II Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Domenica, 16 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela ».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.” (Gv 2,1-11)

Siamo all’inizio del ministero di Gesù secondo l’evangelista Giovanni. C’è l’occasione per rivelarsi e iniziare il ministero data da una festa di nozze dove c’è un nuovo inizio di comunione fra due persone che decidono di vivere un progetto d’amore per tutta la loro esistenza. Gesù, Maria e alcuni discepoli sono presenti alla festa.
«Non hanno vino»
L’occasione per il manifestarsi di Gesù è data da un problema, la mancanza di vino che avrebbe fatto finire la festa con molto anticipo mettendo in difficoltà gli sposi che avrebbero iniziato la loro unione con una festa andata male, cosa di non poco conto. Maria non chiede a Gesù di risolvere il problema ma indica il problema lasciando la piena libertà a Gesù di agire: «Non hanno vino». Gesù all’inizio è riluttante, non vuole iniziare a agire ma sembra che Maria sappia che è giunto il momento invitando i servitori del banchetto ad agire secondo le istruzioni di suo figlio: è lui che agisce e ne ha tutto il potere:
«Qualsiasi cosa vi dica, fatela »
Avviene il primo segno di Gesù, si rivela mutando una grande quantità d’acqua in ottimo vino, circa cinquecento litri. È il l’inizio dei segni (miracoli) e questo ne è il modello, non eclatante, non mira a stupire tute le persone presenti ma fa continuare la festa bene. Solo i servitori, i suoi discepoli e Maria sanno dell’accaduto, ed è la rivelazione della gloria di Gesù, la sua divinità.
I discepoli ne avevano bisogno, il primo segno di Gesù è per loro conferma e da qui in poi crederanno in lui. Il significato di questa e le numerose successive opere prodigiose non sono il fine ma il segno, l’indicazione che Cristo è arrivato e con lui la misericordia, la compassione di Dio che vuole guarire l’uomo.
Dunque una indicazione che vorrebbe stimolare ognuno a guardare con fiducia Gesù affidandosi a lui senza la continua ricerca di prodigi, miracoli che non sono lo scopo dell’esistenza. Lo scopo è amare, essere amati, vivere come ci è possibile la dimensione dell’amore considerando che c’è una persona che vuole essere presente e accompagnare sposi, figli, nipoti, nonni, single: è Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 2,1-11, Domenica 16 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della I Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Sabato, 15 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli». ” (Mt 5,17-19)

La Legge è cosa importante per gli ebrei, vi sono numerose norme da osservare. Alcuni pensavano che l’arrivo di Gesù finalmente abolisse tutte quelle norme, e tutto fosse sostituito dalla novità e modalità differenti. Viene chiarito subito questo aspetto:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.»
L’insegnamento del Signore è forte e riguarda un profondo rispetto di quello che si trova, evolvendolo verso una crescita positiva. Sarebbe un grosso errore scartare via tutto quello che si trova e mettere un nuovo cantiere con tutte le novità. Facendo così si butterebbero via anche le persone che hanno vissuto di quello che vi era e si scarterebbe anche tutto il buono che vi era.
Gesù ha rispettato tutto quello che vi era, lo ha fatto per la religione ebraica, portando a compimento la Legge e osservando quello già annunciato dai profeti. Non si tratta dunque di sostituire Legge e/o Profeti con quello che Gesù ha portato ma di accorgersi di un forte collegamento fra “il vecchio e il nuovo” con una grande continuità e con l’introduzione di grandi novità come l’osservanza della legge dell’amore, “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso” (Lc 10,27) , che implica in se l’osservanza della Legge.
Signore aiuta a essere persone che guardano le norme con lo spirito donatoci da Gesù, usando la dimensione della carità, della vicinanza, della comprensione.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 5,17-19, Sabato 14 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della I Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Venerdì, 14 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù uscì lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Avvenne che di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe. I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Ed egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!». E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato».” (Mc 2,13-14.23-28)

Dopo la chiamata dei primi quattro discepoli, Simone, Andrea, Giacomo e Giovanni, Gesù chiama Matteo. C’è una differenza, inaspettatamente Gesù chiama una persona notoriamente peccatrice, esattore per conto di Roma e non certo in onestà, gli esattori erano pubblicani e notoriamente benestanti per la loro disonestà.
La chiamata di un pubblicano e peccatore consiste nel fatto della guarigione, nel sanare le anime delle persone che vogliono seguire liberamente il Signore Gesù. La missione è quella di risvegliare gli animi assopiti, ripiegati su se stessi per aprirsi nuovamente alla vita.
Nella seconda parte del Vangelo i discepoli colgono delle spighe facendo un lavoro nel giorno di Sabato. Anche se la Legge vieta questo lavoro, sarebbe stato opportuno agire con quella carità che supera la legge in alcune situazioni come questa: per sfamarsi si compie un piccolo lavoro. Le critiche fatte dai farisei sono formali e forse anche pretestuose.
Aiutaci Signore a guardare ogni fratello e sorella sempre con occhi di carità e vicinanza sostituendo la critica con la possibilità di rilancio e di rinnovata comunione.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 2,13-14.23-28, Venerdì14 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della I Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
sant’Ilario, vescovo e dottore della Chiesa
Giovedì, 13 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Al mattino presto il Signore Gesù si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.
Venne da lui un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.” (Mc 1,35-45)

Al termine della giornata Gesù si ritira in un luogo deserto. Prega, si mette in profonda comunione con Dio Padre. L’essere uomo per Gesù vuol dire aver bisogno di pregare come tutti gli uomini, fa parte della sua completezza umana lui che è Dio. L’esperienza umana di Gesù è totale anche nella preghiera ad eccezione del peccato, Gesù non ha peccato.
Gesù è raggiunto dagli altri discepoli ma non vuole tornare nei luoghi dove era stato, la sua missione è quella di diffondere il Vangelo non quella di essere il risolutore di ogni malattia, e fugge da ogni trionfalismo, gloria terrena.
Guarendo il lebbroso, lascia chiari segni per indicare che è giunta l’attenzione, la misericordia, la vicinanza di Dio all’uomo peccatore. Inevitabile l’entusiasmo delle persone che vengono attratte dalla eccezionalità delle guarigioni.
Signore aiuta tutti noi a guarire dalle nostre infermità spirituali, ridonando vigore e forza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 1,35-45, Giovedì 13 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della I Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Mercoledì, 12 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. A Cafàrnao, il Signore Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea. E subito, usciti dalla sinagoga, andarono nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano. ” (Mc 1,21-34)

Un insegnamento nuovo giunge a Cafàrnao, nel giorno di Sabato Gesù predica e guarisce un uomo posseduto da uno spirito impuro. Gesù caccia via il male per dare la possibilità di una vita che si rinnova nella pienezza della propria libertà. La guarigione continua togliendo l’infermità, l’immobilità data dalla febbre alla suocera di Pietro per poter tornare a servizio.
Instancabilmente Gesù continua la sua giornata guarendo. Oggi ognuno ha bisogno di una guarigione dal Signore più o meno grande per essere in pista in una vita sempre complessa, piena di ostacoli ma anche di gioie. Aiutaci Signore con la tua grazia donandoci guarigione nei nostri cuori incerti.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 1,21-34 di Mercoledì 12 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della I Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Martedì, 11 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Dopo che Giovanni fu arrestato, il Signore Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.” (Mc 1,14-20)

Gesù si trova nella regione della Galilea dove c’è anche il villaggio di Nazareth dov’era cresciuto. Inizia qui il suo ministero proclamando la buona Novella di Dio, la pienezza dei tempi è compiuta, la misericordia di Dio è vicina: è arrivato il momento di credere alla buona Notizia portata da Gesù.
In questo inizio, chiama i primi quattro discepoli, una chiamata importante poiché essi dovranno sostituire la grave mancanza dei sacerdoti d’Israele che non riuscivano a guidare i fedeli. Ci sarà bisogno di un profondo cambiamento.
Simone, Andrea, Giacomo e Giovanni sono tutti invitati da Gesù per diventare pescatori di uomini. Tutti e quattro lasciano tutto e seguono Gesù per stare con lui e imparare.
Il momento di credere veramente al Vangelo potrebbe essere subito, per poter approfondire meglio l’essere persona cristiana. Questo periodo dopo l’Epifania e prima dell’inizio della Quaresima, potrebbe essere propizio per capire il proprio essere cristiano nella realtà in cui si vive. L’ascolto del Vangelo è di aiuto se lo si considera come la Parola importante del Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 1,14-20, Martedì 11 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della I Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Lunedì, 10 Gennaio

VANGELO
“Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaia:
«Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero:
egli preparerà la tua via.
Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri»,

vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».” (Mc 1,1-8)

Finito il tempo di Natale, nel Rito ambrosiano inizia ora il tempo dopo l’Epifania che durerà fino all’inizio della Quaresima, Domenica 6 marzo. Nei giorni feriali troviamo il Vangelo di Marco il cui inizio è riportato oggi.
Riguarda la buona novella di Gesù, è l’annuncio di gioia. Segue subito il riferimento al profeta Isaia per introdurre il Precursore, Giovanni il Battista che ha preparato la via al Signore Gesù. La sua dichiarazione mette in chiaro che non è lui il Cristo ma «Viene dopo di me colui che è più forte di me»
Un servizio di preparazione fatto da Giovanni il Battista, un contributo alla storia della salvezza. Come lui anche noi siamo chiamati a dare un contributo perché vi sia una testimonianza della possibilità di essere in una comunità che cammina assieme verso la salvezza accompagnata dall’amore di Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 1,1-9, Lunedì 10 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Battesimo del Signore

Tempo di Natale
Festa del Signore
Rito Ambrosiano
Domenica, 9 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».” (Lc 3,15-16.21-22)

Il tempo di Natale si conclude con una epifania, e in questo caso il rivelarsi del Signore nel dire chi è.
Giovanni il Battista battezzava nel fiume Giordano con acqua per la remissione dei peccati. Questo battesimo confermava delle scelte importanti di persone indirizzate verso un profondo cambio di vita, decisione presa anche per aver visto e sentito la testimonianza dello stesso Giovanni il Battista.
«Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali.»
La testimonianza consiste nella missione di preparare la via al Signore confermando che è lui l’atteso da Israele. Non solo ma c’è qualche cosa in più nel battesimo che porterà il Signore. Oltre all’acqua che purifica e lava, c’è l’effusione dello Spirito, la presenza stessa del Signore nel battezzato.
«Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco»
Gesù che è esente da ogni peccato, si fa battezzare da Giovanni il Battista per mostrare chi è: il Figlio di Dio. In questo battesimo si svela Dio nelle tre persone, lo Spirito Santo che in forma corporea discende su Gesù, il Figlio, e Dio con la sua voce proveniente dal cielo. Padre, Figlio e Spirito Santo, Gesù si mostra come la seconda Persona della Santissima Trinità.
«Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento»
Finisce il periodo di Natale ma non finisce la grazia di Dio, la sua presenza nella quotidianità di ognuno. Se riusciamo a vivere il battesimo, riusciamo a condividere qualche cosa con il Signore e a trasformare la nostra vita verso il bene.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 3,15-16.21-22, Domenica 9 Gennaio 2022 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

II Feria dopo l’Epifania (sabato)

Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Sabato, 8 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Fu detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio».” (Mt 5,31-32)

Vi sono scelte importanti nella vita come quella del coniuge, la persona con la quale condividere l’esistenza e realizzare un progetto d’amore. Questa scelta dovrebbe essere definitiva, una importante accoglienza dell’altro, dall’altra che diventa unione.
Ma l’uomo, la donna, è fragile e debole, e spesso non ce la fa a portare avanti questo progetto d’amore decidendo la via della separazione. Il suggerimento (piccolo e insufficiente) è quello di farsi aiutare da altre coppie, di guardare il proprio coniuge con gli occhi di Gesù, soprattutto quando ci fu una vera scelta d’amore.
Aiuta Signore ogni coppia in difficoltà perché possa trovare quella via di comprensione, perdono in una nuova dimensione di amore coniugale.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 5,31-32, Sabato 8 Gennaio 2022 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

I Feria dopo l’Epifania (venerdì)

Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
S. Raimondo di Peñafort, sacerdote.
Venerdì, 7 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.
Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro! Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi».” (Lc 12,33-44)

La vigilanza è il tema di questo venerdì dopo l’Epifania del Signore. Il Signore troverà persone sveglie nella fede quando tornerà, persone che sono vigili e hanno considerato cosa importante mantenere il proprio credo?
Una bella domanda suggerita dal Vangelo che dovremmo rivolgere a noi stessi. Per me è importante la mia fede da custodirla ogni giorno?
Se mantengo viva la mia fede non ho paura. C’è la certezza dell’amore del Signore, la consapevolezza che il mondo non può far morire l’anima, c’è la gioia di far parte della Chiesa così fragile perché fatta di uomini ma così santa perché è di Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,33-44, Venerdì 7 Gennaio 2022 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)