Mercoledì della settimana della I Domenica dopo l’Epifania

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI MERCOLEDÌ 15 GENNAIO 2020
“In quel tempo. A Cafàrnao, il Signore Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.
E subito, usciti dalla sinagoga, andarono nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.” (Mc 1,21-34)

Gesù inizia la sua missione con la presenza di Simone, Andrea, Giacomo e Giovanni che lo avevano iniziato a seguire. Nella Sinagoga di Cafàrnao guarisce una persona liberandola dalla schiavitù del male mostrando la sua potenza contro gli spiriti impuri. Lo stupore della popolazione è grande, è arrivata una persona che riesce ad avere autorità anche sugli spiriti impuri.
I demòni lo conoscevano, e recano una testimonianza involontaria e dicono che Gesù ha a che fare con Dio: “Io so che tu sei: il santo di Dio!”. Essi normalmente sono menzogneri, però difronte alla autorità di Gesù non possono nascondersi e si rivelano per quello che sono.
Noi creature di Dio dobbiamo stare sempre lontano dagli spiriti perché non possediamo la capacità di capire se essi dicono la verità oppure vi è un inganno. Solo persone di solito consacrate e autorizzate dalla Chiesa possono approfondire fenomeni che sono sovrannaturali, ad esempio un veggente che riceve messaggi o parla con qualche santo o con la Madonna. Ma attenzione, se è provata la soprannaturalità di un fenomeno, ad esempio con informazioni attendibili e conosciute solo da alcune importanti persone, esso non vuol dire che sia buono, che provenga da qualche santo o dalla Madonna ma potrebbe provenire da qualche maligno, cioè essere un inganno dipinto di bene. Ecco perché ci vuole molta prudenza e bisogna sempre affidarsi alla Chiesa.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 1,21-34 di mercoledì 15 gennaio 2020, – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della I Domenica dopo l’Epifania

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI MARTEDÌ 14 GENNAIO 2020
“In quel tempo. Dopo che Giovanni fu arrestato, il Signore Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.” (Mc 1,14-20)

Giovanni Battista fu arrestato e Gesù inizia il suo ministero proclamando che è giunta la pienezza dei tempi: le scritture si sono realizzate ed è lui il Cristo atteso da Israele. La vicinanza del Regno dei Cieli è intuibile dalla venuta del Cristo, una vicinanza che d’ora in poi sarà raggiungibile ad ogni credente cristiano.
Vi è un’urgenza nella proclamazione e nella diffusione della buona notizia, il Vangelo, e Gesù chiama a se i primi discepoli che saranno Apostoli. Simone e Andrea accolgono la chiamata e subito seguono Gesù e così anche Giacomo e Giovanni. L’urgenza dell’evangelizzazione è presente e Gesù inizia a raccogliere attorno a se i testimoni e coloro che dovranno fondare la sua Chiesa.
Anche oggi c’è urgenza nella evangelizzazione, quella vera fatta di testimoni credenti che vogliono diffondere la speranza invece la disperazione, la gioia invece della strisciante tristezza e costruire un futuro diverso basato su valori buoni e veri.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 1,14-20 di martedì 14 gennaio 2020, – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della I Domenica dopo l’Epifania

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI LUNEDÌ 13 GENNAIO 2020
“Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaia: «Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via. Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri», vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».” (Mc 1,1-8)

Inizia il Tempo dopo l’Epifania. Nelle prossime Domeniche avremo infatti Vangeli sul tema della manifestazione,dell’Epifania del Signore:
– Il primo segno di Gesù secondo Giovanni, l’acqua tramutata in vino dove manifesta la sua divinità ai discepoli,
– Gesù ritrovato nel Tempio che manifesta la sua paternità a Dio,
– la presentazione al Tempio del Signore con gli incontri di Simeone e la profetessa Anna che rendono gloria a Dio per via del bambino Gesù,
– la guarigione del figlio del funzionario del Re.
Seguono poi la Domenica della divina Clemenza e quella del Perdono, sono le due Domeniche prima dell’inizio della Quaresima che inizierà Domenica 1° marzo.
Nei giorni feriali da lunedì a venerdì del Tempo dopo l’Epifania sarà presente la lettura continua del Vangelo secondo Marco.
L’inizio del Vangelo secondo Marco riporta la testimonianza di san Giovanni Battista intento a preparare un popolo ben disposto per l’accoglienza del Signore Gesù. Ci tiene a non essere confuso con il Cristo per rimanere nel suo ruolo di ultimo profeta prima della manifestazione di Gesù Cristo. Preannuncia un Battesimo in Spirito Santo che sarà esclusivo del Signore Gesù e accompagnerà ogni cristiano nella sua vita di fede.
In questo tempo di ordinarietà appena iniziato, facciamo vivere lo Spirito del Signore che è già presente in ogni battezzato per trasformare la vita in un annuncio di gioia e di speranza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 1,1-8 di lunedì 13 gennaio 2020, – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Battesimo del Signore – Festa del Signore

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI DOMENICA 12 GENNAIO 2020
“In quel tempo. Il Signore Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.
Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento». ” (Mt 3,13-17)

Con la festa del Battesimo del Signore termina il Tempo di Natale nel quale ogni credente ha avuto la possibilità dello stupore davanti al piccolo Bambino Gesù, Dio che si è fatto uomo.
Uno sguardo su un Presepio e sulla festa d’oggi possono essere d’aiuto per incoraggiare lo stupore, per vedere un Dio che si umilia alla condizione di uomo, di sua creatura e che si è fatto come me nel corpo.
Lo sguardo sul Presepio può aiutare vedendo quel piccolo bambino in fasce bisognoso dei genitori come tutti i bambini, sulla festa d’oggi, il Battesimo del Signore vedendolo ricevere da San Giovanni Battista dove Gesù si china verso quel gesto che significa il perdono di Dio, lui che non aveva bisogno di perdono. Dio si fa piccolo, umile.
Dopo il Battesimo, lo Spirito Santo compare sopra Gesù e si sente la voce di Dio che si compiace. In questo momento si manifesta la Santissima Trinità, tre persone uguali e distinte.
Quel piccolo bambino Gesù è la seconda persona della Santissima Trinità e con la festa d’oggi Gesù dona il Battesimo che dopo la sua Risurrezione avrà anche il dono dello Spirito Santo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 3,13-17 di Domenica 12 gennaio 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Sabato dopo l’Epifania

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI SABATO 11 GENNAIO 2020
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Fu detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio».” (Mt 5,31-32)

Gesù sottolinea l’importanza dello stare assieme, una scelta di vita che dovrebbe essere fatta sempre coscientemente, liberamente, non frettolosamente. Una scelta dove un uomo e una donna decidono di essere assieme per tutta la vita.
Le difficoltà ci sono e grazie a uno nuovo sguardo trasfigurato verso il Signore è possibile per entrambi affrontarle, viverle e farsi aiutare. La bellezza dello stare assieme è più importante di una soluzione di fuga che sembra risolutiva ma lascia un segno indelebile nella propria anima.
Gesù vuole che le coppie marito e moglie vivano l’unione come testimonianza e anticipo di quella assai più perfetta nella beatitudine celeste con tutti i santi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 5,31-32 di sabato 11 gennaio 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

IV feria dopo l’Epifania – VENERDÌ

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI VENERDÌ 10 GENNAIO 2020
“In quel tempo. Il Signore Gesù riprese a parlare loro con parabole e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: “Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».” (Mt 22,1-14)

C’è un desiderio di Dio di condividere la gioia con le sue creature. Per permettere questo è necessario mettere al primo posto il Signore che non deve essere trascurato a causa di altre faccende. Mettere al primo posto il Signore non vuol dire trascurare la vita ma renderla vitale con tutte le varie faccende che vengono vissute in modo differente.
La gioia dovrebbe essere parte della giornata del cristiano, di una persona che ha Gesù nel cuore, e nessuna cosa la può togliere.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 22,1-14 di venerdì 10 gennaio 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

III feria dopo l’Epifania – GIOVEDÌ

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI GIOVEDÌ 9 GENNAIO 2020
“In quel tempo. Giovanni rispose: «Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Non sono io il Cristo”, ma: “Sono stato mandato avanti a lui”. Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena».” (Gv 3,28-29)

Giovanni il Battista vive una gioia piena perché vede il Signore Gesù, Dio fatto uomo. Questa gioia è piena e non c’è bisogno di altro. La pienezza del Natale consiste anche nel vivere la gioia di un Dio che si è voluto fare carne, è voluto essere in mezzo a noi e vuole essere presente in noi. Consiste in una espressione di umiltà nel considerarsi creatura, plasmata e voluta da lui.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 3,28-29 di giovedì 9 gennaio 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

II feria dopo l’Epifania – MERCOLEDÌ

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI MERCOLEDÌ 8 GENNAIO 2020
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade.
Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».” (Mt 25,1-13)

Continua il tempo natalizio ed è ancora possibile un incontro con il Signore in questo tempo propizio. Come ogni incontro perché possa andare bene, è necessaria una preparazione senza la quale sarebbe difficile accorgersi del passaggio del Signore.
Come le cinque vergini stolte che volevano incontrare il Signore ma non si erano preparate e non lo incontrarono. Al contrario le sagge dopo la loro prudente preparazione lo incontrarono.
Incontrare Gesù è sempre possibile, e mettendoci le preghiere, la fede e il cuore diventa attuabile.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 25,1-13 di mercoledì 8 gennaio 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

I feria dopo l’Epifania – MARTEDÌ

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI MARTEDÌ 7 GENNAIO 2020
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore. Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro! Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi».” (Lc 12,34-44)

Dopo la festa dell’Epifania siamo ancora nel tempo natalizio fino alla Domenica successiva, il Battesimo del Signore.
La venuta di Gesù come uomo fra gli uomini invita a decidere dove indirizzare il cuore. «Dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.» Se il cuore tiene veramente al Signore Gesù non si dovrebbe temere alcuna cosa, come quei servi che rimangono fedeli al loro padrone e tornando li trova vigilanti e pronti. La differenza rispetto a un padrone è che se il Signore ci trovasse così lui stesso diventerebbe nostro servitore.
C’è una ricompensa per chi ha il cuore con il Signore, ed è fatta non di cose, di averi ma di stima, dignità, fiducia, gioia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 12,34-44 di martedì 7 gennaio 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Epifania del Signore

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI LUNEDÌ 6 GENNAIO 2020
“In quel tempo. Nato il Signore Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele». Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.” (Mt 2,1-12)

La manifestazione del Signore Gesù, la presenza divina che si fa visibile agli uomini, è l’Epifania del Signore.
Oggi in particolare si ricorda la manifestazione del Signore poco dopo la sua nascita a Betlemme dove circondato dall’affetto di Maria e di Giuseppe, è visitato dai Magi.
C’è grande gioia nel vedere il manifestarsi di Dio come un piccolo bambino in fasce che ha bisogno della vicinanza dei genitori come un qualsiasi neonato. Ma è Dio, venuto come uomo fra gli uomini. I Magi sanno dell’importanza di questo bambino e offrono alcuni doni: l’oro, riconoscimento della regalità di Gesù; incenso, riconoscimento della divinità del Signore; mirra, prezioso profumo usato per la sepoltura, indica quello che Gesù offrirà per la salvezza delle sue creature: la sua vita.
Gesù si manifesta e vuole essere visto ancora oggi dagli occhi della fede dei credenti perché il mondo può ancora salvarsi con molti cuori che si accorgano di lui.
Signore manifesta la tua presenza nei nostri cuori perché possiamo vivere la grazia della fede con intensità e testimoniare la tua presenza nei nostri cuori.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 2,1-12 di lunedì 6 gennaio 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)