Venerdì della settimana della V Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
sant’Anselmo di Lucca, vescovo
Venerdì 8 Ottobre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Mentre tutto il popolo ascoltava, il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Guardatevi dagli scribi, che vogliono passeggiare in lunghe vesti e si compiacciono di essere salutati nelle piazze, di avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti; divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».” (Lc 20,45-47)

Lunghe vesti, saluti reverenziali nei luoghi pubblici, primi posti a sedere, sono alcuni aspetti di chi ha investito la propria vita nell’essere giudicato grande e potente dalle altre persone. Nel segreto spesso c’è l’iniquità e il profitto a scapito altrui. Questo porta alla infelicità con una probabile chiusura verso l’eternità.
Quale è invece l’investimento buono nella vita? La semplicità, la schiettezza, perseguire l’equità, essere a servizio delle altrui persone. Questo porta verso la gioia in beni che sono eterni.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 20,45-47 di Venerdì 8 Ottobre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della V Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
B.V. Maria del Rosario
Giovedì 7 Ottobre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai Giudei: «Come mai si dice che il Cristo è figlio di Davide, se Davide stesso nel libro dei Salmi dice: “Disse il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra finché io ponga i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi”? Davide dunque lo chiama Signore; perciò, come può essere suo figlio?” (Lc 20,41-44)

Il re Davide nel salmo 101 chiama Signore un suo discendente, ma non può essere suo figlio se lo chiama con il titolo di Dio. Dunque?
. È Arrivato il figlio di Dio della discendenza davidica per via del padre Giuseppe che ha accolto Maria come sua sposa. Giuseppe fa parte della discendenza di Davide.
A volte anche i sapienti non riescono a cogliere la cosa importante pur avendone la conoscenza. Gesù è veramente il Figlio del Dio vivente, è il Dio con noi.
La grande grazia è chi veramente crede nel Signore Gesù Cristo, vivo, con la sua azione di misericordia fra noi e per noi.
Gesù, Figlio del Dio vivente,
abbi pietà di me paccatore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 20,41-44 di Giovedì 7 Ottobre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della V Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Bruno, sacerdote
Mercoledì 6 Ottobre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».
Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda.” (Lc 20,27-40)

Per i sadducei, una importante corrente politico religiosa ebraica, non c’era la risurrezione dei morti e l’anima non sarebbe immortale. Probabilmente avevano una fede nella quale il defunto poteva entrare in un mondo ultraterreno.
Per sostenere la tesi che non c’è risurrezione espongono a Gesù una storia nella quale una donna avrebbe avuto poi nella risurrezione ben sette mariti. Di chi sarebbe stata moglie questa donna?
La visione dei sadducei è molto terrena, non permettendo l’azione o l’esistenza degli angeli da cui può essere intuito un grosso cambiamento dopo la morte come l’essere simili agli angeli.
Inoltre trascurarono un importante passo biblico in cui si parla di Dio di persone che hanno già terminato il loro passaggio terreno, e quindi vive:
«Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui»
Dio rimane tale per ogni persona, durante il passaggio terreno e dopo il suo termine.
Signore aiutaci ad avere sempre speranza viva nel Dio dei viventi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 20,27-40 di Mercoledì 6 Ottobre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della V Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santa Faustina Kowalska
Martedì 5 Ottobre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Gli scribi e i capi dei sacerdoti si misero a spiare il Signore Gesù e mandarono informatori, che si fingessero persone giuste, per coglierlo in fallo nel parlare e poi consegnarlo all’autorità e al potere del governatore. Costoro lo interrogarono: «Maestro, sappiamo che parli e insegni con rettitudine e non guardi in faccia a nessuno, ma insegni qual è la via di Dio secondo verità. È lecito, o no, che noi paghiamo la tassa a Cesare?». Rendendosi conto della loro malizia, disse: «Mostratemi un denaro: di chi porta l’immagine e l’iscrizione?». Risposero: «Di Cesare». Ed egli disse: «Rendete dunque quello che è di Cesare a Cesare e quello che è di Dio a Dio». Così non riuscirono a coglierlo in fallo nelle sue parole di fronte al popolo e, meravigliati della sua risposta, tacquero.” (Lc 20,20-26)

Gli scribi e i capi dei sacerdoti erano persone importanti, diremmo alto locate, gli scribi potrebbero essere oggi i dotti conoscitori di regole e dottrine culturali ed etiche come ad esempio i teologi, e i capi dei sacerdoti si potrebbero paragonare agli attuali vescovi.
Costoro architettano una domanda insidiosa per Gesù ed è fatta pervenire da terze persone, che potrebbero apparire come dei giusti, non certo scribi o capi dei sacerdoti. È un sottile tentativo di prendere in fallo Gesù attraverso persone che non rappresentano i vertici religiosi e politici nella convinzione che Gesù potesse parlare più liberamente. Ma Gesù parlava sempre liberamente.
«Rendete dunque quello che è di Cesare a Cesare e quello che è di Dio a Dio»
Questa è la risposta alla domanda sul pagare le tasse a Cesare, a Roma. Rendere si tratta di un dovere del cittadino che deve pagare qualche cosa per qualche servizio ricevuto dalla società, cioè a Cesare, la società dell’epoca di Gesù. Ma cosa si può rendere a Dio, datore di vita? Forse vivendo nella equità, nell’amore si rende a Dio una buona consolazione.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 20,20-26 di Martedì 5 Ottobre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Festa di san Francesco d’Assisi

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Festa
Lunedì 4 Ottobre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».” (Mt 11,25-30)

San Francesco d’Assisi patrono d’Italia.
la festa di oggi è sentita da molti fedeli che guardano san Francesco come l’icona di una buona religiosità. Perché questo? San Francesco scelse di essere povero, semplice con quella determinazione di dedicarsi totalmente al Signore. Questo attrae, non vi sono dubbi riguardo a una persona che sceglie di lasciare tutto per il Signore e vive costantemente così nel passare degli anni.
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.»
A san Francesco, piccolo servo del Signore, fu rivelata la missione da compiere, rinnovare la Chiesa di Gesù. Da allora si rivestì con l’abito francescano, e nell’affidamento al Signore nel suo peregrinare compì la missione.
Che cosa c’è più di importante se non il Signore? San Francesco decise di viverlo in modo totale nella sua quotidianità. Ognuno può vivere la gioia di essere con il Signore Gesù accorgendosi quale è la cosa importante della vita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 11,25-30 di Lunedì 4 Ottobre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

V Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 3 Ottobre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova il Signore Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così». ” (Lc 10,25-37)

I comandamenti si possono riassumere nel duplice comandamento dell’amore:
«Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso»
Ama il Signore tuo Dio, credi veramente in lui tuo creatore considerandolo come la persona più importante di tutte. Ama il prossimo senza alcuno sconto, come se fossi tu.
E quando ci capita di dire qualche cosa di male nei confronti di qualcuno, dovremmo sempre ricordarci di metterci al suo posto per capire bene che cosa si sta compiendo, un non amore verso quella persona. Qui ci dovrebbe essere sempre quello sforzo che ci fa non dire cose non buone.
Ma perché è stato necessario introdurre i comandamenti? Probabilmente per la dura cervice dell’uomo, del suo intento di non amare ma di accaparrare per se. Da qui la necessità di norme che regolano la vita dell’uomo perché possa essere felice.
L’esempio dell’amore verso il prossimo è nella parabola del buon samaritano. C’è una persona bisognosa di aiuto, la si aiuta indipendentemente dalla appartenenza religiosa, sociale, politica. Ci si prende cura.
Gesù aiutaci a prenderci cura gli uni gli altri vivendo con gioia i comandamenti dell’amore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 10,25-37 di Domenica 3 Ottobre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della IV Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santi Angeli custodi
Sabato 2 Ottobre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. I discepoli si avvicinarono al Signore Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?». Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me.
Chi invece scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare. Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che vengano scandali, ma guai all’uomo a causa del quale viene lo scandalo!
Se la tua mano o il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo e gettalo via da te. È meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, anziché con due mani o due piedi essere gettato nel fuoco eterno. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te. È meglio per te entrare nella vita con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna del fuoco.
Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli.” (Mt 18,1-10)

«Chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è più grande nel regno dei cieli.»
Un bambino in tenera età si fida senza alcun pregiudizio e dubbio di coloro che gli vogliono bene. Così dovrebbe essere un fedele che crede veramente in Dio, e il fedele cristiano ha quella possibilità in più di affidarsi come un bambino al Signore Gesù. C’è la certezza che Gesù vuole il bene di ogni sua creatura, che non violerà la libertà di ognuno anche su quelle decisioni un po’ troppo sbagliate.
Con la certezza di una Alterità che vuole accompagnare, il fedele non può che affidarsi con una assoluta semplicità, c’è chi gli vuole bene, non si è soli, non siamo soli!
È possibile anche prendere direzioni diverse che sono lontane dalla fede e queste potrebbero portare a una scelta drammatica: il volere essere per sempre separati da Dio: è la Geènna, l’Inferno.
Ma basta prendere coscienza di una decisione così importante e drammatica, anche se sembra impossibile riavvicinarsi. Con un gemito del proprio cuore al Signore, confidando nella sua misericordia, nel suo amore, questo diventa speranza nella certezza di evitare la Geènna, e di ricevere l’abbondante amore di Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 18,1-10 di Sabato 2 Ottobre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della IV Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santa Teresa di Gesù Bambino, dottore della Chiesa
Venerdì 1° Ottobre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù istruiva il popolo nel tempio e annunciava il Vangelo, sopraggiunsero i capi dei sacerdoti e gli scribi con gli anziani e si rivolsero a lui dicendo: «Spiegaci con quale autorità fai queste cose o chi è che ti ha dato questa autorità». E Gesù rispose loro: «Anch’io vi farò una domanda. Ditemi: il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini?». Allora essi ragionavano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché non gli avete creduto?”. Se invece diciamo: “Dagli uomini”, tutto il popolo ci lapiderà, perché è convinto che Giovanni sia un profeta». Risposero quindi di non saperlo. E Gesù disse loro: «Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose».” (Lc 20,1-8)

Con quale autorità una persona insegna ad altre? I capi dei sacerdoti e gli scribi con gli anziani gli pongono questa domanda, ma quale è il motivo? Volevano sapere? Oppure volevano sentire da Gesù che era mandato da Dio e aveva questa missione per salvare il popolo d’Israele per poterlo accusare, condannare e imprigionare?
Una stessa domanda può avere sfaccettature differenti: si può fare per conoscere, per tentare di ingannare, per ridicolizzare, per far cadere in fallo, per gratificare e così via.
Quale domanda potrei fare a Gesù? Se essa è sincera potrebbe avere anche una risposta di vicinanza, amore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 20,1-8 di Venerdì 1° Ottobre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della IV Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Girolamo, sacerdote e dottore della Chiesa
Giovedì 30 Settembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo: «Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore. Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli!». Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». Ma egli rispose: «Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre».” (Lc 19,37-40)

Molti erano stupiti dei prodigi compiuti da Gesù e riconoscevano in essi l’azione di Dio. La gioia si era diffusa, era evidente la volontà di Dio di essere in mezzo alle sue creature seminando benevolenza e azioni di guarigione.
C’è chi non crede e rimane legato alla formalità: nessuno può dire che c’è una persona che viene nel nome del Signore perché lo farebbe Dio. Questa è la verità non accettata da alcuni farisei e così facendo si tolgono dalla possibilità di gioire in un cammino verso una nuova e profonda comunione con il Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 19,37-40 di Giovedì 30 Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Santi Michele, Gabriele e Raffaele, arcangeli

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Festa
Mercoledì 29 Settembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».” (Gv 1,47-51)

La festa dei santi Michele, Gabriele e Raffaele Arcangeli, esprime la particolarità di tre creature angeliche con ruoli importanti nella storia della salvezza da cui deriva il titolo di Arcangeli.
Michele (Chi è come Dio?) è l’arcangelo capo delle milizie celesti che combatte contro il male, Satana, difende chi è con Dio.
Gabriele (Forza di Dio) è l’Arcangelo che sta davanti a Dio, porta annunci importanti che esprimono la vicinanza e la misericordia di Dio per le sue creature, annunzia a Zaccaria la nascita del Precursore di Giovanni Battista e a Maria la nascita del Figlio di Dio, Gesù.
Raffaele (Dio ha guarito), l’Arcangelo che porta la guarigione e custodisce lungo il cammino.
Nel creato fanno parte anche gli angeli, anch’essi creature.
«In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 1,47-51 di Mercoledì 29 Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)