Tempo dopo Pentecoste Rito Ambrosiano Martedì 19 Agosto 2025
“In quel tempo. Mentre le folle si accalcavano, il Signore Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Ninive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione».” (Lc 11,29-30)
La ricerca del Signore può essere confusa con la sola ricerca di un segno, di un miracolo. Una volta trovato se ne chiedendo e cercano sempre di più. Gesù ha fatto molti segni, eventi sovrannaturali per indicare l’esistenza di un Dio che vuole essere vicino all’uomo per la sua salvezza. I segni non sono l’obiettivo del credente ma servono per indirizzarlo. In un percorso di fede, i segni se pur inizialmente molto significativi, con il passare del tempo dovrebbero essere non più ricercati perché la fede dovrebbe mano a mano maturare credendo veramente nel Signore e non più bisognosa dei miracoli. Per coloro che continuavano a criticare Gesù e a chiedergli un segno per provare la sua divinità, il Signore Gesù non lo negherà, vi sarà comunque un segno, quello della passione, morte e risurrezione.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,29-30 – Martedì 19 Agosto 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo Pentecoste Rito Ambrosiano Lunedì 18 Agosto 2025
“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù parlava, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».” (Lc 11,27-28)
Gesù aveva appena scacciato via un demonio che rendeva muto un uomo. Questo aveva provocato stupore ma anche polemiche fra la folla che lo ascoltava. Gesù mentre parlava di questo, viene interrotto da una donna che dice una beatitudine che però può riguardare solo Maria, la madre di Gesù: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!» Gesù risponde con un’altra beatitudine alla quale può accedervi chiunque: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,27-28 – Lunedì 18 Agosto 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo Pentecoste Rito Ambrosiano Domenica 17 Agosto 2025
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio. È più facile infatti per un cammello passare per la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio!». Quelli che ascoltavano dissero: «E chi può essere salvato?». Rispose: «Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio». Pietro allora disse: «Noi abbiamo lasciato i nostri beni e ti abbiamo seguito». Ed egli rispose: «In verità io vi dico, non c’è nessuno che abbia lasciato casa o moglie o fratelli o genitori o figli per il regno di Dio, che non riceva molto di più nel tempo presente e la vita eterna nel tempo che verrà».” (Lc 18,24b-30)
Gesù esprime la sua delusione per via di un uomo con molte ricchezze che rinuncia a seguirlo. Preferisce rimanere con i suoi molti beni che però lo tengono legato, quasi in una forma di incosciente schiavitù, una rinuncia alla pienezza d’amore che quell’umo stava cercando. «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio.» Difficile ma non impossibile quando ci si rende conto che ogni bene terreno è solo un mezzo per vivere e non il fine per cui si vive. Non vivo per espandere i miei possedimenti e accumulare ricchezze, non è lo scopo della esistenza ed è la strada per non essere felici. Tutti abbiamo bisogno di felicità, questa non si trova nelle ricchezze terrene. Si torva nel rischiare l’amore. La via è quella di mettere in primo piano l’amore per Dio e per il prossimo mettendo le ricchezze in secondo piano e condividendo le stesse con i poveri. È il rischio dell’amore per cui ci si gioca, ci si espone ma si trova la pienezza della vita. È la ricchezza che non può essere acquistata e che rende l’uomo felice: amare e essere amati, aver fede, vivere veramente i valori cristiani.
Non è la ricchezza delle cose, dei possedimenti che rende felice l’uomo, è l’amore che rende felice l’uomo, è la sequela dietro a Gesù che rende felice l’uomo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Luca 18,24b-30 – Domenica 17 Agosto 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
San Rocco Tempo dopo Pentecoste Rito Ambrosiano Sabato 16 Agosto 2025
“In quel tempo. Partito di là, il Signore Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidone. Ed ecco, una donna cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.” (Mt 15,21-28)
«Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri».
La fede di una donna straniera stupisce e convince Gesù riguardo la sua missione riservata inizialmente «alle pecore perdute della casa d’Israele». Gesù prosegue la sua missione di redenzione dell’uomo ampliandola fino a diventare universale. La redenzione diventa disponibile per ogni uomo, per ogni donna di qualsiasi nazione, tribù, lingua. La speranza si riaccende.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Matteo 15,21-28 – Sabato 16 Agosto 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Solennità Tempo dopo Pentecoste Rito Ambrosiano Venerdì 15 Agosto 2025
“In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».” (Lc 1,39-55)
La solennità di oggi della Beata Vergine Maria, ricorda che fu assunta in cielo in anima e corpo. L’Immacolata cioè preservata da ogni macchia di peccato originale, la sempre Vergine, la Madre di Dio, fu assunta in cielo. Questi sono i quattro dogmi della Chiesa cattolica che ogni fedele deve ritenere veri ma essi provengono dalla fede del popolo di Dio. Oggi in particolare festeggiamo l’Assunzione della Beata Vergine Maria.
Maria visitando Elisabetta si rende sempre più conto della grazia ricevuta dal Signore.
Elisabetta e Maria sono state entrambe visitate da Dio e vi è una profonda gioia nei loro cuori.
A Elisabetta è stato donato un figlio che diventerà colui che prepara le strade al Signore.
A Maria è donato l’essere la Madre di Dio, un servizio per la salvezza dell’umanità perduta.
La gioia di Maria e Elisabetta è intensa, il Signore Dio ha deciso di essere presente nella sua creazione accanto all’uomo non come un Dio lontano e irraggiungibile ma vicino, un compagno di viaggio grazie al suo unico figlio incarnato per mezzo della Madre di Dio. Il Signore non vuole disfarsi della sua creazione ma la ama talmente che l’unico suo figlio sarà presente compiendo interamente la vita di un uomo: dal concepimento, alla nascita, fino alla morte. Il sì di Maria è il permesso che Gesù si incarnasse in lei senza che ella dubitasse dell’Annunciazione.
Per questo la Madonna al termine della suo passaggio terreno fu assunta in cielo in anima e corpo ed ora è la Regina dell’universo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,39-55 – Venerdì 15 Agosto 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo Pentecoste Rito Ambrosiano Giovedì 14 Agosto 2025
“In quel tempo. Il Signore Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle furono prese da stupore. Ma alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo. Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche Satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio»” (Lc 11,14-20)
«Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio» Per noi qui nel passaggio terreno non possiamo immaginare il regno di Dio ma possiamo dire l’assenza di quello che si oppone al regno di Dio: il male, l’egoismo, il non amore. Il regno di Dio è anche un nuovo stato di vita dove si è liberati dal male, si vive la propria libertà senza egoismi e si scopre la profondità dell’amore. Gesù è giunto in mezzo alle sue creature per questo, per l’annuncio di liberazione, di redenzione, di amore di Dio per l’uomo che, a causa del proprio egoismo, si è perduto nelle vicende della vita terrena in percorsi a volte oscuri. Gesù dà òa possibiltà di essere nuovamente creature che vivono l’amore.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,14-20 – Giovedì 14 Agosto 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
san Ponziano, papa e Ippolito, sacerdote, martiri Tempo dopo Pentecoste Rito Ambrosiano Mercoledì 13 Agosto 2025
“In quel tempo. Il Signore Gesù aggiunse: «Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».
” (Lc 11,9-13)
Nella relazione con il Signore Gesù oltre a essere insistenti nella preghiera, bisogna anche osare nella preghiera. Capire che cosa chiedere, cercare, e bussare. Se si riesce ad andare oltre, se ci si impegna a capire che cosa chiedere, a capire che cosa manca e a cercarla, a capire che non siamo soli ma abbiamo bisogno di aiuto e quindi bussare a quella persona, allora si aggiunge qualche cosa ancor più profondo. La vita potrebbe diventare un rendimento di grazie, la relazione con il Signore si approfondisce e si incomincia a capire i valori cristiani e la presenza concreta del Signore che accompagna la propria esistenza. «chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.»
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,9-13 – Mercoledì 13 Agosto 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Santa Giovanna Frémiode Chantal, religiosa Tempo dopo Pentecoste Rito Ambrosiano Martedì 12 Agosto 2025
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono».” (Lc 11,5-8)
L’efficacia della preghiera non consiste solo nel dirla ma nel credere fermamente che una persona l’ascolta. Non si è mai soli, vi è sempre il Signore che ascolta le nostre preghiere. Bisognerebbe essere fiduciosi di essere ascoltati e di essere esauditi. Se vi è perseveranza nella preghiera certo non mancherà l’efficacia della presenza del Signore nell’esaudire ciò che è stato richiesto con amore. L’esperienza umana è di aiuto, se una persona insiste fino alla noia per una necessità, se non per una azione di carità ma per non sentire più l’ennesima richiesta la si concede. Così nella preghiera la perseveranza verrà premiata.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,5-8 – Martedì 12 Agosto 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Santa Chiara Tempo dopo Pentecoste Rito Ambrosiano Lunedì 11 Agosto 2025
“In quel tempo. Il Signore Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione»” (Lc 11,1-4)
Il Padre Nostro dell’evangelista Luca è più coinciso di quello di Matteo ma ci sono importanti punti. La santificazione del nome di Dio consiste nel prodigarsi nell’essere persone con buoni propositi indirizzate esclusivamente verso il bene. Vi è la richiesta della giusta sussistenza e il perdono dei peccati. Questi vengono di certo perdonati se noi facciamo altrettanto. Infine si prega per non essere in balia delle tentazioni. «Signore, insegnaci a pregare».
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,1-4 – Lunedì 11 Agosto 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo Pentecoste Rito Ambrosiano Domenica 10 Agosto 2025
“In quel tempo. Mentre i farisei erano riuniti insieme, il Signore Gesù chiese loro: «Che cosa pensate del Cristo? Di chi è figlio?». Gli risposero: «Di Davide». Disse loro: «Come mai allora Davide, mosso dallo Spirito, lo chiama Signore, dicendo: “Disse il Signore al mio Signore:
Siedi alla mia destra
finché io ponga i tuoi nemici
sotto i tuoi piedi”? Se dunque Davide lo chiama Signore, come può essere suo figlio?». Nessuno era in grado di rispondergli e, da quel giorno, nessuno osò più interrogarlo.” (Mt 22,41-46)
Gesù nacque dalla discendenza davidica cui faceva parte il padre Giuseppe ma solo da un punto di vista legale, dunque formalmente figlio di Davide e nel contempo anche Signore di Davide perché Gesù è il Figlio di Dio concepito per opera dello Spirito Santo. Infatti Davide scrisse a riguardo di una persona della sua discendenza e la chiama “Signore”, e questo è potuto accadere solo se ispirato dallo Spirito di Dio. È come se uno sposo riconoscesse il figlio della sposa come suo ma sapendo che il concepimento non è stato suo ma di un altro uomo. In questo caso Giuseppe prese in sposa Maria che aveva concepito per opera della Spirito Santo e riconobbe Gesù come suo figlio imponendogli il nome di Gesù. Gesù dunque è Signore di Davide e di tutte le persone passate, presenti e future, anche se i farisei non volevano riconoscere la divinità di Gesù e quindi come loro Signore. Gesù è Signore anche per me? È veramente il punto di riferimento della mia esistenza, il mio Dio, oppure solo in parte o solo formalmente o per nulla? Se Gesù è il mio Signore, anche le mie opere dovrebbero avere un sapore d’amore per lo sguardo che ogni giorno riesco a rivolgere la mio Dio.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI (Spunto dai Vangelo secondo Matteo 22,41-46 – Domenica 10 Agosto 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)