Venerdì della settimana della II Domenica dopo la Dedicazione

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Venerdì 7 novembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».” (Gv 14,2-7)

«Io sono la via, la verità e la vita»
Gesù indica la direzione (via) buona che si può prendere solo in un affidamento nel fidarsi di Gesù nella convinzione che è Colui che non tradisce e non delude. Gesù nella via intrapresa mette alla luce la verità nelle cose e nelle persone (verità) illuminando la persona facendo vedere le stesse cose viste prima ma con occhi nuovi. Gesù dona la pienezza dell’esistenza facendo uscire dalla mediocrità verso il giocarsi e il donarsi (vita), in questo il fedele trova la vita sia nelle gioie che nelle tribolazioni.
Gesù è la risposta: «Io sono la via, la verità e la vita».

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 14,2-7 – Venerdì 7 novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della II Domenica dopo la Dedicazione

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Giovedì 6 novembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui.” (Gv 8,28-30)

«Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono»
Gesù stava parlando con gli scribi e i farisei che lo volevano accusare. Dice loro che quando lo avranno crocefisso, “innalzato il Figlio dell’uomo”, solo dopo la sua crocifissione conosceranno che Gesù è Dio, il cui nome è “Io Sono”.
Oggi credere in Gesù è sempre più necessario per incominciare a comporre vie di solidarietà, ascolto. La fede, la speranza e la carità ne sono i cardini.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 8,28-30 – Giovedì 6 novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della II Domenica dopo la Dedicazione

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Mercoledì 5 novembre 2025

“In quel tempo. Di nuovo il Signore Gesù parlò agli scribi e ai farisei e disse: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Gli dissero allora i farisei: «Tu dai testimonianza di te stesso; la tua testimonianza non è vera». Gesù rispose loro: «Anche se io do testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado. Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. E anche se io giudico, il mio giudizio è vero, perché non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato. E nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone è vera. Sono io che do testimonianza di me stesso, e anche il Padre, che mi ha mandato, dà testimonianza di me». Gli dissero allora: «Dov’è tuo padre?». Rispose Gesù: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio».” (Gv 8,12-19)

Le tenebre sono un aspetto dell’esistenza umana, è illusorio considerarsi esenti da ogni ombra, illudersi di essere perfetti in un cammino di luce e di fede. Qui forse manca l’aspetto dell’umiltà che fa prendere coscienza dell’imperfezione, degli sbagli e peccati consapevoli e inconsapevoli.
La strada è la Luce del mondo: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita»
Gesù dona la luce nel cammino dell’uomo. Si evita la tenebra e si rimane in vita, nell’anima, nello spirito. Per questo necessita un cammino di conoscenza del Signore Gesù, importante per essere ben guidati. Vi sono quei strumenti che la Chiesa propone, Messa, preghiera comunitaria, preghiera personale, l’ascolto della Parola per essere in comunione con il Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 8,12-19 – Mercoledì 5 novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Carlo Borromeo

Solennità
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 4 novembre 2025

“In quel tempo. Diceva il Signore Gesù ai farisei: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore».” (Gv 10,11-15)

San Carlo Borromeo Arcivescovo di Milano visitò tutta la Diocesi che all’epoca nel XVI secolo si stendeva fra la Lombardia, il Veneto, la Liguria e persino una parte della Svizzera.
Santo pastore per si voleva il bene dei fedeli e si operava senza risparmiarsi in questo. Gli dobbiamo la fondazione di molti Seminari dove ancora oggi su essi vi è il suo motto Humiltas.
Il buon pastore vuole bene alle sue pecore e da la sua vita. Così san Carlo diede la sua vita per i fedeli perché si accorgessero dell’amore di Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 10,11-15 – Martedì 4 novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della II Domenica dopo la Dedicazione

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì 3 novembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò. Se mi amate, osserverete i miei comandamenti».” (Gv 14,12-15)

«chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste».
Gesù dona fiducia all’uomo conferendogli il potere di compiere opere che lui stesso ha compiuto, anzi di più grandi.
L’uomo da parte sua dovrebbe avere fiducia e credere nel Signore Gesù osservando i suoi comandamenti. L’affidamento al Signore diventa cosa importante. La preghiera è ascoltata se ha un contenuto d’amore con quella direzione di richiesta di pace.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 14,12-15 – Lunedì 3 novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Commemorazione di tutti i fedeli defunti

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 2 novembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai Giudei: «Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato. In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna».” (Gv 5,21-29)

«chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.»
La Parola del Signore dona speranza nella suo inspiegabile e intenso amore per l’umanità. L’ascolto della Parola e il fatto di crederci e di viverla è la possibilità della vita, quella eterna senza andare incontro al giudizio.
Sappiamo che chi fece il bene avrà una risurrezione di vita, chi fece il male una risurrezione di condanna. Il giudizio è del Signore, necessario a causa dell’adesione dell’uomo al male. Se l’uomo fosse rimasto fedele a Dio, non sarebbe necessario alcun giudizio, sarebbe stata un’esistenza in armonia e comunione senza falsità, omicidi, adulteri, false testimonianze, desideri sbagliati quelli privi d’amore.
A causa della caduta dell’uomo, dei molti errori della mancanza d’amore è necessario il giudizio di Dio.
Ma la sua misericordia, la conoscenza della miseria del cuore dell’uomo, dà una grande speranza di passare dalla morte alla vita perché coloro che si affidano con sincerità al Signore Gesù avranno certo la vita e non andranno incontro ad alcun giudizio.
La commemorazione di tutti i fedeli defunti è nella speranza che essi siano già nella beatitudine nella schiera dei santi grazie alla misericordia di Dio. La nostra importante preghiera per i nostri cari è un rinnovato slancio per loro verso la beatitudine in cielo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 5,21-29 – Domenica 2 novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Tutti i Santi

Solennità
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 1° novembre 2025

““Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
“Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli” (Mt 5,1-12a)

Tutti i Santi. Un santo può essere una persona che veramente ha la speranza nel cuore perché custodisce la fede. Vuole la pace con tutto il suo cuore ed è disposto a donarsi perché possa essere rintrodotta l’armonia fra persone molto diverse fra loro con uno sguardo che seppellisce l’odio, il rancore, la vendetta e si inizia a conoscersi iniziando un dialogo.
La solennità di tutti i Santi è festeggiare coloro che sono già nella beatitudine celeste, probabilmente hanno vissuto confidando nella misericordia di Dio, lasciandosi plasmare dal suo amore misericordioso che penetra le fibre di ogni cuore riconducendole a una nuova dimensione d’amore.
Tutti i Santi, oggi vogliamo ampliare la nostra speranza facendo memoria di una moltitudine di persone che hanno già concluso il loro passaggio terreno e sono nel Paradiso. Persone che in modo molto diverso hanno incontrato Gesù, in quel fare gratuito per gli altri, in quel pregare e confidare nel Signore, in quei tentativi spesso falliti di riconciliazione.
Persone normali che hanno vissuto nella semplicità la loro cristianità e non sono ricordate con un nome sul calendario o in una memoria di qualche Messa.
Queste persone possono intercedere per noi, possono essere quel grande veicolo di speranza e rafforzo di fede.
Tutti i Santi, tutti Voi Santi, pregate perché anche il nostro cammino possa essere cristiano, condito d’amore, pieno di speranza verso una eternità piena di felicità.
Madonna della Pace, Regina di tutti i Santi, intercedi per noi, guidaci verso la pace, che possiamo essere seminatori di pace per essere anche noi un giorno fra tutti i Santi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 5,1-12a – Sabato 1° novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della I Domenica dopo la Dedicazione

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Venerdì 31 Ottobre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».” (Mt 10,40-42)

Il profeta annuncia cose che potrebbero accadere, negative e anche catastrofiche se l’uomo non decide di cambiare e convertirsi. Cose liete se vi è un buon cuore nell’uomo.
Il giusto vuole l’equità e lotta contro le ingiustizie in difesa dei poveri e degli oppressi.
Chi accoglie una di queste persone perché in sintonia con Gesù, sarà ricompensato. Ma anche chi farà una cosa molto piccola come dare un bicchiere d’acqua a uno dei piccoli che credono in Gesù, anch’esso sarà ricompensato perché il Signore guarda i gesti fatti con bontà.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 10,40-42 – Venerdì 31 Ottobre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della I Domenica dopo la Dedicazione

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Giovedì 30 Ottobre 2025

“In quel tempo. Pietro disse al Signore Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».” (Mt 19,27-29)

Qualsiasi persona che abbia lasciato beni e si sia allontanato dai familiari per Gesù, ha una promessa di ricevere cento volte tanto. Questo è vero, si riceve molto ed è richiesto dare moto. Si ricevono molte cose belle, e si ricevono anche dispiaceri. È comunque impagabile quello che si riceve quando ci si affida a Gesù, quando non ci si appoggia alla tecnologia, all’avere molti beni, ma confidare nella presenza del Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 19,27-29 – Giovedì 30 Ottobre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della I Domenica dopo la Dedicazione

sant’Onorato di Vercelli, vescovo
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Mercoledì 29 Ottobre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un’altra, commette adulterio». Gli dissero i suoi discepoli: «Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi». Egli rispose loro: «Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».” (Mt 19,9-12)

Gli eunuchi citati nel Vangelo, sono uomini che non hanno la facoltà di procreare. Generalmente erano i custodi delle regine nelle coorti. C’è chi per scelta decide di non avere rapporti con l’altro sesso per seguire una strada di particolare consacrazione.
«Chi può capire, capisca»
Vi sono persone che hanno deciso di essere celibi o nubili, una scelta per essere in una speciale comunione con il Signore. Questa scelta non è compresa dai più, “come è possibile essere in questa condizione per tutta la vita senza affetti..?”
Si tratta di un pensiero che non considera la grandezza della gioia e della profondità d’amore che il Signore dona in questi casi. Le persone che hanno fatto questa scelta non sono certo esenti da problemi ma sono più libere nella loro vita consacrata senza togliere nulla a chi ha fatto la scelta di sposarsi con le sue gioie e dolori.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 19,9-12 – Mercoledì 29 Ottobre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)