Mercoledì della settimana della V Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
sant’Enrico
Mercoledì 13 Luglio

VANGELO
“In quel tempo. Andarono dal Signore Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti». Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».” (Lc 8,19-21)

La madre, Maria, e gli amici più stretti volevano contattare Gesù, erano preoccupati per lui poiché era continuamente circondato da folle, mai un momento libero.
Saputo questo Gesù afferma che la sua vera parentela sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono nel cuore, la vogliono vivere. Costoro sono fratelli, sorelle di Gesù.
Non dunque un rapporto di parentela (la madre) oppure di stretti conoscenti e alcuni discepoli (fratelli), ma un rapporto che nasce dall’ascolto attento della parola del Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 8,19-21 Mercoledì 13 Luglio 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della V Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santi Nàbore e Felice, martiri
Martedì 12 Luglio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce. Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce. Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere».” (Lc 8,16-18)

Una lampada la si pone in modo che possa illuminare la stanza al meglio.
Una persona vuole far sentire la propria voce perché ha da testimoniare qualche cosa di bello, vuole tramettere un poco di gioia, una buona notizia.
Una persona tiene ben nascosto qualche cosa che non dev’essere saputo perché evidenzierebbe un peccato, un qualche cosa di sgradevole. Ma i segreti più nascosti sono visti con chiarezza dagli occhi di Dio.
Per capire che si sta sbagliando è quando si afferma; “non bisogna dirlo a nessuno”, e questo non per una semplice e doverosa riservatezza, ma perché ciò danneggerebbe se stesso con ignominia.
meglio essere sinceri con se stessi, con il prossimo e soprattutto con Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 8,16-18 Martedì 12 Luglio 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Benedetto, abate

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Festa
Lunedì 11 Luglio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».” (Gv 15,1-8)

Gesù esorta i suoi discepoli a rimanere in lui in una comunione profonda con il Signore. Così si fa chiesa come un tralcio d’uva (un fedele) nutrito dalla vite (la Parola del Signore) una volta potato è in grado di regalare frutti (l’annuncio del Vangelo).
Un modo per essere nutrito dal Signore Gesù è che faccia parte della quotidianità. Se quello che si pensa e quello che si fa non è disgiunto dal Signore ma è condotto alla luce della sua Parola, del suo Vangelo, allora si è in una buona comunione con il Signore Gesù. La propria esistenza non è privata di questa comunione con il Signore ma ne fa parte. Così facendo si diventa in qualche modo discepoli del Signore, suoi testimoni, vivendo la vita quotidiana nell’operosità del lavoro, nello studio, nelle faccende, nel riposo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 15,1-8 Lunedì 11 Luglio 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

V Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 10 Luglio

VANGELO
“In quel tempo. Un tale chiese al Signore Gesù: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori. Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio».” (Lc 13,23-29)

Alcune persone pensando sotto sotto di essere buone e religiose, sono certe che avranno un futuro nella gloria nel regno dei cieli, di essere nella pace del Paradiso. Sono quelle persone che nel nome di Gesù magari insegnano, predicano, fanno qualche elemosina. Manca amore.
Se tutto viene compiuto senza amore anche atti di bontà e apparente carità, tutto è vano. La domanda è perché si agisce così?
Gesù non da privilegi particolari, non basta pensare di essere un “cristiano impegnato”, nel regno dei cieli bisogna indirizzarsi con la propria coscienza, non basta essere uno “di famiglia” o far parte di qualche gruppo carismatico o di preghiera.
Necessita l’amore. Nella gratuità dell’amore si inizia a vivere veramente le cose buone vissute nella carità, perché non vi è alcuna pretesa ma solo gioia nel donare, nel donarsi.
Spesso persone che non sono impegnate superano di gran lunga nella carità, perché veramente vissuta, quelle che pensano di essere religiosamente impegnate. Sono le prime che vivono sforzandosi di passare attraverso la porta stretta che sono ben indirizzate verso il regno dei cieli, e non le seconde che fanno spesso il loro gradito religioso.
Abramo passò attraverso una porta molto stretta, ed ebbe sempre fiducia in Dio anche quando tutto che gli accadeva diceva il contrario. Abramo, l’uomo delle fede indica quella direzione per il cristiano credente che vuole veramente crescere nella fede in Dio verso il regno dei cieli.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 10,14-18 Domenica 10 Luglio 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 9 Luglio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai farisei: «Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».” (Gv 10,14-18)

Vi è una conoscenza reciproca fra le pecore e il buon pastore:« … conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me … ».
Gesù instaura un rapporto di conoscenza reciproca, di fiducia e una profonda amicizia. Ma come tutte le amicizie questa può essere messa a rischio e non certo dal Signore Gesù ma dall’uomo. Per esse uno solo gregge e un solo pastore necessita un grande sforzo da parte di ognuno. Qualsiasi comportamento che induce a separazione comporta una frattura nel gregge e nella amicizia di Gesù. Qualsiasi comportamento che induce alla unità, alla coesione, alla importanza di essere assieme, contribuisce invece ad un solo gregge e a un solo pastore. In quest’ultimo caso c’è l’umiltà, la via cristiana d’eccellenza che porta alla gioia nell’intimo del cuore.
Oggi più che mai è urgente comporre vie che conducano alla riconciliazione per sanare rivendicazioni, violenze. Scivolare nella violenza è cosa semplice, costruire pace è cosa difficile ma con l’aiuto del Signore Gesù diventa la cosa prioritaria per ognuno.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 10,14-18 Sabato 9 Luglio 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Venerdì 8 Luglio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re. Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto:
“Ecco, dinanzi a te mando il mio messaggero,
davanti a te egli preparerà la tua via”.
Io vi dico: fra i nati da donna non vi è alcuno più grande di Giovanni, ma il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui.
Tutto il popolo che lo ascoltava, e anche i pubblicani, ricevendo il battesimo di Giovanni, hanno riconosciuto che Dio è giusto. Ma i farisei e i dottori della Legge, non facendosi battezzare da lui, hanno reso vano il disegno di Dio su di loro.
A chi dunque posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così:
“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”.
È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”. Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli».” (Lc 7,24b-35)

Alcune persone al seguito di san Giovanni Battista si fecero battezzare accettando il disegno di Dio nel suo realizzarsi ma fra queste persone non c’erano i farisei e i dottori della legge, si sentivano perfetti e non bisognosi della conversione. Proprio loro avrebbero dovuto ascoltare e accettare quella novità che il Signore gli voleva donare. Ma non fu così.
Consideravano Giovanni il Battista come un indemoniato e Gesù come uno che mangia e beve di sproposito perché accanto ai peccatori. Ma proprio per questo Gesù era venuto, per salvare i peccatori e Giovanni Battista conduceva una vita essenziale con poche cose da mangiare e vestire perché bastava la comunione con Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 7,18-23 Venerdì 8 Luglio 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Giovedì 7 Luglio

VANGELO
“In quel tempo. Giovanni fu informato dai suoi discepoli di tutte queste cose. Chiamati quindi due di loro, Giovanni li mandò a dire al Signore Gesù: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Venuti da lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”». In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: “I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia”. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».” (Lc 7,18-23)

Gesù facendo dei segni come le guarigioni, l’allontanamento del male, risponde alla domanda di Giovanni il Battista: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?»
Rende testimonianza ai due discepoli inviati facendogli vedere cosa faceva. Donava la vista, la possibilità di camminare, l’udito, ridonava la vita.
Ai poveri era poi donata la buona notizia, e quest’ultima ha un particolare valore poiché i poveri non erano considerati, erano implicitamente esclusi da tutto tranne in qualche azione di carità. Gesù è venuto per ridonare all’uomo la dignità perduta.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 7,18-23 Giovedì 7 Luglio 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santa Maria Goretti
Mercoledì 6 Luglio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla. Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei. Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre. Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.” (Lc 7,11-17

«Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo»
il ritorno in vita di quel unico figlio di una madre vedova è un grande segno per tutto il popolo. La condizione di questa donna sarebbe stata di sicura difficoltà non avendo più un parente stretto che la potesse assistere. La compassione di Gesù è il grande segno d’amore, di vicinanza, segno di salvezza. Avviene il ritorno della vita del ragazzo, la vitalità torna nel suo corpo con il ritorno a parlare.
Gesù è colui che visita il suo popolo, ed esprime compassione per le persone nella sofferenza con quella vicinanza d’amore infuocato che esprime sempre nella sua missione fra le sue creature. Un amore che tutt’oggi è presente e non si allontana da ogni credente che confida nel Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 7,1-10 Mercoledì 6 Luglio 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
sant’Antonio Maria Zaccaria, sacerdote
Martedì 5 Luglio

VANGELO
“In quel tempo. Quando ebbe terminato di rivolgere tutte le sue parole al popolo che stava in ascolto, il Signore Gesù entrò in Cafàrnao. Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l’aveva molto caro. Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. Costoro, giunti da Gesù, lo supplicavano con insistenza: «Egli merita che tu gli conceda quello che chiede – dicevano –, perché ama il nostro popolo ed è stato lui a costruirci la sinagoga». Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa, quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: «Signore, non disturbarti! Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e il mio servo sarà guarito. Anch’io infatti sono nella condizione di subalterno e ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa». All’udire questo, Gesù lo ammirò e, volgendosi alla folla che lo seguiva, disse: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!». E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito.” (Lc 7,1-10)

Il centurione, un soldato di grado intermedio che comandava circa un centinaio di uomini, aveva un servo malato. Ci teneva a questo servo e fa chiamare Gesù da degli anziani perché non si riteneva degno di andare di persona a incontrarlo. Ma poi gli manda a dire di non entrare a casa sua ma di dare un comando perché il suo servo sia guarito. E così accadde.
Il centurione considerava Gesù come una persona di alto grado che comandava un esercito di persone che non possono essere viste se non con gli occhi della fede. Esprime dunque una grande fede in modo militare e nella fede vede una vasta realtà di bene a noi invisibile.
Con la fede come quella del Centurione, si aprono orizzonti ampi che superano la realtà oggettiva, si va oltre verso l’amore. Qui può accadere l’inaspettato, l’essere raggiunto dall’amore di Dio con i suoi interventi di vicinanza e amore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 7,1-10 Martedì 5 Luglio 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santa Elisabetta del Portogallo
Lunedì 4 Luglio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.
Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda».” (Lc 6,39-45)

Un cieco non può dare una direzione ad un altro cieco e un discepolo difficilmente sarà più grande del suo maestro durante il tempo dell’apprendimento.
Pretendere di vedere e guidare quando si è in realtà ciechi e bisognosi di una guida, è superbia.
Un discepolo che sta seguendo il suo maestro e che crede di essergli superiore, è superbia.
Pretendere di mettere a posto i difetti altrui senza tenere conto dei propri, è superbia.
L’uomo è chiamato a trarre fuori il bene da quel buon tesoro che si è composto lungo la sua vita, con molta umiltà per non montare in superbia e riuscire a far trasparire bene la benevolenza senza alcun interesse nei confronti delle altre persone.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 6,39-35 Lunedì 4 Luglio 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)