite il comandamento di Dio in nome della vostra tradizione? Dio ha detto: “Onora il padre e la madre” e inoltre: “Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte”. Voi invece dite: “Chiunque dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è un’offerta a Dio, non è più tenuto a onorare suo padre”. Così avete annullato la parola di Dio con la vostra tradizione. Ipocriti! Bene ha profetato di voi Isaia, dicendo: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”».” (Mt 15,1-9)

Alcuni farisei e alcuni scribi fanno una osservazione a Gesù riguardo una mancata osservanza dei suoi discepoli: non si erano lavate le mani prima di prendere il cibo violando la tradizione degli antichi, necessaria per essere considerati degli ebrei osservanti dei comandamenti e delle prescrizioni.
Ma questa osservazione viene da coloro che non osservano a loro volta il comandamento di Dio assai più importante: “Onora il padre e la madre”.
Costoro avevano trovato un modo per non assistere più i genitori anziani dicendo che il dovuto era una offerta a Dio, e il tutto andava nel tesoro del tempio. Così facendo mettevano in povertà i loro genitori.
Da qui la loro ipocrisia, il fatto di mostrarsi osservanti ma in realtà astuti nel violare i principali comandamenti di Dio, promuovendo e ”insegnando dottrine che sono precetti di uomini”
In questo momento d’Avvento siamo chiamati ad un maggiore affidamento a Gesù per allontanarci dalle nostre dottrine umane e essere più vicini all’amore di Dio e a quello vicendevole.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 15,1-9 Martedì 29 Novembre 2022 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)