Festa dei santi Innocenti martiri Tempo di Natale Rito Ambrosiano Domenica 28 Dicembre 2025
“In quel tempo. Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo». Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio». Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi. Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremia: «Un grido è stato udito in Rama,
un pianto e un lamento grande:
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata,
perché non sono più».” (Mt 2,13b-18)
A Betlemme i bambini dai due anni in giù furono uccisi per ordine di Erode, si presume che che questi bambini fossero alcune decine al massimo, dato che Betlemme era un villaggio e nella regione circostante vi erano pochi nuclei abitativi. Erode arrivò a questa decisione perché temeva quel nuovo Re nato a Betlemme, una minaccia per il suo potere e per quello della sua discendenza. Pensava che Gesù avrebbe preso il potere per governare al suo posto. Erode prende una decisione che disprezza la vita, diffonde dolore, rancori, incita l’odio. La decisione fu di estrema cattiveria, quel Re nato a Betlemme sarà invece di pace e nulla gli importerà dei poteri terreni ma della salvezza di ogni uomo e di ogni donna. Il Natale del Signore Gesù vuole portare una notizia nei cuori che non riescono ad amare e che vogliono risolvere le questioni con la forza, la prepotenza e a qualsiasi costo. È invece possibile vivere in pace, costruire la pace. Santi Innocenti martiri, con la vostra intercessione donate pace in questo mondo così intriso di contese.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Matteo 2,13b-18 – Domenica 28 Dicembre 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)
san Giovanni apostolo ed evangelista Tempo di Natale Rito Ambrosiano Sabato 27 Dicembre 2025
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Pietro: «Seguimi». Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?» .Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera.” (Gv 21,19c-24)
Al temine del Vangelo secondo Giovanni c’è il “seguimi” di Gesù rivolto a Pietro. L’invito è di essere colui che, a capo della Chiesa, abbia sempre come riferimento Gesù. Pietro dovrà seguire fedelmente d’ora in poi l’insegnamento del Signore, dovrà esserne il suo vicario in terra. Il Signore non solo non lascia l’uomo, gli concede anche responsabilità, azione nella storia della salvezza. L’uomo dev’essere libero di far parte con Dio e in questo è richiesta la sua adesione in piena libertà, una adesione di fede e d’amore.
In questo importante momento del “seguimi” rivolto a Pietro, l’altro discepolo, san Giovanni, era presente. È il più giovane degli Apostoli ed era probabilmente anche il più benvoluto da Gesù e gli era concessa una certa libertà di movimento. San Giovanni aveva una fede ferrea, era sotto quella Croce con la Madonna quando Gesù la affidò come sua madre poco prima che tutto fosse compiuto. San Giovanni fu investito di questa grazia, era il primo figlio di Colei che sarebbe diventata la Madre della Chiesa.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 19,9c-24 – Sabato 27 Dicembre 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)
Santo Stefano, primo martire Tempo di Natale Rito Ambrosiano Venerdì 26 Dicembre 2025
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato. Se io non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato».” (Gv 15,18-22)
Santo Stefano il primo martire, ucciso a causa della fede per il Signore Gesù Cristo. Il martire è persona che non rinuncia alla fede ed è disposto a rinunciare alla vita terrena nella certezza di una futura ed eterna vita. Una delle cause del martirio è l’odio verso la persona fedele e in questo caso verso santo Stefano che era in piena comunione con il Signore. L’odio è quel sentimento di forte e perdurante malevolenza, dove si desidera il male o la rovina altrui. Questo è stato uno dei fattori che hanno poi generato la lapidazione di santo Stefano. Dopo la gioia natalizia e nel tempo natalizio, la bellezza della celebrazione della nascita è seguita subito da una delle più crudeli forme di ingiustizia, la lapidazione calunniosa di S. Stefano. Il tempo di Natale dunque ci offre questa alternanza di dolcezza divina e crudeltà umana ma con la testimonianza di fede che può rafforzare la nostra debole e incerta fede. Custodiamo nel cuore la gioia, l’umiltà, la speranza, la fede.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 15,18-22 – Venerdì 26 Dicembre 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)
Tempo di Natale Rito Ambrosiano Giovedì 25 Dicembre 2025
“In quei giorni. Un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio. C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».
[Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.]” (Lc 2,1-14)
Un bambino. Novità, speranza, futuro.
Novità è la presenza di un piccolo bambino che si affaccia a questo mondo
e vorremmo tanto far vedere solo cose belle a quei occhi che guarderanno,
far udire solo dolci parole all’udito che si affina,
fare fare i primi passi solo in ameni paesaggi per quei primi movimenti di gioia.
Speranza è in quel piccolo perché potrebbe essere molto differente da noi
e portare finalmente un messaggio di vera pace, di gioia, di luce che fende i timori di un futuro buio fatto di contese e guerre.
Una speranza che arriva dall’amore di questo bambino
dove il mio io rimane disarmato, in un possibile amore che si apre verso altre persone.
Futuro è quel piccolo bambino così fragile e così bisognoso di tutto. Ha bisogno della vicinanza amorevole dei suoi genitori, di essere accudito in ogni cosa, di ricevere tenerezza e affetto. Ha bisogno di sentirsi accolto e benvoluto perché possa essere una persona speciale che doni luce, via, verità e vita.
Benvenuto piccolo Gesù in questo mondo così martoriato, malato di presunzione e potere, così assetato di te anche se spesso non lo sa.
Benevento piccolo Gesù, per ognuno, per ogni persona, credente o non credente, accesa o spenta, entusiasta o disillusa, innamorata o abbandonata.
Benvenuto piccolo Gesù, per chi non sa dove posare il capo povero fra i poveri.
Benvenuto piccolo Gesù, per i malati quando la speranza e il conforto diventano in quella visita così inaspettata che scalda il cuore.
Benvenuto, per chi è morto dentro, vivo nel corpo e magari anche in salute ma mortificato da continue ingiustizie, angherie, calunnie, ruberie.
Benvenuto piccolo Gesù per quella persona da tutti dimenticata. “Oggi nella città di Davide è nato per voi un Salvatore che è Cristo Signore”
Benvenuto Cristo Signore, luce vera nel mondo, luce di vicinanza e non accecante, che si fa vicino dove è accolto, accettato, per portare serenità e pace.
Benvenuto Gesù piccolo bambino che chiedi di essere accolto e non vuoi importi, non vuoi dettare normative o fardelli pesanti. Chiedi di essere scelto, di essere amato e di stare nella legge dell’amore.
Un piccolo Bambino che è Dio entra nella sua creazione come creatura, umile, nella povertà, nella semplicità. Quella culla fatta di fieno diventa la più preziosa dell’universo, quella stalla, quella grotta diventa luogo di adorazione, luogo di Dio fra gli uomini.
Benvenuto Gesù in questo mondo perché tu possa essere una persona speciale con dei doni: novità, speranza, futuro. Novità che è la speranza di un futuro dove le armi tacciano.
Luce che riscalda i cuori sofferenti,
via per dirigere i passi verso il bene,
verità senza compromessi
e vita per tornare a vivere verso un futuro di pace.
Buon Natale.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Luca 2,1-14 – Giovedì 25 Dicembre 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)
Tempo d’Avvento Rito Ambrosiano Martedì 23 Dicembre 2025
“In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.” (Lc 1,1-5)
Maria ormai prossima al parto e Giuseppe affrontano un viaggio non breve e non privo di difficoltà, da Nàzaret a Betlemme. Questo viaggio d’obbligo per via del censimento è fatto perché Giuseppe essendo della discendenza davidica doveva recarsi a Betlemme. Si compie così il disegno di Dio fedele alle scritture per cui a Betlemme sarebbe nato il Cristo. “E tu, Betlemme di Èfrata,
così piccola per essere fra i villaggi di Giuda,
da te uscirà per me
colui che deve essere il dominatore in Israele;
le sue origini sono dall’antichità,
dai giorni più remoti. (Michea 5,1)
Si tratta della nascita di Gesù. Vieni Signore Gesù!
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Luca 2,1-5 – Martedì 23 Dicembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo d’Avvento Rito Ambrosiano Lunedì 22 Dicembre 2025
“In quel tempo. Zaccaria, suo padre, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo:
“Benedetto il Signore, Dio d’Israele,
perché ha visitato e redento il suo popolo,
e ha suscitato per noi un Salvatore potente
nella casa di Davide, suo servo,
come aveva detto
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:
salvezza dai nostri nemici,
e dalle mani di quanti ci odiano.
Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri
e si è ricordato della sua santa alleanza,
del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre,
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore, in santità e giustizia
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,
per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza
nella remissione dei suoi peccati.
Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio,
ci visiterà un sole che sorge dall’alto,
per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre
e nell’ombra di morte,
e dirigere i nostri passi
sulla via della pace”.
Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.” (Lc 1,67-80)
Zaccaria esprime la sua gioia nel cuore, sono fra le prime parole che pronuncia dopo essere stato muto per nove mesi, la gravidanza di Elisabetta. Lo Spirito Santo è in lui e le parole sono di benedizione, misericordia, liberazione. L’uomo viene liberato dai molti impedimenti grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio. Zaccaria si sente perdonato, graziato in profonda comunione con il Signore e non può che dirlo con il suo cantico. Benedetto il Signore, Dio d’Israele. Signore conduci tutti i nostri passi sulla via della pace per diventarne piccoli costruttori. Avvinci i nostri cuori con la luce della tua grazia per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte e ritornare a essere persone vive e piene di speranza. Vieni Signore Gesù!
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,67-80 – Lunedì 22 Dicembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
o Domenica della divina maternità della B.V. Maria Tempo d’Avvento Rito Ambrosiano Domenica 21 Dicembre 2025
“In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».” (Lc 1,26-38a)
La Domenica dell’Incarnazione non è la festa dell’Annunciazione, quella del 25 marzo. Oggi, la Domenica prima del Natale del Signore, si mette alla luce l’incarnazione di Gesù nel seno immacolato di Maria dopo il suo sì. È la Divina maternità della Beata sempre Vergine Maria. Si focalizza il fatto che il verbo si è fatto carne e questo nel grembo della Beata Sempre Vergine Maria, è la partenza dell’opera della redenzione, della misericordia di Dio nei confronti del creato. Nel Credo durante la Messa diciamo riguardo a Gesù: “Per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo”. L’incarnazione di Gesù è nel seno di Maria, Gesù viene generato come uomo in Maria. Colui che è grande nel salvare inizia dall’atto di umiltà per eccellenza, si incarna come ogni creatura iniziando dal concepimento come qualsiasi uomo. La delicatezza del Signore Gesù è il volersi incarnare e nascere come qualsiasi neonato con quella umiltà divina che fa trasparire la sua onnipotenza. Colui che può tutto, ma veramente tutto, si fa piccolo per salvarci, Colui che è onnipotente sceglie la via del diventare un neonato bisognoso di attenzioni, amore, cura da parte di Maria. Non è abdicare a essere Dio onnipotente, è usare l’onnipotenza con amore per essere solidale con l’uomo che si è perso. Vieni Signore Gesù!
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,26-38a – Domenica 21 Dicembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo d’Avvento Rito Ambrosiano Sabato 20 Dicembre 2025
“In quel tempo. Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei. Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.” (Lc 1,57-66)
Nasce Giovanni il Battista. La nascita è prodigiosa ormai nota in tutta la regione circostante e molti sono stupiti e rallegrati dalla misericordia di Dio che ha voluto manifestare in Elisabetta e a Zaccaria. A quest’ultimo ritorna la voce, le prime parole sono di benedizione verso Dio. La voce è ritornata, la fede è rinsaldata e il dubbio di Zaccaria riguardo alla nascita del bimbo da una coppia in tarda età è cancellato dalla misericordia di Dio. Si sta componendo la preparazione alla nascita di Gesù con la nascita del Precursore, Giovanni il Battista. La domanda percorre molti cuori: «Che sarà mai questo bambino?» Un bambino che preparerà la via al Signore Gesù ridonando speranza a molti. Vieni Signore Gesù!
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,57-66 – Sabato 20 Dicembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo d’Avvento Rito Ambrosiano Venerdì 19 Dicembre 2025
“In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore».” (Lc 1,39-46)
Al sesto mese di gravidanza di Elisabetta, Maria riceve l’annuncio della nascita di Gesù dall’Arcangelo Gabriele e viene informata che sua cugina Elisabetta è incinta. Maria concepisce. Subito si mette in viaggio e va da sua cugina Elisabetta. L’incontro è particolare e pieno di gioia non solo per Elisabetta e per Maria ma anche per bimbo nel grembo di Elisabetta la quale ha capito: «A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?» Elisabetta ha compreso che ha con se la madre di Dio, si sta realizzando qualche cosa di molto importante. La storia della salvezza si compie anche con la collaborazione delle donne, sante, che vivono con gioia l’esperienza di essere delle collaboratrici di Dio. Vieni Signore Gesù!
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,39-46 – Venerdì 19 Dicembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo d’Avvento Rito Ambrosiano Giovedì 18 Dicembre 2025
“In quel tempo. L’angelo disse a Zaccaria: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio. Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo». Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto. Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: «Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini».” (Lc 1,19-25)
Zaccaria non crede all’annuncio dell’arcangelo Gabriele, è scettico che una tale grazia, la nascita di un bambino, possa realizzarsi nella sua famiglia in così tarda età per sua moglie e lui stesso. Per la sua incredulità, per non aver creduto all’annuncio dell’arcangelo Gabriele, rimarrà muto finché nascerà Giuseppe. Elisabetta nel giro di poco tempo capisce di aver concepito ma tiene la cosa nascosta per cinque mesi durante i quali Zaccaria rimarrà muto e costretto a credere a quell’annuncio fatto dall’angelo. Tutto si sta realizzando per la nascita del Salvatore. Vieni Signore Gesù!
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,19-25 – Giovedì 18 Dicembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)