Lunedì della V settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
santa Lucia, martire
Lunedì 13 Dicembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai capi dei sacerdoti ed agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo». E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti. Chi cadrà sopra questa pietra si sfracellerà; e colui sul quale essa cadrà, verrà stritolato».
Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.” (Mt 21,33-46)

Il padrone della vigna propone una condizione ideale per darla in affitto a condizione di raccogliere il raccolto. I contadini non rispettano la condizione e fanno di tutto per non dare il raccolto e tenrelo per se fino ad uccidere l’unico figlio del padrone.
Quel padrone mise i contadini in una condizione ideale addirittura esagerando costruendo una torre. Confidava che queste opere fossero di stimolo e facessero bene e facessero agire bene i contadini. Ma l’uomo messo in una condizione ideale sembra che voglia solo approfittarne esprimedo il proprio egoismo e arrivando anche ad uccidere.
Altri contadini verranno e sostituiranno quelli precedenti a patto che vi siano valori dell’amore reciproco, della carità, della solidarietà.
Gesù aiutaci a essere fedeli all’amore e solidali per un poppolo in cammino verso Gesù.
Vieni Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 21,33-46, Lunedì 13 Dicembre 2021 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

V Domenica di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Il Precursore
Domenica 12 Dicembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Giovanni battezzava a Ennòn, vicino a Salìm, perché là c’era molta acqua; e la gente andava a farsi battezzare. Giovanni, infatti, non era ancora stato gettato in prigione.
Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo alla purificazione rituale. Andarono da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te dall’altra parte del Giordano e al quale hai dato testimonianza, ecco, sta battezzando e tutti accorrono a lui». Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stata data dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Non sono io il Cristo”, ma: “Sono stato mandato avanti a lui”. Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena. Lui deve crescere; io, invece, diminuire».
Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito.” (Gv 3,23-32a)

Il Precursore, Giovanni il Battista, prepara la venuta del Signore Gesù. Una preparazione che implica un tirarsi in dietro quando essa è completata. Dopo non vi è altro compito.
Quando una persona si sente al termine del compito affidatogli ed è stato compiuto con tutte le sbavature del caso, dovrebbe sentirsi sollevata, consolata, appagata. Si è compiuto quanto si doveva fare e lo si è tentato di farlo bene.
Giovanni il Battista sentendo dell’azione di Gesù che battezzava sull’altra riva, non è dispiaciuto per una sorte di concorrenza visto che tutti accorrono a lui ma gioisce. La sua missione volge al termine e esulta come fa l’amico dello sposo nel giorno del matrimonio.
Vi è la notizia lieta dell’arrivo dello Sposo, di Gesù che vuole amare la sua Chiesa, che vuole salvare l’umanità.
Oggi la Chiesa dovrebbe essere lieta della venuta del Signore, gioire come Giovanni il Battista. Il Signore Gesù che è Dio viene come nostro fratello per donarci la sua presenza, non siamo soli ma assieme al Signore che viene. Il cristiano ha questa benedizione del Signore che viene e vuole essere presente e accompagnare.
Per questo dovremmo essere lieti in un Chiesa che diventa lieta in un popolo in cammino verso Gesù.
Vieni Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 3,23-32a, Domenica 12 Dicembre 2021 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Sabato della IV settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
san Damaso I, papa
Sabato 11 Dicembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai capi dei sacerdoti ed agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».” (Mt 21,28-32)

Pubblicani e prostitute erano due categorie assai disprezzate non solo dai capi dei sacerdoti e dagli anziani ma dalla popolazione.
Però alcuni di queste categorie hanno creduto alla parola di Gesù e si sono convertiti cambiando profondamente la loro vita. Questi sono passati avanti a quei capi dei sacerdoti e a quei anziani che si consideravano quanto meno giusti.
Non vi è limite alla misericordia di Dio che raggiunge tutti. Il problema è sempre dell’uomo che fa fatica a convertirsi e ad accogliere l’amore di Dio. In questo cammino d’Avvento dovremmo essere più pronti ad accogliere l’amore di Dio per essere quel popolo in cammino verso Gesù.
Vieni Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 21,28-32, Sabato 11 Dicembre 2021 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Venerdì della IV settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
beato Arsenio Migliavacca da Trigolo
Venerdì 10 Dicembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù entrò nel tempio e, mentre insegnava, gli si avvicinarono i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo e dissero: «Con quale autorità fai queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?». Gesù rispose loro: «Anch’io vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, anch’io vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?». Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, ci risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Se diciamo: “Dagli uomini”, abbiamo paura della folla, perché tutti considerano Giovanni un profeta». Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». Allora anch’egli disse loro: «Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose».” (Mt 21,23-27)

I capi dei sacerdoti gli anziani del popolo erano persone rispettate e alto locate, rappresentano il punto centrale della società dell’epoca, erano ascoltati e la loro opinione aveva un certo peso. Quando una persona doveva risolvere un problema di una certa importanza andava sempre dagli anziani o e dai capi dei sacerdoti.
Loro stessi interrogano Gesù perché secondo loro non aveva il diritto di fare quelle cose, cioè le guarigioni e annunciare il regno di Dio.
«Con quale autorità fai queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?»
Ma loro stessi avrebbero dovuto avere un qualche sospetto visto i molti miracoli e la saggezza della Parola di Gesù, ma il cuore si era indurito e Gesù era diventato un problema da risolvere mettendolo ai margini, o ancora meglio eliminandolo visto il clamore che aveva provocato fra la gente.
Un cuore indurito non è capace di accogliere il bello che è davanti a se, e rischia di distruggere l’altro.
Signore aiutaci a uscire da ogni rigidità, durezza di cuore per vivere bene il Natale.
Con un cuore aperto continuiamo il nostro cammino verso Gesù.
Vieni Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 21,23-27, Venerdì10 Dicembre 2021 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Giovedì della IV settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
san Siro, vescovo
Giovedì 9 Dicembre

VANGELO DEL GIORNO
“La mattina dopo, mentre rientrava in città, il Signore Gesù ebbe fame. Vedendo un albero di fichi lungo la strada, gli si avvicinò, ma non vi trovò altro che foglie, e gli disse: «Mai più in eterno nasca un frutto da te!». E subito il fico seccò. Vedendo ciò, i discepoli rimasero stupiti e dissero: «Come mai l’albero di fichi è seccato in un istante?». Rispose loro Gesù: «In verità io vi dico: se avrete fede e non dubiterete, non solo potrete fare ciò che ho fatto a quest’albero, ma, anche se direte a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, ciò avverrà. E tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete».” (Mt 21,18-22)

Gesù esprime la sua delusione di non trovare quello che si aspettava dal popolo di Israele. Non vi trovò frutti ma opposizione, polemica, interessi particolari e di corporazione che impedivano la buona diffusione della religione. Trovò un popolo senza pastore con guide non in grado di pascere il gregge. Trovò un albero sterile senza alcun frutto.
Ma la fede sorregge, dona nei momenti bui forza e può smuovere montagne, cioè grazie alla fede è possibile affrontare situazioni altrimenti impossibili solo allo sguardo.
Con rinnovata fede continuiamo il nostro cammino assieme verso Gesù.
Vieni Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 21,18-22, Giovedì 9 Dicembre 2021 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Immacolata concezione della B.V. Maria

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Solennità
Mercoledì 8 Dicembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».” (Lc 1,26b-28)

E’ la festa dell’Immacolata Concezione della beata Sempre Vergine Maria. Ella è preservata da ogni macchia di peccato. Vuol dire che non ha avuto quelle naturali tendenze egoistiche più o meno accentuate che sono in ogni bambino o bambina. Questo è un favore del Signore Dio nei suoi confronti affinché potesse essere una degna dimora del Signore Gesù fin dal primo istante della sua vita. Cioè fin dal primo momento del concepimento, la beata Sempre Vergine Maria è stata custodita dall’amore di Dio e preservata da ogni macchia di peccato affinché ella potesse essere veramente pura.
«Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te»
Rallègrati ricolma dei favori di Dio, è Colei che metterà al mondo il Salvatore Gesù. È un grande segno di benedizione per tutta la Chiesa e per tutto il genere umano. Siamo tutti chiamati in questa benedizione, una direzione di preparazione al Natale pensando a quella attenzione che il Signore Dio ha avuto nei confronti della Madonna.
Così anche oggi dovremmo rinnovare il nostro cammino affidandoci all’Immacolata per poter camminare assieme verso Gesù.
Vieni Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,26b-28, Mercoledì 8 Dicembre 2021 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Ordinazione di sant’Ambrogio

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Solennità
Martedì 7 Dicembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ad alcuni farisei che erano con lui:
«Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore».” (Gv 9,40a;10,11-16)

La solennità dell’Ordinazione di Sant’Ambrogio ha questa particolarità: si ricorda non la nascita al cielo di un santo cioè la data della sua morte che nella fede per un santo diventa l’ingresso alla beatitudine eterna, ne si ricorda la nascita terrena come per il nostro Signore Gesù, la Madonna e san Giovanni il Battista.
Si ricorda l’evento della ordinazione episcopale come Arcivescovo di Milano.
Ambrogio, era il governatore anche della regione milanese che era in una situazione di crisi a causa delle divisioni e di difficile scelta del nuovo Arcivescovo. Ambrogio si recò come mediatore e per incoraggiare la scelta del nuovo vescovo in un clima non di divisione e litigi ma di dialogo e di rispetto reciproco. Fu ascoltato e inaspettatamente scelto come nuovo vescovo.
Dopo alcune resistenze Ambrogio dovette capitolare e accettare la nomina episcopale e diventare il sant’Ambrogio che conosciamo.
Il nostro Patrono ha guidato la Chiesa di Milano come quel buon pastore, gli importò delle pecore, ci tenne e volle il bene di ognuna di loro. Così sant’Ambrogio condusse il suo episcopato creando una nuova unione fra il popolo che rinnovò il suo cammino verso il Signore.
Così anche oggi dovremmo rinnovare il nostro cammino guardando la Chiesa di Gesù come il giusto luogo per andare assieme verso Gesù.
Vieni Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 9,40a;10,11-16, Martedì 7 Dicembre 2021 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Lunedì della IV settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
san Nicola, vescovo
Lunedì 6 Dicembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Un tale si avvicinò e disse al Signore Gesù: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». Gli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Buono è uno solo. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». Gli chiese: «Quali?». Gesù rispose: «Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso». Il giovane gli disse: «Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca?». Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!». Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze.” (Mt 19,16-22)

“Quale è la cosa buona da fare per ottenere la vita eterna, per entrare nella beatitudine celeste, il Paradiso?”
Assomiglia alla domanda di quel giovane tale a Gesù, una domanda che ha una risposta molteplice.

Gesù risponde innanzi tutto richiamando la necessità di riconoscere Dio come «il solo Buono», come il Bene per eccellenza e come la sorgente di ogni bene.(cfr Catechismo Chiesa Cattolica 2052).
Poi Gesù invita alla osservanza dei comandamenti dati da Dio all’uomo.

Se dunque considererai Dio come il Bene per eccellenza, e osserverai ogni comandamento, certamente sarai su una strada buona perché non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non commetterai falsa testimonianza e così via. Ma non basta non fare cose sbagliate, è necessario tirare fuori l’amore, la carità che in se raccoglie tutti i comandamenti. Allora vi sarà l’amore verso Dio e verso il prossimo in un cammino che può diventare fruttuoso, come un popolo in cammino verso Gesù.
Vieni Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 19,16-22, Lunedì 6 Dicembre 2021 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

IV Domenica di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
L’ingresso del Messia
Domenica 5 Dicembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. Quando fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo: «Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetelo qui. E se qualcuno vi domanda: “Perché lo slegate?”, risponderete così: “Il Signore ne ha bisogno”». Gli inviati andarono e trovarono come aveva loro detto. Mentre slegavano il puledro, i proprietari dissero loro: «Perché slegate il puledro?». Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno». Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù. Mentre egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada.
Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo:
«Benedetto colui che viene,
il re, nel nome del Signore.
Pace in cielo
e gloria nel più alto dei cieli!».” (Lc 19,28-38)

Prima della passione, all’inizio della Settimana santa, Gesù istruisce i suoi discepoli per l’ingresso a Gerusalemme facendogli prendere in prestito un puledro non ancora cavalcato da alcuno. Gesù cavalcando questo mite animale entra come re di pace e di umiltà nella sua Gerusalemme, un re servo di tutti per la possibilità di salvezza di ognuno.
In Avvento, l’ingresso del Signore rappresenta l’attesa della sua venuta in ogni cuore che voglia accoglierlo, un’attesa che diventa Chiesa, Chiesa di Gesù a condizione di un popolo che veramente lo voglia accogliere assieme. Gesù stesso vorrebbe che vi sia Chiesa, una popolo che si riunisce attorno a lui in quella speranza che diventa certezza nell’essere uniti in un cammino verso Lui.
Gesù nel Vangelo è accolto in festa come «colui che viene, il re, nel nome del Signore.»
Una festa che dovrebbe essere nel cuore di ogni persona che voglia accoglierlo, una festa di lode al Signore Gesù che diventa sguardo verso un piccolo bambino che ha bisogno di tutto e di essere ben custodito e protetto come qualsiasi neonato: è Dio, è Gesù.
Vieni Signore Gesù nel tuo amore, fa che ci accorgiamo di essere nella tua Chiesa come popolo in cammino verso Te.
Vieni Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 19,28-38, Domenica 5 Dicembre 2021 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Sabato della III settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
san Giovanni Damasceno, sacerdote e dottore della Chiesa
Sabato 4 Dicembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Pietro si avvicinò al Signore Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?».
E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».” (Mt 18,21-35)

Un servo malvagio chiede perdono e lo ottiene, gli è richiesto di perdonare e non lo concede.
Per essere persone veramente libere, ognuno è chiamato di prendere coscienza di essere persona bisognosa di perdono e che concede sempre il perdono quando gli viene richiesto.
E’ un esercizio assai difficile quello del chiedere perdono e forse ancora di più del perdonare. Ma questa pratica porta a essere persone che rompono la catena del peccato, della rivalsa, del rancore e si incomincia a per donare, a donare qualche cosa di se per il bene altrui e proprio. Si pongono i fondamenti di un popolo più libero in cammino verso Gesù.
Vieni Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 18,21-35, Sabato 4 Dicembre 2021 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)