Sant’Anàtalo e tutti i vescovi milanesi

Tempo dopo Pentecoste
Festa
Rito ambrosiano
Mercoledì 18 Settembre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».” (Mt 7,24-27)

Una rovina grande cade su una casa perché non salda, le fondamenta sono deboli. Così chiunque si affida a cose temporanee che poi finiscono e magari velocemente, quando poi si ritrova con se stesso scopre il nulla, di essere facilmente soggetto a guai e tentazioni di ogni genere.
La perseveranza nell’ascolto della Parola del Signore inducono a costruire qualche cosa di solido perché non è temporanea ma eterna. L’essere costanti nel tempo nella fede e nell’ascolto della Parola di Dio è un grande passo di speranza per ogni persona.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 7,24-27 – Mercoledì 18 Settembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
san Sàtiro
Rito ambrosiano
Martedì 17 Settembre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».” (Lc 18,1-8)

Un giudice e una vedova. La vedova non ha da offrire nulla al giudice perché possa farle giustizia. Il giudice non è disposto a fare giustizia gratuitamente alla vedova. Ma per la continua insistenza ella viene esaudita.
Se umanamente un giudice disonesto fa giustizia, ancora di più la farà Dio Padre. Questa è la speranza, di un Dio che ama e persegue sempre e in ogni caso la giustizia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 18,1-8 – Martedì 17 Settembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
santi Cornelio, papa e Cipriano, vescovo, martiri
Rito ambrosiano
Lunedì 16 Settembre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti. Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà. In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della moglie di Lot. Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva». ” (Lc 17,26-33)

Nei giorni di Noè l’umanità si era persa, senza Dio, senza solidarietà reciproca, senza gesti che potevano essere di fratellanza, ognuno era come per se e l’egoismo prevaleva. Così se pur differentemente nei giorni di Lot, nipote di Abramo che aveva scelto la splendida valle dove vi erano le città di Sodoma e Gomorra ma anche in questo caso prevaleva il sé, l’egoismo il fare per avere solo vantaggi personali prevaleva. Ma
«Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva»
Uscendo da se stessi si scopre la gioia delle altre persone e la vicinanza fraterna nella solidarietà in un movimento che diventa di carità, d’amore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 17,26-33 – Lunedì 16 Settembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito ambrosiano
Domenica 15 Settembre 2024

“In quel tempo. Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò dal Signore Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio». Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito». Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro d’Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo».” (Gv 3,1-13)

Nicodemo faceva parte del gruppo di Giudei che non comprendevano o non volevano accettare che Gesù fosse il Cristo da loro atteso.
Nicodemo, uno dei capi dei Giudei e quindi persona importante, ha un atteggiamento differente rispetto a molti altri: vuole capire, non si ferma a un giudizio negativo riguardo Gesù basato sullo studio delle scritture e ben giustificato da persone molto colte. Vuole andare oltre, vuole conoscere Gesù.
Non è possibile infatti giudicare una persona se non la si conosce. Prima di ogni giudizio dovremmo sempre fare quello sforzo forte di conoscenza anche se abbiano già una opinione a volte ben radicata riguardo una persona.
Nicodemo dunque fa una esplorazione con timore, va di notte da Gesù per non essere visto dai suoi colleghi e inizia un confronto.
Gesù testimonia a Nicodemo, c’è una nuova nascita dall’acqua e dallo spirito, c’è il battesimo dove l’acqua è veicolo di perdono in una nuova dimensione cristiana dove la legge diventa legge d’amore, amore. Lo Spirito, anch’esso donato nel Battesimo, è la presenza di Dio nella persona battezzata.
Questa è la testimonianza che Gesù dice a Nicodemo, c’è una via dove la persona rinasce in acqua e spirito perché si accorga della bellezza della vita e del messaggio di gioia e eternità disponibile per ogni uomo e donna.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Gv 3,1-13 – Domenica 15 Settembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della II Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Festa del Signore
Rito ambrosiano
Sabato 14 Settembre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Nicodèmo: «Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».” (Gv 13,3-17)

La croce fu usata dai Romani per i condannati a morte come strumento di supplizio e poi abolito dal 320 d.C. da Costantino.
Gesù è stato innalzato su quella Croce ed è diventata l’albero della vita, il punto di riferimento per ogni cristiano, rappresenta non solo un segno da appendere su una parete ma rappresenta la via preziosa di salvezza attraverso l’unico sacrificio di Cristo.
«Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Gv 3,13-17 – Sabato 14 Settembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della II Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
san Giovanni Crisostomo, vescovo e dottore della Chiesa
Rito ambrosiano
Venerdì 13 Settembre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».” (Lc 17,22-25)

I farisei pensavano che il regno di Dio si manifestasse con segni visibili ed evidenti. Il regno di era vicino a loro, Gesù, ma non credevano. Ma quando sarà compiuta la missione di Gesù nascerà un desiderio di vederlo e vi saranno molti falsi annunci: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli.” La seconda venuta di Gesù nella nostra fede cristiana sarà gloriosa ed evidente per ognuno.
«Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno.»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire
Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 17,22-25 – Veberdì 13 Settembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della II Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
santo Nome della B.V. Maria
Rito ambrosiano
Giovedì 12 Settembre 2024

“In quel tempo. Lungo il cammino verso Gerusalemme, il Signore Gesù attraversava la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».” (Lc 17,11-19)

Dieci lebbrosi sono guariti. Gesù compie un suo atto di misericordia, tutti guariti.
Solo uno di essi, un straniero samaritano non benvoluto dai Giudei, torna a ringraziare Gesù per la guarigione riconoscendo in lui la divinità, si prostra.
Gesù è meravigliato per la fede del Samaritano, l’unico ad esprimerla con convinzione. Questa fede ha salvato il Samaritano in spirito e corpo, la fede salva l’uomo. Signore accresci la nostra fede!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire
Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 17,11-19 – Giovedì 12 Settembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della II Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito ambrosiano
Mercoledì 11 Settembre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stringiti le vesti ai fianchi e servimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».” (Lc 17,7-10)

Un servizio di un servo è dovuto al suo padrone. Il servizio di un dipendente è dovuto al suo principale, c’è un accordo contrattuale. Al termine di ogni giorno nulla è dovuto al servo e al dipendente.
Così il testimone del Signore che è invitato a dire la gioia di una salvezza inaspettata giunta da Dio e che appartiene a Dio e non al testimone, al termine del servizio gratuito di annuncio del Vangelo dovrebbe sentirsi come un “servo inutile”.
«Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire
Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 17,7-10 – Mercoledì 11 Settembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della II Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Giovanni Mazzucconi, sacerdote
Rito ambrosiano
Martedì 10 Settembre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo; ma se si pentirà, perdonagli. E se commetterà una colpa sette volte al giorno contro di te e sette volte ritornerà a te dicendo: “Sono pentito”, tu gli perdonerai».
Gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe».” (Lc 17,3b-6)

Il tema del perdono ha una duplice azione di coraggio e umiltà. Il fratello o la sorella che commette un errore bisogna dapprima rimproveralo con mitezza. Dopo questa azione spiritualmente coraggiosa ne segue una seconda dove bisogna metterci l’umiltà. Se c’è il pentimento allora si perdona.
Questo non una volta ma tutte le volte che potrebbe capitare l’errore.
Il tema della fede nella seconda parte del brano evangelico sottolinea la difficoltà umana di affidarsi al Signore, l’avere fede in lui. Una persona che ha fede trasforma la vita nella speranza e nella carità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire
Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 17,3b-6 – Martedì 10 Settembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della II Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
san Pietro Claver, sacerdote
Rito ambrosiano
Lunedì 9 Settembre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «È inevitabile che vengano scandali, ma guai a colui a causa del quale vengono. È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi!».” (Lc 17,1-3a)

I piccoli nel nel Vangelo sono coloro che hanno scoperto da poco la fede, stanno facendo i primi passi magari con passione. Se incontrano una persona che gli ostacola, che gli scandalizza, facilmente essi si perdono o se ne vanno da altre parti pieni di delusione.
La vigilanza è il rimedio per non essere contro testimoni involontari, ad esempio con un atteggiamento di stanchezza nel trattare superficialmente chi sta compiendo i primi passi della fede.
La bellezza è riuscire a comunicare la gioia nell’essere cristiani.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire
Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 17,1-3a – Lunedì 9 Settembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)