Giovedì della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
san Sebastiano, martire
Giovedì, 20 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù cominciò a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva. Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto. Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno». E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole,
affinché guardino, sì, ma non vedano,
ascoltino, sì, ma non comprendano,
perché non si convertano e venga loro perdonato».

E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole? Il seminatore semina la Parola. Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l’ascoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito vengono meno. Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la Parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno».” (Mc 4,1-20)

C’è l’insuccesso della predicazione di Gesù che è conforme alla citazione del profeta Isaia (Is 6,9-10) fatta dallo stesso Gesù:
affinché guardino, sì, ma non vedano,
ascoltino, sì, ma non comprendano,
perché non si convertano e venga loro perdonato».

Le parole del Signore non vengono comprese e sono interpretate male, in modo ostile dai religiosi e dai potenti. Questa è la conseguenza dell’insuccesso della predicazione a causa di molti cuori induriti:
Gesù comunque semina la Parola in modo molto abbondante a tal punto che ognuno possa coglierla. Ma spesso cade in situazioni di non accoglienza,
la Parola viene ascoltata ma subito dimenticata,
la Parola viene ascoltata ma alla prime tribolazioni viene messa da parte,
la parola viene ascoltata ma si da priorità alla passioni e ai valori mondani,
la parola viene ascoltata e accolta, il frutto è straordinariamente abbondante.
L’ascolto umile della Parola del Signore può portare molti frutti.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 4,1-20, Giovedì 20 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
san Fabiano, papa e martire
Mercoledì, 19 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Giunsero la madre e i fratelli del Signore Gesù e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».” (Mc 3,31-35)

Gesù dopo aver chiamato e costituito i dodici apostoli, si reca in una casa dove si radunò molto folla a tal punto che non potevano neanche mangiare. I suoi uscirono dalla casa pensando che Gesù fosse fuori di sé, la situazione sembrava non gestibile.
Informati della situazione arriva Maria e i fratelli cioè alcuni conoscenti, amici, discepoli di Gesù che viene informato della situazione. Certamente la Madonna è preoccupata ma c’è una azione salvifica di Gesù che si realizza anche in situazioni estreme come una casa sovraffollata.
Saputo di essere cercato dai suoi Gesù dichiara che i suoi sono coloro che fanno la volontà di Dio, non è una appartenenza affettiva, i suoi sono coloro che appartengono alla futura Chiesa di Gesù che si realizza attraverso la fede e nella viva adesione della volontà di Dio nell’ascolto e nelle opere.
«Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 3,31-35, Mercoledì 19 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Cattedra di san Pietro, apostolo

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Festa
Martedì, 18 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».” (Mt 16,13-19)

La festa della Cattedra di San Pietro apostolo è celebrata in Rito romano il 22 febbraio, mentre in quello ambrosiano il 18 gennaio. In origine vi erano due feste riguardanti la Cattedra di san Pietro, quella del 18 gennaio per Roma, e quella del 22 febbraio per Antiochia. Questo perché il ministero di san Pietro si svolse in Antiochia e poi a Roma dove morì. Da due giornate di festa se ne scelse una, quella del 22 febbraio, nella riforma del Rito ambrosiano si scelse invece di fissarla il 18 gennaio per evitare la Festa durante la Quaresima.
La Cattedra di san Pietro vuole ricordare la posizione di san Pietro che è la prima nel collegio apostolico per la esplicita volontà di Gesù:
«A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli»
In questo c’è anche la fragilità dell’uomo che è anche di san Pietro nella suo dire chi è Gesù: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente» poiché gli è stato rivelato dal Signore Dio, non è cosa propria dell’uomo capire a fondo chi è Gesù ma con l’aiuto dello Spirito Santo diventa possibile capire cose che altrimenti sarebbero impenetrabili.
«Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli.
La festa di san Pietro è anche momento di bellezza e vicinanza di Dio all’uomo attraverso uomini scelti come il successore di Pietro che porta avanti la carità della Chiesa. Vi sono uomini e donne amici di Dio, queste persone si riconoscono per il vivere l’essere cristiani con semplicità e gioia. Signore donaci uomini e donne tuoi amici.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 13,16-19 , Martedì 18 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
sant’Antonio, abate
Lunedì, 17 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall’Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidone, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui. Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo. Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse. ” (Mc 3,7-12)

Gesù continua la missione di evangelizzazione cercando anche alcuni momenti di ritiro con i suoi discepoli. Ciò risulta non possibile per la sua fama e per i suoi prodigi. Gesù non si tira indietro e esaudisce il desiderio di molti donando guarigione.
La guarigione consiste nell’allontanare il male per riconquistare la vitalità nello spirito e nel corpo. La salute dell’uomo non riguarda solo il corpo, l’essere sano privo di malattie, riguarda anche e soprattutto lo spirito: se una persona è morta dentro che cosa se ne fa della salute del corpo?
il Vangelo è la fonte della possibilità di guarire dalle proprie infermità spirituali che bloccano e schiavizzano la libertà.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 3,7-12, Lunedì 17 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

II Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Domenica, 16 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela ».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.” (Gv 2,1-11)

Siamo all’inizio del ministero di Gesù secondo l’evangelista Giovanni. C’è l’occasione per rivelarsi e iniziare il ministero data da una festa di nozze dove c’è un nuovo inizio di comunione fra due persone che decidono di vivere un progetto d’amore per tutta la loro esistenza. Gesù, Maria e alcuni discepoli sono presenti alla festa.
«Non hanno vino»
L’occasione per il manifestarsi di Gesù è data da un problema, la mancanza di vino che avrebbe fatto finire la festa con molto anticipo mettendo in difficoltà gli sposi che avrebbero iniziato la loro unione con una festa andata male, cosa di non poco conto. Maria non chiede a Gesù di risolvere il problema ma indica il problema lasciando la piena libertà a Gesù di agire: «Non hanno vino». Gesù all’inizio è riluttante, non vuole iniziare a agire ma sembra che Maria sappia che è giunto il momento invitando i servitori del banchetto ad agire secondo le istruzioni di suo figlio: è lui che agisce e ne ha tutto il potere:
«Qualsiasi cosa vi dica, fatela »
Avviene il primo segno di Gesù, si rivela mutando una grande quantità d’acqua in ottimo vino, circa cinquecento litri. È il l’inizio dei segni (miracoli) e questo ne è il modello, non eclatante, non mira a stupire tute le persone presenti ma fa continuare la festa bene. Solo i servitori, i suoi discepoli e Maria sanno dell’accaduto, ed è la rivelazione della gloria di Gesù, la sua divinità.
I discepoli ne avevano bisogno, il primo segno di Gesù è per loro conferma e da qui in poi crederanno in lui. Il significato di questa e le numerose successive opere prodigiose non sono il fine ma il segno, l’indicazione che Cristo è arrivato e con lui la misericordia, la compassione di Dio che vuole guarire l’uomo.
Dunque una indicazione che vorrebbe stimolare ognuno a guardare con fiducia Gesù affidandosi a lui senza la continua ricerca di prodigi, miracoli che non sono lo scopo dell’esistenza. Lo scopo è amare, essere amati, vivere come ci è possibile la dimensione dell’amore considerando che c’è una persona che vuole essere presente e accompagnare sposi, figli, nipoti, nonni, single: è Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 2,1-11, Domenica 16 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della I Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Sabato, 15 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli». ” (Mt 5,17-19)

La Legge è cosa importante per gli ebrei, vi sono numerose norme da osservare. Alcuni pensavano che l’arrivo di Gesù finalmente abolisse tutte quelle norme, e tutto fosse sostituito dalla novità e modalità differenti. Viene chiarito subito questo aspetto:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.»
L’insegnamento del Signore è forte e riguarda un profondo rispetto di quello che si trova, evolvendolo verso una crescita positiva. Sarebbe un grosso errore scartare via tutto quello che si trova e mettere un nuovo cantiere con tutte le novità. Facendo così si butterebbero via anche le persone che hanno vissuto di quello che vi era e si scarterebbe anche tutto il buono che vi era.
Gesù ha rispettato tutto quello che vi era, lo ha fatto per la religione ebraica, portando a compimento la Legge e osservando quello già annunciato dai profeti. Non si tratta dunque di sostituire Legge e/o Profeti con quello che Gesù ha portato ma di accorgersi di un forte collegamento fra “il vecchio e il nuovo” con una grande continuità e con l’introduzione di grandi novità come l’osservanza della legge dell’amore, “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso” (Lc 10,27) , che implica in se l’osservanza della Legge.
Signore aiuta a essere persone che guardano le norme con lo spirito donatoci da Gesù, usando la dimensione della carità, della vicinanza, della comprensione.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 5,17-19, Sabato 14 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della I Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Venerdì, 14 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù uscì lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Avvenne che di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe. I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Ed egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!». E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato».” (Mc 2,13-14.23-28)

Dopo la chiamata dei primi quattro discepoli, Simone, Andrea, Giacomo e Giovanni, Gesù chiama Matteo. C’è una differenza, inaspettatamente Gesù chiama una persona notoriamente peccatrice, esattore per conto di Roma e non certo in onestà, gli esattori erano pubblicani e notoriamente benestanti per la loro disonestà.
La chiamata di un pubblicano e peccatore consiste nel fatto della guarigione, nel sanare le anime delle persone che vogliono seguire liberamente il Signore Gesù. La missione è quella di risvegliare gli animi assopiti, ripiegati su se stessi per aprirsi nuovamente alla vita.
Nella seconda parte del Vangelo i discepoli colgono delle spighe facendo un lavoro nel giorno di Sabato. Anche se la Legge vieta questo lavoro, sarebbe stato opportuno agire con quella carità che supera la legge in alcune situazioni come questa: per sfamarsi si compie un piccolo lavoro. Le critiche fatte dai farisei sono formali e forse anche pretestuose.
Aiutaci Signore a guardare ogni fratello e sorella sempre con occhi di carità e vicinanza sostituendo la critica con la possibilità di rilancio e di rinnovata comunione.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 2,13-14.23-28, Venerdì14 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della I Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
sant’Ilario, vescovo e dottore della Chiesa
Giovedì, 13 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Al mattino presto il Signore Gesù si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.
Venne da lui un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.” (Mc 1,35-45)

Al termine della giornata Gesù si ritira in un luogo deserto. Prega, si mette in profonda comunione con Dio Padre. L’essere uomo per Gesù vuol dire aver bisogno di pregare come tutti gli uomini, fa parte della sua completezza umana lui che è Dio. L’esperienza umana di Gesù è totale anche nella preghiera ad eccezione del peccato, Gesù non ha peccato.
Gesù è raggiunto dagli altri discepoli ma non vuole tornare nei luoghi dove era stato, la sua missione è quella di diffondere il Vangelo non quella di essere il risolutore di ogni malattia, e fugge da ogni trionfalismo, gloria terrena.
Guarendo il lebbroso, lascia chiari segni per indicare che è giunta l’attenzione, la misericordia, la vicinanza di Dio all’uomo peccatore. Inevitabile l’entusiasmo delle persone che vengono attratte dalla eccezionalità delle guarigioni.
Signore aiuta tutti noi a guarire dalle nostre infermità spirituali, ridonando vigore e forza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 1,35-45, Giovedì 13 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della I Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Mercoledì, 12 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. A Cafàrnao, il Signore Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea. E subito, usciti dalla sinagoga, andarono nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano. ” (Mc 1,21-34)

Un insegnamento nuovo giunge a Cafàrnao, nel giorno di Sabato Gesù predica e guarisce un uomo posseduto da uno spirito impuro. Gesù caccia via il male per dare la possibilità di una vita che si rinnova nella pienezza della propria libertà. La guarigione continua togliendo l’infermità, l’immobilità data dalla febbre alla suocera di Pietro per poter tornare a servizio.
Instancabilmente Gesù continua la sua giornata guarendo. Oggi ognuno ha bisogno di una guarigione dal Signore più o meno grande per essere in pista in una vita sempre complessa, piena di ostacoli ma anche di gioie. Aiutaci Signore con la tua grazia donandoci guarigione nei nostri cuori incerti.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 1,21-34 di Mercoledì 12 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della I Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Martedì, 11 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Dopo che Giovanni fu arrestato, il Signore Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.” (Mc 1,14-20)

Gesù si trova nella regione della Galilea dove c’è anche il villaggio di Nazareth dov’era cresciuto. Inizia qui il suo ministero proclamando la buona Novella di Dio, la pienezza dei tempi è compiuta, la misericordia di Dio è vicina: è arrivato il momento di credere alla buona Notizia portata da Gesù.
In questo inizio, chiama i primi quattro discepoli, una chiamata importante poiché essi dovranno sostituire la grave mancanza dei sacerdoti d’Israele che non riuscivano a guidare i fedeli. Ci sarà bisogno di un profondo cambiamento.
Simone, Andrea, Giacomo e Giovanni sono tutti invitati da Gesù per diventare pescatori di uomini. Tutti e quattro lasciano tutto e seguono Gesù per stare con lui e imparare.
Il momento di credere veramente al Vangelo potrebbe essere subito, per poter approfondire meglio l’essere persona cristiana. Questo periodo dopo l’Epifania e prima dell’inizio della Quaresima, potrebbe essere propizio per capire il proprio essere cristiano nella realtà in cui si vive. L’ascolto del Vangelo è di aiuto se lo si considera come la Parola importante del Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 1,14-20, Martedì 11 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)