Venerdì della I settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Dedicazione delle Basiliche romane dei Ss. Pietro e Paolo apostoli
Venerdì 18 Novembre

“In quel tempo. Il Signore Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».” (Mt 9,35-38)

Gesù annunciava il vangelo del Regno, la buona notizia di un Dio differente da quanto si pensasse, non un Dio severo e implacabile ma un Dio che vuole essere vicino all’uomo.
In questa vera e propria rivoluzione religiosa Gesù mostrava compassione per coloro che erano e sono nella sofferenza, dispersi, senza una guida che potesse dare un annuncio di salvezza e una giusta direzione.
Anche oggi abbiamo bisogno di persone che diano la gioia di un annuncio del Vangelo perché molti possano rialzare lo sguardo verso la speranza e la fede.
Vieni Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 9,35-38 Venerdì 18 Novembre 2022 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Giovedì della I settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Santa Elisabetta d’Ungheria, religiosa
Giovedì 17 Novembre

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli di Giovanni: «Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».” (Mt 9,16-17)

La novità che porta Gesù è per alcuni dirompente, troppo forte. Si è abituati a un altro approccio del divino e se questo è da molto tempo è difficile riuscire ad accogliere la novità portata dal Signore.
«si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano»
L’Avvento può dare la possibilità di essere degli otri nuovi, dei cuori disposti ad accogliere il vino nuovo, la novità di Gesù. Vivere bene questo periodo vuole dire predisporsi all’accoglienza di Gesù che vuole venire.
Vieni Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 9,16-17 Giovedì 17 Novembre 2022 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della I settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
santa Geltrude
Mercoledì 16 Novembre

“In quel tempo. Andando via di là, il Signore Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».” (Mt 9,9-13)

Gesù incontra nel suo cammino Matteo, capo dei pubblicani. Matteo risponde subito alla chiamata di Gesù e abbandona il suo lavoro di esattore delle tasse per seguirlo. Imbandisce un banchetto nella sua casa dove accorrono molti pubblicani e peccatori e tutti erano assieme con Gesù.
Ma il fatto di essere accanto a delle persone che sbagliano nello loro vita, che hanno compiuto molti peccati, non induce che anche Gesù sia un peccatore ma al contrario sia un salvatore per chi ha perso la grazia di amare il prossimo.
«Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori»
Vieni Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 9,9-13 Mercoledì 16 Novembre 2022 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Martedì della I settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
sant’Alberto Magno, vescovo e dottore della Chiesa
Martedì 15 Novembre

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande». Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi.” (Mt 7,21-29)

«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli»
La preghiera, la devozione hanno valore se si vive la comunione con il Signore dando amore, vivendo la carità. Senza quest’ultimi, la preghiera diventa cosa sterile, quasi una scusa per mettere la coscienza in pace. È possibile fare opere di beneficenza, donare il proprio tempo per le altre persone, e se questo viene compiuto solo per ricevere gloria da parte degli altri tutto diventa vano e sterile. Come quell’invocazione del Signore sulle labbra ma non è nel cuore perché ogni comportamento è in realtà per se stesso senza che vi sia amore, o meglio solo amor proprio.
Ma chiunque ascolta la parola del Signore e la mette in pratica costruisce delle solide fondamenta di comunione e amore.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 7,21-29 Novembre 2022 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Lunedì della I settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Lunedì 14 Novembre

“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono. Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.” (Mt 4,18-25)

Gesù nella camminata lungo il mare della Galilea si avvicina ai due fratelli Pietro e Andrea, va verso questi due fratelli, è lui che arriva e dà l’occasione di seguirlo.
L’Avvento appena iniziato ci offre una immagine del Signore che viene verso gli uomini per dare occasione di una novità di un Dio che vuole venire ed essere accanto all’uomo.
L’uomo così incontrato ha la libertà di scegliere, se seguire o meno il Signore, se cambiare o meno la sua esistenza.
Pietro e Andrea e poi Giacomo e Giovanni dopo l’incontro con Gesù, decidono di seguirlo abbandonando addirittura il loro lavoro. Colui che hanno incontrato è qualcuno d’importante, non per le sue ricchezze che non aveva, ma per la ricchezza interiore d’amore di cui è datore.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 4,18-25 Lunedì 14 Novembre 2022 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

I Domenica di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
La venuta del Signore
Domenica 13 Novembre

“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù, uscito dal tempio, se ne andava, gli si avvicinarono i suoi discepoli per fargli osservare le costruzioni del tempio. Egli disse loro: «Non vedete tutte queste cose? In verità io vi dico: non sarà lasciata qui pietra su pietra che non sarà distrutta». Al monte degli Ulivi poi, sedutosi, i discepoli gli si avvicinarono e, in disparte, gli dissero: «Di’ a noi quando accadranno queste cose e quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo». Gesù rispose loro: «Badate che nessuno vi inganni! Molti infatti verranno nel mio nome, dicendo: “Io sono il Cristo”, e trarranno molti in inganno. E sentirete di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi, perché deve avvenire, ma non è ancora la fine. Si solleverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi: ma tutto questo è solo l’inizio dei dolori. Allora vi abbandoneranno alla tribolazione e vi uccideranno, e sarete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome. Molti ne resteranno scandalizzati, e si tradiranno e odieranno a vicenda. Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti; per il dilagare dell’iniquità, si raffredderà l’amore di molti. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato. Questo vangelo del Regno sarà annunciato in tutto il mondo, perché ne sia data testimonianza a tutti i popoli; e allora verrà la fine. [Quando dunque vedrete presente nel luogo santo l’abominio della devastazione, di cui parlò il profeta Daniele – chi legge, comprenda –, allora quelli che sono in Giudea fuggano sui monti, chi si trova sulla terrazza non scenda a prendere le cose di casa sua, e chi si trova nel campo non torni indietro a prendere il suo mantello. In quei giorni guai alle donne incinte e a quelle che allattano! Pregate che la vostra fuga non accada d’inverno o di sabato. Poiché vi sarà allora una tribolazione grande, quale non vi è mai stata dall’inizio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà. E se quei giorni non fossero abbreviati, nessuno si salverebbe; ma, grazie agli eletti, quei giorni saranno abbreviati. Allora, se qualcuno vi dirà: “Ecco, il Cristo è qui”, oppure: “È là”, non credeteci; perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi segni e miracoli, così da ingannare, se possibile, anche gli eletti. Ecco, io ve l’ho predetto. Se dunque vi diranno: “Ecco, è nel deserto”, non andateci; “Ecco, è in casa”, non credeteci. Infatti, come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Dovunque sia il cadavere, lì si raduneranno gli avvoltoi.] Subito dopo la tribolazione di quei giorni, “il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte”. Allora comparirà in cielo il segno del Figlio dell’uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi del cielo con grande potenza e gloria. Egli manderà i suoi angeli, con una grande tromba, ed essi raduneranno i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all’altro dei cieli».” (Mt 24,1-31)

Nella prima Domenica d’Avvento nel Rito ambrosiano troviamo uno sguardo verso la seconda venuta del Signore Gesù nella gloria. Vi sarà una evidenza nella quale nessuna persona potrà sbagliarsi riguardo la fine dei tempi poiché vi saranno evidenti segni di sconvolgimento degli ordini naturali.
Ma come siamo chiamati ad attendere la venuta del Signore in questo periodo d’Avvento?
Certamente non riguarda l’attesa della fine dei tempi (a Dio piacendo) ma di una attesa della venuta del Signore Gesù nei nostri cuori. In questo c’è una chiamata a permettere che possa accadere la presenza del Signore Gesù in ognuno di noi.
In questa attesa che nell’ideale vorrebbe essere nella pace e nella concordia, non mancano invece tribolazioni, sofferenze, incomprensioni , divisioni, guerre, ingiustizie, ma queste non devono schiacciarci e non devono distogliere dall’attesa della venuta del Signore Gesù.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 24,1-31 Domenica 13 Novembre 2022 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Sabato dell’ultima settimana dell’anno liturgico

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Giosafat, vescovo e martire
Sabato 12 Novembre

“In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a dire ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!». ” (Mc 13,5a.33-37)

Nell’ultimo giorno dell’anno liturgico è proposto il Vangelo di Marco con i versetti che gridano la necessità della vigilanza. La vigilanza ha un suo costo, con una viva attenzione riguardo le azioni che si compiano, riguardo la realtà che continua a mutare, riguardo la fede.
Se si custodisce bene quel bagaglio di fede che si è ricevuto e ampliato, non dovremmo avere alcun timore del futuro con una fiducia nel Signore che non viene così a mancare.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 13,5a.33-37 Sabato 12 Novembre 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Martino di Tours

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Festa
Venerdì 11 Novembre

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”».” (Mt 25,31-40)

L’inconsapevolezza d’essere osservati dal Signore nel fare del bene.
Un aspetto non di poco conto nel quale c’è l’umiltà del donarsi senza cercare alcun ritorno di gloria, economico o quant’altro.
San Martino di Tours, con la spada taglia in due il suo mantello militare, per difendere un mendicante dal freddo. Questo mendicante è Gesù. Questo è l’episodio famoso di condivisione di un bene per favorire il prossimo in difficoltà.
Quando vi è un gesto che ha un vero contenuto d’amore, non si chiede nulla in cambio, allora lì c’è il Signore con il suo amore che sostiene e dona pace e gioia nel cuore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 25,14-30 Giovedì 10 Novembre 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì dell’ultima settimana dell’anno liturgico

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Leone Magno
Giovedì 10 Novembre

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì. Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”. Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».” (Mt 25,14-30)

Un uomo consegna i suoi beni a tre servi distribuendone secondo le capacità di ognuno.
Stupisce che i beni siano dati in custodia con piena fiducia di fatto delegando in modo completo queste tre persone. Quello che faranno di questi beni ne risponderanno al ritorno dell’uomo ma adesso sono chiamati a gestirli come se fossero di loro proprietà.
Per i primi due non vi sono impedimenti affinché possano far fruttare bene i talenti consegnati, per il terzo c’è la paura.
Questa immobilizza il servo che non riesce a fare nulla con il talento consegnato e lo seppellisce senza usarlo, senza impiegarlo. Così al ritorno dell’uomo avrà un severo giudizio per non aver impiegato il suo talento-
Quali talenti sappiamo in coscienza d’avere? Li stiamo impiegando, stiamo usando le nostre capacità a favore della comunità, delle persone che ci sono vicine?
Signore aiutaci a essere persone che si giocano per essere felici.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 25,14-30 Giovedì 10 Novembre 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Dedicazione della Basilica Lateranense

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Mercoledì 9 Novembre

“In quel tempo. La donna Samaritana dice al Signore Gesù: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità».” (Gv 4,19-24)

San Giovanni in Laterano, Cattedrale di Roma, fatta costruira da Costantino agli inizi del 400, è la madre di tutte le chiese di Roma e del mondo.(dell’urbe e dell’orbe). I cristiani sentivano la necessità di riunirsi in un luogo rappresentato da questa Cattedrale. Oggi è la festa di tutte le chiese del mondo.
La vera chiesa sono i fedeli, siamo noi, per cui non vi è l’obbligo di una chiesa consacrata per celebrare la Messa, basta la fede di qualche cristiano che si riunisce per celebrare la Parola di Dio, l’Eucarestia, lo stare assieme con la fede nel Signore Gesù.
«Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre.»
Di fatto liberando il fedele dall’obbligo di un preciso luogo dove celebrare il culto.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 4,19-24 Mercoledì 9 Novembre 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)