Venerdì della settimana della I Domenica dopo Pentecoste

san Bonifacio, vescovo e martire
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Venerdì 5 Giugno 2026

“In quel tempo. Sul far del giorno il Signore Gesù uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato». E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.” (Lc 4,42-44)

L’annuncio del Vangelo non riguarda solo una frazione della popolazione, riguarda tutte le persone di qualsiasi lingua, popolo, nazione. Quest’annuncio è dato anche in quei luoghi ostili verso il Signore Gesù.
Gesù non permane nel luogo dove aveva predicato anche se molto cercato. Vuole annunciare la speranza di salvezza anche in altri luoghi, in altre città, in alcune accolto e in altre rifiutato.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 42-44 – Venerdì 5 Giugno 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Santi Corpo e Sangue di Cristo

Solennità
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Giovedì 4 Giugno 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse alle folle dei Giudei: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.  Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».” (Gv 6,51-58)

Nell’estate del 1263, il sacerdote Pietro da Praga, ebbe dubbi sulla presenza reale del Corpo e Sangue di Cristo nella Eucarestia, l’ostia e il vino consacrati. Per questa ragione si recò a Roma per pregare sulla tomba di Pietro che lo rasserenò molto.
Ritornando si fermò a Bolsena, dove i dubbi lo assalirono nuovamente. Il giorno successivo celebrò la messa nella Grotta di Santa Cristina. Al momento della consacrazione l’ostia cominciò a sanguinare sul corporale, concluse in fretta la celebrazione, e avvolse l’ostia nel corporale e andò subito in sacrestia. Durante il tragitto alcune gocce di sangue caddero sul marmo del pavimento e sui gradini dell’altare.
Urbano IV dichiarò la soprannaturalità dell’evento e, per ricordarlo, l’11 agosto 1264 estese a tutta la Chiesa la solennità chiamata Corpus Domini, Santi Corpo e Sangue di Cristo.
Sangue versato, Corpo donato.
La solennità del Corpo e Sangue di Cristo celebra la presenza reale del Signore Gesù Cristo nell’Eucarestia: vero Corpo, vero Sangue.
È il dono del Signore Gesù che vuole essere presente fino al termine della esistenza del mondo. Gesù non vuole lasciare sole le sue creature e ha donato a noi tutti la sua presenza reale nell’Eucaristia nella forma del pane dove è realmente il Corpo e Sangue di Cristo. Vuole essere talmente in una comunione profonda con noi che ci ha lasciato la possibilità dell’Eucarestia perché possiamo essere in Gesù e Gesù in noi. La santissima Eucarestia ci dona la vita eterna in quella presenza reale di Cristo che dischiude a piene mani il suo amore, la sua misericordia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,51-58 – Giovedì 4 Giugno 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della I Domenica dopo Pentecoste

Santi Carlo Lwanga e compagni, martiri
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Mercoledì 3 Giugno 2026

“In quel tempo. Uscito dalla sinagoga, il Signore Gesù entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva. Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.” (Lc 4,38-41)

La guarigione della suocera di Simone fa in modo che ella si alzi subito in piedi. C’è un ritorno ad essere vivi con una gioia di essere a servizio.
Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva.
Lo scopo di Gesù non era quello della guarigione universale guarendo tutta l’umanità dalle malattie. Lo scopo di Gesù era quello di portare un messaggio di salvezza e di conversione dei cuori verso Dio misericordioso che ci tiene ad ogni creatura. Per questo Gesù guariva molte persone per dare una indicazione, una speranza di eternità oltre la vita terrena.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 4,38-41 – Mercoledì 3 Giugno 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della I Domenica dopo Pentecoste

Santi Marcellino e Pietro, martiri
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 2 Giugno 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «In verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro». All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.” (Lc 4,25-30)

Prima della venuta di Gesù vi erano stati alcuni miracoli e alcuni segni. Con la venuta di Gesù questi si moltiplicarono notevolmente. Le numerose guarigioni da malattie e le liberazioni dal male di molte persone, sarebbero dovute essere un segno per le persone che attendevano il Cristo. Invece gli abitanti della regione dove era cresciuto Gesù si sdegnarono e volevano gettarlo giù da un monte sul quale era costruita Nazareth.
Spesso vi sono due reazioni rispetto a Gesù: da una parte lo sdegno che colpisce il cuore delle persone incredule, dall’altra lo stupore di incontrare una la Salvezza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 4,25-30 – Martedì 2 Giugno 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della I Domenica dopo Pentecoste

san Giustino, martire
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì 1° Giugno 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria».” (Lc 4,14-16.22-24)

Gesù è profondamente cambiato da quando prima era a Nazareth, ha iniziato la sua missione è ha con se la potenza dello Spirito Santo. È Gesù con una grande sapienza. Va a Nazareth nella Sinagoga. legge la Scrittura e la commenta come normalmente fa ogni sabato. Nel luogo dove era cresciuto aveva però suscitato perplessità perché lo avevano visto crescere. Pur essendo meravigliati delle sue parole non riuscivano a credere in lui. Vedevano in Gesù il figlio di Giuseppe, il falegname, e non riuscivano a capire come fosse diventata una persona così sapiente. Ma Gesù è Dio, è la seconda persona della Santissima Trinità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 4,14-16.22-24 – Lunedì 1° Giugno 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Santissima Trinità

Solennità
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 31 Maggio 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».” (Gv 16,12-15)

La solennità della Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo.
È la manifestazione del Dio trino e uno, ha voluto manifestarsi nelle tre persone uguali e distinte.
Noi creature ci sentiamo dei singoli, singole persone che però hanno bisogno di contatti con le altre persone, hanno bisogno di socialità, di essere, quando ci si riesce, in armonia con gli altri.
Così è la santissima Trinità in sè, è in perfetta armonia fra le tre persone come se fossero una. Ma sono distinte. Ciò è impossibile per l’uomo, essere in perfetta armonia con altre persone ma possiamo essere imitatori dell’idea di Dio del suo infinito amore che ci vuole in fratellanza e armonia fra noi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 16,12-15 – Domenica 31 Maggio 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana dopo Pentecoste

san Paolo VI, papa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 30 Maggio 2026

“In quel tempo. Gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che il Signore Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».” (Mt 28,16-20)

I discepoli andarono come indicato da Gesù sul monte in Galilea. Gesù era risorto e quando i discepoli lo videro dubitarono. Eppure il Signore lo annunciò quando era con loro, l’uomo è incredulo, difficile che si riesca a farsi trasportare dall’amore e sostituisca la sua incredulità con la fiducia nel Signore Gesù.
Gesù fa andare via il dubbio, affida ai discepoli una missione importante, diffondere il Vangelo nel mondo, assicurandoli con la sua presenza: «Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 28,16-20 – Sabato 30 Maggio 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana dopo Pentecoste

Santi Sisinio, Martirio e Alessandro, martiri e Vigilio, vescovo
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Venerdì 29 Maggio 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore.” (Lc 6,12-16)

Gesù fa un discernimento, si mette in una condizione di preghiera al fine di prendere alcune importanti decisioni. Si tratta di una scelta in una comunione perfetta con Dio Padre. Sono chiamati dodici uomini molto diversi fra loro, con le loro incertezze, debolezze e con dei bei doni. Undici di essi saranno poi in grado di diventare testimoni del Signore e diffondere la fede cristiana nel mondo.
Solo a Simone viene cambiato il nome in Pietro, avrà un ruolo importante di responsabilità della Chiesa di Gesù, dovrà essere servo di tutti in un costante servizio nella Chiesa.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 6,12-16 – Venerdì 29 Maggio 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana dopo Pentecoste

beato Luigi Biraghi, sacerdote
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Giovedì 28 Maggio 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!». La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me».” (Gv 12,27-32)

Dopo la sua passione, morte e risurrezione, il Signore Gesù ha attratto a sé molte persone, anche alcune che lo avevano condannato.
«E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me».
Oggi guardando la Croce si vedono le braccia aperte di Gesù quasi a voler abbracciare ogni persona perché possa accorgersi del suo amore ed essere salvata dalla frenesia, ipocrisia, arrivismo, per ritrovare una dimensione umana nell’amore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo giovanni 12,27-32 – Giovedì 28 Maggio 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Mercoledì 27 Maggio 2026

“In quel tempo. Le folle si accalcavano attorno al Signore Gesù. E una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, la quale, pur avendo speso tutti i suoi beni per i medici, non aveva potuto essere guarita da nessuno, gli si avvicinò da dietro, gli toccò il lembo del mantello e immediatamente l’emorragia si arrestò. Gesù disse: «Chi mi ha toccato?». Tutti negavano. Pietro allora disse: «Maestro, la folla ti stringe da ogni parte e ti schiaccia». Ma Gesù disse: «Qualcuno mi ha toccato. Ho sentito che una forza è uscita da me». Allora la donna, vedendo che non poteva rimanere nascosta, tremante, venne e si gettò ai suoi piedi e dichiarò davanti a tutto il popolo per quale motivo l’aveva toccato e come era stata guarita all’istante. Egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace!».” (Lc 8,42b-48)

Gesù sente uscire da sé qualche cosa perché qualcuno lo aveva toccato. Sembra una forza guaritrice uscita da Gesù senza che vi sia stata la sua intenzione.
«Qualcuno mi ha toccato. Ho sentito che una forza è uscita da me»
Una forza d’amore che ripara e guarisce le persone è spontaneamente uscita dal Signore. Gesù non ha messo direttamente la sua volontà in questa guarigione, ma fa parte della sua missione di annuncio di salvezza e di guarigione. C’è una condizione per la persona che vuole essere guarita: la volontà e il crederci veramente per essere persona redenta e guarita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 8,42b-48 – Mercoledì 27 Maggio 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)