Domenica dopo l’Ottava del Natale del Signore

.

Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI DOMENICA 5 GENNAIO 2020
“In quel tempo. Il Signore Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca.” (Lc 4,14-22)

Questa è la Domenica fra l’Ottava, 1° gennaio 2020, e l’Epifania che cade di lunedì.
Nel Vangelo il Signore Gesù inizia la sua missione con l’insegnamento, molti riconoscevano qualche cosa di speciale in questo, di diverso e più confacente a Dio. Si capiva che c’era la potenza dello Spirito nel Signore Gesù.
Uno di questi insegnamenti Gesù lo tenne dove era cresciuto, fa un discorso importante citando il profeta Isaia e attribuendosi il riferimento di quei versetti a lui stesso. È giunta la salvezza per l’uomo, la giustizia, il perdono. Un lieto annuncio è dato ai poveri perché siano sollevati da quella ingiustizia, dalla indifferenza dei ricchi. Ai prigionieri è data la possibilità di essere liberi da ogni catena di peccato. I ciechi potranno ricominciare a vedere cose nuove che prima gli erano negate. Agli oppressi è data la possibilità della liberazione dai soprusi.
Si è dunque compiuta la scrittura, è giunta la salvezza per l’uomo, per chi si ravvede ora è data la possibilità di un perdono pieno da un Dio che si è fatto nostro fratello.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 4,14-22 di Domenica 5 gennaio 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Sabato 4 gennaio del tempo di Natale

.

Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI SABATO 4 GENNAIO 2020
“Il Signore Gesù, quando cominciò il suo ministero, aveva circa trent’anni ed era figlio, come si riteneva, di Giuseppe, figlio di Eli, figlio di Mattat, figlio di Levi, figlio di Melchi, figlio di Innai, figlio di Giuseppe, figlio di Mattatia, figlio di Amos, figlio di Naum, figlio di Esli, figlio di Naggai, figlio di Maat, figlio di Mattatia, figlio di Semein, figlio di Iosec, figlio di Ioda, figlio di Ioanàn, figlio di Resa, figlio di Zorobabele, figlio di Salatièl, figlio di Neri, figlio di Melchi, figlio di Addi, figlio di Cosam, figlio di Elmadàm, figlio di Er, figlio di Gesù, figlio di Elièzer, figlio di Iorim, figlio di Mattat, figlio di Levi, figlio di Simeone, figlio di Giuda, figlio di Giuseppe, figlio di Ionam, figlio di Eliachìm, figlio di Melea, figlio di Menna, figlio di Mattatà, figlio di Natam, figlio di Davide, figlio di Iesse, figlio di Obed, figlio di Booz, figlio di Sala, figlio di Naassòn, figlio di Aminadàb, figlio di Admin, figlio di Arni, figlio di Esrom, figlio di Fares, figlio di Giuda, figlio di Giacobbe, figlio di Isacco, figlio di Abramo, figlio di Tare, figlio di Nacor, figlio di Seruc, figlio di Ragàu, figlio di Falek, figlio di Eber, figlio di Sala, figlio di Cainam, figlio di Arfacsàd, figlio di Sem, figlio di Noè, figlio di Lamec, figlio di Matusalemme, figlio di Enoc, figlio di Iaret, figlio di Maleleèl, figlio di Cainam, figlio di Enos, figlio di Set, figlio di Adamo, figlio di Dio.” (Lc 3,23-38)

L’evangelista Luca, ci lascia la genealogia di Giuseppe, il padre putativo di Gesù. L’intento è quello di affermare che Giuseppe è un discendente di Davide dalla cui discendenza sarebbe nato il Messia. Poi nella genealogia si raggiunge Abramo da cui ha origine Israele e precisamente dal suo nipote Giacobbe. Infine si arriva ad Adamo, all’origine della umanità.
Giuseppe fa parte della storia della salvezza a pieno titolo, discendente di Davide e quindi di Abramo, garantisce la discendenza davidica di Gesù, il Messia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 3,23-38 di sabato 4 gennaio 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Venerdì 3 gennaio del tempo di Natale

.

Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI VENERDÌ 3 GENNAIO 2020
“In quel tempo. C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.” (Lc 2,36-38)

Una donna eccezionalmente anziana d’età per l’epoca, Anna, aveva una profonda comunione con Dio a causa delle sue preghiere e digiuni.
Anche lei vedendo il bambino Gesù capisce che è arrivata la salvezza da un Dio che non abbandona ma rimane vicino al suo popolo nonostante le ripetute infedeltà.
È arrivata la redenzione per Israele e poi per tutti i popoli, per coloro che guardano a Gesù e credendo siano anch’essi salvati.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 2,36-38 di venerdì 3 gennaio 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Giovedì 2 gennaio del tempo di Natale

.

Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI GIOVEDÌ 2 GENNAIO 2020
“In quel tempo. Simeone accolse il bambino Gesù tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele».” (Lc 2,28b-32)

Simeone, anziano presso il Tempio a Gerusalemme vede Gesù e lo accoglie fra le sue braccia. È il compimento di quella promessa fatta da Dio che si realizza in modo stupefacente con quella fiducia nelle sue creature a tal punto da farsi cullare dal vecchio Simeone.
La luce si rivela alle genti, il disegno di Dio inizia a realizzarsi nella sua misericordia per tutta la creazione. È la gioia del Natale che invade Simeone e dovrebbe essere presente in ogni fedele cristiano.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 2,28b-32 di giovedì 2 gennaio 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Circoncisione del Signore – Solennità

.

Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI MERCOLEDÌ 1° GENNAIO 2020
“In quel tempo. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.” (Lc 2,18-21)

Lo stupore al sentire della nascita del Signore si era diffuso grazie alla testimonianza dei pastori. Gioia e speranza erano sentimenti che si diffondevano fra quelle persone che udivano come era nato il Signore Gesù, in tutta semplicità, lontano da qualsiasi ricchezza terrena.
Sembra che l’umiltà e la semplicità siano corona a questa nascita, l’umiltà di Maria custode nel suo cuore di tutto quello che accadeva, l’umiltà di Giuseppe suo sposo. La semplicità dei pastori protagonisti dell’annuncio gioioso prima sentito dagli angeli e poi diffuso con entusiasmo a quanti incontravano.
Seguendo la tradizione ebraica otto giorni dopo fu circonciso e gli fu messo nome Gesù, può significare Colui che Salva, Dio che Salva,. Gesù è il,Salvatore, Colui che vuole la salvezza di ogni uomo, di ogni donna.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 2,18-21 di mercoledì 1° gennaio 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

VII Giorno dell’ottava di Natale

.

Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI MARTEDÌ 31 DICEMBRE
“In quel tempo. Il padre e la madre del Signore Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».” (Lc 2,33-35)

Quaranta giorni dopo la nascita i genitori di Gesù incontrano presso il Tempio Simeone il quale vede nel Signore l’atteso di Israele e colui che salverà molti e farà emergere la verità nascosta in molti cuori.
La gioia della nascita di Gesù è ancora nei genitori ma c’è la consapevolezza di un’offerta, di un sacrificio affinché possa compiersi il disegno di Dio. Per Maria una spada trafiggerà l’anima sua a causa del dolore che dovrà subire nella passione e morte di Gesù ma poi con quella risurrezione che ha donato salvezza e speranza al mondo intero.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 2,33-35 di martedì 31 dicembre 2019, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

VI Giorno dell’ottava di Natale

.

Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI LUNEDÌ 30 DICEMBRE
“In quel tempo. Una donna dalla folla alzò la voce e disse al Signore Gesù: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!»” (Lc 11,27b-28)

Nel sesto giorno dell’Ottava di Natale vi è lo stupore per Maria perché ha portato nel suo seno Gesù. Espresso da una donna, è una beatitudine, un’ammirazione verso la Beata Sempre Vergine Maria, forse molto umana ma sincera. Ma questa beatitudine può essere solo di Maria.
Gesù propone un’altra beatitudine che può essere raggiunta da ogni persona: sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano, la fanno diventare importante nella loro vita

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 11,27b-28 di lunedì 30 dicembre 2019, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Domenica nell’ottava del Natale del Signore

.

Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI DOMENICA 29 DICEMBRE
“In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta. Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità” (Gv 1,1-14)

Il Verbo, la Parola efficace di Dio che crea, agisce, che è verità, il Verbo prima di ogni creazione, prima che fosse creato il tempo, era presso Dio, era Dio. Sì, poiché tutto è stato fatto per mezzo del Verbo, Gesù Cristo, ma proprio tutto: il tempo, l’universo, ogni dimensione che l’uomo è riuscito a scoprire.
Il verbo ha creato la vita, la luce, e l’ha donata agli uomini..
E si fece carne come un uomo in mezzo agli uomini. “Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e si fece uomo”.
È il Natale del Signore Gesù nato nel tempo da lui creato, nel mondo da lui creato, in mezzo alle sue creature da lui create. Tutto è stato fatto per mezzo di lui. “Per mezzo di lui tutte le cose sono state create”.
Gesù, il Verbo che è Dio è venuto fra noi, e vuole rimanere con noi perché posiamo avere la vita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 1,1-14 di Domenica 29 dicembre 2019, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

IV Giorno dell’ottava di Natale – Santi Innocenti martiri

.

Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI SABATO 28 DICEMBRE
“In quel tempo. Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo». Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio». Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi. Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremia: «Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più».” (Mt 2,13b-18)

Nel quarto giorno dell’Ottava di Natale si ricordano i Santi Innocenti Martiri. Consiste in una strage di alcuni bambini nella località di Betlemme che all’epoca era di piccole dimensioni. L’atrocità sta nel fatto della decisione di Erode di uccidere tutti i bambini fino a due anni. La paura di Erode è a tale da illudersi di risolvere la questione eliminando qualsiasi potenziale ostacolo alla sua futura reggenza.
La violenza cieca e comunque sempre ingiusta è delle persone deboli che hanno paura e usano la forza pensando di eliminare il problema ma in realtà seminano discordie, sofferenze, divisioni, e generano nuovi nemici.
La bellezza del Natale del Signore Gesù porta gioia, speranza per chi lo accetta. Ma scompiglio, incertezze, dubbi per chi vedono nel Signore un ostacolo alla loro vita come Erode.
Gesù è venuto per rendere piena la vita di chi crede in lui, non per ostacolarla ma per salvarla.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 2,13b-18 di sabato 28 dicembre 2019, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

III Giorno dell’Ottava del Natale – S. Giovanni, apostolo ed evangelista

.

Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI VENERDÌ 27 DICEMBRE
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Pietro: «Seguimi». Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?». Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera.” (Gv 21,19c-24)

Pietro avrà il compito di guidare la Chiesa in una stretta sequela assicurata dalla triplice dichiarazione di volergli bene fatta poco prima. Gesù permise a Giovanni, apostolo e evangelista, di seguirli perché Giovanni voleva molto bene a Gesù ed era sotto quella Croce accanto a Maria. Giovanni ha avuto un ruolo particolare d’amore, cosa che sembra legare le celebrazioni di questi giorni successivi al Natale. Giorni in cui vi è uno stretto contatto di amore con il Signore Gesù, come Santo Stefano, Giovanni e domani i Santi Innocenti martiri.
Il rapporto d’affetto con il Signore Gesù può nascere dopo un cammino di fede, e diventa presenza importante in ogni giornata.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 21,19c-24 di venerdì 27 dicembre 2019, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)