Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà» ” (Mt 6,16-18)
Nel tempo quaresimale è prassi anche fare dei sacrifici personali come ad esempio digiunare o astenersi da qualche tipo di cibo (dolci o alcolici o cibi ricercati ecc.) mettendo da parte quello che si risparmia per poi offrirlo in elemosina. Questa pressi è cosa sana per persone che stanno bene di salute. È bene tenerla nel segreto per non vantarsi e inorgoglirsi, sicuri che «il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà». Inoltre si allena il controllo di se, cosa importante nella vita spirituale in un cammino che è sempre di conversione e, in particolare in questa Quaresima, di correzione. Gesù, in questo momento di grave epidemia, aiutaci nel cammino quaresimale, per essere persone che hanno la gioia di capire quali sono le proprie resistenze, la volontà di migliorarsi, e diffondere speranza nei cuori. Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Matteo 6,16-18 di martedì 9 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Lunedì 8 marzo Esercizi Spirituali Parrocchiali
Lettura e commento del Vangelo del giorno. Il Vangelo e una breve riflessione negli Esercizi Spirituali sono qui di seguito.
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe»” (Mt 6,7-15)
Ecco il Padre Nostro, la preghiera insegnataci da Gesù nella traduzione in lingua italiana del 2008, quella che da poco tempo viene anche detta comunitariamente durante le Messe. Il Papa Benedetto XVI approvò la nuova traduzione della Bibbia fra cui anche la rinnovata traduzione del Padre Nostro. È stato necessario questo cambiamento poiché nella lingua italiana potevano essere interpretate le ultime parole della preghiera come se Dio provocasse di sua iniziativa le tentazioni all’uomo: “e non ci indurre in tentazione” invece della traduzione attuale “non abbandonarci alla tentazione”. La nuova traduzione fu dunque approvata dal predecessore di Papa Francesco, Benedetto XVI. Papa Francesco ha poi solamente introdotto la traduzione rinnovata nel riti della Santa Messa. La preghiera è importante, non è da trascurare, collega l’uomo a Dio e l’uomo ne ha bisogno altrimenti si dimentica di Dio. Una preghiera quotidiana è necessaria per ogni fedele per attuare un cammino di fede e di conversione del cuore e in questa Quaresima aiuta anche nella correzione e nella scoperta di almeno una cosa da correggere. Padre nostro, aiutaci come figli e figlie che faticosamente possano corregersi reciprocamente e aiutarsi in questo periodo di estrema epidemia. Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Matteo 6,7-15 di Lunedì 8 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Domenica 7 marzo Domenica “di Abramo”
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO “In quel tempo. Il Signore Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro». Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. Per quale motivo non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alla mia parola. Voi avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli era omicida fin da principio e non stava saldo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, dice ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna. A me, invece, voi non credete, perché dico la verità. Chi di voi può dimostrare che ho peccato? Se dico la verità, perché non mi credete? Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non ascoltate: perché non siete da Dio». Gli risposero i Giudei: «Non abbiamo forse ragione di dire che tu sei un Samaritano e un indemoniato?». Rispose Gesù: «Io non sono indemoniato: io onoro il Padre mio, ma voi non onorate me. Io non cerco la mia gloria; vi è chi la cerca, e giudica. In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.” (Gv 8,31-59)
“Voi cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi.” (Giovanni 8,37) In questa settimana dedicata anche agli Esercizi Spirituali, ci accompagna questo versetto del Vangelo di Giovanni, nello specifico riguarda la difficoltà di accogliere la Parola del Signore. I Giudei non volevano accogliere la Parola detta da Gesù, non solo non trovava accoglienza in loro ma vi era anche un atteggiamento prestabilito, avevano già giudicato Gesù e senza averlo attentamente ascoltato esprimevano una forte resistenza nei confronti della novità portata da Gesù. Eppure questi Giudei avevano inizialmente creduto in lui ma il loro cuore nel contempo si era indurito. In loro vi erano radicate delle convinzioni e delle rigidità che potevano essere giustificate dalla Legge mosaica se letta e interpretata in modo rigido, farisaico. Ora se Gesù faceva un miracolo nel giorno del riposo sabbatico, allora secondo queste persone prendendo alla lettera la Legge, era un peccatore perché aveva fatto un lavoro non elencato fra quelli permessi nel giorno di sabato, non doveva guarire una persona. Ma in questo mancava il cuore: è stata salvata una persona. Così Gesù rispondendo loro: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono» per quei Giudei diventa subito reo di morte poiché si è fatto come Dio, e solo Dio può chiamarsi “Io Sono”, secondo la Legge. Ma davanti a loro c’era Dio e non lo avevano riconosciuto. Nella nostra imperfezione, in un cammino di correzione fraterna e individuale, dovremmo mettere bene alla luce le nostre singole resistenze, quei atteggiamenti di non ascolto, di rigidità nei confronti di correzioni e nei confronti della Parola del Signore. L’abilità umana nella rigidità consiste anche nel sorvolare subito quel versetto del Vangelo che va contro la propria convinzione personale, lo si elimina, lo si lascia nell’oblio. Al contrario, dovrebbe essere subito memorizzato e chiedersi il perché quella Parola del Signore è per me difficile. Lasciarla decantare nel proprio cuore forse è la cosa giusta e l’inizio per abbattere alcune resistenze in un cammino di correzione. In questa Quaresima chiediamo sempre l’aiuto del Signore Gesù, un aiuto anche per affrontare bene questo periodo di estrema pandemia e in una correzione fraterna e individuale che può sfociare nella gioia pasquale. Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Giovanni 8,31-59 di Domenica 7 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì.” (Mc 6,1b-5)
Dove il Signore è considerato poco o addirittura disprezzato, difficilmente potrà fare qualche cosa perché manca la fede. A volte si è fermati da ragionamenti che non vanno oltre alla realtà oggettiva come è successo nella sua patria. Come era possibile che Gesù avesse una straordinaria sapienza senza aver ricevuto istruzione? Questo provocava scandalo. La povertà di queste persone è che non riuscivano ad andare oltre ad ogni possibilità terrena. Non era forse possibile che quanto meno Gesù avesse ricevuto una sapienza dal cielo? Gesù stesso è Dio e quindi la sua sapienza è comunque completa e infinita. Gli abitanti del luogo dove era cresciuto Gesù, pur non conoscendo la sua divinità, potevano fare almeno un piccolo passo e dare la possibilità di una sapienza ricevuta quanto meno dal cielo. L’invito è quello di non fermarsi mai a quelle sicure convinzioni poiché c’è sempre qualche cosa che non si considera e la grazia di Dio può entrare in gioco e rivoluzionare tutto quanto. Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Marco 6,1b-5 di Sabato 6 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Venerdì 5 marzo GIORNO ALITURGICO
Preghiera e riflessione
2° VENERDÌ DI QUARESIMA IN RITO AMBROSIANO
Nel Rito Ambrosiano la Quaresima dura 40 giorni dalla 1° Domenica di Quaresima (21 febbraio 2021) a Giovedì Santo (1° aprile 2021). I Venerdì di Quaresima sono senza l’Eucarestia (aliturgici o anaeucarisitci, non vengono celebrate Messe e non si distribuisce la Comunione) per vivere in modo profondo la Passione e morte del Signore. Vengono di norma celebrate comunitariamente una o più VIA CRUCIS e si prega davanti alla Croce del Signore.
PREGHIERA A GESÙ CROCIFISSO
Eccomi, o mio amato e buon Gesù che alla tua Santissima presenza prostrato, ti prego con il fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza, di carità, di dolore dei miei peccati, e di proponimento di non offenderti, mentre io con tutto l’amore e la compassione vado considerando le tue cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di Te, o Gesù mio, il santo profeta Davide: «Hanno trapassato le mie mani e i miei piedi, hanno contato tutte le mie ossa».
“Ascoltate le leggi e le norme del Signore: imparatele e custoditele per metterle in pratica.” Una correzione d’amore. Il Signore ha donato e non imposto delle norme, i dieci comandamenti, per amore verso il suo popolo e poi per ogni uomo e donna in questo mondo. Sì, chiamati a essere un solo popolo in cammino uniti nell’adorazione della Croce di Gesù e rispettando quei comandamenti d’amore. Ognuno ha sempre e in ogni momento la libertà di seguire o meno i comandamenti del Signore, non c’è imposizione ma amore.La Croce conferma questi comandamenti, e inginocchiati davanti ad essa si scopre la bontà di Dio per ogni uomo e donna. La Croce favorisce il percorso di correzione di ognuno e dona quella speranza nella comunità chiamata anch’essa a correggersi nel faticoso cammino di correzione reciproca. Si tratta di avere il coraggio, l’umiltà, la dolcezza di correggere il fratello o la sorella e la consapevolezza di essere persone imperfette a loro volta bisognose di correzione. Davanti alla Croce si diventa comunità grazie alla salvezza che Gesù dona tutt’oggi dal quel suo unico sacrificio di duemila anni fa che si ripresenta come offerta e dono in ogni santa Messa. Ti adoriamo santa Croce, da te scaturisce perdono e salvezza. Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Venerdì 26 febbraio 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà». (Mt 6,1-6)
Tutti quanti, con sensibilità differenti, siamo sensibili ad un complimento, a una lode, fatta a volte a proposito e a volte solo di adulazione. Il fatto di apparire bene nei confronti del prossimo è cosa buona ma se diventa cosa importante da ricercare e perseguire, allora diventa orgoglio, esaltazione di sé, illusione di essere veramente brave persone. In questo caso si cerca l’ammirazione delle persone facendo vedere bene un gesto buono, ad esempio una elemosina magari consistente. Questa elemosina è stata fatta per ottenere ammirazione e non per fare veramente beneficenza per aiutare chi è in difficoltà. L’azione oggettiva c’è, l’elemosina è stata fatta, ma non sarebbe stata elargita senza la certezza dell’essere lodati e ammirati. Una elemosina così non vale nulla da un punto di vista morale, di cuore. “…quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te”. Al contrario una elemosina fatta con semplicità, immediatezza anche non molto consistente, ha un valore bello perché si è voluto veramente aiutare chi è in difficoltà senza cercare null’altro. “… mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto;” Questo è un ulteriore spunto quaresimale che potrebbe essere anch’esso di correzione del proprio comportamento. Se in questa Quaresima riuscissimo a portare a correzione un solo e unico tratto del nostro modo d’agire, sarebbe un grande risultato! Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Matteo 6,1-6 di giovedì 4 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle. Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».” (Mt 5,38-48)
L’agire con la stessa violenza verso chi la ha espressa non solo è controproducente e non risolutivo: si alza il livello di conflitto. La via cristiana non consiste nel “Occhio per occhio e dente per dente”, cioè nel reagire con la stessa proporzione del danno ricevuto. Invece consiste nel vedere in quella persona che ha usato violenza nei tuoi confronti un fratello, una sorella in difficoltà e spesso bisognosa d’aiuto. La non reazione, la non restituzione della violenza ricevuta è la via migliore per un percorso che nel tempo possa aprirsi alla comprensione reciproca verso una pacificazione. La via dell’amore consiste anche nel pregare per le persone cattive, inique. Considerarle dunque parte della proria esistenza con quella azione molto umile che consiste in una preghiera benedicente e di affidamento sincero al Signore. Gli spunti quaresimali dal Vangelo sono molteplici, e possono essere delle occasioni da prendere in considerazione. Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Matteo 5,38-48 di Mercoledì 3 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio. Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno». ” (Mt 5,31-37)
Per alzare la qualità morale della propria esistenza, Gesù propone la semplificazione. Ad esempio non è necessario giurare, fare discorsi per garantire ad altre persone che alcune cose verranno certamente fatte oppure che alcune cose non saranno mai più fatte. Il giuramento implica anche l’indicare qualche cosa di prezioso sulla quale si giura come garanzia di quello che viene detto. Tutto ciò è macchinoso e pone spesso in disagio coloro che ascoltano. La semplicità consiste nel linguaggio semplice e chiaro: «Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno». Questo potrebbe essere uno dei propositi quaresimali, l’astensione di discorsi complessi e l’astensione da ogni malignità verso persone che non sono presenti fra chi ascolta. Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Matteo 5,31-37 di Martedì 2 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore. Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna».” (Mt 5,27-30)
Un invito ad alzare la qualità di ogni vita è quello proposto da Gesù andando oltre il comandamento. Se il comandamento dice di non commettere adulterio, Gesù afferma che bisogna intervenire molto prima quando si è nella sfera del desiderio, nel desiderare quella persona che è già impegnata. È qui il punto di forza per alzare la qualità della vita e essere felici: distogliere subito il desiderio per evitare che diventi poi un progetto e una messa in pratica di un adulterio. Si alza la qualità della vita della singola persona e anche della comunità in cui si vive. Aiutaci Signore a distogliere lo sguardo da ogni tentazione per vivere bene la Quaresima. Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Matteo 5,27-30 1° marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Domenica 28 Febbraio Domenica “Della Samaritana” Ascoltate le leggi e le norme del Signore: imparatele e custoditele per metterle in pratica.
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO “In quel tempo. Il Signore Gesù giunse a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te». In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui. Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: “Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura”? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l’altro miete. Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica». Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».” (Gv 4,5-42)
“Ascoltate le leggi e le norme del Signore: imparatele e custoditele per metterle in pratica.”(Deuteronomio 5,1) Mosè tenta di correggere il Popolo di Dio con l’introduzione dei Dieci Comandamenti che abbiamo ereditato come cristiani. I Dieci comandamenti sono utili per indirizzare con l’invito esplicito di non eseguire alcune azioni che lederebbero il prossimo. Si tratta di una correzione, una educazione per non cadere o cadere nuovamente in gravi errori. La Samaritana viene aiutata da Gesù a trovare il giusto orientamento in una vita molto articolata, con alcuni fallimenti familiari, cinque divorzi, e una convivenza. Gesù vuole correggere questa donna affinché trovi la cosa importante della sua vita. L’accompagnamento di Gesù è paziente e aspetta i tempi della donna samaritana senza forzare la mano. La donna capisce gradualmente, dapprima che Gesù è qualche d’uno di importante, poi un profeta e infine l’atteso Cristo, il Messia. E questa donna ha trovato la cosa, la persona importante della sua vita cui affidarsi. Le è affidato il compito di testimoniare la salvezza che è giunta a tutto il villaggio, diventa testimone di Gesù. La correzione ha bisogno di norme e d’amore. La pazienza, l’attesa della comprensione del prossimo sono importanti. Importante avere il coraggio di correggere perché con la correzione una comunità può andare avanti in una direzione che diventa condivisa. Ancora più importante è accettare la correzione, quella propria, quella individuale, avere la consapevolezza di essere persone imperfette, bisognose e disposte ad essere corrette anche se costa. Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Giovanni 4,5-42 di Domenica 28 febbraio 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)