Conversione di san Paolo, apostolo

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Festa
Giovedì 25 Gennaio 2024

“In quel tempo. Pietro disse al Signore Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».” (Mt 19,27-29)

Oggi è la festa della conversione di san Paolo apostolo. Festa perché da persecutore di cristiani diventa un cofondatore della Chiesa di Gesù. Un cambio radicale, profondo come è richiesto ad ognuno per ricondurre i cristiani in una nuova unità. Oggi è l’ultimo giorno dedicato alla unità dei cristiani delle varie confessioni nell’unica fede trinitaria. Gesù illumina i cuori perché vi siano nuovi passi di riconciliazione, perdono, vicinanza e unità.
Signore Gesù,
Che hai pregato perché
tutti siano una cosa sola,
ti preghiamo per l’unità dei cristiani,
come Tu la vuoi,
con i mezzi che tu vuoi.
Che lo Spirito Santo ci doni
di avvertire il dolore della separazione,
di vedere il nostro peccato
e di sperare al di là di ogni speranza.
Amen.

Preghiera composta dai membri della Comunità Chemin Neuf secondo la preghiera di padre Couturier.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 19,27-29 – Giovedì 25 Gennaio 2024 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della III Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
san Francesco di Sales, vescovo e dottore della Chiesa
Mercoledì 24 Gennaio 2024

“In quel medesimo giorno, venuta la sera, il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?». Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».” (Mc 4,35-41)

La fede vince la paura. «Perché avete paura? Non avete ancora fede?» dice il Signore rivolto ai suoi discepoli che temevano per la loro vita a causa della tempesta. Se avessero avuto fede, la tempesta non avrebbe causato tanto timore e vi sarebbe stata una reazione per riuscire ad uscirne vivi. Ma i discepoli si sentirono perduti, non c’era più nulla da fare secondo loro e il loro maestro, Gesù, dormiva.
Gesù interviene e placa la tempesta, torna la pace e richiama i suoi discepoli alla fede cui avranno bisogno nei tempi futuri.
Gesù, dona fede a quanti credono in te.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 4,26-34 – Martedì 22 Gennaio 2024 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della III Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
santi Bàbila, vescovo, e i Tre Fanciulli martiri
Martedì 23 Gennaio 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.” (Mc 4,26-34)

Il Regno di Dio cresce con la collaborazione dell’uomo come nella parabola. Un uomo getta il seme sule terreno, inizia con fiducia la semina. Quell’uomo dovrà curare il campo anche se la crescita del seme va per conto suo ed è indipendente dalla sue volontà. Così il Regno di Dio che cresce grazie alla fiducia degli uomini.
Il Regno di Dio diventa ampio, grande come un granello di senape che diventa un grande albero.
Il Regno di Dio può essere nei cuori quando c’è fede, speranza e carità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 4,26-34 – Martedì 22 Gennaio 2024 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della III Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
san Vincenzo, diacono e martire
Lunedì 21 Gennaio 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva a quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».” (Mc 4,10b.24-25)

Un uomo che giudica in modo molto severo senza lasciare spazio alla comprensione, anche a lui sarà usato lo stesso metro di giudizio, severo e impietoso.
Un uomo che giudica con misericordia cercando aspetti di bene, anche a lui sarà usato lo stesso metro di giudizio, misericordioso e compassionevole.
Un uomo che ha nel cuore il bene, gli sarà dato molto di più.
Un uomo che ha nel cuore l’egoismo, gli sarà tolto anche quello che crede di avere.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 4,10b.24-25 – Lunedì 22 Gennaio 2024 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

III Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Domenica 20 Gennaio 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati. Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui». E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.” (Mt 14,13b-21)

Gesù si allontana dalla folle per ritirarsi un poco in una zona disabitata. Il desiderio è quello di riprendere le forze spirituali e corporali. Ma le folle lo seguono. E così Gesù continua ad esprime il suo amore intenso per le sue creature, esprime opere di misericordia guarendo i malati.
La folla è dimentica del magiare, aveva una cibo più forte nello stesso Signore Gesù il quale continua nella sua compassione e fa in modo che quei cinque pani e due pesci siano abbondanti per diverse migliaia di persone.
Nulla è dimenticato dal Signore, tutto è ricordato con la sua misericordia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 14,13b-21 – Domenica 21 Gennaio 2024 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
san Sebastiano, martire
Venerdì 19 Gennaio 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare loro con parabole: «Un uomo piantò una vigna, la circondò con una siepe, scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Al momento opportuno mandò un servo dai contadini a ritirare da loro la sua parte del raccolto della vigna. Ma essi lo presero, lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. Mandò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo insultarono. Ne mandò un altro, e questo lo uccisero; poi molti altri: alcuni li bastonarono, altri li uccisero. Ne aveva ancora uno, un figlio amato; lo inviò loro per ultimo, dicendo: “Avrànno rispetto per mio figlio!”. Ma quei contadini dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e l’eredità sarà nostra!”. Lo presero, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna. Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e farà morire i contadini e darà la vigna ad altri. Non avete letto questa Scrittura:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi?”
».
E cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. Lo lasciarono e se ne andarono.” (Mc 12,1-12)

Un uomo piantò una vigna e mette in condizione ottimale coloro che avrebbero dovuto lavorarci per dare dei buoni frutti.
Ma questo non accadde e la vigna fu considerata come proprietà e tutto il raccolto fu trattenuto e i servi inviati dal padrone della vigna sono tutti trattati male, alcuni vengono anche uccisi.
Inconcepibilmente il padrone della vigna manda il figlio amato. Fa questo perché vuole bene ai vignaioli e vorrebbe che tornassero sulle loro decisioni e si convertissero. Ma anche il figlio fu ucciso.
Queste persone hanno scartato il fondamento come lo scartare una pietra che diviene d’angolo, fondamento di un edificio.
Signore aiutaci a non inciampare nelle divisioni e a cercare l’unità come bellezza di una unica Chiesa.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 12,1-12 – Sabato 20 Gennaio 2024 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
san Fabiano, papa e martire
Venerdì 19 Gennaio 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva a quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!».” (Mc 4,10b.21-23)

Un uomo che vive nella luce ha pace, armonia nel cuore. Non ha nulla da nascondere, e questo vuole dire che non ci sono dei comportamenti sbagliati, cose gravi. Non c’è nulla di segreto che messa alla luce farebbe vergognare quell’uomo.
Le persone luminose cercano sempre il bene, le cose buone nelle altrui persone, promuovono la pace e la giustizia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 4,10b.21-23 – Venerdì 19 Gennaio 2024 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Cattedra di san Pietro Apostolo

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Festa
Giovedì 18 Gennaio 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».” (Mt 16,13-19)

La settimana dell’unità dei cristiani inizia con la celebrazione della Cattedra di san Pietro Apostolo. Il tema di quest’anno cui tutti i cristiani delle diverse confessioni sono chiamati a meditare è “Amerai il Signore Dio tuo … e il prossimo tuo come te stesso”.
Tutti siamo accomunati dalla esclamazione di Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Ogni cristiano di qualsiasi confessione (cattolica, ortodossa, protestante) crede nel Figlio del Dio vivente, crede in Gesù. Poi vi sono delle differenze anche sostanziali ma la convinzione comune è nell’unico Dio trinitario che vuole la salvezza di tutti.
S. Pietro Apostolo prega perché un giorno l’uomo capisca il grande valore dell’essere in una unica Chiesa, quella di Gesù.
Signore Gesù,
Che hai pregato perché
tutti siano una cosa sola,
ti preghiamo per l’unità dei cristiani,
come Tu la vuoi,
con i mezzi che tu vuoi.
Che lo Spirito Santo ci doni
di avvertire il dolore della separazione,
di vedere il nostro peccato
e di sperare al di là di ogni speranza.
Amen.

Preghiera composta dai membri della Comunità Chemin Neuf secondo la preghiera di padre Couturier.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 13,16-19 – Giovedì 18 Gennaio 2024 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
sant’Antonio, abate
Mercoledì 17 Gennaio 2024

“In quel tempo. Giunsero la madre e i fratelli del Signore Gesù e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».” (Mc 3,31-35)

Chi è dalla parte di Dio, chi tiene a fare la volontà del Signore, allora è in una amicizia con Gesù come accade fra parenti, fra fratelli, sorelle, genitori. Si crea un legame stretto, si diventa fratelli, sorelle di Gesù.
Quando c’è la cosa importante condivisa, se pur nelle diversità di ognuno con caratteri, capacità, età molto diverse, allora vi è la stessa volontà di realizzare la vita sotto la luce del Signore. Con questo fermo desiderio sfocia la solidarietà gli uni gli altri, la capacità della concordia e dell’armonia fra persone molto differenti. Come fra fratelli e sorelle in Cristo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 3,31-35 – Mercoledì 17 Gennaio 2024 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Martedì 16 Gennaio 2024

“In quel tempo. Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni». Ma il Signore Gesù li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».” (Mc 3,22-30)

Se il perdono viene rifiutato, come può quella persona che lo ha rifiutato essere comunque perdonata? Non sarebbe forse una violenza perdonare comunque non rispettando la libertà della persona che ha rifiutato il perdono?
«chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna»
Nella formula di assoluzione nell’ambito del Sacramento della Riconciliazione il Sacerdote dice fra l’altro: “(Dio) … e ha effuso lo Spirito Santo per il perdono dei peccati”
Il rifiuto dello Spirito Santo, la bestemmia contro lo Spirito Santo è il rifiuto del perdono di Dio, è il rifiuto di ogni ispirazione benigna, è il rifiuto alla vita.
Meglio dire: vieni Spirito Santo nel mio cuore, illuminami!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 3,22-30 – Martedì 16 Gennaio 2024 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)