Martedì della settimana della Domenica che precede il Martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
beato Alfredo Ildefonso Schuster, vescovo
Martedì 30 Agosto

VANGELO
“In quel tempo. Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile». Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo. ” (Lc 3,15-18)

C’era una attesa fra la gente riguardo la venuta del Cristo. Molti in Giovanni il Battista avevano visto il Cristo, colui che doveva venire per salvare il suo popolo.
Giovanni il Battista non accarezza questa tentazione di essere scambiato per il Cristo. Parla di lui e afferma la grande superiorità di Cristo a tal punto di non essere degno di fare il servizio più umile, di chinarsi e allacciargli i sandali.
Giovanni battezza con acqua per il perdono dei peccati per coloro che decidono un profondo cambiamento di vita e annuncia un nuovo battesimo che lui non può dare: oltre il perdono dei peccati vi sarà l’effusione dello Spirito Santo>br> È il Battesimo cristiano che sarà donato da Gesù Cristo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 3,15-18 Martedì 30 Agosto 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Festa
Lunedì 29 Agosto

VANGELO
“In quel tempo. Erode aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.
Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto. E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro. ” (Mc 6,17-29)

La festa del martirio di san Giovanni il Battista da una direzione di eternità, si tratta del martirio, l’offerta della propria vita perché si vuole essere fedeli alla testimonianza cristiana, saldi nella verità non cadendo in compromessi menzogneri. Così san Giovanni Battista, fino al termine della sua vita rimase fedele alla sua missione, sempre veritiero svelando ingiustizie e ipocrisie.
A causa di una di queste, Erodiade convivente presso Erode ma sposa di suo fratello, Giovanni il Battista versa il suo sangue. A volte essere testimoni veri del Signore Gesù costa il sangue, costa un estremo sacrificio fino ad offrire la propria vita per non rinnegare quella grande verità d’amore del Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 6,17-29 Martedì 29 Agosto 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Domenica che precede il Martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 28 Agosto

VANGELO
“In quel tempo. I discepoli si avvicinarono al Signore Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?». Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me.
Chi invece scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare. Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che vengano scandali, ma guai all’uomo a causa del quale viene lo scandalo!
Se la tua mano o il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo e gettalo via da te. È meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, anziché con due mani o due piedi essere gettato nel fuoco eterno. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te. È meglio per te entrare nella vita con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna del fuoco.
Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli».” (Mt 18,1-10)

Gesù parla di bambini, si riferisce a persone semplici che hanno bisogno di aiuto, di essere guidate. Una persona che prende coscienza di non essere autonoma ma bisognosa di aiuto e come guida pone Gesù punto di riferimento, è come farsi bambino e diventare grandi nel regno dei cieli.
Chi scandalizza una di queste persone che magari ha iniziato da poco un cammino di conversione del cuore verso il Signore Gesù, commette una vera atrocità. La persona scandalizzata potrebbe allontanarsi dalla fede che stava da poco percorrendo con il rischio di perdersi.
Bisogna combattere ogni forma di scandalo, ogni comportamento che sarebbe di inciampo per un fratello o una sorella. La vigilanza è cosa importante, è una forma di carità verso il prossimo che si realizza con un controllo di se.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 18,1-10 Domenica 28 Agosto 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della XI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santa Monica
Sabato 27 Agosto

VANGELO
“In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù alcuni farisei a dirgli: «Parti e vattene via di qui, perché Erode ti vuole uccidere». Egli rispose loro: «Andate a dire a quella volpe: “Ecco, io scaccio demòni e compio guarigioni oggi e domani; e il terzo giorno la mia opera è compiuta. Però è necessario che oggi, domani e il giorno seguente io prosegua nel cammino, perché non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme”.
Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te: quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto!». ” (Lc 13,31-34)

Gesù è invitato da alcuni farisei ad andarsene via, lontano da Gerusalemme poiché a dir loro Erode lo voleva uccidere. Sarebbe stata una soluzione quella dell’allontanamento volontario di Gesù. Ma la determinazione del Signore è quella di compiere la sua missione che porterà a termine nella sua città amata Gerusalemme offrendo all’umanità intera la salvezza grazie al suo donarsi.
Gesù coglie il rifiuto della sua città, il rifiuto dell’amore di Dio che voleva raccogliere i suoi figli con benevolenza e protezione.
Accogliamo nel nostro cuore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 13,31-34 Sabato 27 Agosto 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della XI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
sant’Alessandro, martire
Venerdì 26 Agosto

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Per questo io vi dico: non preoccupatevi per la vita, di quello che mangerete; né per il corpo, di quello che indosserete. La vita infatti vale più del cibo e il corpo più del vestito. Guardate i corvi: non séminano e non mietono, non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. Quanto più degli uccelli valete voi! Chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? Se non potete fare neppure così poco, perché vi preoccupate per il resto?».” (Lc 12,22-26)

C’è un invito a rispolverare quello che sembra un vecchio concetto desueto: la provvidenza.
Confidare nel Signore come Colui che è presente nella nostra esistenza, è anche confidare nella sua azione nella storia per me, per noi. Non siamo delle pedine anonime senza nome cui dobbiamo andare incontro a un incerto destino, siamo al contrario creature con un nome conosciuto dal Signore Gesù, amate. Per questo dovremmo essere confidenti anche nella provvidenza del Signore che non vuole farci mancare il necessario se siamo veramente fedeli con lui.
Confidando nel Signore potremmo anche evitare le troppe preoccupazioni che altrimenti ci schiaccerebbero e non ci farebbero vivere la giornata che sarebbe dominata solo da continui pensieri preoccupati. Non occupiamo così la giornata e affidandoci al Signore, liberiamo spazi nella nostra mente, nel nostro cuore, per essere felici.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,22-26 Venerdì 26 Agosto 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della XI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Giovedì 25 Agosto

VANGELO
“In quel tempo. Uno della folla disse al Signore Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio». ” (Lc 12,13-21)

La questione della eredità da dividere in modo equo fra i parenti è molto attuale e troppo spesso indice di divisioni fra fratelli, sorelle, dispute, avvocati. Ci si rode letteralmente il fegato e permangono rancori e divisioni. Molta infelicità-
Gesù non entra nelle questioni terrene ereditarie, queste questioni trattano di beni terreni, transitori che dovrebbero essere dei mezzi per vivere e non essere lo scopo dell’esistenza, cioè il possederli. La transitorietà dei beni terreni dovrebbe essere ben presente in ogni persona credente, il fatto di lasciare al fratello o alla sorella qualche cosa di più è un atto di carità, vicinanza e amore. Ricordiamoci sempre che la nostra vita non è mai pienamente nelle nostre mani e un atto d’amore sarà ricordato di generazione in generazione.
«“Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio»
Doniamo, essere generosi è essere presso Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,13-21 Giovedì 25 Agosto 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Bartolomeo, apostolo

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Festa
Mercoledì 24 Agosto

VANGELO
“In quel tempo. Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaele gli disse: «Da Nàzare può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi». Il Signore Gesù intanto, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo». ” (Gv 1,45-51)

Nel Vangelo Natanaele è l’Apostolo Bartolomeo cui oggi facciamo memoria. Natanaele era un bravo ebreo, onesto, voleva capire Gesù, sapere chi era. L’incontro con Gesù è già una rivelazione e Natanaele si lancia nell’affermazione: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!»
C”è un incontro con Gesù che trasforma l’esistenza della persona, rivoluziona la sua esistenza. Così è accaduto a Natanaele che da quel giorno in poi sarà attratto dalla figura di Gesù, ne diventerà apostolo.
Aiutaci Signore a essere trasformati nel bene dal tuo incontro, perché possiamo dedicare la nostra esistenza nella ricerca di te e del bene comune.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 1,45-51 mercoledì 24 Agosto 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della XI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santa Rosa da Lima
Martedì 23 Agosto

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui. Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!».” (Lc 12,4-7)

Il periodo storico che stiamo vivendo è anche dominato dalla paura. Paura della guerra, delle numerose tensioni internazionali, paura della pandemia con la quale dobbiamo imparare a convivere, paura del stravolgimento del clima adesso con lunghi periodi di siccità, paura del futuro.
La paura immobilizza.
«Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla.»
Se siamo incerti della stabilità terrena dovremmo avere il grande aiuto dalla fede. Se il nostro corpo è minacciato, non dovremmo aver paura! C’è qualche cosa di grande che si chiama Amore che aspetta per condurci verso l’eternità. Non abbiamo paura!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,4-7 Martedì 23 Agosto 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della XI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
B.V. Maria Regina
Lunedì 22 Agosto

VANGELO
“In quel tempo. Si erano radunate migliaia di persone, al punto che si calpestavano a vicenda, e il Signore Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli: «Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze».” (Lc 12,1-3)

Si è convinti che un segreto rimanga tale se non viene detto.
La frequentazione delle persone va ben oltre all’ascolto delle parole e alle cose non dette. Spesso si capisce che vi è del nascosto, vi è qualche cosa se rivelata potrebbe essere assai dirompente e stravolgere i rapporti di amicizia.
Come prima osservazione l’uomo stesso è in grado di scrutare le persone che gli sono vicine e non poco frequentamene viene alla luce ciò che avrebbe dovuto essere nascosto.
Come seconda osservazione vi è chi vede tutto, nulla è nascosto ai suoi occhi e alla sue orecchie, e neanche i luoghi più nascosti e riservati servono ad assicurare la segretezza. È il Signore Dio.
«Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto.»
Vivere con un segreto nascondendo un tradimento, una cattiveria, una azione malvagia, porta a una vita di menzogna e di infelicità.
L’essere sinceri, onesti, è vivere nella verità di quello che si è.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,1-3 Lunedì 22 Agosto 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

XI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 21 Agosto

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”. Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”. E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».” (Lc 16,19-31)

Il povero Lazzaro ha un nome, è considerato come persona importante data la sua condizione di sofferenza. Il ricco non ha un nome. Persona anonima che non ha valore perché non esprime amore.
Se non vi è amore nella vita, non è vita, e se per di più il cuore si chiude al grido degli oppressi e dei poveri si è già in una condizione di morte nell’anima anche se si è vivi su questa terra.
Il ricco avrebbe potuto dare un qualche cosa al povero Lazzaro, avrebbe potuto esprimere la carità ma non lo fece.
La condizione del ricco rimane quella della morte che si esprime nella caduta negli inferi dove trova il non amore, quello che aveva espresso in vita.
La condizione del povero Lazzaro è quella della rinascita, della vita eterna nella beatitudine dove trova l’Amore.
Vivere per quanto si può l’amore su questa terra è già una beatitudine perché l’amore dà forza e conforto nel cuore. Ci si dovrebbe sforzare ad uscire dai propri piccoli e grandi egoismi per trovare quelle piccole e grandi espressioni e occasioni d’amore nella carità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 16,1931 Domenica 21 Agosto 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)