VI Giorno dell’ottava di Pasqua

Tempo di Pasqua
Venerdì in Albis
Venerdì 9 Aprile

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO Del GIORNO
“In quel tempo. Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a ungere il corpo di Gesù. Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole. Dicevano tra loro: «Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?». Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”».” (Mc 16,1-7)

La pietra che chiude l’ingresso al sepolcro è pesante e le donne si chiedono come potranno farla rotolare via. L’intento è il gesto di pietà della profumazione della salma di Gesù, un gesto che esprime quanto queste donne gli volevano bene.
Arrivate al sepolcro trovano una situazione molto diversa. La pietra era già stata fatta rotolare, il corpo di Gesù non c’era e un giovane dice che Gesù Nazareno, il crocifisso, è risorto.
Le donne vengono investite subito da una missione di testimonianza per i discepoli e Pietro, devono portare l’annuncio della risurrezione di Gesù.
Essere testimoni della gioia pasquale è una missione gioiosa, un annuncio di vita, di speranza, di un futuro che si apre nonostante tutte le numerose problematiche e la pandemia.
Gesù aiutaci a essere testimoni di gioia e di speranza.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 16,1-7 di venerdì 9 Aprile 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

V Giorno dell’ottava di Pasqua

Tempo di Pasqua
Giovedì in Albis
Giovedì 8 Aprile

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO Del GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù in persona stette in mezzo ai discepoli e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».” (Lc 24,36b-49)

I discepoli passano dalla desolazione, delusione, tristezza alla paura quando il Risorto appare in mezzo a loro in carne e ossa. La cosa ha una tale importanza che lascia tutti i presenti come impauriti ma poi gioiosi: questo significa che esiste la vita eterna e questa si vivrà con il corpo che sarà trasfigurato nelle sue condizioni migliori.
Ma per credere questo c’è bisogno di conferme alla incredulità umana, alla impossibilità razionale che tutto ciò possa essere vero, e non una illusione collettiva in seguito a una grave sconfitta, una profonda delusione.
Gesù che è risorto dai morti, mangia davanti a loro del pesce arrostito.
Dopo questa dimostrazione, è possibile spiegare perché i discepoli dopo la grande emozione possono finalmente ascoltare per capire. E Gesù gli apre la mente preannunciando anche la “potenza dall’alto” che rivestirà ogni discepolo, è lo Spirito Santo che verrà dato in dono.
La Pasqua è gioia. La gioia oggi è assopita e schiacciata dalla pandemia, dalla paura, e dai numerosi drammi che molte persone stanno vivendo. Gesù vuole darci speranza e gioia dicendo che oggi è vivo, e vuole essere con noi in ogni momento di difficoltà. Apriamo il nostro cuore a Gesù, alla gioia pasquale.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 24,36b-49 di Giovedì 8 Aprile 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

IV Giorno dell’ottava di Pasqua

Tempo di Pasqua
Mercoledì in Albis
Mercoledì 7 Aprile

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO Del GIORNO
“In quello stesso giorno due discepoli del Signore Gesù erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane” (Lc 24,13-35)

I due discepoli incamminati verso Èmmaus, erano tristi nel cuore. Gesù era morto e non era accaduto nulla nei tre giorni successivi. Tornavano a casa tristi e sconfitti, quella speranza che avevano nel cuore si era spenta e non pensavano affatto che potesse essere differente.
Gesù si affianca a loro e li accompagna in questo momento di tristezza e desolazione. Non li lascia soli e li sostiene con la sua sapienza, spiegando che così sarebbe dovuto accadere.
I due discepoli si sentono consolati da questo signore che li accompagna a tal punto da invitarlo a casa.
Allo spezzare del pane si svela Gesù, lo riconoscono e il loro cuore gioisce. Ritorna la vitalità, la gioia, il volere testimoniare cosa è accaduto a tutti gli altri discepoli.
La gioia di essere testimoni del Signore Gesù è viva ancora oggi. È gioioso essere suoi discepoli.
Gesù, aiutaci in questo periodo di epidemia.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 24,13-35di Mercoledì 7 Aprile 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

III Giorno dell’ottava di Pasqua

Tempo di Pasqua
Martedì in Albis
Martedì 6 Aprile

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO Del GIORNO
“In quel tempo. Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».
Mentre esse erano in cammino, ecco, alcune guardie giunsero in città e annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto. Questi allora si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati, diedero una buona somma di denaro ai soldati, dicendo: «Dite così: “I suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo”. E se mai la cosa venisse all’orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione». Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questo racconto si è divulgato fra i Giudei fino ad oggi.” (Mt 28,8-15)

Dopo l’annuncio della risurrezione di Gesù, le donne lo incontrano. Gesù va loro incontro, e le donne gli abbracciano i piedi: Gesù è vivo ed è in carne e ossa, e questo accade dopo la sua morte sulla croce!
Alle donne viene dato il compito del primo annuncio della risurrezione e del fatto che lo hanno visto risorto da morte. Portano la testimonianza ai fratelli, ai discepoli di Gesù.
La gioia pasquale è immensa ed è motivo di profonda speranza: il dono che viene concesso all’uomo è ampio, e se lo desidera riconquista quella comunione con il Signore che era andata persa a causa dell’egoismo.
Alleluia! Il Signore Gesù è veramente risorto!
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 28,8-15 di Martedì 6 Aprile 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

II Giorno dell’ottava di Pasqua

Tempo di Pasqua
Lunedì in Albis
Lunedì 5 Aprile

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO Del GIORNO
“In quel tempo. Il primo giorno della settimana, al mattino presto le donne si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: “Bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno”». Ed esse si ricordarono delle sue parole e, tornate dal sepolcro, annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste cose agli apostoli. Quelle parole parvero a loro come un vaneggiamento e non credevano ad esse. Pietro tuttavia si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi, vide soltanto i teli. E tornò indietro, pieno di stupore per l’accaduto. ” (Lc 24,1-12)

Il messaggio della risurrezione del nostro Signore Gesù Cristo, è affidato ad alcune donne che si erano recate al sepolcro. Questo fa parte dello stile del Signore, quello di fare cose al di fuori della consuetudine. Un messaggio di tale importanza sarebbe stato affidato ad una persona di una certa statura e all’epoca senz’altro un uomo. Il messaggio comunicato da due uomini in vesti sfolgoranti viene invece affidato ad alcune donne perché riferissero agli Apostoli.
Sembra che lo stupore della gioia faccia parte dello stile di Dio, diverso da quello umano e senz’altro con un grande contenuto d’amore. Le donne erano vicine a Gesù con il cuore e non per motivi di politica religiosa o altri ancora. Gli volevano bene e questa cosa vale più di molte altre.
Avranno il privilegio di vederlo per prime e di gioire alla vista del loro Signore Gesù.
È risorto, Alleluia!
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 24,1-12 di Lunedì 5 Aprile 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Domenica di Pasqua

Tempo di Pasqua
Nella Risurrezione del Signore
Domenica 4 Aprile

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO Del GIORNO
“In quel tempo. Maria di Màgdala stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.” (Gv 20,11-18)

«Ho visto il Signore!»
Ha visto, sono rimasto stupito, non poteva essere una cosa così. Ha visto. Ma questo risale a duemila anni fa. Come può essere vera questa cosa?
Poi, l’hanno visto in tanti, gli Apostoli, i discepoli, alcune folle, e questo dopo la sua risurrezione dai morti.
Hanno visto, e sono rimasto ancora stupito. Non poteva essere una cosa così. Hanno visto. Ma questo risale a duemila anni fa. Come può essere vera questa cosa?
Poi di generazione in generazione è stato trasmesso che lo hanno visto. Creduloni! Come può essere vera questa cosa?
Poi vi sono molti che pur non vedendolo con i loro occhi, dicono di vederlo con il cuore, con quel movimento d’amore che ricevono da lui, da Gesù Risorto. Forse questa cosa dell’amore che non si può vedere con gli occhi e neanche toccare, potrebbe avere una certa verità.
E anche quella descrizione di una benevola e discreta presenza di Gesù così misteriosa potrebbe essere vera.
Forse un cuore disposto, che vuole amare e vuole essere amato è in grado di ricevere quell’amore da Gesù, quella sua misericordia, almeno così dicono.
Questa cosa potrebbe essere vera, beh, credo proprio che lo sia.
E’ Risorto! È vivo! È presente! Vuole donare amore!
Alleluia! Il Signore Gesù è veramente risorto ed è vivo con noi!
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 20,11-18 di Domenica 4 Aprile 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Venerdì della Settimana autentica

Triduo Pasquale
Celebrazione della Passione del Signore
Venerdì 2 Aprile

Lettura della Passione del nostro Signore Gesù Cristo e commento

PASSIONE DEL NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO SECONDO MATTEO
“Venuto il mattino, tutti i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. Poi lo misero in catene, lo condussero via e lo consegnarono al governatore Pilato.
Allora Giuda – colui che lo tradì –, vedendo che Gesù era stato condannato, preso dal rimorso, riportò le trenta monete d’argento ai capi dei sacerdoti e agli anziani, dicendo: «Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente». Ma quelli dissero: «A noi che importa? Pensaci tu!». Egli allora, gettate le monete d’argento nel tempio, si allontanò e andò a impiccarsi. I capi dei sacerdoti, raccolte le monete, dissero: «Non è lecito metterle nel tesoro, perché sono prezzo di sangue». Tenuto consiglio, comprarono con esse il «Campo del vasaio» per la sepoltura degli stranieri. Perciò quel campo fu chiamato «Campo di sangue» fino al giorno d’oggi. Allora si compì quanto era stato detto per mezzo del profeta Geremia: «E presero trenta monete d’argento, il prezzo di colui che a tal prezzo fu valutato dai figli d’Israele, e le diedero per il campo del vasaio, come mi aveva ordinato il Signore».
Gesù intanto comparve davanti al governatore, e il governatore lo interrogò dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Tu lo dici». E mentre i capi dei sacerdoti e gli anziani lo accusavano, non rispose nulla. Allora Pilato gli disse: «Non senti quante testimonianze portano contro di te?». Ma non gli rispose neanche una parola, tanto che il governatore rimase assai stupito.
A ogni festa, il governatore era solito rimettere in libertà per la folla un carcerato, a loro scelta. In quel momento avevano un carcerato famoso, di nome Barabba. Perciò, alla gente che si era radunata, Pilato disse: «Chi volete che io rimetta in libertà per voi: Barabba o Gesù, chiamato Cristo?». Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia.
Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: «Non avere a che fare con quel giusto, perché oggi, in sogno, sono stata molto turbata per causa sua».
Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesù. Allora il governatore domandò loro: «Di questi due, chi volete che io rimetta in libertà per voi?». Quelli risposero: «Barabba!». Chiese loro Pilato: «Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo?». Tutti risposero: «Sia crocifisso!». Ed egli disse: «Ma che male ha fatto?». Essi allora gridavano più forte: «Sia crocifisso!».
Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell’acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!». E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli». Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.
Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la truppa. Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto, intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: «Salve, re dei Giudei!». Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero via per crocifiggerlo.
Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a portare la sua croce.
Giunti al luogo detto Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», gli diedero da bere vino mescolato con fiele. Egli lo assaggiò, ma non ne volle bere. Dopo averlo crocifisso, «si divisero le sue vesti, tirandole a sorte». Poi, seduti, gli facevano la guardia. Al di sopra del suo capo posero il motivo scritto della sua condanna: «Costui è Gesù, il re dei Giudei». Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra.
Quelli che passavano di lì lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Tu, che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi e gli anziani, facendosi beffe di lui dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! È il re d’Israele; scenda ora dalla croce e crederemo in lui. Ha confidato in Dio; lo liberi lui, ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: “Sono Figlio di Dio”!». Anche i ladroni crocifissi con lui lo insultavano allo stesso modo.
A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia». E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò di aceto, la fissò su una canna e gli dava da bere. Gli altri dicevano: «Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!». Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito.

Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono. Uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti.
Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, alla vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!».
Vi erano là anche molte donne, che osservavano da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo. Tra queste c’erano Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedeo.” (Mt 27,1-56)

Pilato, la morte di Giuda, la crocifissione, la morte di Cristo, il silenzio. Dopo il processo farsa nel Sinedrio Gesù viene consegnato al governatore Pilato poiché aveva la facoltà di condannare a morte. Vi è un secondo processo secondo Matteo, nel quale Gesù tace di fronte all’emergere del peccato dell’uomo. Solo una risposta dopo la domanda di Pilato: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Tu lo dici».
Pilato dubbioso e nella sua probabile convinzione dell’innocenza, agisce nel suo peccato, per motivi politici lascia che un innocente venga crocefisso, fa uccidere un uomo per venire incontro alla folla e nel contempo essere non veritiero, se ne lava le mani. Giuda capisce di aver sbagliato, di aver peccato, ma sbaglia ancora, ha perso la speranza di essere perdonato nonostante il suo tradimento. Disperato non vede altra soluzione che togliersi la vita. Non confida nel perdono del Signore Gesù.
Ed ecco l’ultimo gesto furente del male, dopo la crocifissione del Signore.
«Scendi dalla croce!»
È quello che chiedono prima i passanti deridendolo e insultandolo, poi i sacerdoti, gli scribi e gli anziani. È il colpo di coda del male che si esprime attraverso uomini ormai accecati dal loro stesso furore, invidia, gelosia. Mettono a morte un uomo innocente che è Dio ed è venuto anche per loro.
«Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?»
Dona la vita per coloro che gli sono stati amici, per coloro che gli sono stati nemici, per coloro che lo hanno crocefisso. Gesù dona la vita per salvare, l’umanità perduta nei suoi piccoli disegni di interessi personali, corporativi, di gruppi, di faccende politiche, di invidia, gelosia, cattiveria.
Dona la vita perché possa riemergere il buono, la gioia nel servizio, una vista del futuro così a volte tenebroso.
Dona la vita perché ognuno possa ritornare in vita con la speranza di un futuro che si possa aprire nonostante la pandemia.
Muore per noi, risuscita per noi. Dona la salvezza a noi.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 27,1-56 di Venerdì 2 Aprile 2021 – Triduo Pasquale – Rito Ambrosiano)

Giovedì della Settimana autentica

Triduo Pasquale
Celebrazione vespertina nella cena del Signore
Giovedì 1° Aprile

Lettura e commento della Passione del Signore

PASSIONE DEL NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO SECONDO MATTEO
“Il primo giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.
Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto».
Ora, mentre mangiavano, Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli, disse: «Prendete, mangiate: questo è il mio corpo». Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati. Io vi dico che d’ora in poi non berrò di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi, nel regno del Padre mio».
Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. Allora Gesù disse loro: «Questa notte per tutti voi sarò motivo di scandalo. Sta scritto infatti:
“Percuoterò il pastore
e saranno disperse le pecore del gregge”.

Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea». Pietro gli disse: «Se tutti si scandalizzeranno di te, io non mi scandalizzerò mai». Gli disse Gesù: «In verità io ti dico: questa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». Pietro gli rispose: «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò». Lo stesso dissero tutti i discepoli.
Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare». E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia. E disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me». Andò un poco più avanti, cadde faccia a terra e pregava, dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi via da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!». Poi venne dai discepoli e li trovò addormentati. E disse a Pietro: «Così, non siete stati capaci di vegliare con me una sola ora? Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». Si allontanò una seconda volta e pregò dicendo: «Padre mio, se questo calice non può passare via senza che io lo beva, si compia la tua volontà».
Poi venne e li trovò di nuovo addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti. Li lasciò, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: «Dormite pure e riposatevi! Ecco, l’ora è vicina e il Figlio dell’uomo viene consegnato in mano ai peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».
Mentre ancora egli parlava, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una grande folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti e dagli anziani del popolo. Il traditore aveva dato loro un segno, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!». Subito si avvicinò a Gesù e disse: «Salve, Rabbì!». E lo baciò. E Gesù gli disse: «Amico, per questo sei qui!». Allora si fecero avanti, misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono. Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù impugnò la spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote, staccandogli un orecchio. Allora Gesù gli disse: «Rimetti la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno. O credi che io non possa pregare il Padre mio, che metterebbe subito a mia disposizione più di dodici legioni di angeli? Ma allora come si compirebbero le Scritture, secondo le quali così deve avvenire?». In quello stesso momento Gesù disse alla folla: «Come se fossi un ladro siete venuti a prendermi con spade e bastoni. Ogni giorno sedevo nel tempio a insegnare, e non mi avete arrestato. Ma tutto questo è avvenuto perché si compissero le Scritture dei profeti». Allora tutti i discepoli lo abbandonarono e fuggirono.
Quelli che avevano arrestato Gesù lo condussero dal sommo sacerdote Caifa, presso il quale si erano riuniti gli scribi e gli anziani. Pietro intanto lo aveva seguito, da lontano, fino al palazzo del sommo sacerdote; entrò e stava seduto fra i servi, per vedere come sarebbe andata a finire.
I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una falsa testimonianza contro Gesù, per metterlo a morte; ma non la trovarono, sebbene si fossero presentati molti falsi testimoni. Finalmente se ne presentarono due, che affermarono: «Costui ha dichiarato: “Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni”». Il sommo sacerdote si alzò e gli disse: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: «Ti scongiuro, per il Dio vivente, di dirci se sei tu il Cristo, il Figlio di Dio». «Tu l’hai detto – gli rispose Gesù –; anzi io vi dico:
d’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo
seduto alla destra della Potenza
e venire sulle nubi del cielo».

Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: «Ha bestemmiato! Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; che ve ne pare?». E quelli risposero: «È reo di morte!».
Allora gli sputarono in faccia e lo percossero; altri lo schiaffeggiarono, dicendo: «Fa’ il profeta per noi, Cristo! Chi è che ti ha colpito?».
Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una giovane serva gli si avvicinò e disse: «Anche tu eri con Gesù, il Galileo!». Ma egli negò davanti a tutti dicendo: «Non capisco che cosa dici». Mentre usciva verso l’atrio, lo vide un’altra serva e disse ai presenti: «Costui era con Gesù, il Nazareno». Ma egli negò di nuovo, giurando: «Non conosco quell’uomo!». Dopo un poco, i presenti si avvicinarono e dissero a Pietro: «È vero, anche tu sei uno di loro: infatti il tuo accento ti tradisce!». Allora egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quell’uomo!». E subito un gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola di Gesù, che aveva detto: «Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». E, uscito fuori, pianse amaramente.” (Mt 26,17-75)

Corpo donato. Sangue versato. Gesù si dona in modo completo per la possibiltà di salvezza di ogni uomo.
La Pasqua con gli Apostoli, la stanchezza degli Apostoli, il tradimento di Giuda, il processo farsa, la condanna, i tre rinnegamenti di Pietro.
La prima parte della Passione del nostro Signore Gesù Cristo, ci indirizza verso una grande ingiustizia, quella degli Apostoli che non hanno saputo vegliare neanche per una sola ora con Gesù in quell’orto. È qui che Gesù soffre intensamente prima di essere consegnato, è il peso dei peccati dell’umanità che grava su di lui e la assume perché ci sia salvezza, perdono.
L’ingiustizia prosegue con l’esecuzione del tradimento, l’arresto di Gesù con quel bacio di Giuda. Un bacio dal sapore amaro. Gesù lascia che tutto possa accadere e non permette alcuna difesa con le armi perché l’espressione del male abbia la sua libertà, quel male espresso da persone diventate cieche davanti al Cristo. Tutti i discepoli abbandonano Gesù.
L’uccisione di Gesù dev’essere giustificata, ci deve essere qualche cosa di grave per condannare a morte un innocente, l’unico fra gli uomini a non aver peccato, e forse era questa la sua colpa. La cecità nel non riconoscere in Gesù il Cristo fa in modo che quello che è salvezza diventi bestemmia. Il processo è compiuto, la condanna è fatta.
Pietro, dopo aver abbandonato il Signore, si fa vicino al luogo del processo. Riconosciuto, dapprima nega, poi giura, e infine bestemmia. Rinnega, rinnega e rinnega, tre volte. Quel canto del gallo lo fa ritornare in sé, forse qui inizia la salvezza con quel pianto amaro di Pietro.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 26,17-75 di Giovedì 1° Aprile 2021 – Triduo Pasquale – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della Settimana autentica

Settimana Autentica
Mercoledì 31 marzo

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnarlo.” (Mt 26,14-16)

Tutto sta per essere compiuto. Ognuno vive nella pienezza la propria libertà nelle scelte fatte e perseguite. Così per Giuda Iscariota, il suo progetto di tradimento va avanti e si completa. Addirittura viene fissato un prezzo, trenta monete d’argento. Lo stesso Giuda aveva prima criticato per quell’olio così prezioso usato per ungere Gesù, poteva essere invece venduto e il ricavato dato ai poveri. La fragilità umana è immensa e le contraddizioni , le menzogne sono sempre presenti.
Giuda compie il suo progetto di separazione da Gesù, la tenebre si fanno spesse e la morte si avvicina.
Una morte per il nostro Signore Gesù Cristo cui seguirà la sua Risurrezione.
Una morte spirituale per Giuda che cadrà nella disperazione e nel suicidio.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 26,14-16 di mercoledì 31 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Martedì della Settimana autentica

Settimana Autentica
Martedì 30 marzo

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Terminati tutti questi discorsi, il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi sapete che fra due giorni è la Pasqua e il Figlio dell’uomo sarà consegnato per essere crocifisso».
Allora i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo si riunirono nel palazzo del sommo sacerdote, che si chiamava Caifa, e tennero consiglio per catturare Gesù con un inganno e farlo morire. Dicevano però: «Non durante la festa, perché non avvenga una rivolta fra il popolo».” (Mt 26,1-5)

In quest’annuncio della sua Passione e Morte, Gesù sembra che dia il permesso ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo di riunirsi con il sommo sacerdote, Caifa, per farlo morire.
Come scritto dall’evangelista Matteo, sembra che questa riunione sia la conseguenza dell’annuncio del Signore, come se desse non il consenso e tanto meno l’approvazione, ma il permesso di agire in piena libertà senza alcun impedimento perché tutto si possa compiere.
Gesù si offre alla malvagità delle architetture umane per far sembrare giusta l’estrema ingiustizia: la condanna e l’esecuzione tramite crocifissione del Signore, innocente, agnello senza macchia.
Da qui viene la possibilità di salvezza.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 26,1-5 di Martedì 30 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)