Domenica che precede il Martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 23 Agosto 2026

“In quel tempo. I sommi sacerdoti, gli scribi e gli anziani mandarono dal Signore Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso. Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?». Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio». E rimasero ammirati di lui.” (Mc 12,13-17)

Alcuni farisei ed erodiani sono inviati da importanti esponenti politici e religiosi di Israele: sommi sacerdoti (oggi diremmo vescovi), scribi custodi della Legge (diremmo teologici e/o biblisti) e anziani. Questi avevano ormai deciso di uccidere Gesù.
Questi scribi e erodiani hanno il compito di mettere in difficoltà Gesù tentando di fargli esprimere un’opinione a favore o contro rispetto agli invasori Romani.
”È lecito o no pagare il tributo a Cesare?”
Se vi fosse stata una risposta positiva di Gesù poteva essere accusato di violare la sacralità del Tempio, essere un collaboratore dei Romani anche se molti ebrei pagavano il tributo a Roma.
Se vi fosse stata una risposta negativa avrebbe avuto difficoltà con il potere romano, sarebbe stato un rivoluzionario contro il potere di Roma e poteva essere arrestato.
La risposta di Gesù come di consueto spiazza tutti: le cose importanti non vanno mischiate con il denaro, la propria coscienza non va mischiata con i soldi. C’è una sfera importante dell’uomo che non ha a che fare con il denaro, in questa sfera il denaro non può nulla: si chiama amore.
Quello che è dello stato, strade, acquedotti, servizi, sostenetelo con i tributi, quello che è di Dio, la vita, l’amore, rendetelo a Dio.
«Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 12,13-17, Domenica 23 Agosto 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della XII Domenica dopo Pentecoste

B.V. Maria Regina
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 22 Agosto 2026

“In quel tempo. Partito di là, il Signore Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidone. Ed ecco, una donna cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.” (Mt 15,21-28)

Gesù si era ritirato sulla costa vicino alle città di Tiro e Sidone dopo che Giovanni il Battista era stato decapitato da Erode. Per prudenza si era allontanato ma continuava la sua missione di evangelizzazione.
Una donna non ebrea, cananea, chiede pietà al figlio di Davide. L’atteggiamento di Gesù stupisce. La ignora. Il motivo è la fedeltà alla missione che Gesù doveva realizzare ed era esclusivamente per le «pecore perdute della casa d’Israele»
Chiunque sarebbe stato scoraggiato da una risposta così sentendosi escluso dalla missione di Gesù. Ma la donna insiste, è un fatto d’amore nei confronti di sua figlia «Signore, aiutami!»
La fede di questa donna, il suo coraggio e la sua determinatezza superano quelle di tanti della casa d’Israele, Gesù ne rimane stupito e agisce esaudendo la richiesta della donna.
L’offerta di salvezza inizia a diventare universale, sarà poi così nei primi passi della Chiesa di Gesù che si rivolgerà a tutte le genti.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 15,21-28, Sabato 22 Agosto 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della XII Domenica dopo Pentecoste

san Pio X, papa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Venerdì 21 Agosto 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Taglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».” (Lc 13,6-9)

Un albero di fichi è senza alcun frutto ed è da tre anni che non vi sono i suoi frutti. L’albero di fichi è Israele e il padrone dell’albero è Dio. Il padrone vorrebbe che quest’albero fosse tagliato poiché ha già avuto ben tre anni per dare i suoi frutti. Ma il vignaiolo che è Gesù dice di pazientare ancora un anno dando tutto quello che è necessario perché l’albero possa dare frutto.
Con l’arrivo del Signore Gesù, Israele ha avuto una grande possibilità di riappacificarsi con Dio e di ritornare alla bellezza dell’annuncio della salvezza grazie all’atteso Gesù Cristo. Alcuni se ne sono accorti, altri no.
Così oggi dovremmo imitare la pazienza del Signore Gesù, diventare persone che diano sempre una possibilità di riscatto, di credere, di aderire alla fede mettendo a loro agio le persone che non credono o si sono allontanate dalla fede in Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 13,6-9, Venerdì 21 Agosto 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della XII Domenica dopo Pentecoste

san Bernardo, abate e dottore della Chiesa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Giovedì 20 Agosto 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ancora alle folle: «Perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto? Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo». In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».” (Lc 12,54a.57-13,5)

Gesù dalla esperienza umana porta due esempi, il primo come comportarsi nei confronti di un avversario e il secondo come un giudizio generalizzato e tradizionalmente consolidato sia spesso errato.
La prima riflessione riguarda un avversario che si accanisce contro di te. È necessario cercare innanzitutto un punto di contatto, un dialogo perché la cosa si possa ricomporre prima che sia troppo tardi. Il tuo avversario è tuo fratello, per questo necessita dialogo, comprensione, accordo per riappacificarsi.
La seconda riflessione è quel giudizio popolare e in questo caso riguarda due drammi, alcuni Galilei uccisi da Pilato e quei 18 rimasti uccisi a causa del crollo della torre di Siloe. Si pensava che certamente queste persone avessero subito queste disgrazie a causa dei loro peccati. Non è così. Non c’è un collegamento diretto ed esclusivo con una disgrazia e il peccato personale. Quelli erano peccatori come tutti gli altri. La disgrazia può capitare non legata al peccato personale.
«quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,54a.57-13,5, Giovedì 20 Agosto 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della XII Domenica dopo Pentecoste

san Giovanni Eudes, sacerdote
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
mercoledì 19 Agosto 2026

”In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ancora alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo?».” (Lc 12,54-56)

Gesù afferma la capacità delle persone nel giudicare il tempo atmosferico in base all’arrivo di nuvole o alla direzione del vento. La valutazione dell’uomo è buona. Anche oggi siamo bravi nelle previsioni del tempo con l’ausilio della tecnologia nel prevedere scenari futuri di riscaldamento globale della terra prevedendo le ondate di calore che stiamo sperimentando.
Gesù però dice alle folle di essere commedianti riguardo al tempo storico che stanno vivendo e ne avrebbero la capacità di capire. Gesù, viene rifiutato da molti perché non avevano alcuna visione obiettiva su quello che stava accadendo sotto i loro occhi, accecati dalla superbia. Non potevano valutare il tempo che stavano vivendo con una grande perdita, quella di riconoscere di essere visitati dal Gesù Cristo, l’atteso, Colui che porta salvezza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,54-56, Mercoledì 19 Agosto 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della XII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 18 Agosto 2026

”In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».” (Lc 12,49-53)

Dopo aver predicato e fatto molti miracoli, Gesù riassume la sua esperienza, osserva che la sua missione ha gettato fuoco sulla terra, ha provocato nuovi movimenti di cuore e attende con angoscia il termine della sua missione. Quel battesimo, la sua passione morte e risurrezione
Se la pace, la concordia, la solidarietà erano obiettivi d’amore, la sua Parola ha invece provocato divisioni, ha svelato i cuori nella loro verità. È quello che dovranno affrontare i suoi discepoli, vi saranno divisioni anche all’interno della famiglie.
La conseguenza della verità detta e messa alla luce non porta nell’immediato pace ma divisione. È l’unica via che può aprire al perdono per comporre giustizia e avere possibilità di pace.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,49-53, Martedì 18 Agosto 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della XII Domenica dopo Pentecoste

san Massimiliano Maria Kolbe, sacerdote e martire
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì17 Agosto 2026

”In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi. Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire” e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più»..” (Lc 12,42b-48)

Il Signore Gesù aveva parlato con i suoi discepoli sulla vigilanza stando svegli perché non si conosce né il giorno né l’ora in cui arriverà il giudizio.
Pietro aveva chiesto se le cose dette da Gesù fossero solo per loro o per tutti, ne segue la risposta do Gesù nel Vangelo.
Si tratta di un amministratore dei beni di un padrone. Se li ha gestiti bene senza alcuna ruberia allora lo si può dire beato. Se li ha gestiti male approfittandone e trattando male i servi avrà una severa punizione.
Se vi sono persone che conoscevano bene la volontà di Dio e la trasgrediscono riceveranno una severa punizione. Se non conoscevano bene la volontà di Dio ne riceveranno una meno severa.
Amando, si fa la volontà di Dio quella riassumile nel comandamento dell’amore:
Il primo [comandamento] è: Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore;
amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza.
Il secondo è questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso.
Non c’è altro comandamento più grande di questi”
(Marco 12,29-31)

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,42b-48, Lunedì 17 Agosto 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

XII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 16 Agosto 2026

”In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano:
“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”.
È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori”. Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».
Allora si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: «Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidone fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».” (Mt 11,16-24)

La normale dinamica del mormorio, pettegolezzo la troviamo oggi nel Vangelo. Sembra una tradizione antichissima purtroppo non positiva.
«È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori”»
Gesù nel suo passaggio terreno ha incontrato molte persone ed è stato oggetto di numerosi mormorii da coloro che non volevano accoglierlo e cercavano solo il modo di screditarlo, di far diminuire la sua buona fama nei confronti della gente.
Alcune di queste persone erano critiche sia riguardo a Giovanni il Battista sia riguardo a Gesù. Sul primo perché era troppo rigido nella essenzialità della sua vita, Giovanni il Battista, sul secondo perché agiva con una assoluta libertà non escludendo i peccatori per i quali era venuto.
Questa rigidità di questi cuori era dettata più che altro dalla paura, quella del cambiamento, quella della perdita della posizione sociale, quella dello scossone di equilibri politici.
Per paura molti rifiutarono di accogliere la salvezza in persona, Gesù Cristo, e di rimanere nella mediocrità piuttosto che iniziare a vivere in modo diverso verso la misericordia portata da Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 11,16-24, Domenica 16 Agosto 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Assunzione della B.V. Maria

Solennità
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 15 Agosto 2026

“In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre»” (Lc 1,39-55)

«L’immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo.» (dal Dogma proclamato 1° novembre 1950 da Pio XII)
Maria in fretta si dirige verso la città dove abita Elisabetta, sua parente. Percorrere una lunga distanza di circa 150Km poiché Elisabetta probabilmente si trovava in una località vicino a Gerusalemme e Maria partiva da Nazareth. Un viaggio di speranza con quelle conferme già vere nel cuore: Maria diventerà la Madre di Gesù, la Madre di Dio e la Madre della Chiesa di Gesù.
Maria saluta Elisabetta e la risposta è quel sobbalzare di gioia del bimbo in grembo di Elisabetta, c’è già la presenza di Dio, la presenza dello Spirito Santo. Elisabetta pronuncia quella benedizione su Maria e suo Figlio nel suo grembo dicendo chi è:
«A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?»
Maria è la Madre di Dio. Il Magnificat, la risposta di Maria, è il riconoscimento che è tutta opera di Dio la salvezza del popolo di Israele nelle varie epoche della storia della salvezza.
La solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, è la speranza della fede cristiana, veramente Maria è stata assunta in cielo in anima e corpo, è un suo esclusivo privilegio, il suo corpo non vedrà la corruzione e subito Maria è nella beatitudine.
Maria è già in cielo dando un messaggio d’amore, la speranza di un destino per tutte le persone che vogliono essere unite a Gesù in questo transito terreno nella fede, nella carità, nell’amore. Ma lo è anche per coloro che sono lontani donando quella luce materna che può far rinascere l’amore in chiunque.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,39-55, Sabato 15 Agosto 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della XI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Venerdì 14 Agosto 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Per questo io vi dico: non preoccupatevi per la vita, di quello che mangerete; né per il corpo, di quello che indosserete. La vita infatti vale più del cibo e il corpo più del vestito. Guardate i corvi: non séminano e non mietono, non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. Quanto più degli uccelli valete voi! Chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? Se non potete fare neppure così poco, perché vi preoccupate per il resto?».” (Lc 12,22-26)

La custodia e l’attenzione di Dio per l’uomo suo creatura fanno parte del suo amore per noi. Confidare nel Signore come Colui che è presente nella nostra esistenza, è anche confidare nella sua azione nella storia per me, per te e per tutti noi. Non siamo delle pedine anonime senza nome cui dobbiamo andare incontro a un incerto destino magari già prefissato, al contrario siamo creature con un nome conosciuto dal Signore Gesù, amate. C’è la provvidenza che è una espressione della fiducia verso Dio. Confidare nella provvidenza è essere presone credenti.
Confidando nel Signore potremmo anche evitare le troppe preoccupazioni che altrimenti ci schiaccerebbero e non ci farebbero vivere la giornata che sarebbe dominata solo da continui pensieri. Senza trascurare i vari problemi potremmo liberare spazi nella nostra mente, nel nostro cuore, per essere felici.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,22-26, Venerdì 14 Agosto 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)