Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Martedì 6 Maggio 2025
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera. Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce.
Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato. Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita.
Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio?
Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».” (Gv 5,31-47)
Continua il discorso di Gesù a quei Giudei increduli, sembra un appello accorato, fatto con il cuore, perché chi veramente lo ascoltasse potesse prendere coscienza della salvezza e della rinnovata speranza della vita eterna.
I segni, le opere compiute da Gesù dovrebbero essere una chiara indicazione per ogni persona e anche per i Giudei. Ma i cuori sono duri e l’amore di Dio non è in loro, Gesù è visto come un avversario e non come il Cristo da loro stessi atteso. Queste stesse persone credono di trovare la salvezza nelle Scritture, nella Bibbia, ma la conoscenza non è sufficiente e se considerata come unica fonte della fede a volte fa cadere in una illusione di essere nel giusto e di salvarsi da soli.
La vera conoscenza è il rapporto con Dio, attraverso la seconda persona della Trinità, Gesù, e con quell’azione d’amore dello Spirito Santo. La vera salvezza è in un rapporto con il Signore senza escludere le Scritture.
Aiutaci Signore in cammini di fede e di speranza.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 5,31-47 – Martedì 6 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)