Martedì della settimana della I Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI MARTEDÌ 3 SETTEMBRE
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai discepoli: «Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”. L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”. Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”. Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce».” (Lc 16,1-8)

Un amministratore disonesto rinuncia al guadagno di prestiti dal lui elargiti facendo sconti ai debitori affinché siano riconoscenti quando sarà caduto in rovina. L’elogio è per la scaltrezza di quest’uomo disonesto che ha saputo ben gestire la sua situazione di difficoltà per potersi garantire una sopravvivenza.
Ma quanto sarebbe migliore il mondo se le molte astuzie in gran parte al limite della legalità o disoneste usate per il profitto personale fossero invece indirizzate per costruire un mondo più giusto? Probabilmente basterebbe solo una parte di quella enorme scaltrezza per i propri interessi perché il mondo cambiasse in meglio verso una più equa distribuzione delle ricchezza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 16,1-8 di martedì 3 settembre 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della I Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI LUNEDÌ 2 SETTEMBRE
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».” (Lc 15,8-10)

La conversione di un’anima è motivo di gioia. Da una situazione di ombra, di cecità, di peccato non visto o desiderato passa alla novità buona che dona speranza e vita. La conversione ha in se la sensibilità delle cose cattive e buone e ci si allontana da quelle cattive perché se compiute si sente nel cuore la mortificazione dell’anima. Un’anima convertita è già una strada di bene e di gioia per molti.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 15,8-10 di lunedì 2 settembre 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)

I Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI DOMENICA 1° SETTEMBRE
“In quel tempo. Quando il Signore Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: «Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta». Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». .” (Mt 4,12-17)

Il regno dei cieli si fa vicino, Gesù vuole illuminare chi dalle tenebre non riesce più a scorgere un piccolo raggio di luce di salvezza. Attraverso l’azione misericordiosa di Gesù si apre la possibilità di essere risollevati da dove sembrava impossibile rialzarsi. Con quest’azione rinasce il coraggio nel cuore dell’uomo, quel coraggio che dona la forza di cambiare vita in modo profondo per riguadagnare quella vita degna di questo nome. Giovanni il Battista diede quell’esempio forte di fedeltà e coerenza che attrasse molte persone verso un cammino di conversione, ed ecco esso si realizza con Gesù che dona a piene mani la salvezza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 4,12-17 di Domenica 1° settembre 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della Domenica che precede il martirio di San Giovanni il Precursore

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Lettura del Vangelo e commento
(L’audio delle Sante Messe tornerà alla fine d’agosto.)

IL VANGELO DI SABATO 31 AGOSTO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà».” (Gv 12,24-26)

Chi si perde per le altre persone, chi dedica la propria esistenza nel darsi gratuitamente, nel donarsi, è come il chicco di grano che muore e produce molto frutto. Si tratta della sequela, del seguire il Signore Gesù per capire la giusta direzione del donarsi e in questo si trova la vera e propria felicità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 12,24-26 di sabato 31 agosto 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della Domenica che precede il martirio di San Giovanni il Precursore

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Lettura del Vangelo e commento
(L’audio delle Sante Messe tornerà alla fine d’agosto.)

IL VANGELO DI VENERDÌ 30 AGOSTO
“In quel tempo. Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo sul Signore Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa Maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.».” (Gv 1,35-42)

Giovanni il Battista indica l’agnello di Dio ai suoi discepoli, due dei quali si staccano e seguono Gesù per vedere dove era la sua dimora.
Giovanni il Battista indica e indirizza verso il Signore Gesù che è la persona da seguire, Giovanni ne è il testimone senza remore, senza tenere per se nulla altrimenti non sarebbe stato un buon profeta.
Grazie a Giovanni il Battista iniziano a raggrupparsi attorno al Signore i primi discepoli che diventeranno Apostoli. La testimonianza verace riguardo Gesù è importante per indirizzare persone verso una nuova e piena vita che in divenire potrebbero avere anche un ruolo importante nella storia della salvezza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 1,35-42 di venerdì 30 agosto 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)

MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE – FESTA

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Lettura del Vangelo e commento
(L’audio delle Sante Messe tornerà alla fine d’agosto.)

IL VANGELO DI GIOVEDÌ 29 AGOSTO
“In quel tempo. Erode aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri. Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto. E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.” (Mc 6,17-29)

La festa del martirio di Giovanni il Battista è momento importante nella Chiesa ambrosiana a tal punto che le Domeniche seguenti si chiameranno prima Domenica dopo il Martirio di san Giovanni il battista, seconda Domenica dopo il martirio … e così via .
Colui che Gesù proclamerà come il più grande dei profeti viene ucciso perché diceva la verità e non solo riguardo la moglie di Erode, Erodìade che era già sposta con il fratellastro di Erode ma aveva il coraggio di dire sempre la verità, con molta schiettezza e in ogni occasione.
Testimone della fede in Dio, precursore del Signore Gesù, per mezzo della perfidia della moglie di Erode, Giovanni il Battista viene martirizzato. Erodìade rappresenta il dramma del puntare solo e unicamente su una gloria terrena e di nascondere sempre le cose che non vanno bene pur di ottenere un grado di rispettabilità e potere ma solo terreno. E’ la perdita della propria anima, della serenità, poiché non vi è altro che ricerca di astute vie nella menzogna e di cercare di eliminare le persone che potrebbero minare queste vie.
Giovanni il Battista viene dunque ucciso perché testimone di Gesù e della verità.
Quanto invece è rasserenante essere nella verità anche se a volte non ci si riesce sempre per una fragilità dell’uomo ma si tenta con le proprie forze di essere sulla via della verità portata da Gesù. Essere veri e schietti a volte induce a contrasti ma si diventa persone vere e lontane dalla falsità, in cammino di fede e di gioia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 6,17-29 di giovedì 29 agosto 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della Domenica che precede il martirio di San Giovanni il Precursore

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Lettura del Vangelo e commento
(L’audio delle Sante Messe tornerà alla fine d’agosto.)

IL VANGELO DI MERCOLEDÌ 28 AGOSTO
“In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re. Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”».” (Lc 7,24b-27 )

Gesù stesso chiarisce chi è Giovanni il Battista che per alcuni poteva anche essere scambiato per il Cristo.
Giovanni il Battista non è un uomo scostante come una canna sbattuta dal vento ma al contrario fedele e costante alla sua missione.
Non è un suddito alla corte, un adulatore del re ma colui che dice la verità.
E’ l’ultimo e più grande dei profeti della storia della salvezza. Siamo allo spartiacque di due grandi epoche della storia dell’umanità, prima di Cristo e dopo Cristo e Giovanni il Battista ne à testimone e profeta.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 7,24b-27 di mercoledì 28 agosto 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della Domenica che precede il martirio di San Giovanni il Precursore

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Lettura del Vangelo e commento
(L’audio delle Sante Messe tornerà alla fine d’agosto.)

IL VANGELO DI MARTEDÌ 27 AGOSTO
“In quel tempo. Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile». Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.” (Lc 3,15-18)

Giovanni il Battista non vuole essere scambiato per il Messia lui stesso, sa molto bene della sua missione e chi è: un uomo profeta di Dio. La grandezza del Signore Gesù è talmente ampia che il profeta più grande non è degno neanche di chinarsi e slegare i lacci dei sandali del Signore.
Giovanni chiarisce bene che è a servizio di Dio per preparare la strada a Gesù che battezzerà con lo Spirito Santo e il fuoco dell’amore di Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 3,15-18 di martedì 27 agosto 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della Domenica che precede il martirio di San Giovanni il Precursore

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Lettura del Vangelo e commento
(L’audio delle Sante Messe tornerà alla fine d’agosto.)

IL VANGELO DI LUNEDÌ 26 AGOSTO
“In quel tempo. Vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».” (Mc 1,4-8)

L’annuncio di Giovanni il Battista prepara all’evento storico più importante per l’intera umanità, sta per avvenire la rivelazione di Gesù in mezzo al suo popolo Israele, il Figlio di Dio, il Messia. L’evento del Creatore in mezzo alle sue creature.
Giovanni il Battista prepara tutto ciò e con la sua forza e coscienza d’essere solo un uomo, creatura di Dio, battezzava con quel battesimo di conversione e perdono dei peccati. Ma dopo la passione, morte e risurrezione del Signore Gesù, il battesimo avrà la presenza di Dio nel battezzato: lo Spirito Santo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 1,4-8 di lunedì 26 agosto 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)

Domenica che precede il martirio di san Giovanni il Precursore

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Lettura del Vangelo e commento
(L’audio delle Sante Messe tornerà alla fine d’agosto.)

IL VANGELO DI DOMENICA 25 AGOSTO
“In quel tempo. I discepoli si avvicinarono al Signore Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?». Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me. Chi invece scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare. Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che vengano scandali, ma guai all’uomo a causa del quale viene lo scandalo! Se la tua mano o il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo e gettalo via da te. È meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, anziché con due mani o due piedi essere gettato nel fuoco eterno. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te. È meglio per te entrare nella vita con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna del fuoco. Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli».” (Mt 18,1-10)

La domanda dei discepoli a Gesù. “chi è il più grande?” cioè chi ha più forza in una determinata qualità oppure chi ha più potere rispetto agli altri discepoli e quindi ne è superiore?
Una domanda molto umana e la risposta decostruisce la stessa domanda: il più piccolo è il più grande. Gesù ribalta la prospettiva dei discepoli, conta chi non conta, vale di più chi è più piccolo. Un cuore che non si gonfia ne insuperbisce ma placa la sua anima in Dio come un bambino si affida al suo papà, è grande nel regno dei cieli.
E’ meglio essere consci di essere poveri, deboli, insiti nella propria pochezza che rimanere orgogliosi e perdere la propria anima.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 18,1-10 di Domenica 25 agosto 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)