Ordinazione di sant’Ambrogio

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Solennità
Martedì 7 Dicembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ad alcuni farisei che erano con lui:
«Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore».” (Gv 9,40a;10,11-16)

La solennità dell’Ordinazione di Sant’Ambrogio ha questa particolarità: si ricorda non la nascita al cielo di un santo cioè la data della sua morte che nella fede per un santo diventa l’ingresso alla beatitudine eterna, ne si ricorda la nascita terrena come per il nostro Signore Gesù, la Madonna e san Giovanni il Battista.
Si ricorda l’evento della ordinazione episcopale come Arcivescovo di Milano.
Ambrogio, era il governatore anche della regione milanese che era in una situazione di crisi a causa delle divisioni e di difficile scelta del nuovo Arcivescovo. Ambrogio si recò come mediatore e per incoraggiare la scelta del nuovo vescovo in un clima non di divisione e litigi ma di dialogo e di rispetto reciproco. Fu ascoltato e inaspettatamente scelto come nuovo vescovo.
Dopo alcune resistenze Ambrogio dovette capitolare e accettare la nomina episcopale e diventare il sant’Ambrogio che conosciamo.
Il nostro Patrono ha guidato la Chiesa di Milano come quel buon pastore, gli importò delle pecore, ci tenne e volle il bene di ognuna di loro. Così sant’Ambrogio condusse il suo episcopato creando una nuova unione fra il popolo che rinnovò il suo cammino verso il Signore.
Così anche oggi dovremmo rinnovare il nostro cammino guardando la Chiesa di Gesù come il giusto luogo per andare assieme verso Gesù.
Vieni Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 9,40a;10,11-16, Martedì 7 Dicembre 2021 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Lunedì della IV settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
san Nicola, vescovo
Lunedì 6 Dicembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Un tale si avvicinò e disse al Signore Gesù: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». Gli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Buono è uno solo. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». Gli chiese: «Quali?». Gesù rispose: «Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso». Il giovane gli disse: «Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca?». Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!». Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze.” (Mt 19,16-22)

“Quale è la cosa buona da fare per ottenere la vita eterna, per entrare nella beatitudine celeste, il Paradiso?”
Assomiglia alla domanda di quel giovane tale a Gesù, una domanda che ha una risposta molteplice.

Gesù risponde innanzi tutto richiamando la necessità di riconoscere Dio come «il solo Buono», come il Bene per eccellenza e come la sorgente di ogni bene.(cfr Catechismo Chiesa Cattolica 2052).
Poi Gesù invita alla osservanza dei comandamenti dati da Dio all’uomo.

Se dunque considererai Dio come il Bene per eccellenza, e osserverai ogni comandamento, certamente sarai su una strada buona perché non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non commetterai falsa testimonianza e così via. Ma non basta non fare cose sbagliate, è necessario tirare fuori l’amore, la carità che in se raccoglie tutti i comandamenti. Allora vi sarà l’amore verso Dio e verso il prossimo in un cammino che può diventare fruttuoso, come un popolo in cammino verso Gesù.
Vieni Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 19,16-22, Lunedì 6 Dicembre 2021 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

IV Domenica di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
L’ingresso del Messia
Domenica 5 Dicembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. Quando fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo: «Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetelo qui. E se qualcuno vi domanda: “Perché lo slegate?”, risponderete così: “Il Signore ne ha bisogno”». Gli inviati andarono e trovarono come aveva loro detto. Mentre slegavano il puledro, i proprietari dissero loro: «Perché slegate il puledro?». Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno». Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù. Mentre egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada.
Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo:
«Benedetto colui che viene,
il re, nel nome del Signore.
Pace in cielo
e gloria nel più alto dei cieli!».” (Lc 19,28-38)

Prima della passione, all’inizio della Settimana santa, Gesù istruisce i suoi discepoli per l’ingresso a Gerusalemme facendogli prendere in prestito un puledro non ancora cavalcato da alcuno. Gesù cavalcando questo mite animale entra come re di pace e di umiltà nella sua Gerusalemme, un re servo di tutti per la possibilità di salvezza di ognuno.
In Avvento, l’ingresso del Signore rappresenta l’attesa della sua venuta in ogni cuore che voglia accoglierlo, un’attesa che diventa Chiesa, Chiesa di Gesù a condizione di un popolo che veramente lo voglia accogliere assieme. Gesù stesso vorrebbe che vi sia Chiesa, una popolo che si riunisce attorno a lui in quella speranza che diventa certezza nell’essere uniti in un cammino verso Lui.
Gesù nel Vangelo è accolto in festa come «colui che viene, il re, nel nome del Signore.»
Una festa che dovrebbe essere nel cuore di ogni persona che voglia accoglierlo, una festa di lode al Signore Gesù che diventa sguardo verso un piccolo bambino che ha bisogno di tutto e di essere ben custodito e protetto come qualsiasi neonato: è Dio, è Gesù.
Vieni Signore Gesù nel tuo amore, fa che ci accorgiamo di essere nella tua Chiesa come popolo in cammino verso Te.
Vieni Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 19,28-38, Domenica 5 Dicembre 2021 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Sabato della III settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
san Giovanni Damasceno, sacerdote e dottore della Chiesa
Sabato 4 Dicembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Pietro si avvicinò al Signore Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?».
E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».” (Mt 18,21-35)

Un servo malvagio chiede perdono e lo ottiene, gli è richiesto di perdonare e non lo concede.
Per essere persone veramente libere, ognuno è chiamato di prendere coscienza di essere persona bisognosa di perdono e che concede sempre il perdono quando gli viene richiesto.
E’ un esercizio assai difficile quello del chiedere perdono e forse ancora di più del perdonare. Ma questa pratica porta a essere persone che rompono la catena del peccato, della rivalsa, del rancore e si incomincia a per donare, a donare qualche cosa di se per il bene altrui e proprio. Si pongono i fondamenti di un popolo più libero in cammino verso Gesù.
Vieni Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 18,21-35, Sabato 4 Dicembre 2021 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Venerdì della III settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
san Francesco Saverio, sacerdote
Venerdì 3 Dicembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. I discepoli domandarono al Signore Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?». Ed egli rispose: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro». Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.” (Mt 17,10-13)

Il profeta Malachia parlò del ritorno di Elia prima del giorno del Signore. In base a questa scrittura prima deve venire, ritornare il profeta Elia e solo dopo ci sarebbe la venuta di Cristo.
Questo è accaduto: la figura di Elia coincide con Giovanni il Battista e quella del Signore con Gesù Cristo.
Da parte dell’uomo vi è sempre l’incapacità di riconoscere quelle cose importanti che stanno accadendo sotto i propri occhi, come è accaduto agli scribi, dotti e sapienti, non sono riusciti a riconoscere il giorno in cui sono stati visitati dal Signore secondo le Scritture e da loro molto bene conosciute. La fragilità umana ha prevalso su una osservazione oggettiva che avrebbe dovuto essere senza alcun pregiudizio. Ha prevalso invece la persuasione personale, l’impressione, gli interessi della categoria e la paura che non fa vedere.
Gesù libera da ogni persuasione, da ogni radicata convinzione personale per essere popolo in cammino verso te.
Vieni Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 17,10-13 – Venerdì 3 Dicembre 2021 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Giovedì della III settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Giovedì 2 Dicembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. I farisei e i sadducei si avvicinarono per mettere alla prova il Signore Gesù e gli chiesero che mostrasse loro un segno dal cielo. Ma egli rispose loro: «Quando si fa sera, voi dite: “Bel tempo, perché il cielo rosseggia”; e al mattino: “Oggi burrasca, perché il cielo è rosso cupo”. Sapete dunque interpretare l’aspetto del cielo e non siete capaci di interpretare i segni dei tempi? Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona». Li lasciò e se ne andò.
Nel passare all’altra riva, i discepoli avevano dimenticato di prendere del pane. Gesù disse loro: «Fate attenzione e guardatevi dal lievito dei farisei e dei sadducei». Ma essi parlavano tra loro e dicevano: «Non abbiamo preso del pane!». Gesù se ne accorse e disse: «Gente di poca fede, perché andate dicendo tra voi che non avete pane? Non capite ancora e non ricordate i cinque pani per i cinquemila, e quante ceste avete portato via? E neppure i sette pani per i quattromila, e quante sporte avete raccolto? Come mai non capite che non vi parlavo di pane? Guardatevi invece dal lievito dei farisei e dei sadducei». Allora essi compresero che egli non aveva detto di guardarsi dal lievito del pane, ma dall’insegnamento dei farisei e dei sadducei.” (Mt 16,1-12)

“Vorrei tanto vedere un segno e certamente se lo vedrò crederò!”.
Invece anche se si vede un clamoroso segno non spiegabile scientificamente quasi sempre non basta. Vengono fuori i dubbi, “ho visto male, è una illusione, non basta questo segno!”.
I farisei e i sadducei chiedono un segno a Gesù ma non sarebbe certo servito se non per accusarlo visto che di segni ne aveva fatti tantissimi.
La vita e la fede non si possono basare su segni, sui miracoli, ma si possono radicare nel segno dell’amore. Questo forse è il miracolo quando si riesce a vivere l’amore, la carità per essere veramente persone felici. I miracoli esistono tutt’oggi e sono quasi sempre di guarigione ma possono essere solo dei segni indicatori e certamente non sono da cercare ma da accogliere se e quando capitano.
Gesù aiutaci a essere persone che diffondono il miracolo dell’amore con semplicità e gioia in un popolo in cammino verso te.
Vieni Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 16,1-12 – Giovedì 2 Dicembre 2021 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della III settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Mercoledì 1° Dicembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Riunita la folla, il Signore Gesù disse loro: «Ascoltate e comprendete bene! Non ciò che entra nella bocca rende impuro l’uomo; ciò che esce dalla bocca, questo rende impuro l’uomo!».
Allora i discepoli si avvicinarono per dirgli: «Sai che i farisei, a sentire questa parola, si sono scandalizzati?». Ed egli rispose: «Ogni pianta, che non è stata piantata dal Padre mio celeste, verrà sradicata. Lasciateli stare! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!».
Pietro allora gli disse: «Spiegaci questa parabola». Ed egli rispose: «Neanche voi siete ancora capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nella bocca, passa nel ventre e viene gettato in una fogna? Invece ciò che esce dalla bocca proviene dal cuore. Questo rende impuro l’uomo. Dal cuore, infatti, provengono propositi malvagi, omicidi, adultèri, impurità, furti, false testimonianze, calunnie. Queste sono le cose che rendono impuro l’uomo; ma il mangiare senza lavarsi le mani non rende impuro l’uomo».” (Mt 15,10-20)

Tutta una questione di cuore.
Un cuore buono fa uscire dalla bocca cose non cattive, sostanzialmente vere che non accusano, c’è il desiderio del bene per il prossimo.
Un cuore cattivo fa uscire dalla bocca propositi sostanzialmente falsi, ingannatrici, che contaminano il cuore altrui creando catene di peccato cui difficilmente si riesce a staccarsi.
L’importanza del controllo della lingua è fondamentale, un esercizio per far diventare il cuore buono con un controllo di se per il bene proprio e altrui.
Vieni Gesù incontro a cuori che vogliono imparare ed essere in cammino verso di te.
Vieni Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 15,10-20 – Mercoledì 1° Dicembre 2021 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Sant’Andrea, apostolo

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Festa
Martedì 30 Novembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Mentre camminava lungo il mare di Galilea, il Signore Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.” (Mt 4,18-22)

Gesù chiama i fratelli Simone chiamato Pietro e Andrea. Senza indugio lasciano il lavoro per seguire Gesù.
Gesù chiama per una missione importante calata nella fragilità umana degli apostoli con tutti i suoi limiti. Andrea sarà guidato come gli altri apostoli alla missione, dapprima tutti assieme dietro a Gesù e dopo la risurrezione ognuno in diversi luoghi con il proprio ministero dell’unica Chiesa di Gesù.
Gesù chiama anche oggi e dipende molto dalla disposizione del cuore. Un cuore occupato, preoccupato, sommerso da mille cose, difficilmente potrà ascoltare, accorgersi di quella cosa importante che è per lui.
Un cuore che riesce a esprimere l’ascolto può accorgersi di una grande novità che è per lui.
Aiutaci Signore a non chiudere i nostri cuori e a stupirci ancora di nuove chiamate per la salvezza dell’uomo.
Vieni Gesù incontro a un popolo in cammino verso di te.
Vieni Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 4,18-22 – Martedì 30 Novembre 2021 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Lunedì della III settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Lunedì 29 Novembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Terminate le parabole, il Signore Gesù partì di là. Venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.” (Mt 13,53-58)

La sapienza e i prodigi avvengano per il figlio del falegname e questo è motivo di scandalo per coloro che lo avevano visto crescere. Il modo di pensare senza mettere in dubbio le proprie convinzioni chiude alle novità, tutte quelle cose che non sono compatibili con il proprio pensiero. Ma quante e quante cose si perdono a causa di questa ottusità.
Quelli della patria dov’era cresciuto Gesù hanno rinunciato a riconoscerlo come il Cristo perdendo un’importante cosa, facendosi sfuggire la grazia che Dio voleva dare.
Oggi a causa di molte ottusità, di chiusure, si perde la venuta di Gesù.
Vieni Gesù a guarire le resistenze dell’uomo rendendolo libero in un nuovo cammino verso te.
Vieni Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 13,53-58 – Lunedì 29 Novembre 2021 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

III Domenica di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Le profezie adempiute
Domenica 28 Novembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Giovanni fu informato dai suoi discepoli di tutte queste cose. Chiamati quindi due di loro, Giovanni li mandò a dire al Signore: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Venuti da lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”». In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
Quando gli inviati di Giovanni furono partiti, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re. Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto:
“Ecco, dinanzi a te mando il mio messaggero,
davanti a te egli preparerà la tua via”.
Io vi dico: fra i nati da donna non vi è alcuno più grande di Giovanni, ma il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui».” (Lc 8,18-28)

Giovanni il Battista chiede conferma di tutte le cose che ha sentito su Gesù; che sia lui il Cristo atteso da Israele e annunciato da lui stesso?
Giovanni il Battista sta verificando se sono in compimento le profezie, i molti riferimenti nella Bibbia che preannunciano la venuta del Signore. Per questo manda due suoi emissari che fedelmente riferiscono la domanda a Gesù:
«Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?»
Gesù, sentita la domanda, fa dei gesti di carità, d’attenzione verso alcune persone, dopo di che chiede ai due inviati di riferire la sua risposta e quello che hanno visto.
I due discepoli di Giovanni hanno visto la rinascita dell’uomo tramite l’azione di Gesù, la nuova speranza nell’annuncio della buona notizia ai poveri. Gesù, persona libera, agisce con la spinta d’amore: ne è lui stesso la fonte. Con questa libertà fa il servizio gratuito verso i poveri. Le profezie sono adempiute, Gesù è il Cristo, l’atteso di Israele.
Le profezie adempiute riguardano anche Giovanni il Battista, il Precursore. Gesù stesso cita Malachia (3,1) riguardo il messaggero che ormai ha compiuto la sua missione, ha preparato la via al Signore.
Gesù e Giovanni Battista agiscono perché liberi da condizionamenti, oppressioni, paure, peccati. Anche oggi abbiamo bisogno di una Chiesa libera perché possa essere a servizio per i poveri e non solo persone indigenti ma anche e soprattutto di chi ha fame e sete della Parola di Dio, di chi è alla ricerca dell’Alterità.
Una Chiesa libera con un popolo in cammino verso Gesù.
Vieni Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 7,18-28 – Domenica 28 Novembre 2021 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)