Sabato della settimana della VIII domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo la Pentecoste
Sabato 1° agosto
Sant’Alfonso Maria de’ Liguori

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Dovunque sia il cadavere, lì si raduneranno gli avvoltoi. “Subito dopo la tribolazione di quei giorni, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte”. Allora comparirà in cielo il segno del Figlio dell’uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno “il Figlio dell’uomo venire sulle nubi del cielo” con grande potenza e gloria. Egli manderà i suoi angeli, con una grande tromba, ed essi raduneranno i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all’altro dei cieli. Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete tutte queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte».” (Mt 24,27-33)

Nella fede cristiana c’è la fine del mondo, la fine dei tempi. A nessuno è dato di sapere neanche a grandi linee quando questo avverrà. Spesso capita che alcune persone autorevoli anche consacrate come sacerdoti, affermino che questo tempo è vicino. Si fanno trasportare dai segni dei tempi che indicano una sofferenza dell’umanità ma che questo indichi una prossimità della fine del mondo è piuttosto debole e va anche contro la nostra fede comune per cui nessuno è dato di conoscere ciò.
Ma abbiamo una indicazione sulla modalità:
«Come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo»
La fine dei tempi con la venuta del nostro Signore Gesù Cristo sarà evidente per tutta l’umanità.
Signore aiutaci a essere umili servitori del Vangelo e a porta nel mondo la Speranza di Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 24,27-33 di Sabato 1° agosto 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della VIII domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo la Pentecoste
Venerdì 31 luglio
S. Ignazio di Loyola

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Mentre erano in cammino, il Signore Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».” (Lc 10,38-42)

Marta è concentrata a ospitare Gesù ma solo umanamente. Vuole che tutto sia pronto e che Gesù sia a suo agio ma in questo dimentica chi è Gesù. Gesù è venuto per servire e dona in continuità la sua parola e così anche in questa occasione. Maria, la sorella di Marta, lo ascolta mentre Marta presa dalle mille cose ne è distolta.
Quante volte accade che presi da tante cose da fare si metta da parte la cosa importante, l’edificazione della propria persona, l’ascolto della Parola di Dio, il riservare come momento importante la relazione con il Signore, ogni giorno. Riservare come la cosa da fare e non come una delle tante cose da fare, è la relazione con il Signore per vivere bene anche tutte le altre cose da fare.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 10,38-42 di Venerdì 31 luglio 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della VIII domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo la Pentecoste
Giovedì 30 luglio
San Pietro Crisologo

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova il Signore Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai». Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti? ». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».” (Lc 10,25-37)

La risposta del Signore Gesù al dottore della legge riguardo alla possibilità della vita eterna sono i comandamenti dell’amore:
«Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso»
Ma chi è il prossimo? La risposta di Gesù è qualsiasi persona. L’attenzione di non lasciare una persona in difficoltà qualsiasi essa sia, è amore verso il prossimo. Un gesto di compassione verso un bisognoso è sempre ben accetto dal Signore come un atto di carità. Ma con una cautela: non bisogna mai agire in contrasto con la persona bisognosa Se essa è in una situazione di estremo bisogno e non vuole essere aiutata, si rispetta la sua decisione, tranne in un evidente pericolo di vita o di estrema confusione.
Signore, aiutaci a vivere i comandamenti dell’amore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 10,25-37 di Giovedì 30 luglio 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della VIII domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo la Pentecoste
Mercoledì 29 luglio
Santa Marta

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli». In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo». E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».” (Lc 10,17-24)

”Rrallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli”.
Il fine di una vita spesa bene è ilo regno dei cieli. Se le cose vanno bene, e me lo auguro per ognuno, non ci si dovrebbe rallegrare solamente per queste cose ma essere persone che ringraziano della temporaneità del periodo buono che si sta percorrendo.
Una persona che si rallegra solo per le cose che vanno bene con uno sguardo che non si alza affatto verso un minimo ringraziamento verso Dio è molto differente da una persona che ringrazia innanzi a tutto per i benefici che sta vivendo.
La prima non ha in mente il fine della vita che è nel regno dei cieli e che qui si vive solo una temporaneità, la seconda ha in mente bene che il fine è la vita eterna!
Forse le persone che ringraziano vivono già da adesso molto meglio rispetto a quelle che non lo fanno.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 10,17-24 di Mercoledì 29 luglio 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della VIII domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo la Pentecoste
Martedì 28 luglio
Santi Nazàro e Celso, martiri

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù parlava ai settantadue discepoli e disse: «Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidone fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato».” (Lc 10,13-16)

Un annuncio di redenzione si era diffuso per tutta la regione dove erano le città di Corazìn, Betsàida, Cafàrnao. Ma molti si fermavano solo sui segni che Gesù e i suoi discepoli compivano. La guarigioni di malati per costoro non indicavano affatto che vi era qualche cosa di più grande cui dare attenzione: il messaggio di salvezza di Gesù, l’invito alla conversione per cambiare lo stile di vita verso l’amore. Per costoro Gesù risolveva il grande problema della malattia ma non andavano oltre.
La guarigione portata da Gesù è quella universale, disponibile a tutti coloro che vogliono aderirvi ed è fatta di conversione, cambiamento di vita verso il bene per avere la possibilità della vita eterna.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 10,13-16 di Martedì 28 luglio 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della VIII domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo la Pentecoste
Lunedì 27 luglio

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai settantadue discepoli: «Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città». ” (Lc 10,8-12)

I discepoli entrano nelle città per annunciare la novità della salvezza portata da Gesù. Dove sono accettati sono accompagnati dall’azione viva del Signore con guarigioni di persone affette da malattie.
Dove non sono accettati non devono fare alcuna azione contro quelle persone, Evidenziano solo quello che sta accadendo attorno a loro, nelle città vicine, per cui anche la polvere che si attacca ai piedi ne è testimone. Ma il regno di Dio è vicino anche per costoro. Basta quel ripensamento che ridona vita nel cuore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 10,8-12 di Lunedì 27 luglio 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

VIII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo la Pentecoste
Domenica 26 luglio

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Mentre camminava lungo il mare di Galilea, il Signore Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.” (Mt 4,18-22)

Chiamato. Chiamato dal Signore Gesù. Si tratta di una particolare chiamata di gioia e di servizio. Ma il servizio non è opposto alla gioia ma è la fonte della stessa. Essere a servizio del Signore e, quindi secondo la propria vocazione, verso il prossimo è fonte di responsabilità, di impegno, non esente da problemi, da drammi ma con il Signore Gesù tutto è affrontabile e spesso risolvibile.
Il Signore ha chiamato gli apostoli ad una particolare sequela perché imparassero cosa vuole dire amare, essere caritatevoli. Per questo lasciarono tutto per potersi dedicare in m odo pieno alla istruzione che Gesù come maestro gli elargiva.
Anche oggi il Signore chiama e pochi sono coloro che rispondono. Si è liberi di dire di sì al Signore Gesù, e questa libertà è piena. Se si rifiuta la chiamata non si è condannati ma si prosegue la vita nel modo in cui si è scelto sempre con la presenza del Signore che accompagna a meno che non lo si rifiuti.
Oggi abbiamo bisogno di tante vocazioni e queste possono esserci se preghiamo il Signore di donarcele e poniamo la disposizione a donare un figlio, una figlia al Signore. La preghiera per le vocazioni non è solo per i figli e le figlie degli altri genitori o non è solo per gli altri nipoti di altri nonni. La preghiera della vocazioni diventa vera se si è disposti a donare al Signore il figlio, la figlia, il nipote, la nipote.
Signore, dona consacrazioni speciali, dona speranza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 4,18-22 di Domenica 26 luglio 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Giacomo, apostolo

Tempo dopo la Pentecoste
Sabato 25 luglio
San Giacomo, apostolo – Festa

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Si avvicinò al Signore Gesù la madre dei figli di Zebedeo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dóminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».” (Mt 20,20-28)

Giacomo è uno dei figli di Zebedeo e la madre vuole raccomandare entrambi per un futuro come uomini di alto rango nel regno di Gesù. La richiesta è decisamente umana, e in questo la madre vedeva la possibilità di sistemare bene i suoi due figli ma in realtà non sapeva quello che stava chiedendo, sia la madre che i due apostoli e tutti gli altri non sapevano che cosa voleva dire accedere al regno di Dio.
C’è un passaggio che dovranno fare che è il sacrificio in nome della fede nel Signore Gesù Cristo. E questo passaggio lo faranno non solo i figli di Zebedeo ma anche gli altri apostoli.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 20,20-28 di Sabato 25 luglio 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della VII domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo la Pentecoste
Venerdì 24 luglio
S. Charbel Makhlu

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa».” (Lc 10,1b-7a)

Gesù sceglie e invia settantadue discepoli davanti a sé. Dovevano essere semplici nel vestire e liberi da ogni cosa perché potessero affidarsi a chi gli accogliesse. La loro semplicità nel presentarsi portava con se la verità dell’annuncio di salvezza che anticipavano a quanti incontravano.
Sono persone semplici che sono chiamate a vivere dell’amore del Signore Gesù come punto principale per essere a loro volta efficaci testimoni del Vangelo.
Signore, dona persone speciali che consacrino la loro vita all’annuncio della salvezza. Questo mondo ha bisogno di quest’annuncio, della salvezza interiore che può modificare nel bene la vita. E salvare il mondo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 10,1b-7a di Venerdì 24 luglio 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Santa Brigida, Patrona d’Europa

Tempo dopo la Pentecoste
Giovedì 23 luglio
Santa Brigida, Patrona d’Europa – Festa

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli». ” (Mt 5,13-16)

Santa Brigida dedicò la sua attenzione agli infermi per poi, rimasta vedova, completamente al Signore Gesù nel servizio, nella meditazione della Passione. Si dedicò alla soluzione di problemi politici e della riforma della Chiesa e si adoperò per il ritorno del Papa da Avignone a Roma.
Santa Brigida rappresenta il sale della terra che da sapore alla vita, la luce che illumina ogni uomo grazie alla sua testimonianza d’amore per il Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 5,13-16 di Giovedì 23 luglio 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)